mercoledì 29 febbraio 2012

Un Coccio al mese per 12 mesi

Non temete, non è una promozione pubblicitaria, né mi sono messa a vendere  pentole  e materassi come Giorgio Mastrota in TV... :DDDD sono soltanto stata nominata giudice del suo Contest, insieme a loro! *_*


 Il Regolamento è semplicissimo; i premi - uno al mese - sono davvero molto belli.. che volete di più? Dovete solamente partecipare numerosi, anche se non avete un blog! Il Contest comincia domani 1 Marzo e terminerà fra dodici mesi esatti, quindi più  volte partecipate e più aumenteranno le possibilità di vincere.

Allora a domani con Un Coccio al mese 

e per la nostra  consueta pagina del Calendario Ammodomio,

Ornella



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lunedì 27 febbraio 2012

Tortino di zucchine e piselli con gamberi, pistacchi e cialda di pecorino (ricetta inconfessabile)

Non sarò mai abbastanza grata alla rete per gli stimoli "creativi" che mi dà...
E se non avessi letto da lei del trend sulle ricette inconfessabili, molto probabilmente  non avrei mai avuto il coraggio di pubblicare la ricetta di oggi; l'avrei tenuta nel cassetto, in attesa di avere a disposizione gli ingredienti giusti, anche se il risultato, oltre che di aspetto gradevolissimo, è incredibilmente buono.
tortino zucchine-2583

Inconfessabile perché? Sicuramente la premessa di una buona alimentazione dovrebbe essere sempre quella  di usare ingredienti di stagione, freschissimi e di prima qualità; in realtà, quando mi piglia "l'estro creativo" :)  devo sperimentare subito, senza badare troppo ai particolari. E poi dico... lo vogliamo ammettere si o no, che non tutti possono  sempre spendere tempo e denaro per dilettarsi in cucina e offrire ai propri commensali solo "chill che cost e chiù"? Insomma, sarà pure il retaggio di un educazione vecchio stampo, ma non mi piace buttar via il cibo, neppure in nome di una sperimentazione  un po' pretenziosa e alquanto ardita. Mica noi foodblogger siamo tutti chef stellati! Io sicuramente no, né mi voglio spacciare per tale... Quindi, se non sono certa che la tecnica  sia quella giusta, se non sono sicura della bontà del risultato finale, non mi do troppa pena e procedo con quello che passa il convento!^_*
Come mi è venuta l'dea di questo piatto? Semplicemente vedendo una splendida foto su FB! :D 
Essì, la foto di una ricetta totalmente diversa nella sostanza - è infatti un paté di piselli con uova di salmone selvaggio - preparata dalle sapienti mani di uno chef di grandissimo talento, anzi, per dirla tutta, uno Chef con la C maiuscola!!!  
 Prima di tutto mi hanno  rapito  le forme e i colori in quella foto e solo in seguito ho pensato a come avrei assemblato i sapori, aggiungendo via via gli ingredienti che avevo sotto mano. 
In conclusione, che dire? Il mio esperimento creativo, a parere dei miei commensali, è riuscito sotto tutti i punti di vista, nonostante gli ingredienti fossero inconfessabili! :DDD 
Allora che faccio, pubblico senza vergogna? Ma sìììììììììì... Se non ora, quando? ;))

Tortino di zucchine e piselli con gamberi, pistacchi e cialda di pecorino

tortino zucchine-2586

Ingredienti (per 2 tortini)

1 zucchina medio/grande (non di stagione)
5 cucchiai colmi di piselli novelli (surgelati)
4 code di gamberi (surgelati e pescati chissà dove)
3-4 cucchiai  di pecorino ( beh, quello buono delle mie parti)
1 manciata di pistacchi (ho usato un tipo qualunque preso al Supermercato e non quelli di Bronte)
1/2 cucchiaino da caffè di uova di lompo rosse (sic!)
1/4 di cipolla bianca
2 foglioline di prezzemolo (di coltivazione biologica homemade :D)
10 Farfalle 
olio extravergine q.b.
vino bianco q.b.
sale e pepe q.b.

Ho messo a cuocere separatamente zucchine e piselli, con un filo d'olio, pochissima cipolla, sale, pepe e poca acqua. A cottura ultimata, (dopo aver tenuto da parte pochi piselli interi per la decorazione finale) li ho mescolati e tritati con mixer, fino a ridurli ad un composto omogeneo non troppo cremoso a cui ho aggiunto un mezzo cucchiaio circa di pistacchi tritati. Col composto ottenuto ho riempito 2 stampini usa e getta, foderati di pellicola e li ho tenuti da parte. Ho quindi proceduto a saltare appena in padella le code di gamberi, sfumandole col vino bianco e contemporaneamente ho cotto la pasta, scolandola  qualche minuto prima della cottura prevista e condendola con un filo d'olio  crudo.
La preparazione della cialda  di pecorino è  stata la cosa più divertente. 
Ho foderato una piccola placca con  un foglio di carta forno unto appena con pochissimo olio; vi ho sparso su il formaggio grattugiato e ho coperto con un altro foglio di carta forno, sempre unto, passandoci sopra la mano di taglio, per rendere lo strato di formaggio il più sottile possibile; quindi ho infornato sotto il grill, in forno già caldissimo, per pochi minuti. Una volta raffreddato il formaggio sarà buonissimo e avrà assunto la forma di una sfoglia croccante bucherellata, da spezzettare a piacere per decorare il piatto finito. Unica avvertenza importante è  quella di non far colorire o bruciacchiare il pecorino, altrimenti il sapore della sfoglia  sarà terribile: amara e immangiabile.
Dopo aver preparato tutto, si può impiattare. A questo proposito vorrei fare qualche considerazione... 

