mercoledì 24 aprile 2013

Cipolla fritta


La cipolla è un’altra cosa

Interiora non ne ha.
Completamente cipolla
fino alla cipollità.
Cipolluta di fuori,
cipollosa fino al cuore,
potrebbe guardarsi dentro
senza provare timore.
In noi ignoto e selve
di pelle appena coperti,
interni d’inferno,
violenta anatomia,
ma nella cipolla – cipolla,
non visceri ritorti.
Lei più e più volte nuda,
fin nel fondo e così via.
Coerente è la cipolla,
riuscita è la cipolla.
Nell’una ecco sta l’altra,
nella maggiore la minore,
nella seguente la successiva,
cioè la terza e la quarta.
Una centripeta fuga.
Un’eco in coro composta.
La cipolla, d’accordo:
il più bel ventre del mondo.
A propria lode di aureole
da sé si avvolge in tondo.
In noi – grasso, nervi, vene,
muchi e secrezioni.
E a noi resta negata
l’idiozia della perfezione.
(Wislawa Szymborska)

Ricetta perfetta per chi, come me, ama la cipolla... *_*
Può essere uno stuzzicante aperitivo, oppure un contorno semplice ma gustosissimo.

Cipolla fritta



Cipollafritta


Ingredienti:
Cipolle rosse fresche
latte
farina
olio extravergine
sale

Sbucciare le cipolle, sciacquarle in acqua fresca, affettarle in modo sottile, possibilmente con la mandolina e metterle a bagno, per circa un'ora, in una ciotola, coperte da latte.
Sgocciolarle; porle in un setaccio e infarinarle, scuotendo il setaccio per eliminare la farina in eccesso; infine friggerle in olio extravergine caldo. Scolarle su carta da cucina e salarle.

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 Scusate la fretta, ^_^

Ornella


Testi ed immagini sono protetti dalla legge sul diritto d'autore n. 633/1941 e successive modifiche. 
Copyright 2009-2013© Ornella Ammodomio - All Rights Reserved


lunedì 22 aprile 2013

Impasto ad alta idratazione per Pizza in teglia

Come avete trascorso il fine settimana? 
Qui da noi in Puglia è cominciata la bella stagione ed io avevo in programma di star fuori per la maggior parte del tempo... ma... gironzolando su Facebook, venerdì quasi a notte fonda, in cerca di commenti e notizie relative all'elezione del Presidente della Repubblica, sono capitata QUI!
Beh, chevelodicoaffa'? Il mio programmino è andato a farsi benedire! ^_^


Basilico


Avrei mai potuto sottrarmi al richiamo del Pizza Day indetto dalla irresistibile sirena bionda  ;) e dal burbero capitano, a capo di una  nutrita brigata di apprendisti stregoni?
Non la tiro in lungo... 
Sabato mattina alle 8,45 ero già al pc... Alle 9 in punto impastavo il mio lievitino, prendendomi pure il primo sacrosanto cazziatone! :D


LIEVITINO

- Pulire i bordi di quella ciotola...- ha sentenziato, senza troppi complimenti, l'adorabile  maestro...
- ehm...uhm... volevo fare una foto "evocativa" - ho farfugliato alla ricerca di una scusa plausibile... ;))))))))))))))))
 Tutta la giornata è continuata così, tra botta e risposta, risate, consigli e dritte imperdibili... Non  potete avere idea di quanto ci siamo divertiti, quanto abbiamo imparato, e di che pizza fantastica abbiamo goduto  lo scorso sabato sera, quasi tutti in contemporanea, quasi fossimo seduti tutti insieme alla stessa enorme tavola...
Essì perché il bello degli esperimenti interattivi di questo genere è proprio quello di condividere una passione con lo stesso entusiasmo!

