domenica 30 gennaio 2011

Cipolle in agrodolce al forno

Giuro che questo Contest non avrei voluto proprio perdermelo...
Avevo tantissime idee che non ho fatto in tempo neppure a sperimentare! :((
Vabbé, spero che Labna possa perdonarmi se la ricetta è una non ricetta, senza neppure le dosi degli ingredienti, se la foto è quel che è, se il post è scritto in fretta e furia! L'importante è partecipare, giusto?;))
Allora ecco qua le mie Cipolle in agrodolce al forno, inventate là per là, per ricreare un sapore che si era perso nei meandri della mia memoria e che oggi all'improvviso mi è tornato in mente.
Che profumo... che goduria... non ve lo potete neppure immaginare!!! 
 Cipolle in agrodolce al forno

CIPOLLE
Ingredienti:

cipolle
olio extra vergine
zucchero di canna
pangrattato
sale e pepe
aceto balsamico

Ho pulito le cipolle, le ho tagliate a metà e le ho adagiate in una pirofila unta con un filo d'olio extra vergine. Le ho condite con sale e pepe di mulinello, qualche cucchiaino di zucchero di canna (Demerara), una spolverata di pangrattato. Ho irrorato il tutto con un po' di aceto balsamico, un filo d'olio ed ho infornato a forno già caldo, fino alla gratinatura.

Testi ed immagini sono protetti dalla legge sul diritto d'autore n. 633/1941 e successive modifiche. 


Crostata zucca e salsiccia per "Un anno Ammodomio"

Ricevo e pubblico...

Ciao Ornella,
 innanzitutto vorrei ringraziarti per l'opportunità che mi hai offerto di parteipare alla Raccolta per il Calendario Ammodomio

Un anno Ammodomio 2011

e complimentarmi con il vostro blog che seguo già da un po'   e che, devo dire, è piuttosto originale.
Sono appassionata di cucina (oltre che di tante altre cose!) e solo da pochi mesi sono entrata nel mondo dei blog di cucina. Alcuni danno veramente degli spunti interessanti!
Non ho un mio blog e non so se ne creerò mai uno; ce ne sono talmente tanti e anche molto belli!
Ma torniamo all'oggetto di questa mia mail :)
Prendendo spunto da una ricetta presa da un blog, l'ho in seguito modificata cambiando il ripieno.
Questa la ricetta:

Crostata zucca e salsiccia 




Per la pasta:
1 dose di pasta da quiche di Christophe Felder   
Ingredienti per una teglia da 24 cm di diametro:

200 g di farina 00

5 g di sale
90 g burro a pezzetti
1 uovo
20 g di acqua
All'impasto io ho aggiunto un mix di erbe aromatiche
Per il ripieno:
600 g di zucca rossa
2 salsicce spellate
Olio evo
sale
Mix erbe aromatiche
Procedimento:Con la planetaria (o nel mixer): lavorate la farina insieme al sale e al burro freddo tagliato a pezzetti utilizzando il gancio a k. Aggiungete l’uovo intero e l’acqua continuando ad impastare fino a quando otterrete un impasto liscio e omogeneo. Prelevatelo dalla ciotola, se necessario lavoratelo brevemente a mano, quindi formate la classica palla. Ora avvolgetela nella pellicola alimentare e fatela riposare in frigorifero per 2 ore.
A mano: lavorate con le dita il burro morbido in una ciotola insieme alla farina e al sale fino a quando esso sarà stato completamente incorporato dalla farina. Unite l’uovo e l’acqua e continuate ad impastare fino a quando otterrete un impasto omogeneo, poi procedete come sopra. 
Mentre la pasta riposa in frigo preparare il ripieno:
Creare una dadolata di zucca dopo averla mondata dalla buccia. Ridurre a pezzettini la salsiccia spellata.
In una capiente padella versare l'olio evo, rosolare appena i pezzettini di salsiccia, aggiungere la dadolata di zucca e far cuocere a fuoco moderato pochi minuti (la zucca deve rimanere molto "al dente").
Salare ed aggiungere il mix di erbe aromatiche. Lasciare raffreddare.
Rilavorare leggermente la pasta, disporla nella teglia da crostata (se la teglia non è antiaderente è meglio imburrarla)  e bucherellarla.
Versare la zucca e la salsiccia sulla pasta, distribuiendo uniformemente  ed infornare  a 200° per circa 40 minuti.
Servire tiepida.
Buon appetito!
Ciao, a presto,
                                Angela

