lunedì 8 febbraio 2010

Le Chiacchiere di Paola Lazzari

(Anche i Pasticceri di provincia si travestono da "fatina bionda")

A Carnevale ogni scherzo vale?
Beh insomma ehmm, non direi proprio!!!

Anche a Paola Lazzari hanno fatto il "solito scherzetto"...
Le sue foto di Torte per Comunione, pubblicate nei suoi album, sono finite a sua insaputa, nel sito Internet di una Pasticceria di provincia, che le ha spacciate per produzione propria, in mezzo ad altre torte di dubbio gusto e fattura!
Che dire? E' il solito vecchio ritornello che ogni volta ci fa indignare!!! E' il solito vecchio comportamento di chi si appropria del lavoro altrui e ne fa l'uso che crede con spavalderia!
E' il solito vecchio equivoco generato dall'interpretazione fraudolenta del concetto di condivisione in rete!!!
Che grande tristezza e che vergogna!!! :((((

L'unico strumento che ho per esprimere tutta la mia soliarietà a Paola è rendere nota la"cosa" e contemporaneamente pubblicare oggi la sua ricetta delle Chiacchiere o Frappe di Carnevale, liberamente interpretata da me! ;))
Certo, le sue sono molto più belle delle mie... ha persino realizzato delle "roselline" S-T-U-P-E-N-D-E, semplicemente friggendo le strisce di pasta arrotolate intorno ad una forchetta.
E' un'artista nata!!!





Comunque, anche se esteticamente non si possono paragonare alle sue, vi mostro ugualmente le mie, che ne sono la bruttissima copia, ma vi assicuro che sono molto, molto ma molto buone!


Chiacchiere ( ricetta di Paola Lazzari)

  • 500g di farina
  • 2 uova
  • 100g di zucchero
  • 3 cucchiai di olio
  • 1 cucchiaio di succo di limone
  • 2-3 cucchiai di Mistrà
  • vino bianco secco
  • vanillina e scorza di limone grattugiata ed un pizzico di sale

Impastare come una comune pasta all'uovo, aggiungendo il vino necessario ad ottenere una pasta piuttosto soda. Lavorarla sul piano di lavoro a lungo, finchè non è liscia e setosa. Farla riposare almeno un'ora, coperta da pellicola. Stenderla finemente, (utilizzo l' Imperia penultima tacca), e ritagliare i cenci, o le frappe, che dir si voglia. friggere in olio abbondante, non troppo caldo. Ho provato a realizzare, anche, delle forme nuove a rosellina, facendo arrotololare una striscia di pasta intorno ad una forchetta, mentre friggevo, direttamente nell'olio caldo.
La pasta non necessita lievito. La lunga lavorazione sul tavolo ed il riposo faranno gonfiare in cottura i cenci....Comunque, partendo con mezzo chilo di farina, la parte liquida deve essere circa 250ml (uova, vino, olio, liquore...). Il segreto per averle leggere è impastarle molto a mano,sopra la tavola, così la pasta si affina e sembra di seta.

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venerdì 5 febbraio 2010

Il riposo delle Polpetta

«Il cibo è cultura, quando si produce, quando si prepara, quando si consuma... è un fortissimo fattore identitario ed è un veicolo di scambi. La cucina non è solo il luogo in cui si progettano sopravvivenza e piacere. La cucina è anche il luogo ideale per allenare la mente… Il riposo della polpetta è come il riposo dei pensieri: se aspetti un po’, vengono.»(Massimo Montanari, da Il riposo della Polpetta, ed.Laterza)


Ed io ho aspettato un po' prima di pubblicare questo post, non tanto perché mi mancassero le idee, quanto piuttosto per non avventurarmi sul terreno minato di una polemica a base di "aria fritta", che sta mettendo a rumore il mondo del food...
Pur amando profondamente la creatività - non solo in cucina - ed anche la personalizzazione della tradizione culinaria, che dal mio punto di vista costituisce un arricchimento, non una diminutio, pur apprezzando tutte le lodevoli iniziative in tal senso, trovo che "storpiare" - non rivisitare - le ricette tradizionali in nome della sperimentazione e della innovazione sia un peccato mortale!
Non ci vedo niente di culturale, di creativo, di personale, in certe pseudo Amatriciane o Carbonare a base di gelatine più o meno improbabili che furoreggiano sul web, solo perché all'ultima moda... Sicuramente non sono dannose per la salute, ma mi sembra che tali astruse interpretazioni, vadano insulsamente a discapito dell'immagine della buona cucina italiana, una vera scempiaggine, insomma!!!