Prima di passare alla ricetta vera e propria della Pizza ad alta idratazione, consentitemi un piccolo consiglio: non lasciatevi intimorire dai tempi e dalla lungaggine del procedimento.
 Seguite passo passo passo tutti gli accorgimenti dei maestri, e vedrete che è proprio un gioco da ragazzi ottenere un impasto straordinario, nonché una pizza in teglia davvero buonissima.
Vi copio/incollo soltanto il procedimento  dell'impasto per Pizza bassa, con il LdB  che ho realizzato io.. Tutte le altre varianti con pasta Madre o pizza alta,  li trovate tra i file del gruppo Fb. Che aspettate ad iscrivervi? Troverete competenza, disponibilità, condivisione di tanto sano divertimento.

Impasto ad alta idratazione (80%) per Pizza bassa in teglia
( di Adriano Continisio)



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Premessa:

1. se non si ha dimestichezza con idratazioni alte, meglio cominciare con la q.tà d'acqua minima consigliata.

2. se non si ha l'impastatrice si può procedere a mano così come nel VIDEO:http://www.youtube.com/watch?v=QJpQwT74m5s



Ingredienti:
(per 2 teglie da forno 30 x 40)

250gr farina forte

250gr farina W250 (farina 0 per pizza con buona capacità di assorbimento)

370/400gr acqua ( 200 per il lievitino+170-200 per l'impasto)

10gr sale

5gr lievito di birra fresco

20gr olio evo

1 cucchiaino malto d'orzo (ometterlo se non si ha in dispensa e non sostituirlo col miele)


semola rimacinata per lo spolvero

CONSIGLI per il condimento
- Se usate i Pelati, prepararli frullandoli il giorno prima e aggiungendo basilico, (o altro) poi porre in frigo e tirar fuori un'oretta pima.

- Sgocciolate e lasciate perdere un po' di liquido alla Mozzarella dal giorno precedente.



ore 9.00 LIEVITINO:
Sciogliere il lievito ed il malto in 200gr d'acqua, mescolare con lo stesso peso di farina forte (200 gr), coprire con pellicola e mettere al caldo.




Lievitino lievitato

Ore 11.00 circa IMPASTO:
Dopo 1,5 - 2 ore, quando il lievitino è gonfio ed inizia a presentare le prime fossette, aggiungere (a bassa vel.) l'acqua rimanente (fresca), metà della farina, lasciare che la farina si idrati (fermare la macchina e attedere qualche minuto che la farina si bagni), poi aggiungere il sale e, subito dopo tutta la farina rimanente.

Proseguire ad impastare a vel. sostenuta e non ci si deve preoccupare se, all'inizio, l'impasto sembrerà una pastella, come in questo VIDEO: http://www.youtube.com/watch?v=39L88EGyoiY

Pian, piano l'impasto si inizierà a formare, così come nel VIDEO:http://www.youtube.com/watch?v=XaP4dADTH7M

Continuare ad impastare con la foglia a vel. 1,5/2 capovolgendo spesso l'impasto, fino a quando l'impasto si aggrapperà alla foglia.

Quando, finalmente! l'impasto si presenta così, come nel VIDEOhttp://www.youtube.com/watch?v=OogjZJbEMJE
versare l'olio a filo, incordare ribaltando un paio di volte, e fino a quando si presenterà come nel VIDEO: http://www.youtube.com/watch?v=DTe3br4UBlY

Montare il gancio ed avviare a vel. medio/bassa (capovolgere un paio di volte) giusto il tempo che si avvolga al gancio. 

Vedere il VIDEO qui: http://www.youtube.com/watch?v=PH7GouysP_0

Trasferire in un contenitore unto, con coperchio e dopo 30' mettere in frigo.



Dopo il frigo

Dopo 4 - 5 ore tirare fuori e portare a temperatura ambiente, dopo un'oretta o più, rovesciare sul piano infarinato con semola, spezzare l'impasto in due parti e dare ad ognuno un giro di pieghe semplici a 3.



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Coprire a campana con ciotola capovolta sull'impasto.

