lunedì 30 luglio 2012

Pitta di patate salentina (la ricetta originale)

La cucina italiana  di tradizione è un tesoro inestimabile e come tale, va custodita con saggezza... naturalmente la cucina pugliese non fa eccezione! ^_^


Quante volte da queste pagine mi sono lamentata del fatto che chiunque si senta in diritto di stravolgere la nostra tradizione culinaria? Vi ricordate le Orecchiette e cime di rapa o gli Spaghetti con le cozze alla tarantina, solo per fare due esempi eclatanti? E la mia battaglia, condivisa da tanti, per salvaguardare la cucina italiana di tradizione dallo scempio che ne fanno in TV? 
Se è lecito, e in certo senso doveroso, tutelarere le varianti tramandate per generazioni in ogni città, in ciascun paese, nel singolo nucleo familiare, non si può restare impassibili di fronte  allo scempio di una ricetta della nostra terra! A noi pugliesi veraci - emmò ve lo dico una volta per tutte  con estrema chiarezza - ci salta letteralmente la mosca al naso! :D
 Ci sentiamo depredati della nostra storia, della nostra cultura, delle nostre origini, legate al cibo in maniera indissolubile.  Vi pare poco?
Insomma, quello che intendo dire è che, nell'accostarsi alla cucina tradizionale, qualunque essa sia, dalla più celebrata e ricca, a quella umile, contadina e povera, ci vuole rispetto, SEMPRE! 
E proprio per una sorta di timore reverenziale, originaria di una provincia jonico-salentina, non mi ero mai avvicinata alla Pitta te patate salentina, pur avendola gustata tante volte con grande piacere. 
Ma la ricetta, quella vera intendo, non i mille maldestri tentativi di imitazione che circolano in rete, chi me la poteva dare? Finalmente l'ho trovata Qui !!!
Le origini, la  storia, le foto passo passo della Pitta te Patate salentina o-ri-gi-na-le sono da lei nel suo blog, trascritte in un post da dieci e lode! Se amate la buona, vera, cucina italiana, non perdetevelo!!!!!!! 
Superfluo aggiungere che la Pitta di patate - non chiamatela gattò di patate!!!!!!! - è di una bontà STRA-TO-SFE-RI-CA, adattissima a essere servita appena tiepida o fredda, nelle cene d'Estate.
Piccola variante consentita, suggeritami da Maria Concetta - una cara amica leccese - consiste nell'aggiungere all'impasto di patate, un cucchiaino da té di ricotta forte, detta Ricotta Askùante. Per chi ama i sapori decisi, è il tocco da gourmet. Io però non l'ho usata. ^_^







Pitta di patate salentina (di Lucia)


PITTA

1 kg di patate a pasta gialla
500 gr di cipolle dorate
400 gr di polpa di pomodoro fresca (meglio di pomodori San Marzano)
200 gr di pecorino salentino ben stagionato
1 uovo grande
un pugno di pane grattugiato
mentuccia
una manciata di olive salentine in salamoia
1 cucchiaio di capperi sott'aceto
sale e olio extravergine di oliva q.b.
1 cucchiaino da té di ricotta forte (facoltativo)



Lavate le patate, mettetele in una pentola, copritele di acqua fredda  e fatele cuocere per circa un'ora. Pelatele e passatele finché sono ancora calde, poi lasciatele raffreddare. Nel frattempo preparate il sughetto. Affettate sottilmente le cipolle e fatele dorare in padella assieme ad una dose generosa di ottimo olio extravergine di oliva (preferibilmente del Salento). Dopo una decina di minuti (occhio: le cipolle non devono assolutamente bruciare! Tenete quindi la fiamma al minimo e, se occorre, bagnate il soffritto con un goccino di acqua calda) unite la polpa di pomodoro ed un pizzichino di sale e continuate la cottura fino a restringimento del sughetto. Poco prima di levarla dal fuoco gettate in padella capperi e olive (snocciolate, se non volete immolare un dente alla sacra pitta). Quando sugo e patate saranno ben freddi, potrete iniziare a "comporre" la vostra pitta. Alle patate precedentemente passate aggiungete l'uovo intero, il formaggio, poco sale, un paio di cucchiai del sughetto preparato (serviranno a dare un bel colore) e qualche fogliolina di mentuccia spezzettata. Impastate il tutto senza indugiare (ricordate che non state facendo un puré!). Ungete d'olio un tegame antiaderente e stendetevi sul fondo la metà dell'impasto in uno strato non troppo alto, sul quale verserete la cipollata. Coprite con un altro strato di patate (un trucchetto per eseguire quest'operazione al meglio: bagnatevi le mani!), poi ungete la superficie di olio e completate con una bella spolverata di pane grattugiato. Infornate a 200 gradi fino a doratura.


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  Anche se siamo in vacanza da un po', abbiamo già programmato qualche post, quindi tornate a trovarci! ^_^  Comunque ci rivediamo per la ricetta di Agosto del Calendario Ammodomio...  Vi ricordo che avete tempo fino a stasera per partecipare.  

Buona settimana a tutti,

Ornella

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