domenica 28 febbraio 2010

Un anno Ammodomio

Caspiterina, come vola il tempo...
Eccoci qui a rinnovarvi l'invito per partecipare al Calendario Ammodomio 2010! E' forse superfluo dirvi, che scegliere sta diventando sempre più difficile: siete tanti e con proposte tutte eccellenti. La vostra partecipazione alla nostra iniziativa ci ha quasi commosse, non possiamo far altro che ringraziarvi sinceramente di cuore tutti, uno ad uno. Comunque, salvo sorprese dell'ultimo minuto, anche stavolta il dado è tratto e domani saprete di chi sarà appannaggio il Paginone del mese di Marzo!
Prima di elencarvi nuovamente le regole del Gioco, dobbiamo farvi 2 piccole raccomandazioni nel vostro interesse:
  1. Segnalateci il vostro link in modo corretto (controllate bene, per favore).
  2. Prendete il banner del Calendario Ammodomio e linkate questo post nella vostra colonna indicizzata oppure sotto la vostra ricetta (ci autorizzerete così a pubblicare e linkare tutte le ricette partecipanti nel fans club di Ammodomio suFaceBook).
Adesso però, cominciate a pensare alla ricetta di Aprile!!!
Le regole semplicissime sono sempre le stesse:
  1. Una vostra ricetta che abbia ingredienti di stagione o comunque adatta al periodo
  2. Una foto del piatto
  3. E' sufficiente che foto e ricetta suscitino curiosità ed emozione, nulla di complicato!
  4. Se avete un blog, aggiungete al vostro post (oppure nella colonna indicizzata) il banner del Calendario Ammodomio, con il link a questo post.
Per partecipare alla ricetta del mese di Aprile dovrete farci la segnalazione entro la mezzanotte 25 Marzo, lasciando il vostro link tra i commenti a questo post oppure inviando una e-mail o ancora se vi è più comodo, segnalando tutto su Facebook nel fans club . Tutto qui!
Di nuovo grazie a tutti, a domani...

Elenco Partecipanti per il mese di Aprile:
Gessica
Sacha
Paoletta
Ambra
Lisa
Araba Felice
Anna
Speedy
Claudia

Morena
Eli
Astrofiammante
Daniela
Annamaria
Tiziana

Ornella e Simona

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giovedì 25 febbraio 2010

Conserva di peperoncini e cipolle

L'avevo detto che avrei cercato di comunicarvi le mie emozioni legate al cibo e non solo...

Beh, siete pronti alle emozioni forti? Questa ricetta, che può sempre tornare utile, mi ha colpito al cuore...

Leggetela tutta d'un fiato e lasciatevi travolgere, proprio così come è successo a me!

Ricetta per il dolore (di Alessandra de Leonardis)

il dolore, lui,

mi coglie col respiro a metà.
il cuore un passo indietro.
le gambe sbigottite.
non sono pronta.
mi serve tempo:
faccio una conserva.

Conserva di peperonc
ini e cipolle


servono i barattoli per le conserve e un pentolone abbastanza grande da contenerli per
sterilizzare.
uso i peperoncini piccanti, la cipolla, pomodoro senza semi, succo di limone, dolcificante,
pectina,
un po' di vino rosso corposo, un pizzico di sale.
metto i barattoli nel pentolone, lo riempio d'acqua e lo metto a bollire.
ci vogliono almeno 15 minuti di bollore perché tutto sia sterile.
intanto preparo la conserva.
la cipolla è l'inizio.
la spoglio, la taglio a metà, poi a fette sottili,
gli occhi bruciano,
riduco le fette a dadini, piccolissimi,
le lacrime cominciano a scorrere.
ora i peperoncini piccanti,
tolgo il gambo, li apro per togliere i semi, ne faccio striscioline,
i peperoncini mi rimandano il loro aroma pungente,
comincio a tagliare le strisce in pezzettini minuscoli,
il profumo aspro ormai mi toglie il fiato.
piangendo e boccheggiando faccio a cubetti il pomodoro.
mescolo le verdure, il vino, le lacrime, il succo di limone, un pizzico di sale e la pectina.
dopo un minuto di bollore aggiungo il dolcificante.
riporto ad ebollizione e lascio cuocere tutto per una manciata di minuti.
l'affanno si è sciolto al calore, asciugo gli occhi,
ora verso la conserva ancora calda nei barattoli, li capovolgo e li lascio raffreddare.
e così il dolore lo metto lì, nella dispensa.
col tempo si addolcirà.
nel frattempo sarò pronta per condirmi.
(Alessandra de Leonardis da "Morsi d'Amore")