tortino zucchine-2584

Difficile gestire per una cena in casa con più persone l'impiattamento di una preparazione simile... Seppur facilissima, necessita di un minimo di tempo che renderebbe tutto freddo. Quindi le strade a mio parere sono due: o si serve d'estate come piatto freddo (tortino, cialda di pecorino, gamberi crudi freschissimi, semplicemente conditi con olio e limone, omettendo  la pasta); oppure si devono usare piatti che possono andare un attimo in forno ben caldo, con la preparazione già assemblata, aggiungendo solo prima di portare in tavola, le uova di lompo, la sfoglia di pecorino e il prezzemolo crudo.
Superfluo aggiungere che se non si vogliono complicazioni, la crema di zucchine e piselli, tenuta morbida, può essere un ottimo condimento per un buon piatto di pasta, a cui aggiungere sia i gamberi che il caviale, sia i pistacchi a granella che la cialda di pecorino.


Con l'auspicio che la mia ricetta inconfessabile vi abbia incuriosito e non scandalizzato, 
vi auguro buona settimana,

Ornella

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domenica 26 febbraio 2012

Gelato al Cioccolato

Mi riciclo una vecchia ricetta-non ricetta per partecipare al suo divertentissimo Contest...
E' stata la primissima idea che mi è balzata in mente mentre leggevo il regolamento. Ma cosa raccontare  di curioso della famosa canzone di Pupo che a fine anni '70 era sulla bocca di tutti, di innocenti bambini e di attempate signore comprese? Beh, avrei preferito non sapere a cosa si era ispirato Cristiano Malgioglio nello scrivere il testo e forse è pure meglio che non ve lo dica... 
Chi muore di curiosità se lo vada a cercare su Google, la sorpresa non mancherà! O_o

 Gelato al cioccolato (senza gelatiera)






Ingredienti:
  • 200 ml di panna fresca da montare 
  • 2 cucchiai stracolmi di crema spalmabile al cioccolato oppure di crema ganache al cioccolato
  • 1 cucchiaio di gocce di cioccolato fondente


Ho montato la panna molto bene, ne ho tenuta da parte un po' per la decorazione finale (circa un bicchiere di carta). Ho aggiunto due cucchiai stra-stracolmi di crema al cioccolato, continuando a montare con le fruste, per pochissimo tempo, fino a che non ho ottenuto un composto più o meno omogeneo. Infine, ho mescolato le gocce di cioccolato e messo in freezer in un contenitore di plastica col coperchio.
Dopo 30 minuti circa, il mio Gelato bello e cremoso era già pronto !!!! 




  Banner Songs of food


Con questa ricetta partecipo al Contest "Songs of food"


Ah quasi dimenticavo.. cliccate sul video e ascoltate la canzone di Pupo mentre vi gustate il vostro gelato a cioccolato e non pensate a Malgioglio,  sentiammé che è meglio! ;)






Buona domenica,
Ornella
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venerdì 24 febbraio 2012

Chocolate Crinkle Cookies (di Olive)

Nessuna sorpresa per questi biscottini che da anni sono il tormentone delle foodblogger  più in vista... e proprio per questa ragione, vi confesserò che mi erano un tantino antipatici. :D
In tempi non sospetti, quando cioè Ammodomio non era neppure in mente dei, avevo letto non ricordo  più dove, che in un food blog che si rispetti, non possono mancare! ^_^
Beh, penso l'abbiate capito tutti: le mode su di me non hanno alcun appeal! Difficilmente mi lascio incantare dalla ricetta ultra-stra-figa del momento, preparata con l'ingrediente introvabile di turno che tutti si affannano a cercare in ogni dove...  Chi me lo fa fare? Se proprio devo sperimentare un qualcosa di sconosciuto che in qualche modo ha attirato la mia attenzione, mi devo lasciar travolgere dall'emozione, fidandomi ciecamente di chi me la propone; devo essere certa insomma, che l'autore/trice della ricetta non racconti bubbole  pur di sentirsi à la page. Se poi aggiungete che la fonte di questa ricetta è una fonte autorevole per eccellenza - la rivista britannica Olive, che mai  avevo sentito nominare prima in verità.. ahahahahah.. -  non resta che rimboccarsi le maniche e mettere le mani in pasta! :DDDD
Vabbé, dai... la dico tutta,  a questi suoi Chocolate Crinkle Cookies  non ho saputo resistere...  un'improvvisa voglia di cioccolato si è impadronita prepotentemente di me! Come placarla se non con una ricetta di una semplicità disarmante da fare in quattro e quattr'otto? Pensate che, pur avendo in casa poco zucchero a velo - indispensabile per una buona riuscita dei Cookies - il risultato è stato ugualmente irresistibile. Non potete avere idea di quanti ne ho assaggiati subito appena sfornati, con la scusa di capire come fossero riusciti. ^_*

