venerdì 5 febbraio 2010

Il riposo della Polpetta

«Il cibo è cultura, quando si produce, quando si prepara, quando si consuma... è un fortissimo fattore identitario ed è un veicolo di scambi. La cucina non è solo il luogo in cui si progettano sopravvivenza e piacere. La cucina è anche il luogo ideale per allenare la mente… Il riposo della polpetta è come il riposo dei pensieri: se aspetti un po’, vengono.»(Massimo Montanari, da Il riposo della Polpetta, ed.Laterza)


Ed io ho aspettato un po' prima di pubblicare questo post, non tanto perché mi mancassero le idee, quanto piuttosto per non avventurarmi sul terreno minato di una polemica a base di "aria fritta", che sta mettendo a rumore il mondo del food...
Pur amando profondamente la creatività - non solo in cucina - ed anche la personalizzazione della tradizione culinaria, che dal mio punto di vista costituisce un arricchimento, non una diminutio, pur apprezzando tutte le lodevoli iniziative in tal senso, trovo che "storpiare" - non rivisitare - le ricette tradizionali in nome della sperimentazione e della innovazione sia un peccato mortale!
Non ci vedo niente di culturale, di creativo, di personale, in certe pseudo Amatriciane o Carbonare a base di gelatine più o meno improbabili che furoreggiano sul web, solo perché all'ultima moda... Sicuramente non sono dannose per la salute, ma mi sembra che tali astruse interpretazioni, vadano insulsamente a discapito dell'immagine della buona cucina italiana, una vera scempiaggine, insomma!!!

Forse non lo dovevo dire??? Beh, l'ho detto!!! :)))

Dopo questa breve premessa, non vi racconto nulla sulla presentazione del volume del Prof. Massimo Montanari, “Il riposo della polpetta”, svoltasi a Grottaglie all’interno dell’Auditorium della BCC San Marzano di San Giuseppe. Vi consiglio di leggere il libro, non ve ne pentirete! Eheheheh...



Vi riporto invece fedelmente la conversazione avuta con un amico di vecchia data, il Direttore Generale della banca (ospite dell'iniziativa) Emanuele Di Palma, con il quale ho parlato di gusto, cultura e tradizione, anche in rapporto all'economia di un territorio: ciascuno ne tragga da sè le proprie cosiderazioni...



Perché la scelta della promozione culturale da parte della tua banca?
«Perché, soprattutto le banche locali, hanno un compito che va ben al di là della sana gestione del risparmio, che è nella logica dell’operatività. Una banca oggi è chiamata a diventare stimolo ed esempio, a favorire il fermento culturale e sostenere quanto di buono c’è all’interno di un territorio. Perché, in definitiva, cultura vuol dire crescere. Anche per questo abbiamo deciso di ospitare il Presidio del Libro presso la nostra sede».

Quanto è importante per la crescita del territorio l'eno-gastronomia?
«Ritengo che sia complementare alla ricchezza dei nostri paesaggi e della nostra storia. La Puglia, ad esempio, ha molto da offrire non solo sotto il profilo della storia e delle tradizioni, ma anche sotto quello eno-gastronomico. Penso ai nostri vini, ma anche alla prelibatezza dei nostri piatti. Non è un caso se proprio la qualità della nostra tavola riesce a raccogliere consensi in ogni parte del mondo».

Emanuele, conosco bene l'ottima tradizione culinaria della tua famiglia d'origine, ma tu cucini?
«Diciamo pure che riesco a sopravvivere. In altre parole, capita di essere ai fornelli e quindi di preparare un menu basato sulla rapidità e sulla semplicità. Ma anche gustoso. Così ecco una saporita carbonara o un piatto di pasta con il sugo al tonno. Ma non disdegno l’uovo al tegamino».

Beh, l'uovo al tegamino è una prova da chef, non è semplicissimo da fare bene, come sembra! Ma dimmi, tu preferisci la cucina tradizionale o creativa?
«Senza ombra di dubbio la cucina tradizionale pugliese. E’ lei in cima alla lista delle preferenze. E, quando non è possibile, preferisco i piatti che si avvicinano molto come sapori».

Infine, una domanda che secondo me mette a nudo la tua vera personalità... Ti piace il cioccolato? Quale preferisci?
«Difficile rinunciare al cioccolato. Se posso scegliere punto su quello fondente. Ha un gusto più robusto e deciso».

Beh, grazie mille di tutto, specie per questa bella iniziativa !!! Adesso gustiamoci le nostre buone polpette, senza alcuna gelatina, per carità!!!! ;)))))
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