venerdì 24 giugno 2011

La vera focaccia barese: "né qui né altrove" soltanto a Bari

In Puglia siamo talmente abituati a tutto ciò che ci circonda, alla luce abbagliante, ai colori intensi, ai sapori ed ai profumi inebrianti, che  spesso ci accorgiamo del loro fascino solo attravero gli occhi di chi non ci vive.
E così basta uno scatto suggestivo di uno straordinario fotografo americano chiamato  per uno shooting da un giovane stilista barese di grande talento emigrato a Milano, per stupirci noi stessi di tanta bellezza (cliccate sui link, sarete conquistati  da entrambi quanto me, ve lo assicuro!). *_*


Quello stesso stupore suscitatomi da Sara che entusiasta, mi chiede da San Francisco dettagli e notizie sulla mia città, dopo aver letto il libro di Gianrico Carofiglio: " Nè qui né altrove-una notte a Bari", edito da Laterza.
Lo confesso, non l'avevo letto - nemo propheta in patria - ma appena avuto tra le mani ne sono stata folgorata tanto da divorarmelo letteralmente in poche ore!
E proprio Bari è la protagonista della storia, vista attaverso gli occhi di colui che racconta una notte trascorsa in città da 3 uomini rincontratisi dopo 20 anni, uno dei quali emigrato all'estero e che forse  vedrà  la sua città per l'ultima volta. E' un ritratto reale, a tratti nostalgico e struggente di luoghi, modi di fare, di dire, di pensare, di essere, nei quali ogni barese non può non riconoscersi; è una dichiarazione d'amore per questa città che ha saputo trasformare le buie notti degli anni '70, dove sparuti gruppetti di studenti universitari popolavano i  pochi baretti notturni in attesa  dei cornetti appena sfornati, in serate e nottate popolate da gente di ogni età. Una città insomma, viva e mai deserta neppure a Ferragosto, dove convivono pacificamente  stranieri di ogni etnia, integrati perfettamente nel tessuto sociale. La stessa Bari da cui, quando si è giovani si vuole fuggire per cercare nuove opportunità, ma che si rimpiange  e si apprezza  come merita, appena  varcati i confini delle sue mura; la città il cui ricordo solare ci si porta appresso in qualunque parte dl modo.


Chi ha letto il libro sa bene che l'epilogo è dedicato alla Focaccia barese, fatta da un semplicissimo impasto di acqua, farina e lievito,  condita con pomodori, piccole olive verdi- le baresane appunto - olio ed origano; sottile, morbidissima, ma con il fondo ed i bordi croccanti e bruciacchiati; difficile se non quasi impossibile da riprodurre in casa.
Eggià perché per noi a Bari è un cibo comunissimo che troviamo in ogni forno della città a qualunque ora, con piccole impercettibili variazioni sul tema, per cui ci sembra del tutto inutile rifarla tale e quale. Con grande stupore però mi sono accorta che chi non vive qui, ne è  talmente affascinato da volerla riprodurre a tutti i costi, a volte senza averla neppure mai vista, a volte invece per riassaporare profumi e consistenze mai dimenticati.




Questa nella foto è la tipica Focaccia barese di uno dei forni più conosciuti della città...
Scusatemi, ma non potevo prescindere da tutta questa premessa... alla prossima, cercherò di darvi qualche dritta che ho sperimentato nel corso degli anni, per farne una versione casalinga, il più simile possibile all'originale. Qui  e Qui trovate le mia ricette.
Buon fine settimana a tutti,
 Ornella

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