Chocolate Crinkle Cookies (tratta dall'autorevole rivista britannica Olive)

Chocolate

Ingredienti:

175 grammi di farina
175 grammi di ottimo cioccolato fondente
150 grammi di zucchero
2 uova
55 grammi di burro
1 cucchiaino raso di lievito per dolci
1 cucchiaino di estratto naturale di vaniglia
un pizzichino di sale
zucchero a velo q.b.


Per prima cosa spezzettate il cioccolato e fatelo fondere a bagnomaria assieme al burro tagliato a pezzetti per agevolare l'operazione. Sbattete le uova intere con lo zucchero per qualche minuto, quindi aggiungetevi il cioccolato e mescolate bene. Unite la farina miscelata con lievito e sale ed infine la vaniglia. Passate il composto in frigorifero per farlo rassodare. Ci vorrà almeno un'ora per renderlo lavorabile; trascorso questo tempo riprendetelo ed aiutandovi con un porzionatore per gelato formate tante palline di circa 3 cm di diametro, da rotolare nello zucchero a velo prima di disporle sulla placca del forno rivestita di carta da forno. Cuocete a 180 gradi per una decina di minuti (forno già caldo, mi raccomando!). La caratteristica di questi biscotti stelle e strisce è il cuore morbido, per cui non superate i tempi di cottura indicati.

Augurandovi un ottimo fine settimana,

 vi saluto, 

Ornella

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mercoledì 22 febbraio 2012

Carciofi alla Giudia

Conosco poco la cucina ebraica...
I Carciofi alla Giudia però, sono di quelle cose a cui è difficile resistere! Chi di voi non li ha mai assaggiati? E ditemi chi non ha cercato di riprodurli in casa dopo averli gustati e apprezzati nei ristoranti della Capitale? Ammetto che questo è un mio vecchio pallino, ma riuscire ad avere un risultato accettabile, il più simile possibile all'originale, non è proprio cosa da poco.
E' indispensabile cercare la qualità dei carciofi adatti - le Mammole romanesche  - essere disposti a consumare tanto olio di quello buono e armarsi di santa pazienza.
Ma se di questi tempi, con le gelate che ci sono state, si ha la fortuna di trovare un mazzo di 7 Carciofi a un euro e pochi centesimi, anche se non grandissimi, ma ugualmente buoni e senza spine, ci si può sottrarre all'esperimento? Tanto più se si scopre che questo piatto per la tradizione ebraica ha un valore particolare... Si consuma infatti, nel giorno del Kippur - il giorno dell'espiazione - prima o dopo il digiuno prescritto. 
Cosa rappresenta per noi Cristiani il Mercoledì delle Ceneri se non un giorno di penitenza ed espiazione dopo le trasgressioni carnascialesche? Allora, che espiazione sia...  Oggi Carciofi alla Giudia! :D

Carciofi alla Giudia

Carciofi alla Giudia

Carciofi
olio
vino bianco
sale e pepe nero
1 limone

Le insidie di questa ricetta, apparentemente semplicissima, sono diverse... Prima di tutto è indispensabile pulire i carciofi nel modo corretto e poi procedere alla cottura in due tempi, con l'olio a temperature differenti. Per spiegarmi per bene il procedimento mi è venuta in aiuto Paola, la mia coinquilina dell'Interno Otto ;) e successivamente un filmato scovato su youtube, dove vengono mostrati tutti i passaggi. Ho solo proceduto diversamente per due piccoli dettagli:  ho piegato in dentro il primo giro di foglie senza tagliarle, perché i miei Carciofi non erano molto grandi e li ho cotti uno alla volta. Che pazienza che ci vuole... 




Quindi non mi dilungo oltre e vi raccomando di procedere seguendo la tecnica mostrata nel filmato. In caso contrario, il piatto non potrà assomigliare neppure lontanamente a quello della tradizione ebraica.

