giovedì 25 febbraio 2010

Conserva di peperoncini e cipolle

L'avevo detto che avrei cercato di comunicarvi le mie emozioni legate al cibo e non solo...

Beh, siete pronti alle emozioni forti? Questa ricetta, che può sempre tornare utile, mi ha colpito al cuore...

Leggetela tutta d'un fiato e lasciatevi travolgere, proprio così come è successo a me!

Ricetta per il dolore (di Alessandra de Leonardis)

il dolore, lui,

mi coglie col respiro a metà.
il cuore un passo indietro.
le gambe sbigottite.
non sono pronta.
mi serve tempo:
faccio una conserva.

Conserva di peperonc
ini e cipolle


servono i barattoli per le conserve e un pentolone abbastanza grande da contenerli per
sterilizzare.
uso i peperoncini piccanti, la cipolla, pomodoro senza semi, succo di limone, dolcificante,
pectina,
un po' di vino rosso corposo, un pizzico di sale.
metto i barattoli nel pentolone, lo riempio d'acqua e lo metto a bollire.
ci vogliono almeno 15 minuti di bollore perché tutto sia sterile.
intanto preparo la conserva.
la cipolla è l'inizio.
la spoglio, la taglio a metà, poi a fette sottili,
gli occhi bruciano,
riduco le fette a dadini, piccolissimi,
le lacrime cominciano a scorrere.
ora i peperoncini piccanti,
tolgo il gambo, li apro per togliere i semi, ne faccio striscioline,
i peperoncini mi rimandano il loro aroma pungente,
comincio a tagliare le strisce in pezzettini minuscoli,
il profumo aspro ormai mi toglie il fiato.
piangendo e boccheggiando faccio a cubetti il pomodoro.
mescolo le verdure, il vino, le lacrime, il succo di limone, un pizzico di sale e la pectina.
dopo un minuto di bollore aggiungo il dolcificante.
riporto ad ebollizione e lascio cuocere tutto per una manciata di minuti.
l'affanno si è sciolto al calore, asciugo gli occhi,
ora verso la conserva ancora calda nei barattoli, li capovolgo e li lascio raffreddare.
e così il dolore lo metto lì, nella dispensa.
col tempo si addolcirà.
nel frattempo sarò pronta per condirmi.
(Alessandra de Leonardis da "Morsi d'Amore")



Alessandra è nata al sud, ma vive al nord. Appena letta la sua ricetta ho commentato così: "Noi donne del sud siamo previdenti... conserviamo bene tutto, anche il dolore... Solo quando saremo pronte a sopportarlo, apriremo il barattolo!"
Lei di rimando mi ha risposto:"Se il sud è un luogo geografico, dove finisce di essere nord? se il sud è dove inizia il calore, dove sgorgano le emozioni allora penso il mio sud sia dentro, è dove sento più caldo, è vicino al cuore..."

Ecco, questa è Alessandra e... mi ha colpito al cuore non solo per le sue ricette. Se volete conoscerla meglio e lasciarvi trasportare dalle sue emozioni, cliccate qui!
Grazie Sandra, sono davvero felice di averti conosciuta!

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