Piesse: Angela con questo post partecipa alla nostra raccolta per il Calendario

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giovedì 27 gennaio 2011

Stasera grandi emozioni... aggionamento

Dopo aver pubblicato questo post il 27 Gennaio scorso, la trasmissione non è più andata in onda... Questa sera ) Febbraio dovrebbe essere tutto OK! Speriamo bene...

Doppio post oggi (in realtà quello di Paola è di ieri sera, ma non perdetevelo!) per una comunicazione urgente...
Voi seguite le trasmissioni TV di approfondimento in seconda serata? Generalmente io non me le perdo, ma questa sera avrò una ragione in più per seguire Matrix su Canale 5 dalle 22,30!
Si parlerà di cibo e di alimentazione...
Ci sarà un'intervista  a lei, fattale qualche giorno fa da una giornalista di Canale 5  nella cucina di casa sua....
Coloro che sanno già di chi sto parlando per averla  letta ed apprezzata su Ammodomio Qui, Qui e Qui, sicurmente saranno curiosi di conoscere una parte della sua storia vera.


Coloro i quali non sapessero invece di chi si tratta, non perdano l'occasione di scoprire una donna meravigliosa che sa donare delle grandi grandi emozioni!!! Mi raccomando, eh!!!! 
Dopo la trasmissione, mi piacerebbe  molto sapere dai vostri commenti cosa ne pensate...
Allora, non dimenticate... 
Stasera tutti su Matrix a Canale 5 dalle 22,30 ed appuntamento a domani per  fare quattro chiacchiere tra noi (mi auguro che ci sia anche lei).
Un saluto affettuoso,
 Ornella

27 Gennaio-ore 20,22-Aggiornamento : Solo ora hanno comunicato che la puntata di stasera di Matrix avrà come tema il caso di cronaca nera di cui si parla da mesi. La puntata sul cibo sarà spostata alla prossima settimana! Mi dispiace, vi terrò aggiornati! :((

