martedì 30 dicembre 2014

Capodanno 2014-2015

Stendere un menu per la cena del 31 o la colazione del primo dell'anno non è impresa semplicissima...
Tante sono le variabili, che vanno dall'abilità culiaria, al numero delle persone che siederano alla nostra tavola, senza tralasciare i gusti di ciascuno e le possibili intolleranze.


A mio parere in questi casi, la regola inderogabile è  quella di non strafare, ma neppure essere eccessivamente minimalisti. Bisogna sforzarsi di trovare il giusto equilibrio che accontenti tutti i commensali. Quindi io consiglierei per il 31, di preparare piccoli sfizi di antipasto, un primo piatto caldo, un secondo e vari contorni, un piccolo dessert al piatto, per finire, dopo la mezzanotte, con lenticchie e cotechino e dolci della tradizione. E il giorno dopo? Seguite la stessa regola e non fatevi prendere la mano se non vorrete trovarvi costretti a smaltire avanzi per una settimana.
 Allora qui di seguito vi propongo una selezione di piatti che, secondo me, possono andar bene, a voi resta il compito di combinarli tra loro a seconda del vostro gusto personale, cercando di non ripetere nelle varie portate gli stessi ingredienti ma scegliendo un filo conduttore.






Secondi

Contorni

 Per i dolci vi rimando alla pagina dedicata. Avrete l'imbarazzo della scelta.

 Scusate la fretta, ma s'è fatta n'a certa...
Buon Anno a tutti,

Ornella

Testi ed immagini sono protetti dalla legge sul diritto d'autore n. 633/1941 e successive modifiche. 
Copyright 2009-2014© Ornella Ammodomio - All Rights Reserved









venerdì 26 dicembre 2014

Cappelletti di mia madre

Il 26 Dicembre a casa mia si è  sempre fatto il brodo di pollo o di tacchino con i "cappelloni" di mia madre.
Glieli ho visti fare migliaia di volte, ma sulle proporzioni tra farcia e impasto non mi raccapezzavo proprio fino a stamattina. Ecco perchè oggi mi sono alzata praticamente all'alba, ho messo a fare il brodo e ho cominciato i preparativi.
Allora mi appunto subito le dosi dei  capelletti di mia madre, prima che le  mentichi. E che restino a futura memoria di mia figlia e delle mie nipoti.
Avvertenze:
Questo post ha il solo e  unico scopo  di tramandare una tradizione natalizia di casa mia...
La ricetta dei cappelletti che vi propongo infatti, nulla ha a che spartire con quella  della tradizione romagnola, essendo una versione di mia madre rigorosamente "ammodosuo" e in formato extra large. ;)  Con nessuna pretesa quindi, da parte mia, di stravolgere ricette tipiche della cucina italiana per le quali nutro il massimo rispetto. ;)
Cappelletti 
di mia madre

Cappelletti

Ingredienti per circa un centinaio  di quadratini (di circa 7 cm per lato)

per la sfoglia
600 gr di farina
6 uova medie
un pizzico di sale

per la farcia
250gr di pollo
250 gr di manzo
250 gr di maiale
100 gr scarsi di mortadella
parmigiano grattugiato 80-100 gr circa
1 tuorlo con poco albume
olio e burro
sale e pepe

Far soffriggere a fuoco moderato la carne tritata in olio e burro, quindi lasciarla raffreddare prima di aggiugenre la mortadella tritata, il parmigiano e l'uovo. Mescolaretutti gli ingredienti per ottenere una farcia morbida e ben amalgamata.
 Mentre cuoce la carne, impastare la sfoglia nel modo consueto e lasciarla riposare, coperta a campana, per 30 minuti. A questo puto tirare la sfoglia con l'Imperia, fino alla terz'ultima tacca. Tagliare i quadratini  di 7 cm per lato, e formare i cappelletti in questo modo Qui.
Lasciarli asciugare su un vassoio ricoperto da un canovaccio.
Note: 
Mi è avanzata un po' di farcia... A occhio direi che con una sfoglia fatta da 7-8 uova il ripieno non sarebbe avanzato.

