martedì 21 maggio 2013

Riso, Patate e Cozze| La Disfida

Ancora riso, patate e cozze?  
Essi, perché non tutti i mali vengono per nuocere... ^_^ (La ricetta con altre foto, altri dettagli e passaggi la trovate anche QUI.)
Questa vicenda che va assumendo via via aspetti sempre più grotteschi, ha avuto il merito di farmi comprare cozze, patate e riso per gustare, assieme alla mia famiglia, una delle preparazioni tradizionali della cucina pugliese che più prediligo. L'ho eseguita  secondo i criteri canonici che vi ho indicato QUI, essendo  quelli che  la (quasi) totalità dei pugliesi condivide... checché ne dica chicchéssia che della cucina pugliese ha compreso ben poco. :(






" Purtroppo per rielaborare degnamente una ricetta della tradizione ci vuole un talento che talvolta neanche i grandi cuochi hanno, figuriamoci quindi... poi per carità, se uno vuol variare una ricetta dia pure libero sfogo alla fantasia ma se uno fa 30 potrebbe fare anche 31 e, usando un'altro pò di fantasia, cambiare anche il nome alla "creatura" culinaria appena nata.. è chiedere troppo? secondo me no!" (cit.)



Parole sante direi, seppur con qualche refuso... Parole sante che però non sono mie... che ho copia/incollato pari pari - accenti, apostrofi, punteggiatura,  compresi - senza modificare   neppure una virgola, da un commento lasciato ad un polpettone ligure pubblicato su un blog il 6 Maggio scorso.

Dice infatti, la signora del polpettone, testuali parole:

"Ce l'ho con lo sputtanamento a cui vien sottoposta la cucina genovese sul web
Costante ed impunito, anzi: glorificato, da tutta la trafila di gastrorgasmi che ormai van di default, indipendentemente dai contenuti del post che si commenta. 
Da che frequento il variegato mondo dei food blogger, mi è toccato vedere di tutto: focacce alla genovese alte tre metri, pasqualine fatte con la sfoglia buitoni, ripiene di erbette, amalgamate con la ricotta e cotte in uno stampo da plum cake, minestroni con verdure intere e maccheroni, coronati artisticamente da foglioline di basilico e, buon ultimo, il nostro polpettone di fagiolini, massacrato da versoni che nulla hanno a che vedere con l'originale.
Le prime volte, intervenivo ed obiettavo. 
"guarda che la nostra focaccia è bassa; guarda che si cuoce in salamoia; guarda che il fondo è chiaro e la superficie è croccante; e la sfoglia della pasqualina è senza burro; e va tirata sottile; e no, non ci vanno gli spinaci; e il minestrone, noi, lo facciamo col pesto, non col basilico. E la pasta, o son brichetti o è scucuzzu" e via di questo passo. 
Le risposte, se c'erano, erano tutte sulla stessa falsariga: che noia che barba la tradizione, ben vengano le nostre rielaborazioni, a maggior ragione se son frutto di neuroni illuminati come il mio (il loro, intendo. Il mio, è sbiadito da mo')"

E che dire di un altra signora  blogger che con classe e determinazione se la prende nientepopòdimenoché con lo Chef  Carlo Cracco, reo di aver rivisitato le Arancine siciliane?

"Chef, se si presentasse in Sicilia con una ricetta del genere la prenderebbero a fischi e piriti (a fischi e pernacchie).
Con questa ricetta ha preso a calci una tradizione secolare, dimostrato di non sapere la differenza tra una crocchetta di riso e un’arancina, di non conoscere le diverse varietà di riso e i loro usi, e ha disatteso quanto aveva scritto nell’introduzione del suo libro"

Paro paro quello che da giorni e giorni andiamo ripetendo noi pugliesi, seppur con modi decisamente più urbani, sulle nostre bacheche di Facebook, a proposito di riso, patate e cozze.
Allora dov'è il problema? C'è forse una tradizione regionale che va tutelata e un'altra no?
Volete conoscere i nomi degli autori di cotanto senno?  Non siate troppo curiosi: si dice il peccato ma non il peccatore.  E se proprio non potete fare a meno di scoprire chi sono, cercateveli su google :D

Vi basti sapere che  mi hanno apostrofata in malo modo, insultandomi pesantemente su Facebook, facedomi, insieme agli altri blogger pugliesi e non, oggetto di scherno e ingiurie, per aver affermato la stesso identico concetto qualche giorno fa, a difesa - da  divagazioni sul tema... ehm... per così dire... non proprio talentuose^_^  - di riso, patate e cozze o meglio, pataterisoecozze, tutto attaccato, senza virgola! :)


Passo passo 


Pensate che  me la sia presa più di tanto? Sono sempre stata convinta che le offese seguano la legge di gravità: fanno male a seconda dell'altezza dalla quale cadono... E siccome, grazie al cielo, non sono mai stata meglio di così, specie dopo essemi gustata la mia Tiédd  di risopatate ecozze venutami, modestia a parte :), davvero eccellente, tirate da voi le vostre conclusioni :DDDDDD

 Per il momento passo e chiudo. Buona giornata a tutti,

Ornella


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