mercoledì 26 gennaio 2011

Blackout cake e la ricerca dei sapori perduti



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Ognuno di noi ha nella sua testa, più che in bocca, il ricordo di un sapore, di una preparazione dolce o salata, che da tanto tempo non mangia, ma che vorrebbe riassaporare....Poterlo fare, la maggior parte delle volte, ci riporterebbe indietro alla nostra infanzia, o al peggio, alla nostra prima giovinezza, mentre riaffiorerebbero le sensazioni felici di quel tempo perduto. La nostalgia di solito è miglior condimento, ancor più della fame, di qualsiasi preparazione culinaria. Per questo i cibi, per così dire perduti, sono spesso considerati ancor più buoni di quello che forse veramente erano nella realtà. Dicevo che ognuno ha il suo ricordo fatto di profumo, sapore consistenza: Proust aveva le sue Maddalene, io ho dei biscotti duri all’anice e vino che mangiavo al mare, voi avrete qualcos’altro (a proposito, sarebbe interessante sapere quali bontà sono rimaste seppellite nei vostri ricordi ...). Dall’altra parte del mondo le cose non cambiano di molto e i cinquantenni e oltre di New York, anzi di Brooklyn, hanno la Blackout Cake come bontà preduta....In effetti questo dolce che aveva conquistato tutta Brooklyn ed anzi, aveva sconfinato i limiti del quartiere, divenendo famosa in quasi tutta la città, improvvisamente scomparve il 26 Agosto del 1972. Il forno Ebinger che l’aveva ideata e che per anni l’aveva prodotta, chiuse per fallimento, per mai più riaprire, lasciando tutti a bocca aperta, ma soprattutto vuota....I più svelti riuscirono a comperare le ultime Blackout cake e le congelarono, tenendole nel freezer per oltre un anno, sperando nella riapertura del forno. Quando compresero che non sarebbe mai più accaduto, mangiarono le torte con religiosa dovizia, sapendo che mai più lo avrebbero potuto fare. Fu come perdere Dio, commentò qualcuno, mentre per altri la vita finì quel giorno.....
Sempre eccessivi gli Americani, si sa, certo è che superata la fase della disperazione, iniziò quella della ricerca della ricetta capace di riportare in vita un sogno, più che un dolce. Mr. Forman uno estimatore della Blackout cake chiese aiuto a tutti, riviste di cucina, esperti pasticcieri, ma nessuno lo aiutò molto. Il problema era che il forno Ebinger produceva i suoi dolci in maniera quasi industriale, più che artigianale ed infatti, partendo da un mix pronto della Betty Crocker, il nostro Mr. Forman si avvicinò all’antico sapore.....Egli contattò allora la famiglia Ebinger (che non cedette mai la ricetta) ed una figlia fece sapere che il padre utilizzava un cacao speciale, appositamente formulato per la torta. Fu contattata anche la famosa esperta Rose Levi Beranbaum che decretò che la torta poteva anche essere ricreata, ma che non poteva mai comparare con il ricordo che ogni nostalgico poteva avere di quel dolce.
Molly O’ Neil, giornalista e scrittrice di food che tiene una sua rubrica su "The New York Time Magazine", ha elaborato una sua ricetta di questa torta e l’ha pubblicata sul suo libro “ New York Cookbook”.
Il libro, molto ben fatto, offre un ampio panorama gastronomico della città, non solo attraverso le ricette (di ristoratori, cuochi, fornai, pasticcieri, gente comune...) ma anche attraverso interviste, racconti, luoghi e storie dei suoi cittadini, che rendono unica questa città americana.(Di questo libro avete già assaggiato su Ammodomio una deliziosa tortina eseguita ammodosuo da Ornella qui.)
Il libro è del 1992, di quasi vent’anni fa, probabilmente ci saranno stati in questo frattempo, altri esperimenti. Ma è possibile ritornare indietro anche solo per un momento alla nostra fanciullezza?
Per semplificare le cose ho trasportato le dosi in grammi e modificato qualche piccolo procedimento, secondo me, poco corretto. Nella crema di farcitura ho sostituito l’acqua con il latte e non ho messo la glassa finale sul dolce. Per chi vuole, può leggere la ricetta originale della Sig.Molly O’ Neil qui.