Buona giornata a tutti,

Ornella





Piesse: Ringrazio la cara Nina per questo premio e lo lascio a disposizione dei primi 15 blog versatili che passeranno di qui! ;)

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lunedì 20 febbraio 2012

Focaccia o Calzone con la cipolla

In realtà più che Calzone con la cipolla, questa focaccia si dovrebbe chiamare Puddìca cu l spunzàl e cu l'alìe a 'nchiàstr, ma mi rendo conto che pochi comprenderebbero di cosa si tratta! :D
Già perché  in Puglia le denominazioni dei piatti cambiano anche a seconda delle zone, così come diverse, anzi  a volte diversissime, sono  le ricette, tutte ugualmente tradizionali.
Cos'è la Puddìca? In alcune forme dialettali jonico-salentine il nome indica una focaccia farcita e  morbida come la mollica (puddìca o pddìca) del pane.  Mentre Spunzàle e alie a'nchiàstr altri non sono che le Cipolle lunghe come queste insieme alle olive nere, uguali uguali a queste Qui
E la differenza tra Focaccia e Calzone? Eheheheh... Semplicissima! In alcune zone, specie nella provincia di Bari, il Calzone è sinonimo di focaccia farcita... Facile, no? Beh, non proprio, se considerate che invece nel tarantino i Calzoni sono tutt'altra cosa... La mia mamma li fa identici a questi qui! ^_^  
Per non parlare della differenza tra Panzerotti e Calzoni, che di regola dovrebbe distinguere le mezzelune di pasta cresciuta farcite e fritte, da quelle cotte al forno... 
Ma è proprio così? Assolutamente no! :D
 A Bari la Focaccia è solamente simile a questa ); il Panzerotto  può essere fritto oppure al forno, mentre il Calzone è solo una Focaccia ripiena di cipolla e altri ingredienti diversi, a seconda delle famiglie, oppure di carne o con carne e ricotta come questo  che è detta anche Pizza di carne. 
Pure i piccoli dolcetti a mezzaluna, farciti con confetture varie - come questi - o di pasta di mandorle, si chiamano indifferentemente Panzerottini o Calzoncelli...
Ve l'ho già detto che noi pugliesi siamo gente stramba, no? Vi ho confuso le idee? Sappiate comunque che queste preparazioni in genere si gustano per le festività,  Carnevale compreso!

Focaccia o Calzone con la cipolla (Puddìca cu l'alie a'nchiastr)


Puddìca cu l spunzàl e cu l'alìe a 'nchiàstr

Ingredienti ( per una teglia di cm 22 di diametro):

350 gr (circa) di Pasta lievitata come questa
 2 kg di Cipolle lunghe (Sponsali) oppure cipolle bianche
2 manciate di olive nere all'acqua
1 bicchiere colmo  (e più) di olio extravergine pugliese
capperi (sotto sale o aceto - facoltativi)
alici sott'olio (facoltative)
5-6 pomodorini rossi
1 mela gialla
sale q.b.

Non mi dilungo sull'impasto: ciascuno ha il suo. Io uso Questo
Preferisco invece descrivervi come procedere per il ripieno, precisandovi che nel barese, a differenza della zona salentina, si usano olive verdi; si omettono, a volte, sia i pomodori che le alici e i capperi; in alcune famiglie si aggiunge alla farcia anche l'uva passa o un formaggio tipo Fontina.
La regola generale da rispettare, indispensabile a mio parere, per ottenere una buona farcia che non risulti eccessivamente pesante, è quella di tenere a lungo a bagno in acqua fresca la cipolla, dopo averla pulita; sia essa cipolla lunga o la più comune cipolla bianca. Quindi, dopo averla lasciata addolcire in acqua per una notte intera èerché perda l'acidità in eccesso, tagliarla a fette sottili usando la mandolina e metterla a stufare a fuoco moderato, insieme all'olio e ad  una mela GIALLA grattugiata (la renderà molto più digeribile), avendo l'accortezza di sorvegliarne la cottura costantemente. La cipolla deve cuocere a lungo, fino a diventare morbidissima, quasi a crema. Naturalmente il tempo dipenderà dalla qualità: gli Sponsali cuoceranno molto più rapidamente rispetto alle altre varietà di cipolla. 
Quasi a fine cottura, aggiungere gli altri ingredienti; prima le olive snocciolate, poi le alici, i capperi ed infine i pomodori spezzettati grossolanamente. Se riuscite a trovare le olive  nere, quelle dette a inchiostro, la farcia diventerà saporitissima e scura. Infine è necessario aggiustare di sale, assaggiando, e lasciare intiepidire; quindi, con il mestolo forato, sgocciolare quasi tutta la farcia, ma tenere da parte anche l'olio con qualche pezzetto di pomodoro.
Dividere la pasta lievitata in due pezzi e stenderla con il matterello il più sottile possibile;  foderare una teglia di 22 cm di diametro, dopo averla unta con un po' di olio della farcia; stendervi dentro il ripieno; coprire con il secondo disco di pasta, cercando di sigillare bene i bordi e bucherellare tutta la superficie con i rebbi di una forchetta. Prima di infornare a 250°in forno già caldo, ungere abbondantemente e sporcare ben bene tutta la focaccia sempre con l'olio della farcia, aiutandosi con le mani bagnate. A cottura ultimata, coprire la teglia con un canovaccio umido, oppure con un foglio di carta forno e chiudere la teglia in un foglio dialluminio.
La Puddìca va servita tiepida o a temperatura ambiente, mai bollente, e se vi avanzasse, vi accorgerete quanto è buona anche il giorno successivo. Oppure fate come me che la preparo sempre un giorno prima... ;))


 Un saluto al volo, scappo ad infornare le mie focacce per domani...