Dopo 30’ arrotondare delicatamente e lasciar raddoppiare di volume, sempre coprendo a campana. Circa 1h.



Arrotondare

Stendere delicatamente in teglia BEN unta, facendo attenzione a non sgonfiare l'impasto, e tirando delicatamente da sotto, come nel filmato

Coprire con pellicola e lasciar riposare 30’ poi infornare, con il forno ALLA MAX TEMP. VENTILATO in 2 tempi:

- 10’ 12'(FINO ALLE PRIME COLORITURE DEL CORNICIONE) nella parte bassa, con solo pomodoro e sale.

- 2 – 3’ nella parte alta, con i restanti condimenti. mozzarella, ecc. E FINO A QUANDO IL CORNICIONE è BEN COTTO.

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Note mie
Attenzione alle variabili!

Farina: Non tutte le farine hanno la stessa capacità di assorbire i liquidi. Se non avete a disposizione farine "speciali" accontentatevi di una buona farina per pizze, come ho fatto io.

Frigo: La temperatura del frigo è fondamentale per due ragioni. Se troppo alta, farà crescere l'impasto più rapidamente. Se troppo bassa, vi allungherà sensibilmente i tempi per riportare la massa a temperatura ambiente prima della spezzatura e delle pieghe.

Tempi di lievitazione: I tempi di lievitazione non possono che essere indicativi. Tutto dipenderà dalla temperatura della vostra cucina e dal grado di umidità. Con l'esperienza sul campo imparerete a regolarvi a occhio e a naso. In ogni caso il volume della massa deve raddoppiare.

Ciotole e Tegami: Le dimensioni delle ciotole devono avere la capacità di contenere l'impasto raddoppiato.
 No decisamente a teglie usa e getta o antiaderenti. Preferire tegami in alluminio o ferro (quelli neri), non troppo spessi. No anche all'uso della carta forno.

Forno: Ciascuno dovrebbe conoscere potenzialità, pregi e difetti del proprio forno. In linea di massima la cottura ottimale dovrebbe essere breve ad altissima temperatura, in modalità ventilata.

Condimento:  Sbizzarritevi pure, ma non dimenticate il sale e un filo d'olio prima di infornare. Non esagerate con la mozzarella e tagliatela a piccolissimi dadini.

Piccolo dizionarietto (senza alcuna pretesa tecnica)

 Grado di Idratazione: indica la percentuale di liquidi presenti nell'impasto. In questo caso l'acqua è l'80% rispetto al peso totale della farina.

Farina di forza: Siamo abituati alle grandi categorie Farina di Grano duro e Farina di grano tenero. Della prima fanno parte la Semola o semolino e la Semola rimacinata. Entrambe di grano duro si differenziano per la differente granulosità.Più grezza la semola, più impalpabile la semola rimacinata.
Tra le farine di Grano Tenero possiamo distinguere tra "00" e "0" a seconda del tipo di macinatura. Più fine e impalpabile la "00"; più granulosa la "0".
La forza di una farina invece indica la sua capacità di assorbire i liquidi e la quantità di glutine che riesce a sviluppare. Difficilmente riusciamo a trovare l'indicazione della forza della farina (W) sulle etichette dei prodotti in commercio.
Possiamo guardare i valori nutrizionali. Maggiore è la percentuale di PROTEINE, maggiore sarà la forza della farina.Le farine deboli, con una quantità di proteine intorno a circa 0,8  sono indicate per dolci e biscotti.

Spezzare: dividere l'impasto in due o più pezzi con un taglio netto, senza sgonfiarlo, usando una spatola apposita.

Pieghe: Piegare un impasto serve a spingere la lievitazione dando forza all'impasto stesso.  Esistono diverse tecniche a seconda del tipo di impasto. In questo caso abbiamo usato una semplicissima piegatura a tre.

Arrotondare : dare forma rotonda all'impasto girandolo delicatamente sulla spianatoia con un movimento circolare, rincalzandolo con le mani messe di taglio, col palmo rivolto verso l'alto.