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BLACKOUT CAKE
Per la torta
60 g di cacao
60 g di cioccolato fondente al 70%
180 ml di latte
226 g di burro morbido
350 g di zucchero
4 uova separate
260 g di farina tipo “00”
1 cucchiaino di lievito
1 cucchiaino di bicarbonato
Un pizzico di sale
Vaniglia
Portare ad ebollizione il latte versarlo gradualmente sul cacao setacciato mescolando per non formare grumi, quindi unire il cioccolato in piccoli pezzi. Mescolare un poco per aiutare il cioccolato a fondersi e far intiepidire.
Montare le chiare in neve e tenerle da parte. In una ciotola montare il burro con lo zucchero, il sale e la vaniglia, unire i tuorli, uno alla volta, ed infine il composto di latte e cioccolato prima preparato. Continuare a montare fino a che il composto non apparirà soffice, gonfio e cremoso. Unire con una spatola a mano la farina mescolata alla polveri lievitanti ed infine unire gli albumi montati, con delicatezza. Mettere il composto in due teglie di 20 cm di diametro ben imburrate. Cuocere per circa 45 min. a 170°C. Io ho utilizzato una sola teglia ed ho prolungato la cottura fino ad un’ora. La torta internamente si presenterà leggermente umida.
Per la crema di farcitura
500 ml di latte fresco
2 cucchiai di cacao
3 cucchiai di Maizena
180 g di zucchero
30 g di cioccolato fondente al 70%
30 g di burro morbido
Vaniglia
Portare ad ebollizione in pentolino il latte con la vaniglia e parte dello zucchero. In una ciotola mescolare lo zucchero restante ed il cacao. In un bicchiere sciogliere la Maizena con tre o quattro cucchiai di acqua fredda. Non appena il latte comincerà a bollire versarlo gradualmente sulla miscela di cacao e zucchero e con un cucchiao mescolare per sciogliere bene il cacao. Versare la cioccolata calda nel pentolino e portare nuovamente ad ebollizione. Non appena questa sopraggiunge, versare la Maizena sciolta mescolando vigorosamente. In pochi secondi la crema si formerà.
Toglierla dal fuoco, unire il cioccolato in piccoli pezzi, il burro morbido e mescolare. Farla freddare velocemente con pellicola a contatto.
Tagliare la torta in 4 strati, di cui uno meno spesso degli altri tre. Porre lo strato più sottile in una ciotola e sbriciolarlo fra le mani.
Spalmare i restanti strati con la crema fredda, ricoprendo anche i bordi della torta. Cospargere con le briciole che aderiranno alla crema. Porre la torta al fresco per un paio di ore almeno.
Come ho detto ho evitato l’uteriore glassa da stendere sulla torta in due riprese, con un intervallo in frigo fra la prima e la seconda. Chi invece volesse aggiungerla, ecco cosa occorre e come procedere.
Glassa
350 g di cioccolato
170g di burro morbido
125 ml di acqua bollente
1 cucchiaio di glucosio
Vaniglia
Fondere il cioccolato a 45°C, unirvi il burro morbido, un cucchiaio alla volta ed una volta amalgamato, unire in un sol colpo l’acqua bollente. Mescolare bene, unire quindi il glucosio e la vaniglia: tenere in frigo 15 minuti, prima di utilizzarla. Versare circa la metà della glassa sulla torta già farcita, cercando di coprire bene anche i bordi. Freddare in frigo per una decina di minuti, quindi terminare di glassare la torta. Cospargere con le briciole di torta messe da parte e tenere un paio di ore in frigo prima di gustarla.
La torta è buona, anche senza glassa è piaciuta molto. Ovviamente aggiungendo ulteriori 350 g di cioccolato e quasi due etti di burro, l’effetto blackout si dovrebbe percepire molto di più. A proposito, chiacchierando non ho detto il perchè del nome....Essendo una torta completamente scura sia all’esterno che all’interno, essa ricordava la città di New York durante i continui blackout nel periodo della guerra, quando questa delizia venne alla luce nella vecchia Ebinger’s Bakery.


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A presto
Paola

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lunedì 24 gennaio 2011

I Pasticciotti leccesi di Angela e quelli "ammodovostro"

Che ci fanno, secondo voi, due signore "attempatelle" su Facebook?  Prima che vi facciate strane idee, vi rispondo subito...
Chiacchierano tantissimo della loro passione comune: di cucina e di ricette, condividendo trucchi e consigli! 
Infatti qualche giorno fa Angela mi aveva chiesto, proprio su Facebook, delle "dritte" per realizzare i Pasticciotti leccesi...
Una ricetta precisa non ce l'ho!- le ho risposto - Come per tutta la cucina tradizionale si va per tentativi, ciascuno ha la sua ricetta di famiglia che giura essere la migliore! Te la senti di sperimentare? 
Ebbene sì, Angela, come tutti i veri appassionati, non se l'è fatto ripetere due volte, si è rimboccata le maniche e nello scorso w.e. si è messa al lavoro.
Il suo risultato lo potete vedere in queste foto, mentre la sua esperienza passo passo, con le sue variazioni sul tema, le trovate Qui.