Buon martedì grasso a tutti,

Ornella

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venerdì 17 febbraio 2012

Migliaccio

"Semel in anno licet insanire" dicevano i latini per giustificare gli eccessi compiuti durante certi riti propiziatori, in cui la regola era sovvertire l'ordine costituito, per prepararsi così al periodo di purificazione e rinascita. Dai riti Dionisiaci degli antichi Greci e dai Saturnali romani, celebrati proprio in questo periodo dell'anno, pare abbia origine il Carnevale; ma è al Medio Evo che  alcuni fanno risalire l'etimologia del termine stesso, legandolo alla prescrizione cristiana di non mangiare carne - carnem levare, appunto - durante la successiva Quaresima.


migli1

Ecco che nella cucina tradizionale di molte regioni italiane abbondano, per il Carnevale, i piatti a base di carne di maiale, o i fritti sia dolci che salati, spesso cotti nello strutto piuttosto che in olio di oliva ed anche tanta ricotta declinata in mille modi diversi.
Tra le preparazioni tipiche di questo periodo, oltre alle Chiacchiere o Frappe e alle Castagnole, c'è il Migliaccio,  che con sostanziali diversità, si ritrova nella cucina tradizionale di diverse regioni italiane. Poco nota una versione di probabile origine ischitana, di cui purtroppo non posseggo la ricetta, costituita da una sorta di frittata dolce a base di   spaghetti (forse avanzati),  ricotta, uva passolina, ricoperta di zucchero a velo, che era solita preparare una  mia cara amica. 
Il Migliaccio più conosciuto, almeno nell'Italia meridionale, è quello  della cucina partenopea preparato in modo molto molto simile alla farcia delle sfogliatelle, che va cotta al forno e si accompagna con il Sanguinaccio, una specie di budino al cioccolato e sangue di maiale. Terribile a pensarci... da far venire i brividi... ma di un buono pazzesco, soprattutto se non si immagina qual è l'ingrediente principale! ;))


Migliaccio e finto Sanguinaccio

Vabbé, non vi aspetterete certo che vi dia la vera ricetta del Migliaccio, eh?  In rete ne trovate a dozzine...
Vi dico  solo cosa ne ho fatto della farcia al Nipiol :))) che mi era avanzata da questa preparazione, di come l'ho servita e con cosa l'ho accompagnata. ^_^
Insomma, se fate le Sfogliatelle e vi rimane il ripieno, aggiungeteci qualche uovo (io 1 solo, giacchè la mia farcia era mooolto cremosa e lenta), un poco poco di farina, una spolverata di pangrattato e cuocetelo in forno, dopo averci riempito degli stampini ben imburrati.
I 6 piccoli Migliacci che ne ho ricavato, li ho serviti a cena, tiepidi, insieme a bicchierini di un semplice budino al cioccolato come questo o in una delle sue mille varianti che trovate Qui.
Per il Migliaccio mi sono ispirata alla ricetta di Antonia (Rimmel) che trovate QUI.


Mini Migliaccio

Buon Venerdì grasso,

Ornella

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mercoledì 15 febbraio 2012

Amaretti morbidi

Come avete festeggiato San Valentino? 
Beh sì, l'Ammore è l'Ammore  in tutte le sue forme ;) e perciò almeno una volta all'anno ci si può permettere di essere biecamente romantici... o no? 

Amaretti morbidi da La Cucina Italiana

Noi di Ammodomio (Simona ed io) abbiamo trascorso il pomeriggio biscottando... E la serata?   Beh, la "mia metà" ed io, l'abbiamo passata tra un Panzerotto e un biscottino a forma di cuore :D, con un occhio alla TV sintonizzata sull'imperdibile prima serata del Festival di Sanremo; con l'auricolare incollato  a un solo orecchio; mentre l'altro  occhio guadava il monitor del pc, collegato all'esilarante Speciale Sanremo delle Telecomari, in diretta streaming!!!!!! 
Insomma, una serata all'insegna della migliore italianità ;) in tutte le sue classiche componenti: l'ammore; il cibo; la canzonetta; il buonumore! ^_^ 
Vi scandalizzate, forse?  Storcete il naso disgustati? 
No, perché, dico... voi di cosa state discutendo stamattina in ufficio, dal parrucchiere, al supermercato, a scuola o all'università; su FaceBook o Twitter? Non state forse commentando il monologo di Celentano, l'eroico Rocco Papaleo, il vestito di Dolcenera, la trasformazione di Arisa?  E del duo Berté-D'alessio non ne vogliamo parlare? O_o 
Essì, perché - crisi o non crisi, manovra lacrimesangue, Moody's, spread, sacrifici, lavoro, sindacati, politica, cronaca nera - nonc'ècristochetenga: Sanremo è Sanremo! 
Vabbuò, bando all'ironia, consoliamoci con i suoi Amaretti morbidi, tratti da un librino de La Cucina Italiana e leggermente modificati, ricoperti di cioccolato bianco temperato...
Sono veramente buonissimi, ma hanno un solo difetto: 12 Amaretti - tanti me ne sono venuti - sono troppo pochi!!!! Il cioccolato io non l'ho usato però.. li ho lasciati nature.Voi fate come vi pare! :D