Alessandra è nata al sud, ma vive al nord. Appena letta la sua ricetta ho commentato così: "Noi donne del sud siamo previdenti... conserviamo bene tutto, anche il dolore... Solo quando saremo pronte a sopportarlo, apriremo il barattolo!"
Lei di rimando mi ha risposto:"Se il sud è un luogo geografico, dove finisce di essere nord? se il sud è dove inizia il calore, dove sgorgano le emozioni allora penso il mio sud sia dentro, è dove sento più caldo, è vicino al cuore..."

Ecco, questa è Alessandra e... mi ha colpito al cuore non solo per le sue ricette. Se volete conoscerla meglio e lasciarvi trasportare dalle sue emozioni, cliccate qui!
Grazie Sandra, sono davvero felice di averti conosciuta!

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martedì 23 febbraio 2010

Pasticcini da té (pasta sablèe)

Devo ammettere di avere una predilezione per un certo tipo di persone...
Quelle persone come Lei, che con vera modestia (sembra sempre che non facciano nulla di straordinario), con estrema discrezione (quasi in punta di piedi), ma con indubbia eleganza, propongono i loro esperimenti in cucina. Per me è quasi impossibile resistere, mi comunicano un'incredibile voglia di fare e così mi lancio a testa bassa... Insomma, ci devo provare per forza, anche se non posseggo tutti gli strumenti adatti alla bisogna e mai potrò avvicinarmi a quella perfezione! Eheheheheheh...



Vinta la mia congenita pigrizia pre-primaverile, messi da parte i buoni propositi in fatto di dieta ferrea - niente dolci fino a Pasqua - ecco che in men che non si dica, mi son ritrovata con le mani in pasta, a fare pasticcini e pasticci!!! :D La ricetta originale la trovate qui, la versione Ammodomio invece è questa!

Pasticcini da té (impasto sablée)
  • 600g di farina "00"(circa)
  • 250 g di burro
  • 150g di zucchero Zefiro
  • 125 ml di olio extra vergine d'oliva
  • 2 uova
  • 1 bustina di lievito per dolci
  • semi di mezza bacca di vaniglia
  • buccia di mezzo limone
  • un pizzico di sale
Per prima cosa ho messo a macerare la buccia di limone ed i semi della vaniglia nella giusta quantità di olio, li ho lasciati per una notte ed ho poi filtrato l'olio. Ho lasciato il burro a temperatura ambiente per ammorbidirlo fino alla consistenza c.d. "a pomata" e l'ho montato bene con le fruste elettriche insieme allo zucchero; ho aggiunto l'olio a filo e le uova, continuando a montare fino ad avere una massa spumosa. Ho mescolato a poco a poco la farina setacciata insieme al lievito, lavorando ancora l'impasto con le fruste. A questo punto è arrivato il bello: avrei dovuto formare i biscottini usando la tasca da pasticcere con la bocchetta a stella.La mia bocchetta però era troppo piccola e l'impasto non passava assolutamente. Allora ho tirato fuori dal fondo di un cassetto una bocchetta piuttosto grande. Non avendo però la sac à poche adatta, l'ho utilizzata ugualmente mettendoci direttamente l'impasto dentro e spingendo col pollice! :DDDDD
Ho infornato infine i pasticcini a 200°, per circa 10 minuti e li ho decorati con ciliegine candite, nocciole, mandorle o cioccolato fuso.
P.S. Nocciole e mandorle le ho aggiunte prima di infornare, le ciliegine dopo, perché me le sono dimenticate! :DDDD
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mercoledì 17 febbraio 2010

Taralli in rosa

Partecipare ai c.d. contest mi mette l'ansia...
E' la data di scadenza a cogliermi impreparata, all'ultimo momento c'è sempre qualcosa che mi manca e così obtorto collo declino l'invito oppure mi defilo elegantemente!