Pasticciotti

Volete provarci anche voi? Vi darò le stesse "dritte" che ho confidato ad Angela...
Dimostrate pubblicamente quanto vi piace cucinare per davvero, tanto non è complicato, questo è un dolcetto semplicissimo, leggero, ma molto molto gustoso, oserei definirlo libidinoso... Con tutta quella crema pasticcera che "sgorga" dall'interno al primo morso è una vera goduria.

Pasticciotto

Ci state? Forza, forza... tentiamo un esperimento di cucina interattiva, che ci divertiamo un sacco tutti insieme! :DDD
Allora preparate i Pasticciotti "ammodovostro", fate una foto, descrivete il vostro procedimento passo passo e pubblicatelo dove vi pare, (Blog di qualunque genere, forum di cucina, Facebook, Twitter, Flickr) linkando questo post; infine lasciate il vostro link qui sotto nei commenti. 
Potremo realizzare insieme una stupenda Raccolta di Pasticciotti Ammodovostro, ricca di tutti i trucchetti e consigli che vorrete condividere, chissà che non si scopra qualche  segreto indispensabile per migliorarne la riuscita.
 Vi piace l'idea? Dal canto mio, tenterò l'esperimento di un PDF scaricabile! :)))

Pasticciotti

Ecco tutto ciò che dovete sapere sui Pasticciotti leccesi, con l'indicazione delle ricette alla quali potrete ispirarvi liberamente.
1) Il Pasticciotto è un dolce mono-porzione di forma ovale, della lunghezza  di circa 10 cm, composto da  pasta frolla leggermente lievitata e da crema pasticcera, che dopo la cottura risulta ben soda e compatta.
2) Per la ricetta della frolla vi potete ispirare a questa(senza miele, però eh!).
3) Per la crema pasticcera vi consiglio questa  di Palma d'Onofrio.
Crema pasticcera per Pasticciotti (di Palma d'Onofrio)
450gr di latte intero
50gr di panna fresca
75gr di tuorlo
150gr di zucchero
45gr d'amido di mais
1 bacca di vaniglia
sale
Montare i tuorli con zucchero e la raschiatura della bacca di vaniglia, il sale e l'amido di mais.Nel frattempo bollire il latte con la panna, aggiungerlo alle uova montate in precedenza , rimettere il tutto sul fuoco e cuocere la crema; quindi farla raffreddare coperta con pellicola a contatto.
I segreti Ammodomio:
a) La frolla contiene sicuramente strutto ed ammoniaca; è aromatizzata alla vaniglia o al limone.
b) E' meglio usare gli stampini metallici unti di strutto ed infarinati. La pasta frolla a fine cottura deve risultare "biscottata" all'esterno e morbida all'interno; quindi per questa ricetta non dovrebbe valere la regola di non ungere gli stampi in cui  si cuoce la frolla, che è un impasto già grasso. Ungere lo stampo, non serve affatto a sformare ma, in questo caso, ad ottenere la cottura desiderata (Paola docet).
c) Nella crema non c'è sicuramente farina ma amido di mais (a fine cottura deve essere ben soda, riempire completamente il dolcetto e può essere leggermente aromatizzata anch'essa al limone o alla vaniglia.Nella farcia ci potrebbe andare anche un'amarena sciroppata, ma oggi nel Pasticciotto leccese in genere NON c'è!
d) Forse tra l'impasto ed il ripieno c'è un sottilissimo strato di farina di mandorle che potrebbe servire ad assorbire l'umidità in eccesso della farcia.
e) Prima di essere infornati i Pasticciotti vanno sigillati  accuratamente e spennellati bene con l'albume.
f) Alcuni usano praticare un forellino sulla superficie prima di infornare. Io non l'ho mai fatto, quindi vedete voi.
g) Dopo la cottura si mettono a raffreddare a testa in giù.
h) Zucchero a velo sì, zucchero a velo no? In genere non c'è, ma voi fate pure come vi piace!;))
Credo di avervi detto tutto: adesso tocca a voi!
Buon lavoro e buona settimana,
 Ornella


