venerdì 4 luglio 2014

Prosciutto di San Daniele DOP: l'eccellenza tutta italiana

Come lo scorso anno torna  il progetto dell'ISIT, l'Istituto che raccoglie numerosi Consorzi  di produttori italiani dei salumi tutelati dai marchi  DOP/IGP.
L'Isit ha selezionato, di concerto con i Consorzi stessi, una quarantina di food blog italiani tra i più  rappresentativi e seguiti, per testare i prodotti dell'eccellenza italiana, chiedendo loro di utilizzarli per creare una ricetta originale a base di salumi. Oltre ad essere buona, la ricetta presentata dovrà essere sana ed equilibrata da un punto di vista nutrizionale.
E' importante infatti porre l'accento sul fatto che attualmente, grazie alle moderne tecniche di allevamento e di produzione, i salumi di qualità sono meno grassi e salati di quanto si possa pensare e, se consumati due volte a settimana in una quatità di circa 50 grammi a porzione, non sono affatto nocivi per la salute. Quindi l'intento dell'ISIT è quello di promuovere il consumo dei salumi italiani di qualità, controllati lungo tutta la filiera e prodotti secondo il rispetto rigoroso dei disciplinari stabiliti dai Consorzi DOP/IGP.   
L'ISIT non ha  chiesto dunque ai foodblogger alcuna pubblicità, né palese, né occulta a marche e produttori vari, ma un'informazione chiara, semplice e onesta sulla qualità dei nostri salumi migliori.
Detto ciò, se l'anno scorso mi è toccato sacrificarmi ;) col Culatello di Zibello e col Cotechino di Modena, stavolta mi è stato chiesto di preparare due ricette a base di Prosciutto di San Daniele e Zampone.




Il prosciutto crudo di San Daniele, da sempre tra i miei salumi preferiti, ha un'origine antichissima. Pare che per primi fossero stati addirittura i Celti, stabilitisi nei territori dell'attuale Friuli, ad "inventare" la tecnica della salatura delle carni di maiale per conservarle il più a lungo possibile. I Romani poi divennero veri e propri maestri in questa tecnica tanto da consegnarla ai posteri. Nel corso dei secoli il Prosciutto di San Daniele divenne merce di scambio e  da nutrimento delle classi meno abbienti che si dedicavano all'allevamento dei maiali, conquistò  i palati più raffinati delle corti europee per la  morbidezza e delicatezza del sapore.
Ancor oggi, conservando intatta la sua forma caratteristica a chitarra e la dolcezza della carne, rappresenta dal punto di vista nutrizionale uno dei migliori salumi in commercio. Ci credereste se vi dicessi che ho svezzato la figlia con pappine a base di crudo di San Daniele?
Ma questa è un'altra storia, ve la racconto la prossima volta.
Intanto, a scriverne mi è venuta una gran voglia di mangiarlo...
 e così l'ho tagliato alla barese - eggià a Bari si mangia così, tagliato a grosse listarelle - e ora mi vado a fare un gustoso spuntino... :P


 Alla prossima,

Ornella


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