Solo alcune pizze dei partecipanti al Pizza Day

  Guardate quante pizze!!!!Questa è solo una piccolissima parte della produzione dei partecipanti al Pizza Day che credo fossero oltre una sessantina...
 Come perdere l'occasione di essere seguiti per tutta la giornata da tutor come Paoletta e Adriano? Grazie, grazie, grazie a tutti: è stato un evento davvero imperdibile!!!


Buon lunedì a tutti,

Ornella



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venerdì 19 aprile 2013

Coffee Cake ai frutti di bosco

Come voi tutti sapete il Coffee Cake non è una torta al caffé...o almeno il caffè non è detto che sia inserito tra gli ingredienti. Allora perché questo nome?
Per Coffee Cake si intendono tutta una serie di dolci semplici, non farciti, né glassati che generalmente si offrono insieme ad una tazza di caffè; tazza di caffè rigorosamente lungo dato che parliamo di dolci tipicamente americani...
Questa tipologia di torte è abbastanza vasta, anche se ha qualche caposaldo: solitamente è realizzata con un impasto a base di lievito chimico - anche se non mancano Coffee Cake lievitati- con la superficie ricoperta da un crumble aromatizzato alla cannella. All'interno l'impasto può essere arricchito da frutta, gocce di cioccolato, noci, o dallo stesso crumble di copertura. Di forma quadrata o rettangolare, più facile da tagliare in quadrotti, trova il suo spazio, come abbiamo detto, a fianco del caffè, quindi sulla tavola della colazione, del brunch, o della famosa pausa caffè.










Come abbiamo detto è un dolce americano che in parte deriva dai "vecchi" Tea Cakes anglosassoni (e anche loro non erano e non sono, dei dolci al tè). La tradizione di accompagnare un dolce ad una tazza di tè, tipicamente inglese, nel Nuovo Mondo si è parzialmente modificata e, preferendo il caffè al tè, anche il dolce ha cambiato nome e in parte aspetto, se non sostanza.
La sua caratteristica principale è appunto il crumble, un briciolame croccante, aromatizzato invariabilmente alla cannella che lo rende diverso dai suoi antenati inglesi e facilmente riconoscibile.
L'impasto, arricchito di panna acida o buttermilk, è molto soffice e crea un piacevole contrasto con la copertura.
Una volta preparati impasto e crumble, variare il gusto del Coffee Cake è un gioco da ragazzi: secondo la stagione, o i nostri gusti, o l'umore del momento, si possono inserire frutti diversi: mele, pere, mirtilli, fragole, ciliegie...ma anche cioccolato, noci, frutta secca, o un misto di ciò che più preferiamo.
Il Coffe cake è semplicissimo da preparare, rapido e cosa più importante, piace a tutti...provare per credere!!!
 
 
 