Forse non lo dovevo dire??? Beh, l'ho detto!!! :)))

Dopo questa breve premessa, non vi racconto nulla sulla presentazione del volume del Prof. Massimo Montanari, “Il riposo della polpetta”, svoltasi a Grottaglie all’interno dell’Auditorium della BCC San Marzano di San Giuseppe. Vi consiglio di leggere il libro, non ve ne pentirete! Eheheheh...



Vi riporto invece fedelmente la conversazione avuta con un amico di vecchia data, il Direttore Generale della banca (ospite dell'iniziativa) Emanuele Di Palma, con il quale ho parlato di gusto, cultura e tradizione, anche in rapporto all'economia di un territorio: ciascuno ne tragga da sè le proprie cosiderazioni...



Perché la scelta della promozione culturale da parte della tua banca?
«Perché, soprattutto le banche locali, hanno un compito che va ben al di là della sana gestione del risparmio, che è nella logica dell’operatività. Una banca oggi è chiamata a diventare stimolo ed esempio, a favorire il fermento culturale e sostenere quanto di buono c’è all’interno di un territorio. Perché, in definitiva, cultura vuol dire crescere. Anche per questo abbiamo deciso di ospitare il Presidio del Libro presso la nostra sede».

Quanto è importante per la crescita del territorio l'eno-gastronomia?
«Ritengo che sia complementare alla ricchezza dei nostri paesaggi e della nostra storia. La Puglia, ad esempio, ha molto da offrire non solo sotto il profilo della storia e delle tradizioni, ma anche sotto quello eno-gastronomico. Penso ai nostri vini, ma anche alla prelibatezza dei nostri piatti. Non è un caso se proprio la qualità della nostra tavola riesce a raccogliere consensi in ogni parte del mondo».

Emanuele, conosco bene l'ottima tradizione culinaria della tua famiglia d'origine, ma tu cucini?
«Diciamo pure che riesco a sopravvivere. In altre parole, capita di essere ai fornelli e quindi di preparare un menu basato sulla rapidità e sulla semplicità. Ma anche gustoso. Così ecco una saporita carbonara o un piatto di pasta con il sugo al tonno. Ma non disdegno l’uovo al tegamino».

Beh, l'uovo al tegamino è una prova da chef, non è semplicissimo da fare bene, come sembra! Ma dimmi, tu preferisci la cucina tradizionale o creativa?
«Senza ombra di dubbio la cucina tradizionale pugliese. E’ lei in cima alla lista delle preferenze. E, quando non è possibile, preferisco i piatti che si avvicinano molto come sapori».

Infine, una domanda che secondo me mette a nudo la tua vera personalità... Ti piace il cioccolato? Quale preferisci?
«Difficile rinunciare al cioccolato. Se posso scegliere punto su quello fondente. Ha un gusto più robusto e deciso».

Beh, grazie mille di tutto, specie per questa bella iniziativa !!! Adesso gustiamoci le nostre buone polpette, senza alcuna gelatina, per carità!!!! ;)))))

lunedì 1 febbraio 2010

Febbraio

La ricetta di Febbraio è.....
Volevo le tagliatelle rosa e invece... :)))))
Troppo simpatica la giovanissima Fiordilatte, non conoscevo il suo blog, è stata una piacevolissima sorpresa!!!
Ecco come lei stessa racconta la sua esperienza di foodblogger:

Esattamente un anno fa, il 3 gennaio 2008, aprivo il mio blog. L’ho chiamato Fiordilatte perché è il nick con il quale ho iniziato a muovere i primi passi nel forum di Cookaround. In realtà volevo registrarmi con un altro gusto di gelato, Nocciola, ma era già occupato. Così ho pensato a Fiordilatte…come il gelato ma anche come la mozzarella e dato che sono pallidissima mi pareva un nick adatto, così adatto che ora lo sento proprio mio. Lo frequento tutt’ora da quasi un anno e mezzo ma dopo un po’ il forum ha iniziato a starmi stretto per diversi motivi
. Il blog è diventato il posto ideale in cui sfogare quel briciolo di creatività che non pensavo di possedere, un posto di cui io sono la “padrona” e di cui non devo render conto a nessuno (solo un pochino al Sig. Google).
Sinceramente credevo che il blog, come la cucina in generale, sarebbe stata una della tante passioni effimere che mi è capitato di avere. Eppure, eccomi qui…sono due anni che ho iniziato a interessarmi più seriamente di cucina, un anno e mezzo che frequento cook e il mio blogghino compie 1 anno. E non mi sono ancora stufata. Sono soddisfatta di me, felice di aver trovato la mia personale valvola di sfogo, entusiasta delle nuove persone con cui sono venuta in contatto e dell’interazione quasi quotidiana che si è stabilita, appagata dai visi dei miei familiari che assaggiano quello che preparo e approvano.