Amaretti morbidi 

Amaretti morbidi

Ingredienti:
130 gr di mandorle pelate
20 gr di armelline
150 gr di zucchero semolato
1 albume
panna liquida fresca q.b (1-2 cucchiai circa)
zucchero a velo

Tostare leggermente le mandorle e passarle al mixer con lo zucchero semolato e le armelline.
Impastare il tutto con l’albume non montato ed un cucchiaio di panna. L’impasto deve risultare molto morbido ma ben amalgamato e manipolabile con le mani. Formare delle palline, mettere in una teglia su carta forno, spolverare con poco zucchero a velo e cuocere per 20-25 minuti a 170°C. In cottura si appiattiranno, i bordi si devono dorare leggermente ma l’interno deve rimanere morbido tipo marzapane. Far raffreddare bene prima di staccarli dalla teglia, sono piuttosto fragili da caldi.
N.B. :Se non avete le armelline, usate tranquillamente 150 grammi di mandorle e qualche goccia di Essenza di Mandorle amare.


E non finisce qui!!!!

Cuori <3

 Vi mostro pure la produzione della "socia fotografa"... I Cuoricini di frolla fatti dalle sue manine sante con  questa ricetta e decorati (per fortuna!) grazie a un suo dolcissimo regalo! Grazie, grazie, grazie ragazze, vi vogliamo bene!!!!!!

San Valentino

 Allora, non dimenticate, anche  stasera, appuntamento con le Telecomari QUI (cliccate in alto a destra per la diretta streaming) oppure guardatela direttamente qui su Ammodomio a partire dalle 20,30 circa.


Un saluto affettuoso a tutti,

Ornella

Piesse: Mi segnalano da giorni l'impossibilità di lasciare commenti... Se navigate con Firefox non ci dovrebbero essere problemi, almeno credo! ;)
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lunedì 13 febbraio 2012

Sfogliatelle ricce lievitate di Tinuccia

 Senza polemica e con una buona dose di ironia, la Premessa ve la faccio subito...
Sorridetene pure, se vi va... ma anche no! :D
Semmai doveste vedere preparare questa ricetta da una delle signore delle TV oppure ve la ritrovaste nelle dispensine di qualche corso di cucina improvvisato, ovvero - grammo più, grammo meno - la doveste leggere in rete o su qualche nuovo testo culinario, sappiate che l'autrice è Lei, solo e soltanto Lei, che se l'è pensata, studiata e prodotta sotto i miei occhi in diretta su Facebook, in un gruppo segreto! ^_^  Lo dico e lo sottoscrivo, giacché  ho assistito personalmente alla genesi, all'evoluzione e alla realizzazione di questa ricetta, in compagnia di Laura, grande appassionata di cucina, e di Patrizia, testimone silente di tutto ciò che è via via avvenuto. Quindi, occhioooooo... ;))))))))


L'antefatto
Credo che tutti conosciate la bravura e la competenza di Tinuccia (la Mollichella più bella e più simpatica del web), ma credo che pochi privilegiati possano vantarsi di aver "pasticciato" con lei. Essì, avete capito bene: mentre Tinuccia spiegava con dovizia di particolari, Laura ed io abbiamo eseguito quasi pedissequamente le sue indicazioni. Sembrava di essere nella stessa casa ad impastare a suon di musica e risate fragorose...


Ma partiamo dall'Inizio...
1° giorno ore 18: Si comincia
Dopo averci spiegato telefonicamente come avremmo dovuto fare  la sfogliatura, con una tecnica antica a me del tutto sconosciuta, Tinuccia (che pazienza che c'ha 'sta ragazza dolcissima) ci ha dato appuntamento al pomeriggio del giorno successivo per procedere alla messa in pratica della sua idea, secondo la tabella di marcia convenuta.