COFFEE CAKE AI FRUTTI DI BOSCO






Per l'impasto:
220 g di farina tipo "00"
1 cucchiaino di lievito
un pizzico di sale
120 g di burro morbido
200 g di zucchero
2 uova grandi
3-4 cucchiai di panna acida
poco latte (se necessario)
vaniglia e scorza di limone
Per il crumble:
50 g di burro  appena morbido
70 g di zucchero
40 g di farina  tipo "00"
cannella (1/2 cucchiaino circa )
Per il ripieno:
200-250 g di frutti di bosco misti (per me, more, ribes, lamponi,mirtilli e qualche fragola)
Preparare subito il crumble: in una ciotola unire insieme tutti gli ingredienti e impastare con la punta delle dita in modo da formare un mucchio di briciolame. Tenere da parte.
Preparare poi l'impasto: in una  ciotola setacciare e mescolare insieme i primi tre ingredienti.
In un' altra ciotola montare il burro e quando sarà spumoso unire lo zucchero, la panna acida e gli aromi. Montare bene con delle fruste elettriche fino a che lo zucchero non è quasi completamente disciolto. Unire quindi le uova, incorporandole bene, ed infine la miscela di farina lievito e sale. Mescolare con un cucchiao in modo da creare un impasto morbido e soffice. Se necessario (dipende dalla grandezza delle uova), unire un goccio di latte (ho aggiunto 2-3 cucchiai).
L'impasto è pronto e non resta che versarlo in una teglia quadrata di circa 21 cm di lato ben imburrata.
Cospargere la superficie con i frutti di bosco e quindi con il crumble prima preparato.
Infornare per circa 50 minuti a 170°C.
Lasciare freddare nella teglia prima di tagliarlo in quadrotti e di servirlo. Tradizione vuole di prepararlo la sera e di lasciarlo in frigo per la notte. Al mattino sarà facilissimo tagliarlo in quadrati perfetti. Servirlo a temperatura ambiente con caffé lungo americano.
P.S. Noi, a casa, l'abbiamo mangiato a fine cena, appena tiepido  :)) Era BUONISSIMO !!!







Piccola nota: se l'impasto è morbido, oppure è la frutta a rilasciare dei liquidi, il crumble potrebbe affondare nell' impasto. Nulla di grave poiché, anche trovarlo all'interno, mescolato alla frutta, è molto piacevole. Ma se preferite averlo in superficie, bello croccante, distribuitelo sopra al dolce dopo 25-30 min. di cottura.
Ultima cosa: se non trovate la panna acida, sostituitela con un buon Yogurt greco intero.
  
A presto,
Paola







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lunedì 15 aprile 2013

Macco di fave fresche

Il Macco di fave è una tipica preparazione siciliana.


FAVE FRESCHE

In Puglia, oltre al fatto che il piatto con le fave secche decorticate lo cuciniamo in modo diverso, non lo chiamiamo Macco, anzi non lo chiamiamo... ^_^
Da noi, il purè di fave accompagnato dalla cicoria, si chiama Fave e foglieCapriata o Incapriata, oppure assume altri nomi  come Pasta e fave, Fave scarfate, Fave a ceca mariti...
Parliamo sempre di fave secche decorticate, dette anche fave bianche, che da noi non si tengono in ammollo  per 12 ore come in Sicilia (almeno a casa mia, no) non si "ammaccano" (non si girano continuamente durate la cottura) né si cuociono con un soffritto, neppure è prevista l'acqua  di cottura del finocchietto.
Essendo incuriosita dal Macco siciliano ho fatto le mie ricerche e come sempre accade, di varianti ce ne sono tante quante le varie famiglie. Anche in rete pullulano ricette diverse, come la sua con le fave secche o  come questa quicon fave fresche.
Avendo dei parenti siculi, sono andata alla fonte per sapere che nel siracusano oltre alle fave secche usano aggiungere altri legumi come piselli secchi e ceci; nel catenese invece è molto più simile a fave e cicoria pugliese, ma di una consistenza diversa, più liquida; a Ragusa e provincia si accompagna ad una pasta fresca chiamata Lolli. 
Come per tutte le ricette tipiche sembrerebbe che il metodo di cottura del Macco di fave sia comune a tutti, così come la presenza del Finocchietto riccio sarebbe imprescindibile.



MACCO di fave fresche

E invece a cambiare le carte in tavola è la signora Jolanda, interpellata da mia cugina Claudia a proposito della ricetta originale. 
Vi riporto pari pari le sue parole:
La signora Jolanda mi ha detto che il macco lo fa ASSOLUTAMENTE senza sedano ("ammazza il sapore"); fa cuocere moltissimo le fave secche sgusciate insieme ad una patata piccola e due (non + di 2!) pomodorini datterini; le passa col minipimer, aggiunge il sale e l'olio in cui ha fatto dorare una cipolla (ma toglie la cipolla). Assolutamente NO all'acqua di cottura del finocchietto (anche questa "ammazza u sapuri"). Se proprio si vuole, si aggiunge un ciuffetto di finocchietto lessato a parte (ma solo la parte più tenera) e lo si vuole gustare con la pasta (fatta in casa, ma volendo anche linguine spezzate) si "allunga" con un po' di acqua di cottura della pasta. Testuali parole: "Se per caso ne resta un po', il giorno dopo sarà bello "intostato" (rappreso) e allora si taglia a quadratini, si passa nella farina e si frigge! sapi bellissimo"!