Stavolta però è diverso, il Contest italo-francese che ho trovato quasi per caso da Lei , mi ha conquistata all'istante per una serie di motivi, primo fra tutti, il fatto che si richiedano ricette dolci in cui si utilizzi esclusivamente olio d'oliva!
Mi son detta: "la ricetta - inventata da me - ce l'ho; le foto, scattate dalla mia fotografa al ritorno dalla sua ultima "puntatina" a Parigi sono belle e pronte; non mi resta che pubblicare il post e partecipare, senza pensarci troppo"!
Così eccomi qui a raccontarvi dei miei Taralli in rosa che, a pensarci bene, nel nome richiamano senza volerlo l'atmosfera del Contest, non certo per via della celeberrima canzone francese cantata da Edith Piaf, ma per l'etimologia della parola tarallo.
Anche se la derivazione più accreditata pare sia dal Greco "daratos" (una sorta di pane), o dal Latino "torrére" (abbrustolire) mi piace pensare che non abbiano tutti i torti coloro i quali fanno risalire il sostantivo tarallo al Francese antico "danal", (pain rond, pane rotondo) o da "toral" (essiccatoio).
Beh insomma, comunque sia, ecco a voi i miei Taralli in rosa con cui partecipo al Contest
di Alter Gusto



Taralli in rosa



Ingredienti:


Per lo sciroppo di Fragole
  • succo di 1 arancia
  • succo di 1 limone
  • 5 tbsp di zucchero
  • 5 fragole mature


Per l'impasto
  • 500 g. di farina 00
  • 80 g. di Olio extra vergine d'oliva*
  • 2 uova
  • 5-6 tbsp colmi di zucchero
  • 1 cup di sciroppo di fragole
  • 1 bustina di lievito per dolci
  • 1/2 bacca di vaniglia o un cucchiaino di estratto


Per la glassa
  • zucchero a velo q.b.
  • sciroppo di fragole q.b.






Per prima cosa preparate lo sciroppo, mettendo a macerare le fragole, tagliate a pezzettoni, con lo zucchero, il succo d’arancia e di limone. Lasciatele in infusione per 4-5 ore e poi filtrate il liquido.
Preparate l’impasto per i Taralli lavorando bene sulla spianatoia tutti gli ingredienti, unendo a poco a poco, lo sciroppo di fragole. Fate riposare il tutto in frigo per circa mezz'ora e procedete a formare i Taralli , ricavando da pezzi d'impasto dei bastoncini che richiuderete a ciambella. Deponeteli sulla placca rivestita di carta forno, avendo l'accortezza di distanziali tra loro ed infornateli a 180°- 200° per 20-25 minuti o comunque fino a che saranno dorati. Lasciate raffreddare i taralli su una gratella e nel frattempo preparate la glassa rosa, mescolando allo zucchero a velo qualche cucchiaino di sciroppo di fragole. Ricoprite con la glassa rosa e fate asciugare bene all'aria. Io, li ho voluti decorare con grossi pois di glassa bianca all'acqua, fatta con lo stesso procedimento... voi, fate come vi pare! ;)))
Con questa ricetta partecipo al Contest

Ricette dolci con l'olio d'oliva che potrete trovare qui
.


*Ho utilizzato un Olio extra vergine d'oliva pugliese, prodotto artigianalmente dalla famiglia Stellacci, a Toritto in provicia di Bari, Italia.
L'Olio, dal meraviglioso gusto fruttato, con un leggero sentore di mandorla, è prodotto prevalentemente da olive della cultivar "Coratina", con una quantità (segreta) di "Ogliarola", di "Silletti"
(dal nome dell'innestatore, antenato della famiglia Stellacci) e con l'aggiunta di olive della varità "Racemo" (caratteristica per la predisposizione a grappolo sui rami).




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venerdì 12 febbraio 2010

A S.Valentino 'o famo strano?

Sul menù di S. Valentino gioco d'anticipo! Eheheheheh...

