giovedì 19 luglio 2012

Caffè in ghiaccio o espresso al ghiaccio e caffè shakerato al latte di mandorla

Che ogni ricetta abbia una sua storia è risaputo...
 Importante, secondo me, è comprenderne l'essenza, studiandone i segreti, anche  quelli che sembrano banali e scontati.
Lo sapranno sicuramente molto bene tutti coloro che, tornati a casa dopo una vacanza in Salento, hanno tentato di replicare il celebre Caffè in ghiaccio salentino e si sono ritrovati a bere una vera ciofeca, che altro non era se non un caffè annacquato!:D 
 Ma andiamo alle origini...
 Chi ebbe la geniale idea di mescolare caffè bollente a pezzi di ghiaccio e successivamente di addolcirlo col latte di mandorla al posto del comune zucchero semolato?
 Ai primi degli anni '50 un pittore e decoratore leccese, certo Antonio Quarta, realizzò il suo sogno di aprire un piccolo bar nel centro cittadino... Egli oltre a studiare nuove miscele di caffè, possedeva una piccola fabbrica di ghiaccio, necessario all'epoca per la conservazione dei cibi nelle ghiacciaie.  Racconta il nipote Antonio junior, attuale deus ex machina della torrefazione Quarta caffè, una delle più note e rinomate della Puglia: “Occorreva una bevanda che svolgesse due funzioni: quella di tonificare e quella di attenuare la sete delle lunghe estati salentine. Si usava anche allora il caffè freddo, quello che si faceva e che si fa tuttora in grande quantità e si versa in una bottiglia da conservare in frigo. Ma mio nonno si accorse che durante il giorno quel caffè si irrancidiva e che comunque perdeva la fragranza iniziale. Fu così, allora, che ideò la sua ricetta: faceva il caffè normalmente, lo zuccherava e poi lo versava ancora bollente in un bicchiere dove aveva messo in precedenza alcuni pezzi di ghiaccio staccati con il punteruolo dai grandi blocchi che egli stesso produceva in una sua fabbrichetta. E fu un successo.”
Vi chiederete a questo punto, cosa ci sia di tanto straordinario nel mettere ghiaccio nel caffè... Beh, se non conoscete le giuste proporzioni, se non adottate gli accorgimenti necessari, se non procedete nel modo corretto, il caffè al ghiaccio non sarà mai simile a quello gustato in Puglia e neppure un suo lontano ricordo!


Caffè  salentino al ghiaccio

Cosa dovete fare, quindi? Innanzitutto bisogna adoperare un ottima miscela di caffè; zuccherarlo prima di mescolarlo al ghiaccio, altrimenti lo zuccherò non si scioglierà completamente; sarà poi necessario tanto ghiaccio pari a circa 2/3 del volume del bicchiere  che si userà, su una tazzina di caffè espresso, che sarà circa 1/3. Quindi, di regola, grosso modo, le proporzioni non dovrebbero andare molto al di sotto di:2/3 di ghiaccio; 1/3 di caffè; zucchero a piacere, tenendo comunque conto che occorrerà dolcificare il caffè con una quantità doppia di zucchero rispetto al solito. Insomma, se generalmente nel vostro caffè ci mettete un cucchiaino di zucchero, in quello al ghiaccio ce ne vogliono minimo due.
E' fondamentale usare un bicchiere di vetro dal fondo spesso, in cui, dopo aver sistemato il ghiaccio, dovremo mettere un cucchiaino metallico. Proprio sul cucchiaino, e non sui cubetti di ghiaccio, cercheremo di versare il caffè caldo. Se non adotteremo questo semplice accorgimento, rischieremo di rompere il bicchiere...  A quanti è già accaduto? :D
Ma quale fu l'altra idea straordinaria che  ancor oggi si può gustare all'antico Caffè Avio di proprietà della famiglia Quarta? Sostituire lo zucchero con un dito di sciroppo di latte di mandorla, che, al contrario dello zucchero,  può essere versato direttamente nel bicchiere, prima del ghiaccio e del caffè amaro. 
Potevo, secondo voi, non farne una versione Ammodomio? Eccovi il mio caffè shakerato al latte di mandorla...


Caffè shakerato al latte di mandorla


Caffè shakerato al latte di mandorla

Ingredienti (per 2-4 bicchieri):


200-250 gr  di ghiaccio
125  ml di caffè appena fatto (pari a circa 3-4 tazzine di caffè ristretto)
80 ml di sciroppo di latte di mandorla


In una bottiglia dall'imboccatura larga - io uso una di quelle per la passata di pomodoro da 700 ml - versate lo sciroppo di mandorla, il ghiaccio (tenuto a sgocciolare in un colino finché non è pronto il caffè) e subito dopo il caffè bollente, appena fatto. Chiudete la bottiglia col suo tappo, agitatela ben bene e servite subito. Se non vi piace trovare i pezzetti di ghiaccio, dovrete filtrare la bevanda con un colino a maglie strette.
Se lo provate, fatemi sapere cosa ne pensate...




Lu mare, lu sole, lu jentu... lu Salento


Alla prossima,

 Ornella



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