 Buon Santo Stefano a tutti,

Ornella

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lunedì 15 dicembre 2014

Sannacchiùdere o Sannacchiùder | La vera ricetta originale e quella eretica al cioccolato

La ricetta tradizionale dei Sannacchiùdere, il dolce tipico del Natale tarantino,  l'avevo già pubblicata qui. La vera ricetta originale intendo, quella che si tramanda da generazioni, di madre in figlia, senza uova, e senza alcun agente lievitante. Aggiungere lievito e uova all'impasto  sarebbe per una vera massaia tarantina, altro che eretico, proprio da rogo immediato. :D 
L'impasto infatti, se fatto a regola d'arte, darà dei bocconcini dalla consistenza leggermente croccante che  si sciolglieranno in bocca.

Sannacchiùder

Mi avete chiesto su FaceBook cosa sono i Sannacchiùder e perchè si chiamano così...
Sebbene vi assomiglino molto e forse abbiano in comune l'origine magnogreca, non sono Struffoli e neppure Purceddhruzzi salentini... Niente uova nell'impasto, nè lievito, come ho già detto, ma neppure frutta candita o bucce grattugiate di limone, neanche esenza di fiori d'arancio. E' un impasto povero, aromatizzato solo dalle spezie, e con poco zucchero. La parte alcoolica poi è indispensabile per dare la giusta consistenza. Infatti in cottura gli gnocchetti si gonfieranno proprio per l'azione dell'alcool. Potete sostituire i liquori  indicati dalla ricetta, ma vi sconsiglio il limocello o liquori troppo dolci perchè sbilancerebbero il risultato finale, rendendo i Sannacchiuder un po' stucchevoli. Al limite sostituite la parte alcolica con alcool per liquori.
Sull'origine dello strano nome se ne raccotano tante...
 In dialetto tarantintino  l'espressione"s'hanno a chiuder(e)"- le vocali finali in tarantino non si pronunciano- equivale molto semplicemente a " si devono chiudere", sia perché i tocchetti di impasto si strisciano sulla grattugia come gli gnocchi, sia per il fatto che andrebbero chiusi in credenza, per evitare che i più golosi li mangino tutti subito. La leggenda della mia famiglia (tarantina da generazioni) narra infatti che mia nonna Concetta li nascodesse così bene da far arrivare intonso  un piattino di Sannacchiùder  fino alla Pasqua successiva, come faceva sua madre e forse sua nonna. ^_^ Insomma non ci inventiamo "bubbole" peffavore ... :D
E veniamo alla svolta eretica...
Erano anni che Simona me ne chiedeva una versione al cioccolato... Stavolta ho deciso di accontentarla... Il risultato è, a dir poco, strepitoso!!!


Sannacchiùdere al cioccolato

Allora, ho dimezzato le dosi della ricetta di zia Rachele - la migliore in assoluto della mia famiglia - ottenendo una quantità  più che sufficiente per noi. Metà li ho passati nel miele come tradizione comanda e metà sono finiti in una glassa al cioccolato.

Sannacchiùdere o Sannacchiùder | La ricetta originale e quella eretica al cioccolato


SANNACCHiùder

ingredienti per 4 vassoietti da 20 cm x 5 cm:

per l'impasto
500 gr di farina 00
50 gr di zucchero semolato
100 gr di olio extra vergine di oliva pugliese
mezzo bicchierino di anice
mezzo bicchierino di rum bianco
vino bianco q.b. (circa un bicchiere o poco più o poco meno)
un pizzico di sale, di cannella, mezzo chiodo di garofano
bucce di 1 mandarino e   mezza arancia
olio extravergine per friggere


per finire


250 gr di miele ( solo se e fate le due versioni. Altrimenti di miele ne occorrerà il doppio per la sola versione tradizionale)
codette colorate
1 pugno di mandorle sgusciate (aggiunta mia)

per la glassa al cioccolato
250 ml di panna fresca
200 gr di cioccolato fondente
1 cucchiaio di miele