Sisì, perchè voglio proporre una cosa diversa - 'o famo strano, appunto - far cucinare gli uomini! ;)) Non solo quelli bravissimi che lo sanno fare per davvero, ma coloro i quali fuggono sistematicamente dai fornelli, anche solo per preparare un caffè! Quindi cari miei, organizzatevi per tempo e dimostrate per una volta all'anno che cosa siete capaci di fare!!!
Beh, naturalmente - e questo vale anche per le donne - si può imbastire una cenetta decente senza stare ore ed ore in cucina, basta utilizzare ingredienti da consumare crudi o che non abbiano bisogno di grandi cotture e comunque, sempre con ricette semplicissime. Insomma, non fatevi prendere la mano, niente ansia da prestazione culinaria! Ahahahahahah...
Secondo me, per S. Valentino non c'è bisogno di nulla di straordinario, anzi non si deve mangiare molto se si vuol continuare la serata come si deve. ;)
Basta solo avere accanto la persona giusta ed è fatta!!! :D
Buon divertimento!!!


Menù per S. Valentino


  • Antipasto di "crudo" (ostriche e frutti di mare)
  • Spaghetti con i frutti di mare al pepe rosa (in bianco)
  • Gamberoni con lardo di Colonnata
  • Carpaccio di cuori di carciofo
  • Ornellabudino al cioccolato fondente e peperoncino
P.S. Se proprio ne avete bisogno, più tardi vi aggiungo le ricette! :))
Foto di Rana Humoud

Aggiornamento: vi metto le ricette!

@Spaghetti ai frutti di mare col pepe rosa

Tenete a bagno i frutti di mare per un paio d'ore per far espellere loro tutta la sabbia. In un tegame capiente e largo, scaldate l'olio con uno spicchio d'aglio che poi toglierete,aggiungete i frutti di mare, mettete il coperchio e fate andare a fuoco vivo per pochi minuti, finché i mitili non apriranno le valve. Nel frattempo lessate gli spaghetti al dente, scolateli e metteteli insieme ai frutti di mare con qualche bacca di pepe rosa appena schiacciata. Mescolate a fuoco vivo e servite con un po' di prezzemolo tritato.


@Gamberoni col lardo di Colonnata
Fatevi pulire i gamberoni dal pescivendolo, vi deve lasciare intatte le teste e le code, ma togliere il carapace. Avvolgete le fette di lardo di Colonnata intorno ai gamberoni, spruzzateli con un pochino di cognac e metteteli in una teglia ricoperta di carta forno. Infornate a 250°(forno già caldo) per pochi minuti(circa 15 minuti).

@Carpaccio di cuori di Carciofo

Mondate e lavate i carciofi, affettateli il più sottile possibile e lasciateli marinare in frigo nel succo di limone. Al momento di servire, conditeli con sale, pepe, olio extra vergine e scaglie di parmigiano o tonno affumicato. Per decorare, usate qualche fogliolina di rucola e fettine sottilissime di ravanelli.

@Ornellabudino al cioccolato fondente e peperoncino ( qui altre variazioni sul tema)

Dosi per 4 stampini
  • 500 ml di latte
  • 40 gr. di burro
  • 3-4 cucchiai di farina rasi
  • 4 cucchiai di cacao
  • 6 cucchiai di zucchero
  • 50-60 gr di cioccolato fondente
  • 1 cucchiaino da caffè di peperoncino in polvere

Mettete a scaldare il latte con una buccia di limone che poi toglierete.In una casseruola sciogliete il burro, incorporate la farina, mescolate energicamente. Togliete dal fuoco, mettete lo zucchero, il cacao ed il latte caldo a poco a poco. Rimettete sul fuoco basso, mescolate in continuazione e fate cuocere fino al bollore... per qualche minuto. Aggiungete il cioccolato fondente grattugiato, un cucchiaino da caffé raso(mi raccomando) di peperoncino in polvere e fate sciogliere, sempre mescolando energicamente. Versate nelle cocottine e poi in frigo per qualche ora.


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mercoledì 10 febbraio 2010

La Focaccia arrotolata

Ieri è stato giorno di Focacce, ne ho preparate più d'una...
Tra le altre, quelle che è diventata un must a casa mia, è la Focaccia arrotolata di Tiziana, un lievitato semplice semplice, alla portata di tutti, anche dei meno esperti ed abili!
Sul forum di Cucina Italiana è stata un vero tormentone per diverso tempo, l'abbiamo provata tutti con esiti davvero soddisfacenti. Non so se voi l'abbiate già vista in giro per il web, ma se per caso non l'avete mai fatta, provatela! E' facile, veloce e gustosissima!!! Che dirvi di più? ;))))
Ah, dimenticavo un dettaglio importantissimo:la foto è di Daniela Cuzzocrea, una bravissima forumista, una delle "colonne portanti" di CI! La mia focaccia non ha avuto il tempo di mettersi in posa, è stata "spazzolata" subito!!! :))))
Quindi, grazie infinite a Tiziana, per questa magnifica ricetta ed un grazie affettuoso anche a Daniela, per la foto "salva post"!!!



