lunedì 3 giugno 2013

Le Peschine: qualcosa di più di un pasticcino

In questi giorni, complice forse una stagione caratterizzata più da pioggia che da sole, vedo fiorire nel web tante Pesche dolci, quasi a propiziare l'estate che stenta ad arrivare...in effetti siamo ancora in primavera, ma di solito in questo periodo siamo già immersi nel caldo estivo, mentre ora, solo nel dolce tepore che fuoriesce dal forno, dove le Pesche dolci stanno cuocendo.  :)))
Sono molto contenta che Lei, con le sue magnifiche foto e le sue abili mani, abbia riportato alla ribalta, qualche anno fa, questo dolce semplice e buono, attraverso una mia ricetta che pubblicai nel forum della Cucina Italiana.
Vorrei chiarire subito che questo non è certo un post polemico in cui rivendico la paternità della ricetta, tutt'altro....quello che voglio dire è che spesso dei dolci datati e spesso caduti nell'oblio, si riscoprono come buoni, belli e graditi a tutti!
 C'è forse solo dell'amarcord? Può darsi, per me è stato sicuramente così e la stessa ricetta che gira nel web, nacque proprio attraverso ricordi di bambina.
Avendo ben impresso il sapore delle Pesche che si trovavano un tempo in pasticceria, e avendolo in parte ritrovato in un dolce creativo di un pasticciere della Costiera Amalfitana, modificai le ricetta per ottenere quelle vecchie Pesche che tanto mi piacevano.
La ricetta la trovate ben spiegata da Paoletta, mentre la mia produzione potete vederla qui: anche l'aspetto è quello dei miei ricordi, con la classica ciliegina sopra lo spuntone di crema....Molto vintage!
Però, oltre alle classiche Pesche dolci che abbiamo appena descritto e che possono essere catalogate come vere e proprie paste fresche, insieme a bignè, diplomatici, cannoli e via dicendo, (meglio fermarsi nell'elenco visto che sono a dieta..), esistono anche le Peschine dolci, una via di mezzo fra un biscotto ed un pasticcino.
Nulla a che vedere con quelle che io definisco le vere Pesche, ma anche queste Peschine (e il diminutivo ci sta tutto!) hanno un loro ambito ed un loro perché. Insieme ad altra pasticceria secca, fanno bella mostra di loro stesse e guarda caso, dal vassoio, sono le prime a sparire.
Sono semplici da fare, velocissime con ingredienti che tutti abbiamo sempre in casa: merita proprio dare loro una chance. Affiancatele a della pasticceria secca mista  ed offritele ad un tè, o ad un dopocena. Saranno una vera rivelazione !
Questa ricetta che oggi vi propongo è una mia rielaborazione di vecchie ricette casalinghe: l'uso dell'olio nell'impasto ne rivela le origini. Se non vi piace il gusto dell'olio, potete sostituirlo con del burro, o della margarina fusi
Queste le ha realizzate la ragazza più grande, insieme a me (finalmente!! )
LE PESCHINE
500 g di farina tipo "00"
2 uova
100 g di zucchero superfino
125 g di burro semi fuso
100 ml di olio insapore
1 bustina di lievito
vaniglia e scorza di limone grattugiata
un pizzico di sale
Per finire
1/2 bicchiere di Alchermes
1/2 bicchiere di liquore incolore ( tipo Maraschino o Cointreau..)
zucchero semolato
In una capiente ciotola verare la farina, il sale ed il lievito: mescolare bene, quindi formare una cavità al centro. Versarvi all'interno le uova, lo zucchero, gli aromi, il burro e l'olio. Impastare il tutto velocemente, ottenendo un impasto sodo e porlo in frigo per un paio di ore.Trascorso il tempo del riposo la pasta sarà molto più lavorabile.
 Preparate delle piccoline palline di pasta (circa mezzo cucchiaio di impasto) cercando di farle tutte uguali e ben modellate e posizionatele sulla teglia leggermente distanziate: in forno cresceranno, diventando delle semi sfere.
Cuocerle a 170°C per circa 10-12 minuti, non devono comunque colorire.
Una volta fredde, farcitele con della crema di cioccolato e nocciole pronta ed accoppiatele due a due. Passatele in frigo per un'oretta in modo da indurire la crema e stabilizzare il pasticcino.
Finire le Peschine passandole per qualche secondo, prima nel liquore incolore, e poi nell'Alchermes: lasciarle sgocciolare ed assorbire i liquori sopra una gratella, quindi, prima che si asciughino del tutto, passarle nello zucchero semolato.
Lasciarle asciugare bene all'aria, infine disporle su un vassoio di servizio. Volendo possono essere poste dentro dei pirottini in carta.
 Con questa dose ne vengono circa 35. Si mantengono bene, protette da una campana di vetro, per una decina di giorni e per questo possono essere preparate, volendo, con largo anticipo.
A presto,
Paola







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