Tutto chiarissimo :D, se non fosse che io vorrei fare un Macco di fave fresche che a quanto pare è tipico solo del trapanese!
 Vabbé, non mi resta che fare ammodomio... ^_^


Macco di Fave fresche


MACCO di fave fresche


Ingredienti:
500 gr di fave fresche da sgranare
1 cipolla bianca fresca
1 carota
2 gambetti piccoli del cuore di sedano
2 pomodorini pachino
1 piccolo mazzetto di finocchietto fresco
olio e sale q.b.


Sgranare le fave dal baccello e farle bollire in acqua calda per qualche minuto. Sciacquarle e sgusciarle, togliendo loro il nasello e la pellicina esterna. 
Soffriggere in un po' di olio la cipolla, la carota e il sedano; aggiungere le fave e subito dopo i due pomodorini; abbassare la fiamma al minimo. In un altro pentolino dare un bollo al finocchietto e tenerlo da parte. Proseguire la cottura delle fave rimestando con un cucchiaio di legno  con l'aggiunta mano mano di poca acqua del finocchietto, fiché non saranno tenere e quasi spappolate. A questo punto frullare tutto col minipimer fino ad ottenere una purea morbida e leggermente brodosa. Servire il Macco di fave tiepido con un filo d'olio a crudo, poco finocchietto e qualche anello di cipolla.
Si può usare anche come condimento della pasta insieme a cipolla sfritta.



MACCO di fave

 A noi il Macco di fave fresche è piaciuto tantissimo, mi auguro piaccia anche a voi!

Buona settimana,

Ornella


CESTINO CON FAVE

Piesse:Non finirò mai di ringraziare abbastanza la mia cara Ruli per avermi inviato i semi del suo finocchietto!!!!


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venerdì 12 aprile 2013

Carré alla mousse di fragole con mascarpone e cantucci

Giovedì scorso, ore 12,30:
driiiiiiiiinnnnnn... 
- Che fate stasera? Avete impegni?-
- No, niente di particolare...-
-  Allora venite a cena da noi ? Giusto per fare quattro chiacchiere... -
-Va bene, con piacere! -
- Che fai, un dolcetto lo porti tu? Lo sai che io non li faccio mai... i dolci... -
- Vabbè, dai.. riciclo un po' di cioccolato delle uova di Pasqua... ahahahah...
 -Uhmmm... niente cioccolato per me, please! Mi sta uscedo dagli occhi.. :)   Ho desiderio di una cosetta fresca... diciamo, primaverile... -
- OK! :D Vediamo quello che riesco a combinare con gli ingredineti che ho in casa! -
- Bene, a stasera! -
- Ciaoooooooooo... scappo in cucina. -

Dopo un rapido consulto telefonico con Paola, apro il frigo: la panna c'è... una ciotola di fragole già messe a macerare con zucchero, limone e arancia pure... mascarpone sì... 
Se facessi una mousse di fragole con la panna e il mascarpone, coperta da una gelée sempre alla fragola? Uhm... le uova non mi bastano per la base di pasta biscotto; non la posso fare ...
IDEAAAAAAAAAAAAAA... 
 A Pasqua mi hanno regalato  una scatola  di Cantucci Sapori di Sienaaaaaaaaaaaaaa... Ecco, ho trovato la base del mio Carré alla mousse di Fragole e mascarpone!!!! Yuppieeeeeeeeee...