Focaccia arrotolata (di Tiziana)

Ingredienti:

per l'impasto
  • 400 gr. di farina
  • 200 gr. di patate
  • 100 gr. di burro
  • 2 uova intere
  • 1 cubetto di lievito di birra
  • sale fino q.b.
per la farcia
  • salumi e formaggi (a piacere)
Lessare le patate e passarle allo schiacciapatate, lasciarle intiepidire lievemente ed impastarle insieme a tutti gli ingredienti. Lasciar lievitare l'impasto per mezz'ora, stenderlo col matterello su un piano leggermente infarinato, ricavandone un rettangolo. Adagiare sulla sfoglia così ottenuta, la farcitura (fette o dadini di salumi e formaggi in abbondanza, non mozzarella) arrotolarla, formando un lungo rotolo e poi su sè stessa a spirale, infine metterla in una teglia di 26 cm. di diametro.
Lasciare lievitare in luogo tiepido per altri 15 minuti e poi infornare a 200° in forno statico per 30 minuti.
P.S. Se la provate, fatemi sapere...


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lunedì 8 febbraio 2010

Chiacchiere di Paola Lazzari

(Anche i Pasticceri di provincia si travestono da "fatina bionda")
A Carnevale ogni scherzo vale?Beh insomma ehmm, non direi proprio!!!


Anche a Paola Lazzari hanno fatto il "solito scherzetto"...
Le sue foto di Torte per Comunione, pubblicate nei suoi album, sono finite a sua insaputa, nel sito Internet di una Pasticceria di provincia, che le ha spacciate per produzione propria, in mezzo ad altre torte di dubbio gusto e fattura!
Che dire? E' il solito vecchio ritornello che ogni volta ci fa indignare!!! E' il solito vecchio comportamento di chi si appropria del lavoro altrui e ne fa l'uso che crede con spavalderia!
E' il solito vecchio equivoco generato dall'interpretazione fraudolenta del concetto di condivisione in rete!!!
Che grande tristezza e che vergogna!!! :((((

L'unico strumento che ho per esprimere tutta la mia soliarietà a Paola è rendere nota la"cosa" e contemporaneamente pubblicare oggi la sua ricetta delle Chiacchiere o Frappe di Carnevale, liberamente interpretata da me! ;))
Certo, le sue sono molto più belle delle mie... ha persino realizzato delle "roselline" S-T-U-P-E-N-D-E, semplicemente friggendo le strisce di pasta arrotolate intorno ad una forchetta.
E' un'artista nata!!!





Comunque, anche se esteticamente non si possono paragonare alle sue, vi mostro ugualmente le mie, che ne sono la bruttissima copia, ma vi assicuro che sono molto, molto ma molto buone!


Chiacchiere ( ricetta di Paola Lazzari)

  • 500g di farina
  • 2 uova
  • 100g di zucchero
  • 3 cucchiai di olio
  • 1 cucchiaio di succo di limone
  • 2-3 cucchiai di Mistrà
  • vino bianco secco
  • vanillina e scorza di limone grattugiata ed un pizzico di sale

Impastare come una comune pasta all'uovo, aggiungendo il vino necessario ad ottenere una pasta piuttosto soda. Lavorarla sul piano di lavoro a lungo, finchè non è liscia e setosa. Farla riposare almeno un'ora, coperta da pellicola. Stenderla finemente, (utilizzo l' Imperia penultima tacca), e ritagliare i cenci, o le frappe, che dir si voglia. friggere in olio abbondante, non troppo caldo. Ho provato a realizzare, anche, delle forme nuove a rosellina, facendo arrotololare una striscia di pasta intorno ad una forchetta, mentre friggevo, direttamente nell'olio caldo.
La pasta non necessita lievito. La lunga lavorazione sul tavolo ed il riposo faranno gonfiare in cottura i cenci....Comunque, partendo con mezzo chilo di farina, la parte liquida deve essere circa 250ml (uova, vino, olio, liquore...). Il segreto per averle leggere è impastarle molto a mano,sopra la tavola, così la pasta si affina e sembra di seta.Archivio Home Page