Far scaldare l’olio facendolo sfumare con le bucce di arance e mandarini, quindi togliere le bucce e far raffreddare. Impastare sulla spinatoia la farina con lo zucchero, il sale, la cannella , il chiodo di garofano, i liquori, l’olio tiepido e vino bianco quanto basta per ottenere un impasto morbido come quello per gli gnocchi di patate. Procedere  quindi come per fare una specie di gnocchetti della grandezza di una mandorla sgusciata, passandoli col pollice sulla grattugia. Friggere i pezzetti di pasta in abbondante olio extra vergine, farli sgocciolare dall'olio in eccesso su carta da cucina.
Per finire la ricetta nel modo tradizionale, scaldare il miele in un tegame capiente, calarvi poco per volta i Sannacchiuder per qualche minuto, scolarli con il mestolo forato e deporli nei piatti da portata. Aggiungere il miele caldo rimasto e decorare con le codette colorate.
Per la glassa al cioccolato, scaldare la panna fino al primo bollore, fondere il cioccolato e aggiungere il miele, quindi mescolare i due composti senza far incorporare aria. A questo punto, procedere come si è già fatto con il miele.


Sanacchiùder al cioccolato74

Note: 
1)Ribadisco che nella ricetta originale di tradizione non c'è lievito di alcun tipo, nè uova, men che meno il lievito di birra.
2)Non aggiungete acqua al miele, nella maniera più assoluta. Altrimenti il tutto diventerà durissimo e immagiabile.
3)Si può fare l'impasto a macchina a velocità bassa, aggiungendo il vino poco per volta.
4)Non aumentate la quantità della farina anche se l'impasto vi sembrerà lievemente appiccicoso. Lavorate gli gnocchetti sulla spianatoia spolverata leggermente di farina, ma non infarinate i pezzetti d'impasto prima di friggerli.
5) Potete sostituire i liquori con alcool a 90°. No al  limoncello, che sebbene profumato, è troppo dolce.
6) La quantità di vino indicata è orientativa. Io procedo a occhio.. ;)

Mi pare tutto... Buona giornata,

Ornella

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sabato 13 dicembre 2014

Minestra di carciofi e patate

Siete indaffarati in questi giorni che precedono il Natale?
A casa mia non c'è un attimo di tregua... Quest'anno, non avendo alcuna voglia di perdermi nello shopping natalizio, ai miei amici più cari farò solo regali golosi. Pensate che oggi ho comprato una quantità imbarazzante di cioccolato, tanto che alla cassa mi sono pure un po'vergognata. :D  Non so ancora come lo utilizzerò, ma averlo in dispensa pronto all'uso mi dà un senso di "sicurezza". Epperò non si vive di solo cioccolato... 
Così una minestra calda, una di quelle che a casa mia d'inverno si preparavano spesso, sazia lo stomaco e scalda il cuore. E' una minestra semplice e gustosa che con un tocco sfizioso dato dal provolone piccante diventa un vero confort food. Superfluo aggungere che il provolone è l'Auricchio, come è sempre stato a casa mia. Auricchio infatti mi ha detto #provolaci e io non ho potuto dire di no. ^_^

Minestra di carciofi e patate

Minestra di carciofi e patate

Ingredienti:

3 carciofi
3 patate
5 cucchiai di olio extravergine
180 gr di vermicelli spezzati a mano
1 spicchio di aglio
formaggio grattugiato q. b.
provolone piccante a piacere

Scaldare l'olio con l'aglio, aggiungere i carciofi tagliati a spicchi non tropo sottili e le patate a tocchetti. Far insaporire gli ingredienti, togliere l'aglio, salare e coprire con acqua. Portare a cottura a fuoco medio, aggiungendo acqua, se serve. A fine cottura la minestra dovrà comunque essere un po' "brodosa". Spezzare i vermicelli e lessarli in acqua salata, scolandoli 2 minuti prima della cottura indicata, quindi mescolarli alla minestra di carciofi e patate sul fornello acceso. Prima di impiattare la minestra calda, porre sul fondo di ciascuna fondina un po' di provolone piccante e completare con formaggio grattugiato. Volendo, si può sevire dopo un brevissimo passaggio al grill.