Più lunga a dirsi che a farsi, di una semplicità disarmante, la mia ricettina inventata all'ultimo minuto, benché non proprio perfetta nell'aspetto (ho dovuto sformarla in fretta per fotografarla), ma davvero carina e invitante, è piaciuta moltissimo a tutti! :D So' soddisfazioni... *_*


Carré alla mousse di fragole con mascarpone e cantucci


Carré



Ingredienti x 4 persone (carré di 12 cm x 12 cm x 4 cm):

20 fragole (circa) +3 intere per la decorazioe
125 ml di panna da montare
125 gr di mascarpone
1 bicchierino+1/2 di vinsanto
1 e 1/2- 2 gr di colla di pesce (max 2 fogli)
1 arancia (succo)
1 limone (succo)
zucchero per le fragole a piacere
5 cucchiai di zucchero superfino tipo zefiro per la mousse
una decina di Cantucci
foglioline di menta





Lavare, tagliare le fragole e metterle a macerare con zucchero a piacere, il succo di un limone e di un'arancia; tenerle in infusione per 12 ore in frigo, quindi scolarle dal  loro liquido (non buttatelo via) e frullarle. Mettere ad ammollare in acqua fredda due fogli di colla di pesce. Montare la panna insieme ad un cucchiaio di zucchero; montare, sempre con le fruste elettriche, il mascarpone con 4 cucchiai di zucchero e un bicchierino di vinsanto.

Togliere 4 cucchiai dal totale delle fragole frullate e tenerli da parte per la gelée, quindi scaldare leggermente 3 cucchiai di purea di  fragole e aggiungere un foglio di colla di pesce ben strizzato, facendolo sciogliere completamente. A questo punto, mescolare i due composti (quello con la colla di pesce e il rimanente, tenuto a temperatura ambiente, non freddo di frigo) poi delicatamente, con un movimento dal basso verso l'alto,  le fragole così preparate  al mascarpone e successivamente il tutto, alla panna montata. 
Preparare un piatto da portata coprendolo con due pezzi di carta forno appena sovrapposti al cento e posizionare la forma da carré.
Bagnare i Cantucci nel liquido delle fragole che avevamo tenuto da parte, posizionarli nel  carré a formare il fondo del dolce; irrorarli col mezzo bicchierino di vinsanto e se occorre,  con un altro po' di liquido delle fragole, per ammorbidirli bene; compattarli, premendo con le mani. Riempire la forma metallica con la mousse di fragole già preparata in precedenza; livellarla con la lama di un coltello. Sbattere il piatto sul piano di lavoro con un movimento secco per far assestare il tutto e mettere in frigo (in freezer, se si ha fretta)  a consolidare.
Nel frattempo preparare la gelée scaldando la purea di fragole rimasta, allungandola con 2-3 cucchiai di liquido avanzato e mescolandola, fuori dal fuoco, alla colla di pesce ben strizzata (consiglio di usare mezzo foglio per avere una gelée morbida e della giusta consistenza).
Versare la gelée a copertura della mousse e mettere nuovamente il piatto in frigo.
Prima di servire, togliere la carta forno, tirando i lembi da un lato e dall'altro; passare la lama liscia di un coltello tutt'intorno ai bordi interni del carré, e sfilarlo con attenzione.
 Decorare con piccole fragoline e foglie di menta fresca. Accompagnare con Cantucci e vinsanto.


Carrè


Piesse: Qualche giorno fa sono capitata qui...Quando ho visto i suoi Trancetti non ci potevo credere... :D :D :D


Buon fine settimana a tutti,

Ornella


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mercoledì 10 aprile 2013

Banana bread

Ci credereste, se vi dicessi che questo bread, che bread poi non è, mi ha sempre incuriosito, ma che, fino a qualche settimana fa, non l'avevo mai mangiato ???
Sarà che non amo le banane, il loro gusto profumato e denso, non mi ha mai entusiasmato, nemmeno da bambina, se non sotto forma di frullato insieme ad arancia e mela renetta (l'avete mai provato? è buonissimo!).
Però, come ho detto, sono curiosa, alla fine l'ho provato.....e ne sono rimasta piacevolmente colpita.
Insomma, non è certo un dessert da proporre ad ospiti dopo un pranzo, o una cena, ma per colazione, o per la merenda dei bambini, lo trovo perfetto: denso, profumato,saziante... proprio come il pane!!







