venerdì 26 ottobre 2018

Torta di mele e uvetta di Csaba dalla Zorza|Torta di mele della sciorna

Chi è toscano e soprattutto maremmano, sa benissimo che esiste un piatto, la minestra della sciorna, piuttosto semplice e rapido, che qualsiasi persona, anche la più negata ai fornelli, può fare. Caratteristica è la pasta che compone la minestra, (detta frascarelli o ceciarelli), che non necessita di alcuna maestria nel prepararla ed è veloce sia a farsi che a cuocersi: insomma è proprio l'asso della manica della sciorna, che ha poco tempo da dedicare alla cucina e non ha nessuna particolare abilità per essa. Nonna la faceva senza uova... Infatti, la minestra della sciorna preparata con l'uovo, era destinata solo alle puerpere che dovevano allattare.
Preparando questa torta di mele che ho trovato sul sito di Csaba, mi è venuto naturale fare questa associazione con il vecchio piatto della tradizione, rivedendo con gli occhi della mente mia nonna, quando, in quattro e quattr'otto, realizzava i famosi frascarelli ...

Come per essa, infatti, per realizzare questo dolce, non occorre nessuna abilità culinaria, pochissimo tempo, una ciotola e stop. Senza troppe conoscenze, lavorazioni, attrezzi particolari, esce fuori in poco più di mezz'ora una torta di mele non certo eccelsa, ma almeno edibile e se gustata appena sfornata, ha il suo modesto perché.






Csaba assicura che questa torta è "a metà tra uno strudel e una apple pie" ma secondo me, non me ne voglia la signora, ha decisamente troppa fantasia... Come nello strudel ci sono mele, uvetta, aroma di limone, ma consistenza, sapori e aromi sono distanti anni luce dal dolce che tutti conosciamo e per quanto riguarda l'apple pie di americana memoria, anche qui non bastano certo noce moscata e cannella per farcela ricordare. Si tratta semplicemente di una torta di mele, dove l'impasto che le racchiude è piuttosto denso e pesante, che non ricorda, come detto, né la sfoglia delicata dello strudel, né il friabile involucro di brisée dell'apple pie, ma piuttosto un impasto di una comune ciambella paesana, piuttosto ricca in burro. Aromi e zucchero sono ben equilibrati ed insieme al sapore delicato e acidulo delle mele renette, si riesce a rendere la torta degna di essere portata in tavola.


Ma allora perché provarla e postarla qui su AMMODOMIO se alla fine non è tutto questo granché?In effetti con poco tempo in più e un po' di manualità, si riesce a fare di molto, ma di molto meglio. Diciamo che a volte siamo curiose e abbiamo pochissimo tempo, anche noi, per stare ai fornelli...
Epperò, diciamolo, è sempre meglio tenere a mente il vecchio proverbio: "Presto e bene non vanno insieme".
Ringraziamo Csaba per la ricetta ultra semplice e veloce, ma niente di più...Evitiamo di dire ciò che non è, paragonandola ad altri dolci con i quali non ha nulla in comune se non alcuni ingredienti. 

Ho realizzato pedissequamente la ricetta: unica variazione una manciata di pinoli da spargere fra le mele e in superficie. Il succo di un limone mi è inoltre sembrato eccessivo per la quantità di mele e ho ridotto ad un semplice cucchiaio.



Torta di mele della sciorna|Torta di mele e uvetta di Csaba della Zorza




Per l'impasto:

125 g di burro 
100 g di zucchero di canna 

125 g di farina bianca

7 g di lievito per dolci

1 uovo

Vaniglia

Per il ripieno:

200 g di spicchi di mela renetta (pesati già sbucciati)

1 manciata di uvetta e di pinoli

un cucchiaio di succo di limone e un po' di scorza grattata

½ cucchiaino di cannella

½ cucchiaino di noce moscata

per finire:

1 manciata di mandorle, senza pelle, tagliate al coltello

un po' di pinoli
Preparare il ripieno della torta tagliando le mele in fettine cospargendole di poco succo di limone, un po' della sua scorza grattata,unendo poi le spezie, uvetta e pinoli. Mescolare bene il tutto.

In un recipiente che possa andare nel MO mettere burro e zucchero. Passare nel MO fino a che il burro sia completamente liquefatto, quindi unire la farina mescolata al lievito. 

Se non si ha il MO utilizzare una casseruolina e sciogliere sulla fiamma il burro e lo zucchero quindi unire la farina miscelata al lievito. Aggiungere l'uovo intero, un po' di vaniglia e dare giusto una mescolata in modo che il tutto si incorpori, occorreranno pochi secondi. L'impasto è pronto!

In una teglia da forno di 18/20 cm di diametro (la mia è da 20 cm) imburrata, stendere poco più della metà dell'impasto che è piuttosto vischioso,in uno strato uniforme, aiutandosi con un cucchiaio. Posizionare sopra tutto il ripieno preparato e quindi coprire con il restante impasto. Non preoccupatevi se il tutto è piuttosto irregolare. Spolverizzare con mandorle, pinoli e un po' di zucchero in granella (mia aggiunta)

Cuocere a 180°C per circa mezz'ora. Al solito vale la prova stecchino.



A presto


Paola

Edit:
 Una divertente noticina a margine di questa ricetta

Il termine "sciorna"  mi ha richiamato per assonanza e significato l'omologo vocabolo bare "sciçsciua".
Vi lascio i dotti commento di Felice Giovine, noto studioso della lingua barese.
Felice Giovine etimologia non determinata, ma vari significati, sciattona, sporcacciona, disordinata, termine ha parenti con termini napoletani; da solo assume significato leggiero, per marcarlo diciamo "scioscua lorde". La radice sciò ha dato, probabilmente, origine al nostro sciò-sciò, grido di allontanamento delle galline, e nel nostro caso, sciò sciò vattìnne, sciosciue, non male a nnudde. E ccome iè acchesì se làvene le piatte.
Gestire
Ornella Mirelli Felice Giovine, grazie infinite del tuo dotto intervento. Per assonanza ma anche per significato io lo paragono al termine toscano "sciona". Ti pare azzardato? https://ammodomio.blogspot.com/.../torta-di-mele-e-uvetta...
Gestire
Felice Giovine sì vi sono molte affinità del termine con vari idiomi locali, sciona (no sciorna), sono anche crespelle in abruzzo, ma anche scioscià sparpagliare; quindi ci siamo avvicinati. la ricerca continua.


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