martedì 29 luglio 2014

il primo compleanno di Eataly Bari| Facciamo un bilancio


 Dal 31 luglio al 10 Agosto Eataly Bari si appresta a festeggiare il primo compleanno con torta e spumante,   degustazioni, corsi, eventi, promozioni con tantissimi prodotti ad 1 euro.


A un anno dalla tanto contestata e discussa inaugurazione, provo a tracciare un bilancio della sua attività dal  mio personale punto di vista.
L'aspetto positivo, e forse più evidente, dell'apertura di Eataly è stato quello di generare  una sana concorrenza con la Grande Distribuzione.  Se prima infatti erano  introvabili una serie di prodotti pugliesi di nicchia, oggi invece, anche in alcuni supermercati cittadini è  più facile acquistare farine di ogni genere,  semole di qualità, ceci neri, cipolle d'Acquaviva (vere) insieme a certi prodotti quali salumi, formaggi, conserve particolari,  tipi di  frutta e verdura dimenticati,  erbe aromatiche  quasi sconosciute. 
Mi sarebbe piaciuto però  sapere che la "cultura del cibo pugliese" fosse stata esportata  a livello nazionale e internazionale attraverso gli altri punti vendita Eataly. 

Mi spiego meglio...
Perché mai, per esempio, la mia amica Paola che vive a Roma non  può trovare da Eataly le ottime Semole d'autore di Casillo, o il vincotto di fichi? E cambiando argomento... Perché fare a Bari e non a  Milano un corso su Pettole e Panzerotti, a Genova  sulla Focaccia barese, oppure a Torino sulla pasta fresca pugliese e via di seguito?
Di contro a Bari, con tutto il rispetto per i professionisti del settore coinvolti nelle varie iniziative, poco o niente mi interessa imparare a fare gli Spocamuss, seppur in versione creativa o le Orecchiette e i Cavatelli... Mi piacerebbe molto di più capire ed apprezzare la cucina tradizionale delle altre regioni italiane, con corsi e degustazioni  di prodotti d'eccellenza difficilmente reperibili qui da noi.
Non sarebbe stato più logico adottare la stessa filosofia per i ristoranti di Eataly, almeno in parte? Mi sono chiesta più volte per quale ragione dovrei andare a mangiare pugliese, o ancor peggio barese, a Eataly Bari, quando l'offerta in città è vasta e a prezzi decisamente più competitivi a fronte di una buona qualità? Se invece, sia pure per periodi limitati di tempo, a rotazione, potessi mangiare piatti tradizionali di altre regioni, fatti a regola d'arte,  ne sarei certamente più attratta.
E se è vero, come è vero che da Eataly  Bari si possono acquistare alcuni prodotti non pugliesi (lo Strolghino; le Raviole del plin; le creme spalmabili alla nocciola del Piemonte...) o degustare preparazioni tipiche di altre regioni (la pizza napoletana; la piadina romagnola...) la nota dolente in una regione come la Puglia, in una città come Bari, rimane il costo elevato. E' sempre vero il detto "come spendi, mangi"? ;)
In conclusione può dirsi che Eataly Bari rappresenti una scommessa vinta? 
Lungi da me l'idea di aggiungermi alla schiera dei detrattori della prima ora, pronti a cambiare magicamente opinione al primo invito "markettaro" ricevuto ;)ma il mio entusiasmo iniziale è un po' scemato e le aspettative relativamente deluse. Mi piacerebbe che Eataly fosse un'opportunità di crescita, di valorizzazione della cultura del cibo e della consapevolezza di possedere una grande ricchezza, sì da tutelare, ma anche da condividere e diffondere con maggiore facilità. Perché non coinvolgere la rete in un progetto più ampio e articolato che vada al di là della ovvia e scontata promozione pubblicitaria?
 Insomma, a mio parere, sarebbe preferibile meno business fine a sé stesso, meno fasullo gastrofighettismo, più interazione e scambio tra i vari punti vendita ed i professionisti che vi operano, per non parlare di eventi o convegni ad alto livello, aperti ad un pubblico di veri estimatori. Ce ne gioveremmo tutti, compreso Farinetti e soci.