Buon fine settimana,



Ornella


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venerdì 5 dicembre 2014

Stelline di mandorle e semola con mousse di tonno

 Siamo già alla vigilia di San Nicola e ormai il Natale è alle porte...
Allora rimbocchiamoci le maniche e pensiamo ai menu delle feste cominciando da uno stuzzichino sfizioso.

STELLINE

E siccome a noi sono già arrivati i primi regali, abbiamo pensato di utilizzarli subito per darvi qualche idea carina da replicare o da regalare a Natale. ^_^

Tonno CALLIPO

Perciò passiamo subito alle due ricette, ché il tempo scorre inesorabile... ;)

Stelline di mandorle e semola con mousse di tonno

STELLINE

Ingredienti:

per la mousse
160 gr di tonno al naturale
125 ml di panna fresca da montare

per circa 25 le stelline
125 gr di farina di mandorle
50 gr di semola rimacinata
50 gr di di vino bianco secco
1 cucchiaio di olio extravergine
1 cucchiaino da caffè raso di sale fino
una punta di cucchiaino di bicarbonato di sodio o di lievito istantaneo per torte salate

Impastare velocemente la farina di mandorle con la semola, l'olio, il vino, il sale e l'agente lievitante. Avvolgere l'impasto nella pellicola e laciarlo riposare in frigo per 30 minuti.

STELLINE

Stendere col matterello l'impasto sulla spianatoia; ricavare le stelline con il taglia biscotti, quindi infornare a 190°C fino a doratura.

Nel frattempopreparare la mousse.

Tonno CALLIPO

Frullare nel mixer il tonno ben sgocciolato dal suo liquido. Montare la panna e mescolarla, a mano, alla crema di tonno.
STELLINE

Servire le Stelline con la mousse di tonno come antipasto o come simpatico stuzzichino.


Buon San Nicola,

Ornella

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venerdì 28 novembre 2014

Pizza in teglia veloce veloce

 Nessuno lo mette in dubbio che per fare in casa una buona pizza in teglia occorra un bel po' di tempo... 
E se al pomeriggio ci venisse l'improvvisa voglia di preparare una pizza per cena? Niente paura... Con qualche trucchetto sepoffa'! ;) Ieri sera ho impastato alle 19 e alle 22 circa eravamo già a tavola. :D


PIZZA


Il risultato lo vedete nelle foto...
Cosa vi serve? Un robot da cucina (ma se non ce l'avete potete fare l'impasto a mano), una spianatoia, due buone farine (delle quali una di forza), un po' di lievito di birra (3-6 gr a seconda del tempo a disposizione) e una mezza bottiglia di acqua minerale frizzante, come quella utilizzata qui. Per il condimento saranno necessari: passata di pomodoro; mozzarella fior di latte; olio extravergine; una spolverata di formaggio grattugiato e un po' di sale. Tutto qui.  ^_^
Senza perdrci in chiacchiere, andiamo subito alla ricetta.

Pizza in teglia veloce veloce


Pizza in teglia


Ingredienti per una teglia da 34 cm di diametro:

per l'impasto
220 gr di farina 00 per pizze (circa) 
150 gr di farina di forza W 400 (circa)
30 gr di farina 00 per lo spolvero (circa)
1 gr di zucchero
3 gr di sale
3-6 gr di lievito di birra fresco (i grammi di lievito dipenderanno da quanto tempo avete a disposizione e quanto è calda la vostra cucina)
200 gr di acqua  frizzante (circa)
50 gr di acqua semplice

per il condimento
200 ml di passata di pomodoro
125-150 gr di mozzarella fior di latte
2 cucchiai di formaggio grattugiato
olio extravergine q.b.

