giovedì 26 novembre 2009

Un'opera d'arte per "conservare" il cibo

Come vi avevo preannunciato, vi posto una divertente e delicata storia, tratta dal libro di Paola Lazzari: Dolci(e) storie di Maremma. Per chi non l'avesse già fatto, può vederene l'anteprima cliccando sull'immagine della copertina che si trova in alto a sinistra.
Oggi, l'origine del nome di questo splendido dipinto, domani -se avrete la pazienza di aspettare - pubblicherò la bella ricetta che Paola ha affincato a questa storia!
Buona serata a tutti ed appuntamento a domani,
Ornella

LA MADONNA DELLA GATTAIOLA



Tanto tempo fa nella canonica della chiesa di S.Giorgio vivevano il Pievano ed il suo gatto. Essi formavano una coppia perfetta, dato che l'uno serviva all'altro. Il primo era amante della vita tranquilla e soprattutto dell'economia, per cui teneva ben custoditi i suoi beni in modo di non trovarsi in difficoltà nel futuro. Ovvio che tra i beni meglio custoditi c'erano quelli di tipo alimentare.....Nel solaio aveva stipato ogni ben di Dio: formaggi, salumi, frutta, olio, vino, grano.... Tutto quello che può far gola a qualsiasi buongustaio.

Il secondo, cioè il gatto, era il custode di tutto questo tesoro, poichè teneva alla larga dal solaio i famelici topi che in gran numero accorrevano attirati dal profumo di tutte quelle vivande. In effetti il gatto era un perfetto cacciatore e di topi non se ne vedeva nemmeno uno in quella soffitta stipata di cose buone. Chiaro che il gatto aveva libero accesso al locale grazie ad un foro sulla porta che, permetteva il suo andirivieni sia di giorno che di notte.
Tutto, quindi, procedeva alla perfezione nella canonica, dove il Pievano faceva sonni tranquilli, (e pasti sostanziosi) ed il gatto non doveva troppo faticare a cacciar topi. Un brutto giorno però la porta che impediva l'accesso al solaio, vecchia come il cucco, si spezzò ed al Pievano quasi prese un colpo. Era costretto a comperare una porta nuova e dunque a spendere del denaro, per poter continuare a tenere lontane da mani avide le sue provviste.
Un vero dramma!!! Ma l'amore per la buona tavola, più che per le cose belle, gli aguzzò l'ingegno e subito si ricordò di quella bella porta del tabernacolo che giaceva in sacrestia. Ormai il tabernacolo non c'era più, a che scopo quindi tenere inutilizzata quella vecchia anta? In effetti la tavola era finemente dipinta con un'immagine della Madonna, ma di questo il Pievano non si preoccupò minimamente, anzi, Lei, Madre misericordiosa, sarebbe venuta certamente in aiuto a lui che ogni giorno lavorava per la gloria del Figlio suo. Detto fatto, si montarono i cardini e la bella tavola dipinta divenne in un attimo la porta del solaio. Fu fatto un bel foro nella parte bassa in modo che il bravo gattino continuasse il suo lavoro e così tutto fu sistemato in gloria di Dio e della Madonna.

Ecco quindi spiegato quel foro che deturpa il dipinto ed il nome dato alla povera Madonna del ritratto.
Paola Lazzari

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