Sfogliatelle ricce lievitate di Tinuccia


Sfogliatelle  lievitate mignon

  Ingredienti per la farcia:

250 gr di latte
250 gr di acqua
200 gr di ricotta
150 gr di zucchero a velo + 2 cucchiai ( aggiunta mia)
100 gr di semola di grano duro (non rimacinata - detta: semolina/o)
1 uovo
1 baccello di vaniglia
1 pizzico di sale
frutta candita a piacere
aromi a piacere

Mettere a bollire con un baccello di vaniglia con l'acqua e il latte, più un pizzico di sale.Quando  i liquidi bollono, levare il baccello, versare la semolino e cuocere per 5 minuti. Lasciar freddare e unire l'uovo battuto, la ricotta setacciata, lo zucchero a velo, qualche cedro e arancia candita, gocce di essenza di cannella a piacere, o fior d'arancio a piacere. Deve venire un ripieno bello solido, per cui non lasciate troppo cremoso il semolino, altrimenti in cottura tenderà ad uscire dalle sfogliatelle.
 La dose è abbondante, per cui ve ne avanzerà sicuramente... Con l'avanzo potete fare Questi! ;)

2° giorno, ore17 circa: la Farcia
 Tinuccia ha scelto un'ottima ricetta, quella di Marialinda...
Ho in casa tutti gli ingredienti tranne il semolino e la ricotta, ma siccome fa un freddo becco, incautamente spedisco mio marito al supermercato...
 Morale:  torna con la ricotta e il semolino Plasmon!!!!! :D   
- Vabbé, pazienza... la farcia verrà più cremosa - mi dico  e infatti viene  poco densa, proprio come NON avrebbe dovuto essere. Mi posso tirare indietro? Giammai!!!!
Mentre Tinuccia e Laura procedono all'impasto, per una serie di motivi che non vi sto a raccontare, sono in un ritardo pazzesco...  Si fredda il composto; sbrircio l'orologio:22,00 circa!!!



Ricce Lievitate2


Ingredienti per l'Impasto:


 250 gr  di farina manitoba Lo Conte
250 gr di  farina 00 (Io Tandoi) 
 75 gr  di zucchero
5  gr di sale
65 gr di burro bavarese +  g 150 da sciogliere per la sfogliatura dell'impasto
11 gr di lievito di birra
140 ml d'acqua
140 ml di latte

Unire i liquidi che dovranno risultare tiepidi, (mi raccomando che non superino i 37 C° devono avere la stessa temperatura corporea), fare sciogliere in essi un cucchiaino di miele ed aggiungere il lievito.
Se impastate a mano:
Su una spianatoia formare una fontana con le farine setacciate ed al centro fare cadere gradualmente i liquidi in cui avrete fatto sciogliere il lievito. Dopo una rapida impastata, quando ancora l’impasto è umido aggiungere lo zucchero, il sale, e in ultimo, lo strutto o il burro gradualmente; continuare ad impastare per circa 10, 15 minuti.
Se impastate con l’impastatrice:
Mettere nell’impastatrice le farine setacciate, i liquidi. Dare una mescolata rapida ed aggiungere lo zucchero quando l’impasto è ancora umido.

Fare andare l’impastatrice per pochi minuti e poi aggiungere il sale; dopo una rapida impastata fare cadere lo strutto in pezzi mentre l’impastatrice è in funzione, in modo da farlo assorbire lentamente. Impastare per 15/20 minuti, fino a raggiungere un impasto liscio e vellutato.
Dividere l’impasto in due parti uguali, mettere a lievitare per 50 minuti in ciotole coperte da carta velina in luogo chiuso.
Porre in frigo per l’intera notte a circa 4 gradi.

ore 22,30 circa: L'Impasto

Teoricamente non dovrei avere alcuna difficoltà, dato che l'impasto di base è questo. Decido di sostituire un ottimo burro bavarese allo strutto:fatti due calcoli..ehm... aumento la dose prevista un po' a occhio! :D Bene, in realtà voglio di impastare usando la  mia nuova planetaria fiammante... Quale migliore occasione per inaugurarla?.*_* 
Verifico immediatamente che la spina dell'apparecchio non entra nella presa di corrente... serve un adattatore... Niente panico! Dopo mezz'ora di affannose ricerche la cosa è  sistemata e  procedo come da ricetta.
 Mi  accorgo subito, ma Tinuccia me l'aveva già detto, che gli impasti poco idratati tendono ad appiccicarsi al gancio dell'impastatrice... Infatti, dopo una prima mescolata, ribalto il tutto sul piano di lavoro e  impasto a mano! :D
 Morale: metto la base in frigo a notte fonda, lasciando in cucina "morti e feriti"!!!


La  Sfogliatura

Dice Tinuccia:
"Il giorno dopo, fare tornare l’impasto a temperatura ambiente, ci vorrà un’oretta, un’oretta e mezzo, ed iniziare la sfogliatura; sfogliare i due impasti separatamente, per cui non tirateli fuori dal frigo nello stesso momento, ma con uno scarto temporale di mezz’ora l’uno dall’altro.
Come prima cosa vi consiglio di lavorare su di un ripiano, che sia tavolo o sia il ripiano della cucina, ben unto di strutto. Unte di strutto dovranno sempre essere le vostre mani e soprattutto l'impasto durante l'intera esecuzione. Non utilizzare assolutamente la spianatoia perché il legno tende ad assorbire i grassi e il vostro impasto si attaccherebbe, stracciandosi, se la vedete nelle foto del collage, è solo per motivi di praticità. Io ho lavorato sul ripiano della cucina, quindi ho dovuto operare in orizzontale.
Per la formatura guardare innanzitutto questo video
Il concetto di base è formare una sfoglia sottilissima, trasparente, si deve riuscire ad intravedere cosa c’è sotto. Come fare? Per riuscire a spiegarlo al meglio, ne ho fatto un passo, passo, con la plastilina, dato che durante l’esecuzione mi è stato proprio impossibile fotografare; dovevo stare attenta ad altro."