 Sbriciolate il lievito nel boccale del robot, unite lo zucchero, 50 gr di acqua semplice e 2 cucchiai di farina presi dal totale. Azionate la macchina per pochi secondi e lasciate riposare il lievitino per circa 15 minuti. A questo punto aggiumgete alterativamente le due farine, l'acqua, il sale, lavorndo con il robot per pochi minuti. Vedrete che l'impasto si formerà velocemente staccandosi dalle pareti del boccale anche se sarà piutosto molle e appiccicoso. Ribaltatelo sulla spianatoia infarinata e cominciate a lavorarlo col metodo delle capriole. Guardate questo video.
Vi accorgerete che l'impasto dopo una decina di capriole sarà elastico e non più appiccicoso. Raccoglietelo a palla, fate le pieghe del primo tipo, tirando i lembi e portandoli al centro, quindi lasciatelo sulla spianatoia coperto a campana con una ciotola di plastica. Appena avrà raddoppiato il suo volume ribaltatelo nella teglia ben unta di olio, quindi rigiratelo a faccia in sù, sempre con la chiusira sotto. Lasciatelo così per 10 minuti prima di stenderlo, allargandolo, infilando il palmo delle mani  dal di sotto. Mettete la teglia in forno spento ma preriscaldato a circa 50° C e aspettate che lieviti ancora fino al raddoppio.
Ora togliete la teglia dal forno e accendetelo a 250° in modalità statica, quindi procedete con il condimento.

Pizza in teglia



 Prima la passata, poi un po' di sale, la mozzarella a fettine, una spolverata di formaggio grattugiato e un giro d'olio. Infornate la teglia sul fondo del forno e fate cuocere finché non vedrete che il bordo esterno comincerà a scurursi leggermente (circa 10 minuti). Mettete la teglia sulla grata di mezzo e portate a cottura. Ecco che la pizza in teglia veloce veloce è pronta per essere gustata! ^_^


PIZZA ni teglia


Buon fine settimana,

Ornella

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giovedì 27 novembre 2014

Come fare il Panettone in casa

Avete mai pensato di farvi il Panettone in casa? Ci avete già provato e siete rimasti delusi? A dirla tutta l'idea mi ha sempre intimorito...

Panettone

Ma quest'anno mi sa che ci provo con la loro ricetta inedita pubblicata sul numero di Dicembre de La Cucina Italiana!
Eggià... perché se c'è una cosa che ho imparato in questi anni di frequentazione della foodblogosfera è che di Adriano e Paoletta ci si può fidare a occhi chiusi, così come della storica e prestigiosa testata di cucina.


Adriano e Paoletta


Mi sa che stavolta non avrò più scuse...
Mi cerco gli stampi e comincio a sperimentare...
E voi che aspettate? Correte in edicola! La ricetta sembra davvero alla portata di tutti.


LCI

Buona giornata a tutti,

Ornella


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giovedì 20 novembre 2014

Spaghetti all'Assassina

Che la minestra scarfata" (scaldata) sia sempre la migliore, come ho già detto a proposito delle fave, non è un segreto per nessuno, ma l'Assassina è un'altra cosa... Non è una pasta avanzata e scaldata, è una filosofia di vita! ;)
Essì, forse nasce come piatto del Martedi*, di recupero del ragù della domenica, ma non della pasta. O forse più semplicemente la sua origine è frutto dell'abilità  di creare un piatto straordinario con quei pochi ingredienti che in dispensa non mancano mai, tipica delle massaie baresi... Un piatto di pasta, caldo, anzi "fumante",croccante e piccante, da preparare veloce veloce  per placare l'appetito di famiglie numerose. Chissà, vai a sape'... 
Sta di fatto che gli Spaghetti all'Assassina a Bari sono un must in tutti i ristoranti della città, tanto da  aver dato vita ad un'Accademia e a una Controaccademia (dei membri  non di sesso maschile ^_^). Entrambe molto attive, composte da giudici attenti e esigentissimi,  sono in breve tempo diventate croce e delizia dei ristoratori locali. :D
Vabbè, non mi voglio dilungare, preferisco parlare della  ricetta e della mia tecnica per ottenere un buon piatto.
La ricetta ufficiale dell' Accademia prevede una sorta pasta risottata, con spaghetti spezzati in due, se non si possiede una padella di ferro delle dimensioni adatte. Però il mio cuore terrone all'idea dello spaghetto spezzato e risottato sanguina :( e quindi, chiedendo umilmente perdono agli accademici ;), procedo diversamente.
 Per le dosi non si può che andare a occhio... Dipenderanno dalla fame dei vostri commensali e dalla vostra abilità culinaria nel gestire in padella grandi quantità di pasta. 
 A casa mia  calcolo grosso modo 80-100 gr di spaghetti a commensale e circa 40-50 ml di sugo di pomodoro, già cotto e ristretto.
Sembra un piatto semplicissimo, ma vi assicuro che così  non è.