Piesse: Per Il termine stabiliremo in seguito una scadenza. Quanto vi serve per provare queste bontà semplicissime? Non tantissimo spero, eh!;))
Testi ed immagini sono protetti dalla legge sul diritto d'autore n. 633/1941 e successive modifiche. 

giovedì 20 gennaio 2011

La scatola magica

In certe occasioni è bello poter creare con poco un'atmosfera magica, quasi fiabesca ed il compleanno dei bambini è sicuramente una di queste. I bambini hanno la capacità di calarsi subito con naturalezza, senza falsità, in un mondo parallelo, fantastico, dove tutto è possibile. Allora aiutiamoli in questo viaggio della fantasia anche a tavola, quando allestiamo il buffet della loro festa. Accanto alle cose che di solito piacciono ai più piccini, pensiamo ad un qualcosa che possa suscitare il loro interesse, spingendoli a fantasticare anche con il cibo che, oltre ad essere buono, è anche bello e divertente. Qualche giorno fa ho realizzato due scatole, completamente edibili, in biscotto e pasta di zucchero che contengono al loro interno una serie di biscotti decorati.




The magic boxes



L'idea era quella di realizzare la classica scatola dei giocatoli dove di solito si ripongono
, dopo aver giocato, macchinine, orsacchiotti, pupazzi. La scelta dei colori bianco e azzurro è stata dettata dal festeggiato che compiva ben tre anni.Per realizzare scatola e giocattoli non occore molto, solo un po' di pazienza e ovviamente del tempo, ma il risultato è sicuro e di effetto. Ecco cosa occorre:
  • Pasta di zucchero nei colori bianco e celeste pallido
  • Pasta speziata al miele per le scatole (la ricetta è qui)
  • Pasta frolla per i biscotti (la ricetta è qui)
  • Ghiaccia reale nei colori bianco e celeste pallido
  • Una base di polistirolo di cm 25x25 spessa 1 cm

Partiamo con la scatola: preparata la pasta speziata al miele e fatta ben raffredare in frigo, procediamo a tagliare i 4 pezzi che la compongono. Io ho tagliato 4 rettangoli uguali di circa 20x12 cm. Con la dose di pasta se ne tagliano 8 pezzi, necessari per due scatole.
Si cuociono in forno a 170-180°C per circa 10 minuti e si fanno freddare bene prima di passare alla decorazione.Intanto si stende la pasta di zucchero bianca e si riveste la base di polistirolo, cercando anche di coprire i quattro bordi. Per far aderire la pasta, bagnare leggermente il polistirolo con un pennello inumidito d'acqua. Far asciugare bene la base così preparata. Utilizzando la tasca con bocchetta tonda fina, passare della ghiaccia reale su i vari pezzi di biscotto come se fosse colla e rivestirli con la pasta di zucchero bianca, coprendo anche i bordi. Far asciugare bene anche le quattro parti della scatola così rivestite, prima di passare alla successiva operazione. Io ho scelto un decoro a righe, poichè semplice e caratteristico delle vecchie scatole, ma nulla vieta di scegliere altri motivi : fiori, pois, bottoni...





The magic box



Stendere la pasta celeste pallido e tagliare delle strisce che verranno posizionate al centro e ai lati di ogni pezzo della scatola. Per far aderire queste strisce basta inumidire leggermente la pasta di zucchero o utilizzare la ghiaccia reale.
Applicare qualche piccolo decoro giocando sull' alternanza celeste-bianco. Quando tutte le parti saranno completate, si passa al montaggio dei quattro pezzi sopra la base prima preparata: utilizzare la ghiaccia per far aderire i quattro pezzi sia fra loro che alla base. Per mantenere l'ortogonalità degli elementi, aiutarsi con dei bicchieri pesanti che appoggiati ai lati, sosterranno e terranno dritti i quattro lati della scatola. Il più è ormai fatto. Far consolidare bene la scatola per qualche ora, quindi passare alle piccole rifiniture. Un cordoncino lungo il bordo superiore della scatola in pasta di zucchero bianca e uno in quello inferiore, fra la scatola e la base...Poi un po' di nastro celeste alto un centimetro a rifinire la base lungo il suo perimetro. Quattro piccoli fiocchi agli spigoli come tocco finale. La scatola è pronta e ora basta riempirla con quello che si vuole. Come ultima finitura o messo un nastro celeste alto 5cm all'interno dei quattro lati della scatola in modo da nascondere la pasta scura del biscotto.