Che altro aggiungere? La ricetta mi ha conquistato subito, a cominciare dal titolo... ahahahahahahah....
la foto è molto bella ed originale, insomma Fiordilatte è la protagonista del Paginone di Febbraio!!!
Complimenti ed auguri per il blog e per la tua vita!!!





Tagliatelle al radicchio

Ingredienti per la pasta (per 3 persone)
230 g di semola di grano duro
40 g di radicchio (solo le foglie rosse)
acqua q.b.

Procedimento: Inserite nel robot con le lame (io bimby!) la farina e il radicchio a crudo, azionatelo e sfarinate il tutto a massima velocità. Vedrete che la farina si colorerà. Aggiungete poi a filo l’acqua fino ad ottenere una massa soda e non appiccicosa. Non so dirvi quanta ce ne voglia perché sono andata ad occhio. Lasciatela riposare per mezz’oretta e poi riprendetela, dividetela in 3 pezzi e passateli, aiutandovi con un po’ di semola se necessario, nella macchina per la pasta (Io imperia, spessore 1). Poi passateli di nuovo ma con spessore 5. Lasciate le sfoglie sulla spianatoia e spolveratele con la semola per poi passarle nel aggeggio per le tagliatelle o tajarin. Lasciate seccare le tagliatelle all’aria.




Ingredienti per il sugo:
porro (circa 10 cm)
4 fette di speck sottili
radicchio
due giri d’olio olio
birra chiara
sale e pepe

Procedimento: Tagliate il porro finemente e soffriggetelo nell’olio in una padella capiente. Unite lo speck tagliato a listarelle e lasciatelo qualche minuto poi il radicchio anch’esso a listarelle. Sfumate con un po’ di birra chiara e terminate la cottura. Salate e pepate a piacere. Cucinate le tagliatelle e poi fatele saltare per qualche minuto nella padella del sugo. Servite subito.




domenica 31 gennaio 2010

Un anno Ammodomio

Finalmente abbiamo scelto la ricetta e la foto del Paginone di Febbraio... E' stata durissima e vi assicuro che tra queste ricette non è stato facile...
Insomma alla fine, ho fatto "Ammodomio", mi sono i
mposta d'autorità, bisognava pur sceglierne una! Ahahahahah... Spero che nessuno se ne abbia a male, in fondo è solo un gioco a cui mi auguro vi divertiate a partecipare: non si vince nulla se non la mia gratitudine e tutto il risalto possibile che darò alle vostre ricette! Eheheheheh... Ringrazio di cuore tutti e lo faccio elencandoli e linkandoli ancora una volta:



  1. fiordivanilla
  2. fragole&limone
  3. conamoreperamore
  4. due in cucina.it
  5. chi non mangia in compagnia
  6. araba felice in cucina
  7. fiordilatte
  8. la cuoca pasticciona
  9. daniela&diocleziano
  10. la cucina di qb
  11. sale e zucchero
Linkerò tutti i vostri blog su FB e delle ricette - tutte strepitose - ne farò una stupenda raccolta del mese di Febbraio, pubblicandole nel fans club di Ammodomio su FB, dando ad ognuna lo spazio che merita. Adesso però, cominciate a pensare alla ricetta di Marzo!!! Le regole semplicissime sono sempre le stesse:
  1. Una vostra ricetta che abbia ingredienti di stagione o comunque adatta al periodo
  2. Una foto del piatto
  3. E' sufficiente che foto e ricetta suscitino curiosità ed emozione, nulla di complicato!
  4. Se avete un blog, aggiungete al vostro post il banner del Calendario Ammodomio con il link a questo post.
Per partecipare alla ricetta del mese di Marzo dovrete farmi la segnalazione entro la mezzanotte 25 Febbraio, lasciandomi il vostro link tra i commenti a questo post oppure inviandomi una e-mail o ancora se vi è più comodo, segnalandomi tutto su Facebook nel mio fans club . Tutto qui!

Appuntamento a domani con la pagina di Febbraio 2010!

Elenco partecipanti per il mese di Marzo:
Voglia di...
Fragola&limone
La Terra dei Violini
Le ricette della Papera Magra
Di Lisa & altre ricette
Essenza di cannella
Daniela&Diocleziano
Il nostro ricettario.blogspot-Eugenio
Il nostro ricettario -Mirella
Uova,zucchero e farina

venerdì 29 gennaio 2010

Sablés blanc et noir

Sablés di Pierre Hermé?
Manco pe' gniente! Ahahahahah...

Come faccio a dirvi che questa non è assolutamente una ricetta di quelle très chic?
Ve lo dico e basta! Eheheheheh...