* Una volta il menu settimanale era fisso. Se non ricordo male prevedeva: ragù la domenica, sabato e  lunedì brodo, mercoledì legumi, venerdì pesce, martedì e giovedì un piatto a base di sugo di pomodoro.

Spaghetti all'Assassina

Spaghetti all'ASSASSINA

Ingredienti:
Spaghetti
sugo di pomodoro già cotto e ristretto (meglio se ragù alla barese) Assolutamente no  al ragù secondo l'Accademia. Mi sono presa la giusta dose di bacchettate. ;) 
poco olio extravergine
1 spicchio di aglio
peperoncino a gusto personale (il piatto è comunque piccante)

Calare la quantità di spaghetti desiderata in abbondate acqua leggermente salata, e attendere pochi minuti affinchè si ammorbidiscano, quindi scolarli bene con una pinza, tenendo da parte, al caldo, l'acqua di cottura;  condirli subito con  mestolo di sugo e mescolarli.
 Nel frattempoin una larga padella di ferro avrete già fatto scaldare a fuoco vivo l'olio con l'aglio e il peperoncino sminuzzato. A doratura togliete lo spicchio di aglio e mettete in padella gli spaghetti già  pazialmente conditi. A questo punto comincia la fase delicata... 
Allargate al centro gli spaghetti usando una spatola di legno. Nel vuoto creatosi ponete ora un mestolo di sugo  diluendolo contemporaneamente con poca acqua di cottura della pasta, e, senza mescolare, ma con un movimento circolare dai bordi della padella, spingete la pasta  verso il centro. Allargate di nuovo al centro, aggiungete il sugo e ripetete velocemente la stessa operazione. La pasta va toccata il meno possibile perché deve assorbire il condimento cuocendosi a fuoco vivace. Non va saltata né rimestata, ma quasi accarezzata in senso circolare con la spatola di legno. Quando, a occhio, vi sembrerà quasi a cottura ultimata. - se non ne siete certi assaggiatela -, aggiungete un mestolino di sugo non diluito, alzate la fiamma al massimo e lasciate abbrustolire per qualche minuto senza mescolare oltre, quindi portate in tavola, e servite subito.

Buona giornata a tutti,

Ornella


Edit: Questa ricetta è stata pubblicata nel 2015 nel libro di Gabriella Genisi "Spaghetti all'Assassina", edito da Sonzogno nel 2015. Felice io.. ^_^
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lunedì 17 novembre 2014

Cake infiniment au chocolat et fleur de sel di P.Hermé

Un altro dolce al cioccolato? O.o
Stavolta la colpa è della solita Fabiola ;) che, assaggiato il cake infiniment, non vedeva l'ora di rifarlo a casa sua. Ma la ricetta di Hermé dove la troviamo? Ecco, diciamolo subito: la ricetta nell'ultimo libro del famoso pasticcere  francese non c'è! :( 
L'unica fonte accreditata che avrebbe potuto aiutarci è lei. E infatti proprio a lei mi sono rivolta... ^_^ Nel giro di 5 minuti mi ha inviato la ricetta! Che l'abbia avuta dalle mani di Pierre Hermé in persona? ;) Chi può dirlo? Magica Pin!!!
A questo punto, venuta in possesso del tesoro, potevo limitarmi a passare la ricetta titolata a Fabiola sic et simpliciter? Giammai! :D 
L'ho condivisa immediatamente con Paola e Ilaria e ci siamo messe subito a lavoro. ^_^ La ricetta è semplicissima, davvero alla portata di chiunque; il risultato è un cake  infinitamente cioccolatoso, davvero eccellente. Quindi vi invito a provarla senza indugiare. Sentitammééééééé... ;)