Alla prossima,

 Ornella

Testi ed immagini sono protetti dalla legge sul diritto d'autore n. 633/1941 e successive modifiche. 
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lunedì 14 luglio 2014

Zucchine alla scapece

Ricetta tradizionale napoletana, oggi... In verità conosciutissima e preparatata anche in tutta la Puglia, seppure, a volte,  più nota con il nome di zucchine alla poverella
Anche mia madre le ha sempre fatte  come contorno a secondi piatti di carne o di pesce, ma tagliate a listarelle piuttosto spesse, quanto un dito, stra-fritte, senza aglio e senza mentuccia, che a lei non piacciono.


Fiumi di inchiostro si sono consumati per scoprire l'origine del termine scapece. Latina? Spagnola? Araba? Persiana? Fate vobis... So solo che le migliori  mai mangiate in vita mia le preparava una cara signora napoletana, mamma di una mia compagna di liceo prima e di Università poi.
Quando  Virginia ed io, dalla domenica sera al venerdì pomeriggio, migravamo  da Taranto a Bari per frequentare l'Università, avevamo l'abitudine - come gli emigranti veri ;) - di portarci da casa un sacco di cose, compreso cibi pronti preparati dalle mani sante delle nostre mamme.
Il boccaccio da chilo - e non sto scherzando - con le Zucchine alla scapece di mamma Gianna non sopravviveva mai  oltre il lunedì a ora di pranzo. Maròòòòòòòòò.. quanto erano buone!!!!!
Vabbè, ho chiesto a Virginia - che cito testualmente - la ricetta della sua mamma...

"Le zucchine, quelle non troppo grandi, si tagliano a rondelle, non sottilissime... ma giuste. Se si ha tempo, sarebbe bene farle asciugare un po' al sole, altrimenti... niente. Si friggono  in olio di oliva extravergine mettedone poche per volta, cioé in un solo strato. Sono pronte quando la parte centrale della fettina è dorata da entrambi i lati. Via via si mettono in una zuppiera, prelevadole dalla padella con lo "scolafriggere", quindi si aggiunge aglio a fette o a pezzi e poco sale. Terminata la frittura le zucchine si rimettono tutte in padella. (l'olio sarà diminuito e diventato verde) e si aggiunge l'aceto ( la quantità dipende da quella delle zucchine). Mi raccomando, un comune aceto bianco (non ci rompete con balsami, riduzioni, ecc. ecc.) :D A fiamma alta - non altissima, che senno scoppia tutto (n.d.r.) - si fa evaporare l'aceto e si ritrasferisce tutto nella zuppiera, aggiustando di sale.  Ora alle zucchine, una volta fredde, vanno aggiunte le foglioline di menta."

Zucchine alla scapece (ricetta della signora Gianna, mamma di Virginia)


Zucchine alla scapece


Ingredienti:
6 zucchine medio-piccole
1 tazzina da caffè colma di aceto bianco
olio extravergine per friggere
sale, aglio, menta q.b.

Per prima cosa stabiliamo qual è la giusta misura e lo spessore delle   zucchine. ^_^
Ho scelto delle zucchine della lunghezza circa di 15-16 cm e le ho tagliate con la mandolina ad uno spessore di circa 3,5 mm. Non ci credete? Le ho misurate col centimetro. :D :D :D.


SPESSORE


 Ho posto le fettine su un vassoio ricoperto da un canovaccio e le ho messe al sole per circa un'ora. Dopo di che le ho fritte in padella in olio caldo, non caldissimo, né fumante, rigirandole spesso col mestolo forato. Le ho scolate, condite con poco sale e aglio a pezzetti, le ho rimesse in padella e ho sfumato con una tazzina colma di acto bianco. Ho versato tutto in un barattolo di vetro, olio compreso, ho aggiustato di sale e fatto freddare. In ultimo ho messo le foglioline di menta, come da indicazione di Virginia.
 Quanto si possono conservare in frigo? Se ci riuscite a farle avanzare fatemelo a sapere! :D
Un grazie di cuore a Virginia per avermi fatto ricordare le emozioni dei vent'anni e riprovare una food experience indimenticabile. ;)

ZUCCHine alla scapece


 Alla prossima,

Ornella


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