3°giorno, ore 6,45 circa: la sfogliatura
 Per prima cosa mi faccio un caffè.. ma muoio dal sonno e metto sul fuoco la macchinetta con la sola acqua... Ho inventato il caffè senza caffè! :D
Tiro fuori dal frigo una parte dell'impasto e mi dedico a riordinare in cucina.. C'è bisogno di spazio sul piano di lavoro per sfogliare l'impasto... Procedo senza intoppi e mentre in casa dormono tutti, accendo il pc per incontrare virtualmente le mie compagne di avventura... Facebook, fa le bizze - aiutoooooooooooo... non leggo gli aggiornamenti di Tinuccia e di Laura.. Emmò? O_o
Nel frattempo preparo la colazione alla famiglia e non vedo l'ora che si tolgano di torno...
ore 9,00 circa: Sono ancora in pigiama; l'impasto è a temperatura; indosso il grembiule e procedo in perfetta solitudine!!!! Beh, la tecnica non è facilissima.. la prima metà dell'impasto tende a stracciarsi, ma continuo imperterrita: alla fine l'avrò vinta io!!! :D

Formatura involucri Sfoglitelle

Porre i rotoli per circa 30/45 minuti in freezer. Una volta indurito l’impasto, tagliare il rotolo a rondelline di 2 cm circa. Laura per la formatura delle sfogliate vi consiglia di schiacciare sul ripiano la rondellina, così come si fa per le pizzette e solo dopo, farla ruotare sul dito per formare l’involucro della sfogliatella a m ò di "sombrero", inoltre ho ritrovato la stessa tecnica su Gennarino, a cui vi rimando. Una volta fatti gli involucri, riempirli e chiudere la vostra sfogliatella. Qui, un video.

ore 12,30 circa:formatura, farcitura,cottura
 La formatura è la cosa più divertente... Dopo aver visto il video - GRANDE Luciana! - mi sento sicura e proseguo come una pasticciera napoletana provetta... "Fusse ca fusse" che tra i miei antenati partenopei ci fosse stata un'ava così esperta di Sfugliatelle? Chi può dirlo? :))
La farcitura invece si rivela drammatica.. Il ripieno al Plasmon :D è troppo lento, ma non mi abbatto e porto a temine la prima teglia, nonostante la farcia coli da ogni dove...
Mentre sforno il primo tegame e faccio il primo assaggio in compagnia della "socia fotografa", guardo l'orologio e non ci posso credere O_o : ore 14,00 - sono ancora in pigiama!!!!
Trafelata, faccio la seconda infornata con la bocca piena - mmmmmmmmmmm...  nonostante le mie disavventure le Sfogliatelle sono paradisiache!!!! -
Morale: cucino per il pranzo alle 15,00 passate da un pezzo e non aggiungo altro per decenza!

Ricce lievitate

4° giorno: le foto e la scrittura di questo post
 Mentre Tinuccia, seduta per terra, davanti alla finestra di casa sua, usa la plastilina fucsia per mostrare la tecnica di sfogliatura piuttosto complicata da spiegare a parole e fotografa, :DDDDD, io mi accingo a sistemare le mille foto che avevo scattato al volo prima che le fauci voraci di quelli di casa mia - me compresa, of course - dessero l'assalto alle Sfogliatelle. Morale: non ce la faccio a scrivere il post, sono distrutta!^_^

 5° giorno, ore 6,30: L'Epilogo
 Oggi la connessione non va e non va... chissà  a che ora riuscirò a pubblicare...
 Mentre sono qui al pc a rimettere ordine tra foto e gli appunti, ripenso  a quanta fatica abbiamo fatto...
Comprendete allora la ragione della mia Premessa?

Conclusione

Chevelodicoaffà? Con Tinuccia e Laura ci siamo divertite da matti,  credetemi, ma ne siamo uscite  tutte e tre alquanto provate: la ricetta non è semplicissima, richiede una certa manualità, tanta passione pura e una buona dose di incoscienza, specie se non si possiede spazio e tempo a sufficienza. :DDDD
Stamattina finalmente, dopo giorni e giorni di pioggia e freddo davvero inconsueto per noi,  c'è il sole...  Mi perdonate se non rileggo e pubblico così, come viene viene?
Tinuccia e Laura, mie dolcissime compagne d'avventura, vi ringrazio di cuore e vi bacio con affetto!!!!

 Buon inizio settimana a tutti,

Ornella



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