Cake infiniment au chocolat et fleur de sel 
di P.Hermé

CAKE infiniment P- Hermè

Ingredienti per 2 stampi da plumcake da 20 cm x 9 oppure 4 da 10 cm x 4,5 cm 

Pate à cake
210 g di burro
210 g di zucchero
170 g di farina type 55*
45 g di cacao
4 grosse uova* (le mie erano medie)
5 g di lievito per dolci
90 g di cubetti di cioccolato al fior di sale

Cioccolato al fior di sale
120 g di cioccolato al 67% ( il migliore che avete in dispensa)
 5 g di fior di sale (ho usato sale di Cervia)

 Glassa al cioccolato*

Sciogliere il cioccolato con il sale; stendere ad un'altezza di 1 cm; far solidificare e poi tagliare cubetti di 1x1 cm (se lo mettete in uno stampino usa e getta da 10 cm di lughezza verrà perfetto).
Setacciare la farina insieme al lievito e al cacao. Lavorare il burro in pomata nella ciotola del robot, aggiungere lo zucchero e mixare per 5 minuti, incorporando le uova uno alla volta. Togliere dal robot e mescolare le polveri setacciate in precedenza con la spatola, a mano. Infine aggiungere i cubetti di cioccolato. Infornare a 180° fino a cottura. Fare la prova stecchino.


Cake au cholate et fleur de sel

Questa è la base del cake, che è una 4/4 in piena regola. Il mio consiglio è quindi di *pesare prima le uova (sgusciate :D) e poi procedere con uguale peso degli altri ingredienti, avendo l'accortezza di sommare il cacao alla farina.

*La farina indicata nella ricetta è di un tipo meno debole della nostra 00. Ho perciò aggiunto un cucchiaio di W400.

*Per la glassa al cioccolato ho usato questa.
Se non siete abili e non volete rischiare, procuratevi al supermercato una buona glassa al cioccolato già pronta. Mounsier Hermé ci perdonerà? Fabiola no di sicuro! ^_^


Cake au cholate et fleur de sel

L'ho decorato con un grappolino di ribes e due foglioline di menta. A mio parere l'abbinamento è azzeccato.
E ora la palla passa a Paola...

Letta la ricetta mi è venuta subito voglia di provarla, complice anche il fatto che la sera prima (tu guarda alle volte il caso...) avevo preso dei cioccolatini fondenti al fior di sale della Venchi... In programma però avevo una torta di ricotta e allora ho pensato di unire le due cose :D :D 



Ve la ricordate la torta di ricotta maremmana??? Basta sostituire la base con la ricetta di Hermé, per ottenere un dolce meraviglioso.

Cake infiniment au chocolat con ricotta


Mezza dose di impasto per cake infiniment au chocolat
350 g di ricotta
1 uovo
200 g di zucchero
vaniglia
poca marmellata di lamponi/amarene 

Preparare, come da ricetta, la base del dolce e stenderla in una teglia ben imburrata con uno spessore di circa 1,5 cm. Io ho usato una teglia rettangolare da plumcake, ma va bene anche una rotonda...
Montare la ricotta con lo zucchero ed unire poi l'uovo e la vaniglia: il composto deve avere più o meno la stessa densità dell'impasto di base. Stenderlo sopra l'impasto al cioccolato e lisciare la superficie. Versare qua e là piccole porzioni di marmellata con il cucchiaino. 
Infornare a 180°C per circa 35-40 minuti. 
Servire la torta tiepida spolverizzata di zucchero a velo.

Avendo io preparato la dose intera di impasto, con l'altra metà ho preparato dei mini cake che ho glassato con cioccolato fondente (reso un pochino più fluido con l'aggiunta di Mycrio) e decorato con piccole violette candite. Semplicissimi, ma perfetti per un tè elegante.



Ed ora non vi resta che fare un salto da Ilaria per vedere la sua versione... Cosa aspettate?


Buona giornata,

Ornella e Paola


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