venerdì 17 febbraio 2012

Migliaccio

"Semel in anno licet insanire" dicevano i latini per giustificare gli eccessi compiuti durante certi riti propiziatori, in cui la regola era sovvertire l'ordine costituito, per prepararsi così al periodo di purificazione e rinascita. Dai riti Dionisiaci degli antichi Greci e dai Saturnali romani, celebrati proprio in questo periodo dell'anno, pare abbia origine il Carnevale; ma è al Medio Evo che  alcuni fanno risalire l'etimologia del termine stesso, legandolo alla prescrizione cristiana di non mangiare carne - carnem levare, appunto - durante la successiva Quaresima.


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Ecco che nella cucina tradizionale di molte regioni italiane abbondano, per il Carnevale, i piatti a base di carne di maiale, o i fritti sia dolci che salati, spesso cotti nello strutto piuttosto che in olio di oliva ed anche tanta ricotta declinata in mille modi diversi.
Tra le preparazioni tipiche di questo periodo, oltre alle Chiacchiere o Frappe e alle Castagnole, c'è il Migliaccio,  che con sostanziali diversità, si ritrova nella cucina tradizionale di diverse regioni italiane. Poco nota una versione di probabile origine ischitana, di cui purtroppo non posseggo la ricetta, costituita da una sorta di frittata dolce a base di   spaghetti (forse avanzati),  ricotta, uva passolina, ricoperta di zucchero a velo, che era solita preparare una  mia cara amica. 
Il Migliaccio più conosciuto, almeno nell'Italia meridionale, è quello  della cucina partenopea preparato in modo molto molto simile alla farcia delle sfogliatelle, che va cotta al forno e si accompagna con il Sanguinaccio, una specie di budino al cioccolato e sangue di maiale. Terribile a pensarci... da far venire i brividi... ma di un buono pazzesco, soprattutto se non si immagina qual è l'ingrediente principale! ;))


Migliaccio e finto Sanguinaccio

Vabbé, non vi aspetterete certo che vi dia la vera ricetta del Migliaccio, eh?  In rete ne trovate a dozzine...
Vi dico  solo cosa ne ho fatto della farcia al Nipiol :))) che mi era avanzata da questa preparazione, di come l'ho servita e con cosa l'ho accompagnata. ^_^
Insomma, se fate le Sfogliatelle e vi rimane il ripieno, aggiungeteci qualche uovo (io 1 solo, giacchè la mia farcia era mooolto cremosa e lenta), un poco poco di farina, una spolverata di pangrattato e cuocetelo in forno, dopo averci riempito degli stampini ben imburrati.
I 6 piccoli Migliacci che ne ho ricavato, li ho serviti a cena, tiepidi, insieme a bicchierini di un semplice budino al cioccolato come questo o in una delle sue mille varianti che trovate Qui.
Per il Migliaccio mi sono ispirata alla ricetta di Antonia (Rimmel) che trovate QUI.


Mini Migliaccio

Buon Venerdì grasso,

Ornella

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