In realtà è una rielabolazione di una ricetta di mia cugina Ilde, un po' modificata negli ingredienti perché in origine prevedeva l'uso della margarina.
Ilde, ecologista convinta e fautrice di un'alimentazione il più sana possibile, continua a fare questi biscotti con la margarina.



In effetti sono buonissimi, forse il sapore è più delicato rispetto a quelli fatti con il burro, ma certamente sono tutt'altro che sani e naturali! Insomma, ho provato ad usare il burro ed a sostituire metà della farina con la fecola di patate ed il risultato è questo che vi mostro. A me sono piaciuti moltissimo. Per chi - come Ilde - non fosse ancora convinto del tutto a preferire il burro e pensasse che la margarina sia più leggera, consiglio di leggere QUI!


Sablés blanc et noir



Ingredienti:

  • 250 gr di farina
  • 250 di fecola di patate
  • 250 gr di burro
  • 70 gr circa di zucchero a velo
  • un pizzico di sale
  • cioccolato da copertura bianco e fondente
Procedimento:
Ho lasciato il burro a temperatura ambiente fino a che è diventato "a pomata", l'ho mescolato allo zucchero a velo, alla farina ed alla fecola setacciate insieme ed ho lavorato tutti gli ingredienti con la punta delle dita fino ad ottenere un impasto omogeneo. Ne ho ricavato un "salamotto", l'ho avvolto nella pellicola e l'ho messo in frigo a riposare per circa un'ora. Bisogna tenere conto che non è un impasto facile da manipolare per cui ho tagliato le fette di impasto, le ho appiattite leggermente (su carta forno) e le ho rifinite con un copapasta dentellato. Man mano che i biscotti erano pronti li ho messi delicatamente sulla teglia ricoperta di carta forno, ben distanziati tra loro e poi di nuovo in frigo., fino a che non li ho preparati. Infine li ho infornati a 160° (forno già caldo) per circa 15 minuti.
(devono rimanere piuttosto chiari, non colorire ma solo asciugare) Li ho messi a raffreddare bene e poi ricoperti con il cioccolato di copertura sciolto a bagnomaria.

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lunedì 25 gennaio 2010

Gongolo!!!

A scanso di equivoci lo dichiaro subito: non sono capace di fare le orecchiette, né le chiancarelle, né le ricchitelle e neppure l'minuicchie... :(((
Come ogni pugliese che si rispetti però, le conosco benissimo, ne posso apprezzare tutti i dettagli, le possibili varianti dell'impasto e dei condimenti!!! Amo cucinare e sperimentare ricette diverse, ma la cucina della mia terra è e rimane la mia passione!
Forse per questo motivo ho avuto l'onore di essere nominata giudice - per la cucina pugliese - di un bellissimo Contest! :)) Leggete attentamente il Regolamento e partecipate, ne vale la pena. I premi in palio oltre che essere gustosissimi, sono di grande pregio!!!

Per parte mia, prometto solennemente che sarò un giudice imparziale (non vedo l'ora di leggere le vostre ricette!)... Grazie Angela, hai realizzato uno dei miei sogni!!! :)))))

La foto delle orecchiette è tratta da QUI

venerdì 22 gennaio 2010

Uova rotte all'acqua

Le avevo telefonato qualche settimana fa per chiederle questa ricetta che non ricordavo...
Ne avevamo riso insieme, perché tradizionalmente è un piatto che si prepara alle donne che allattano...
Me l'aveva spiegata con la sua solita tenerezza e precisione...
La trascrivo con le sue stesse parole perchè non voglio dimenticarle...


Uova rotte all'acqua

Devi prenedere uova freschissime, di quelle che hanno il tuorlo lucido ed elastico e l'albume compatto. Le devi cuocere uno alla volta, mi raccomando!
Metti a bollire l'acqua in un pentolino basso - l'acqua deve essere alta almeno 4 dita - appena bolle, abbassa la fiamma - deve solo sobbolire - poi rompi l'uovo in un piatto e lo lasci scivolare delicatamente nell'acqua. Con un cucchiaio, sempre con molta attenzione, raccogli dai bordi del tegame un po' acqua calda e la versi sull'uovo. Appena l'albume avrà coperto il tuorlo e si sarà rassodato - ci vorranno circa 4-5 minuti - prendi l'uovo col mestolo forato e lo metti in un piatto fondo con un poco di acqua di cottura. Ci metti sopra una bella spolverata di cacioricotta ed è fatto!
- Zia, non ce lo metti un goccio d'aceto bianco nell'acqua? -
- Nooooooooooooooooooooooooo... non serve! Se le fai come si deve, vengono benissimo!!! -
- Ciao zia, grazie di tutto! Un bacio!!! -

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