venerdì 16 novembre 2012

Fave triestine


Trieste ha una scontrosagrazia.
Se piace, è come un ragazzaccio aspro e vorace, 

con gli occhi azzurri e mani troppo grandi
per regalare un fiore;

come un amore
con gelosia.


(Umberto Saba)


Fave triestine

Non sono mai stata a Trieste... o forse ero così piccola da non averne conservato alcun ricordo. Poco tempo fa ci è andata Simona per un paio di giorni... Dire che ne è stata conquista è riduttivo... basta vedere i suoi scatti qui
A saperlo prima dell'esistenza della pasticceria Pirona, quella frequenta da James Joyce, non avrebbe mancato di farci un salto per comprare le Fave triestine da portare a casa.  Peccato che la mia  cara amica  triestina Ruli me l'ha detto solo qualche giorno fa,  quando le ho inviato le foto delle mie fave... Peccato davvero, avrei  visto e assaggiato  volentieri le originali e fatto il confronto con il mio risultato. Essì che la le Fave triestine delle Broccole sono di una bontà strepitosa, ma volete mettere la soddisfazione di verificare all'assaggio di aver riprodotto la ricetta uguale uguale all'originale? 
Sulla correttezza del procedimento e sulle dosi non ci sono dubbi, poiché vengono direttamente da una delle fonti più attendibili della blogosfera e pure con le foto del passo passo! Che dire di più?
Sono ottime, facilissime da preparare, molto molto carine, e possono fare una bellissima figura nei vostri cesti natalizi. Quindi non vi resta che provarle, come ho fatto io, e scoprire che ve ne innamorerete al primo assaggio. *_*

Fave triestine


Fave triestine

Ingredienti per 600 g. di favette:

250 g. di mandorle pelate
50 g. di pinoli
400 g. di zucchero
*2 albumi*
1 cucchiaino di alcool a 95° 
30 g. di cacao
aroma di rosa
colorante alimentare rosso liquido o in gel (volendo Alchermes)

Macinare nel mixer o frullatore la frutta secca con un cucchiaio di zucchero e ridurla a farina.
Unire il restante zucchero, *gli albumi *, l’alcool ed impastare fino a rendere il composto omogeneo e “lavorabile”, non troppo asciutto, non troppo molle:*vi consiglio di dosare un po’ alla volta gli albumi, il cacao tende ad asciugare l’impasto, colorante ed aroma lo rendono più morbido.*
Quindi:
nella prima fase aggiungerne 1, dividere il composto in 3 parti, una  lasciarla naturale, l’altra  rimetterla nel mixer, aggiungere qualche goccia di aroma ed il colorante (poco), fino a raggiungere la colorazione che vedete nella foto.
Alla terza parte aggiungere il cacao e, se risultasse troppo asciutto aggiungere un po’ di albume.
I miei sono molto scuri perchè ho seguito la dose della ricetta (30 g.), buonissimi, però quelle originali sono meno “marroni”.
Fare con gli impasti 3 cordoncini del diametro di 2 cm (come per gli gnocchi).
Tagliarli a pezzi di 3 cm. c.ca e formare delle palline.
Disporre le favette sulla teglia da forno rivestita con la carta ed infornare a 170°C  STATICO per 10 minuti.
Controllate la cottura, non devono scurirsi ma conservare la delicatezza dei colori.


Fave triestine Ammodomio

Dopo la prima prova  ho rifatte le Fave  "ammodomio" :D, lasciando le mandorle tritate un po' più grossolanamente, senza ripassarle nel mixer insomma e provando ad aromatizzarle oltre che col cacao, anche all'arancia e al caffè. Beh, sono buonissime pure così, senza contare che non c'è limite alla fantasia per gli abbinamenti di colori e sapori, lasciando  intatto l'impasto base.  Ne ho già in mente tanti altri.. :D
E pensare che a volte per stupire i nostri commensali andiamo alla ricerca di ricette nuove, magari di pasticceri famosi, senza considerare, per ignoranza, le vere chicche della tradizione italiana.

Buon fine settimana a tutti,

Ornella

edit: Mi preme fare una doverosa precisazione, senza nulla togliere alla magnifica ricetta di Libera che noi peraltro abbiamo trovato davvero speciale e adottato senza se e senza ma. 
Come ho detto tante volte, per le ricette di cucina tradizionale esistono tante ricette quante sono le famiglie del luogo di provenienza. Nel testo di Maria Stelvio " Cucina tradizionale triestina|metodo e ricettario pratico-economico"
(Triste 1942-Stabilimeto Tipografico Nazionale), la ricetta delle fave triestine è questa:

 

Fave

250 gr. di mandorle pelate
125 gr. di farina
3 chiare d'uova grandi
250 gr. di zucchero
vaniglia
1 bicchierino di rosolio bianco
qualche goccia di olio di rose o acqua di rose
1 bicchierino di rosolio alkermes
50 gr. di cioccolata grattata



La cosa più importante per la buona riuscita delle fave è che il forno deve essere appena tiepido; meglio di tutto è di arrostire il pane e poi senza più riscaldare arrostire nello stesso le fave.Asciugare per 2 giorni le mandorle macinate, in un canto del focolaio. Mescolare in terrina, la farina con un po' di albume, a pastella liscia;aggiungere, poco a poco l'albume rimanente, lo zucchero e mandorle, mescolando continuamente;allorchè la pasta sarà ben spumosa dividerla in tre parti; nella prima mettervi vaniglia e rosolio bianco; nella seconda olio di rose e alkermes; nella terza incorporare la cioccolata. Formare delle favette ed asciugare su lamiera cerata a forno poco caldo.



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