Sweet toys




Per i biscotti ho utilizzato sempre gli stessi colori della scatola cercando di creare forme che ricordassero dei giocattoli : macchinina, cavallino a dondolo, orsacchiotto, bambolina, palla....
Per come procedere potete vedere sempre qui....Quando anche i biscotti saranno asciutti, basta posizionarli all'interno della scatola in modo che si possano intravedere ed invogliare i bambini a prenderli e a giocarci, ancor prima di mangiarli.





The magic boxes





A presto,

Paola



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martedì 18 gennaio 2011

Stinco di maiale

Mi sono resa conto troppo tardi di essermi imbarcata in un'impresa titanica: rendere appetibile in foto uno Stinco di maiale!
Che non fosse uno stinco di santo lo sapevo già... Ma, porca paletta, come si fa a presentare in modo gradevole un piatto di carne tanto buono quanto poco fotogenico? E se mettessi una calza all'obiettivo della digitale, potrebbe funzionare? Pare che questo stratagemma riesca  ad ingannare anche un occhio attento... ;)
Uno Stinco è uno Stinco - mi ha detto lei - Che  vuoi farci? Mettilo com’è!
Ben detto! Niente paranoie...
Vabbè, dopo aver smoccolato e fatto tutti i tentativi possibili per farvi solo intuire quanto fosse gustoso, tenero e saporito, ve lo mostro prima in pentola e poi così come l'ho portato in tavola...


Stinco di Maiale



Vi avevamo promesso le vere ricette di casa nostra? E Stinco sia... 
Se proprio non riuscite ad immaginarne il sapore e la consistenza, cucinatevelo a casa vostra e poi mi direte se non ne valeva la pena.

Stinco di Maiale 


 La ricetta è tutt'altro che complicata, non c'è neppure bisogno di accendere il forno, anzi in un colpo solo vi troverete a portare in tavola un ottimo secondo con 2 contorni e vi avanzerà pure un buon brodo vegetale.
Che volete più di così?

 Stinco di maiale "ammodomio"


Stinco di Maiale


Ingredienti (per 2-3 persone):

1 Stinco di maiale
2-3 cucchiai di olio extra vergine
2 cipolle dorate
1 bicchiere colmo di Primitivo di Manduria (oppure un vino rosso corposo)
  salvia e rosmarino q.b.
  sale e pepe q.b.
brodo vegetale q.b.

per il brodo:

3 patate (grandi)
3 carote (grandi)
2 pomodori
1cipolla
1 costa di sedano
  sale q.b.

per il Purè di Patate:
1 noce di burro
2 bicchieri di latte
1 grossa manciata di parmigiano grattugiato
  sale q.b. (pochissimo e solo se necessario)

per le Carote:
1 filo d'olio extra vergine
1 filo di aceto balsamico (se vi piace)