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venerdì 5 febbraio 2010

Il riposo della Polpetta

«Il cibo è cultura, quando si produce, quando si prepara, quando si consuma... è un fortissimo fattore identitario ed è un veicolo di scambi. La cucina non è solo il luogo in cui si progettano sopravvivenza e piacere. La cucina è anche il luogo ideale per allenare la mente… Il riposo della polpetta è come il riposo dei pensieri: se aspetti un po’, vengono.»(Massimo Montanari, da Il riposo della Polpetta, ed.Laterza)


Ed io ho aspettato un po' prima di pubblicare questo post, non tanto perché mi mancassero le idee, quanto piuttosto per non avventurarmi sul terreno minato di una polemica a base di "aria fritta", che sta mettendo a rumore il mondo del food...
Pur amando profondamente la creatività - non solo in cucina - ed anche la personalizzazione della tradizione culinaria, che dal mio punto di vista costituisce un arricchimento, non una diminutio, pur apprezzando tutte le lodevoli iniziative in tal senso, trovo che "storpiare" - non rivisitare - le ricette tradizionali in nome della sperimentazione e della innovazione sia un peccato mortale!
Non ci vedo niente di culturale, di creativo, di personale, in certe pseudo Amatriciane o Carbonare a base di gelatine più o meno improbabili che furoreggiano sul web, solo perché all'ultima moda... Sicuramente non sono dannose per la salute, ma mi sembra che tali astruse interpretazioni, vadano insulsamente a discapito dell'immagine della buona cucina italiana, una vera scempiaggine, insomma!!!

Forse non lo dovevo dire??? Beh, l'ho detto!!! :)))

Dopo questa breve premessa, non vi racconto nulla sulla presentazione del volume del Prof. Massimo Montanari, “Il riposo della polpetta”, svoltasi a Grottaglie all’interno dell’Auditorium della BCC San Marzano di San Giuseppe. Vi consiglio di leggere il libro, non ve ne pentirete! Eheheheh...



Vi riporto invece fedelmente la conversazione avuta con un amico di vecchia data, il Direttore Generale della banca (ospite dell'iniziativa) Emanuele Di Palma, con il quale ho parlato di gusto, cultura e tradizione, anche in rapporto all'economia di un territorio: ciascuno ne tragga da sè le proprie cosiderazioni...



Perché la scelta della promozione culturale da parte della tua banca?
«Perché, soprattutto le banche locali, hanno un compito che va ben al di là della sana gestione del risparmio, che è nella logica dell’operatività. Una banca oggi è chiamata a diventare stimolo ed esempio, a favorire il fermento culturale e sostenere quanto di buono c’è all’interno di un territorio. Perché, in definitiva, cultura vuol dire crescere. Anche per questo abbiamo deciso di ospitare il Presidio del Libro presso la nostra sede».

Quanto è importante per la crescita del territorio l'eno-gastronomia?
«Ritengo che sia complementare alla ricchezza dei nostri paesaggi e della nostra storia. La Puglia, ad esempio, ha molto da offrire non solo sotto il profilo della storia e delle tradizioni, ma anche sotto quello eno-gastronomico. Penso ai nostri vini, ma anche alla prelibatezza dei nostri piatti. Non è un caso se proprio la qualità della nostra tavola riesce a raccogliere consensi in ogni parte del mondo».

Emanuele, conosco bene l'ottima tradizione culinaria della tua famiglia d'origine, ma tu cucini?
«Diciamo pure che riesco a sopravvivere. In altre parole, capita di essere ai fornelli e quindi di preparare un menu basato sulla rapidità e sulla semplicità. Ma anche gustoso. Così ecco una saporita carbonara o un piatto di pasta con il sugo al tonno. Ma non disdegno l’uovo al tegamino».

Beh, l'uovo al tegamino è una prova da chef, non è semplicissimo da fare bene, come sembra! Ma dimmi, tu preferisci la cucina tradizionale o creativa?
«Senza ombra di dubbio la cucina tradizionale pugliese. E’ lei in cima alla lista delle preferenze. E, quando non è possibile, preferisco i piatti che si avvicinano molto come sapori».