Di ricette ce ne sono moltissime, tutte più o meno simili, io ho fatto un mix di quelle che avevo su vari librini americani, cambiano di poco le quantità, ma gli ingredienti sono sempre gli stessi, a parte qualche piccola differenza.
 Certamente in comune è la presenza di banane più che mature, che però non vuol dire marce.
Che le banane debbano essere ben mature è necessario al fine di ottenere un Banana Bread che sappia veramente di banana, ma non dobbiamo destinare a questo dolce, banane pronte per il riciclo biologico. :)))
 La loro buccia deve essere totalmente marrone, estremamente assottigliata, finissima, ma l'interno deve avere colore uniforme bianco-paglierino,  senza parti nere o molli, dal profumo intenso e dolce, mai acido.
Come ottenere questo risultato? Semplicemente acquistando delle banane non ancora mature con la buccia gialla striata appena di verde, prive di ammaccature e ben sode e lasciarle maturare per qualche giorno a temperatura ambiente, nel vassoio della frutta, magari insieme a qualche mela matura. Vi accorgerete ben presto che la banana cambierà colore e che espanderà il suo profumo in tutta la stanza. Se non l'avrete sbattuta, o manipolata, la polpa sarà morbidissima, bianca e  senza parti nere.
Non acquistate per pochi centesimi in meno al chilo, banane scure e mollicce dal fruttivendolo: sì sono mature, ma sbattute, ammaccate, pigiate, con la polpa livida all'interno.....le parti nere interne non sono solo più mature, ma sono solo parti ormai marce che non hanno certo un buon sapore.
Detto questo non resta che passare alla ricetta, velocissima e semplice da realizzare in un attimo anche con l'aiuto di un mixer.



BANANA BREAD






260 g di farina tipo "00"
1/2 cucchiaino di bicarbonato
1 cucchiaino di lievito
un pizzico di sale
Miscelare e setacciare tutti gli ingredienti.
3 grandi banane o 4 medie, molto, molto mature
100 g di zucchero
90 g di zucchero di canna
60 g di burro morbido
2 uova
1 vasetto di yogurt (bianco)
scorza di limone
2-3 cucchiai di succo di limone
Vaniglia
Per finire
gocce di cioccolato
noci
In un mixer porre il burro morbido con gli zuccheri e la vaniglia e montare bene, (si possono utilizzare anche delle fruste elettriche), aggiungere le due uova e montare ancora il tutto.
A questo punto unire le banane in fettine, lo yogurt, il succo di limone e la scorza, e frullare ancora per omogeneizzare il composto (se si utilizzano le fruste elettriche, frullare a parte le banane con il succo di limone ed unirle al composto).
 Incorporare a mano le polveri prima setacciate.
Il composto è pronto e a questo punto possiamo lasciarlo semplice, oppure unire gocce di cioccolato e noci.
 Secondo me è decisamente migliore con queste aggiunte, ma ovviamente tutto dipende dai propri gusti
Versare l'impasto in uno stampo da plumcake imburrato e foderato da un foglio di carta forno (non occorre che copra tutti i lati, ma solo il fondo e i lati lunghi) e cuocere in forno a 170°C per circa 45 minuti (fare la prova stecchino come sempre).
Buonissimo anche appena tiepido. Si conserva per qualche giorno avvolto nella sua carta, dentro una scatola di latta.
Dimezzando le dosi  e cuocendo con la teglia adatta, si possono ottenere 12 muffins alla banana.


A presto,

Paola


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