Per prima cosa ho messo a cuocere  il Brodo vegetale mettendo in una pentola d'acqua bollente salata, le patate e  le carote sbucciate ma intere (non a pezzi), il sedano, la cipolla ed i pomodori. Appena Carote e Patate sono diventate tenere, le ho scolate dal brodo e le ho tenute da parte.
In un largo tegame dal fondo spesso ho messo poi a rosolare ben bene lo Stinco, a fuoco vivo, con le cipolle affettate, gli odori, sale e pepe, tirandolo a più riprese con il vino rosso corposo.  Ho continuato la cottura aggiungendo a poco a poco il brodo vegetale caldo, abbassando la fiamma al minimo e coprendo il tegame col suo coperchio. La cottura deve essere lenta, sarà necessaria in tutto almeno un'ora, un'ora e mezza e bisognerà rigirare lo stinco usando  il cucchiaio di legno, non la forchetta, per evitare di bucarne la superficie.
Nel frattempo con le patate lessate nel brodo vegetale si può preparare un ottimo purè, procedendo nel modo consueto.
Controllare che lo Stinco abbia raggiunto la giusta cottura è semplicissimo: sarà cotto a puntino quando la carne comincerà a staccarsi dall'osso.
A fine cottura aggiustate di sale e pepe, solo se è necessario, servendolo ben caldo, possibilmente su piatti anch'essi caldi. Accompagnatelo con il puré di patate e le carote affettate a rondelle, condite semplicemente con un filo d'olio e di aceto balsamico.
 Alla prossima,
Ornella


Piesse:Ogni riferimento a persone e fatti è puramente casuale! :))

.    Testi ed immagini sono protetti dalla legge sul diritto d'autore n. 633/1941 e successive modifiche. 

venerdì 14 gennaio 2011

Cake con avanzi di Pandoro

Vi è avanzata una  bella fettona di Pandoro rinsecchita che nessuno vuole mangiare?
Fateci un piccolo Cake  che andrà via in quattro e quattr'otto!


Cake con avanzi di Pandoro



Siccome per queste ricette  ricicla-avanzi vale la solita regola del "quello che metti trovi", se avete qualche noce, un po' di frutta candita, uvetta sultanina, anch'esse avanzate dalle preparazioni natalizie, schiaffatecele tutte dentro e... passa la paura! :DDD
Insomma, non vi formalizzate troppo, non state a pesare gli ingredienti al grammo, andate a occhio ed a gusto, state pur certi che il risultato sarà  molto gradevole e vi sorprenderà!

Cake con gli avanzi di Pandoro


Cake con avanzi di Pandoro


Ingredienti:

2 tazze (da latte) colme di Pandoro ben sbriciolato
80-100 gr di farina setacciata
30-40 gr di burro
2-3 cucchiai si zucchero
2 cucchiai di uvetta sultanina
2 cucchiai di canditi
2 cucchiai di noci spezzettate
2 cucchiaini  rasi di lievito per dolci
1 uovo
un pizzico di sale
un pizzico di cannella
poco zucchero a velo per decorare




 Ho messo ad ammollare l'uvetta per farl rinvenire ed ho sbriciolato ben bene il Pandoro.
Ho mescolato separatamente gli ingredienti secchi, a cui ho  aggiunto da subito l'uvetta (un trucchetto che si è rivelato utile per non farla affondare) a quelli liquidi e poi li ho amalgamati utilizzando un cucchiaio da tavola, senza lavorarli troppo (il procedimento che ho usato è lo stesso dei Muffin: burro sciolto nel latte caldo, a cui ho aggiunto l'uovo leggermente sbattuto, appena il tutto si è intiepidito). L'impasto finale deve risultare colloso e se fosse troppo liquido, aggiungete tranquillamente un pochino di farina. Ho mescolato le noci sminuzzate ed un cucchiaio di canditi, ho messo il composto in uno stampo usa e getta  di circa 23 cm x 10 cm ed ho decorato con gli altri canditi. Infine ho infornato a 190° per circa 20-25 minuti. Per saggiare la giusta cottura, Fate la prova stecchino, lasciate intiepidire il Cake, sformatelo e decorate con un po' di zucchero a velo.

Buon fine settimana a voi tutti,
 Ornella
Piesse: se invece volete utilizzare il Panettone avanzato, potete preparare dei Muffin con Questa ricetta.






Con questo post partecipo alla Raccolta di Susanna, in collaborazione con GialloZafferano.

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