Infine, una domanda che secondo me mette a nudo la tua vera personalità... Ti piace il cioccolato? Quale preferisci?
«Difficile rinunciare al cioccolato. Se posso scegliere punto su quello fondente. Ha un gusto più robusto e deciso».

Beh, grazie mille di tutto, specie per questa bella iniziativa !!! Adesso gustiamoci le nostre buone polpette, senza alcuna gelatina, per carità!!!! ;)))))

lunedì 1 febbraio 2010

Febbraio

La ricetta di Febbraio è.....
Volevo le tagliatelle rosa e invece... :)))))
Troppo simpatica la giovanissima Fiordilatte, non conoscevo il suo blog, è stata una piacevolissima sorpresa!!!
Ecco come lei stessa racconta la sua esperienza di foodblogger:


Esattamente un anno fa, il 3 gennaio 2008, aprivo il mio blog. L’ho chiamato Fiordilatte perché è il nick con il quale ho iniziato a muovere i primi passi nel forum di Cookaround. In realtà volevo registrarmi con un altro gusto di gelato, Nocciola, ma era già occupato. Così ho pensato a Fiordilatte…come il gelato ma anche come la mozzarella e dato che sono pallidissima mi pareva un nick adatto, così adatto che ora lo sento proprio mio. Lo frequento tutt’ora da quasi un anno e mezzo ma dopo un po’ il forum ha iniziato a starmi stretto per diversi motivi
. Il blog è diventato il posto ideale in cui sfogare quel briciolo di creatività che non pensavo di possedere, un posto di cui io sono la “padrona” e di cui non devo render conto a nessuno (solo un pochino al Sig. Google).
Sinceramente credevo che il blog, come la cucina in generale, sarebbe stata una della tante passioni effimere che mi è capitato di avere. Eppure, eccomi qui…sono due anni che ho iniziato a interessarmi più seriamente di cucina, un anno e mezzo che frequento cook e il mio blogghino compie 1 anno. E non mi sono ancora stufata. Sono soddisfatta di me, felice di aver trovato la mia personale valvola di sfogo, entusiasta delle nuove persone con cui sono venuta in contatto e dell’interazione quasi quotidiana che si è stabilita, appagata dai visi dei miei familiari che assaggiano quello che preparo e approvano.


Che altro aggiungere? La ricetta mi ha conquistato subito, a cominciare dal titolo... ahahahahahahah....
la foto è molto bella ed originale, insomma Fiordilatte è la protagonista del Paginone di Febbraio!!!
Complimenti ed auguri per il blog e per la tua vita!!!




Tagliatelle al radicchio

Ingredienti per la pasta (per 3 persone)

230 g di semola di grano duro
40 g di radicchio (solo le foglie rosse)
acqua q.b.


Procedimento: Inserite nel robot con le lame (io bimby!) la farina e il radicchio a crudo, azionatelo e sfarinate il tutto a massima velocità. Vedrete che la farina si colorerà. Aggiungete poi a filo l’acqua fino ad ottenere una massa soda e non appiccicosa. Non so dirvi quanta ce ne voglia perché sono andata ad occhio. Lasciatela riposare per mezz’oretta e poi riprendetela, dividetela in 3 pezzi e passateli, aiutandovi con un po’ di semola se necessario, nella macchina per la pasta (Io imperia, spessore 1). Poi passateli di nuovo ma con spessore 5. Lasciate le sfoglie sulla spianatoia e spolveratele con la semola per poi passarle nel aggeggio per le tagliatelle o tajarin. Lasciate seccare le tagliatelle all’aria.






Ingredienti per il sugo:
porro (circa 10 cm)
4 fette di speck sottili
radicchio
due giri d’olio olio
birra chiara
sale e pepe

Procedimento: Tagliate il porro finemente e soffriggetelo nell’olio in una padella capiente. Unite lo speck tagliato a listarelle e lasciatelo qualche minuto poi il radicchio anch’esso a listarelle. Sfumate con un po’ di birra chiara e terminate la cottura. Salate e pepate a piacere. Cucinate le tagliatelle e poi fatele saltare per qualche minuto nella padella del sugo. Servite subito.




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