martedì 30 novembre 2010

La grande tavola del 25 Dicembre... ma anche no!

Care amiche, come promesso ecco il piccolo resoconto di quanto è accaduto ieri in casa della signora Csaba.
Tema della puntata: il pranzo di Natale. Qui non si può sbagliare, tutto deve essere perfetto e per far questo Csaba si affida al passato, ricorrendo allo stile e alla classe di Jacqueline Kennedy. Da quando ella entrò alla Casa Bianca, tutto cambiò, perfino il pranzo di Natale, introducendo il famoso filetto alla Wellington e detronizzando il consueto tacchino.
Proprio questo filetto, Csaba ci propone come piatto forte del menù natalizio, accompagnandolo ad una Ratatouille di verdure.
Per prima cosa Csaba ci fa vedere il suo filetto di proporzioni notevoli e ci spiega che dobbiamo scegliere la parte centrale di questo taglio, la più grande e cilindrica: passa poi a peparlo con due tipi di pepe, verde e nero e a salarlo su tutta la sua superficie.
Prepara poi degli champignon lavandoli, affettandoli e cuocendoli in poco burro senza salarli. Appena pronti li passa nel bicchiere del frullatore ad immersione e li riduce in crema, mentre sulla padella dove li aveva cotti, rosola a fuoco vivo, unendo altro burro e poco olio, il filetto prima preparato. Quando la carne è ben rosolata, unisce del cognac che come al solito chiama liquore... ;))
Il fumo che si eleva in cucina è di quelli che non ti fanno vedere nulla ed infatti anche la povera Csaba scompare in una fitta nebbia, per poi esclamare “Sembra di essere ad Hallowen!!”. :D

DSCF0076

Finita la gran fumata, Csaba si appresta a tagliare delle verdure per la ratatouille: carote, patate, cipolle e mele verdi. Lei dice che possiamo anche sbianchire le carote prima di cuocerle per preservare loro il colore e ci suggerisce come fare: tuffarle in acqua bollente per pochi minuti...
Peccato che non si ricordi di dirci che le carote, per non perdere il colore, devono essere immerse immediatamente dopo, in un bagno di acqua e ghiaccio.
Sarà solo una piccola dimenticanza? Certo, in TV in tempi sono quelli che sono, però...
Comunque sia, condisce le verdure e la frutta con olio e sale e passa a rifinire e ad impacchettare il povero filetto che giace sul tagliere. Riprende la crema di funghi che nel frattempo aveva messo a scolare su un colino a maglie fitte, la sala e la spalma sulla parte superiore del filetto che poi avvolge in una sfoglia già pronta. Con i ritagli di pasta sfoglia realizza delle piccole stelle con cui decora il pacchetto, lucida tutto con dell’uovo battuto e via in forno per la cottura.
Passa poi a saltare le verdure in padella con del rosmarino, unendo dopo poco, anche i pezzi di mela. Dopo aver ripassato in padella le verdure, Csaba le versa su una terrina di servizio. Le verdure appaiono un po' troppo croccanti e se per cipolle, carote e mele non è un gran danno, per le patate direi che non è il massimo. Esse appaiono veramente crude e pallide...
Comunque Csaba sforna il filletto alla Wellington, anch’esso piuttosto palliduccio, e ci augura MERRY CHRISTMAS invece del consueto bon appetit....

DSCF0077


Ci introduce poi, in sala da pranzo indossando un vestito a piccoli quadri rossi e neri, molto natalizio, lungo ed ampio...
La tavola è già in parte sistemata con una tovaglia di lino marrone, un decoro in oro che corre lungo il centro della tavola e dei bicchieri ramati che contengono al loro interno delle candele già accese. Csaba dispone dei piatti in ceramica avorio, partendo dal sottopiatto che delimita il plassè, poi quello piano e quindi quello da antipasto più piccolo, dispone poi il tovagliolo al centro del piatto; in via del tutto eccezionale,dice, per non ingombrare di più la tavola già ben ricca di suppellettili. Abbina delle posate dorate (acciaio dorato o argento dorato??), due coltelli e due forchette di due dimensioni. Quelle più piccole, all’esterno rispetto al piatto, serviranno per l’antipasto, ovviamente le forchette a sinistra e i coltelli a destra. Due calici in cristallo semplici senza decori completeranno la tavola del Natale.

DSCF0081


La tavola è molto bella ed elegante, i toni del marrone, dell’oro e del rame la rendono sofisticata, ma molto sobria nello stesso tempo. Forse, ma questa è solo una mia opinione, la vedo più adatta ad una cena che ad un pranzo, ma potrebbe trattarsi solamente di un effetto di luce.
Csaba ci augura di nuovo Merry Christmas e scompare dalla sala dove un bell’albero di Natale ci allieta con i suoi bagliori argentati...

DSCF0083

Allora, che ne pensate?
Paola

P.S.:Una doverosa premessa QUI!

Testi ed immagini sono protetti dalla legge sul diritto d'autore n. 633/1941 e successive modifiche.

lunedì 29 novembre 2010

Il Natale secondo Csaba... ma anche no!

Ormai l’aria di Natale si fa sentire...
Per le vie, in casa, nei negozi: addobbi, anche se limitati rispetto agli anni passati, un certo entusiasmo nei ragazzi che intravedono un periodo di riposo dalla “amata” scuola, confezioni di dolci che occhieggiano dai banconi dei negozi e dei supermercati.
Per noi appassionate di cucina, certamente questo periodo prevede un lungo impegno che va dal preparare piccoli doni “mangerecci” per i nostri amici, fino alla composizione e realizzazione dei menù delle Feste. Le riviste ed i libri di cucina ci vengono in aiuto, ma anche la TV, con i suoi canali specializzati nel mondo del food e in tutto quello che gli ruota intorno, dà certamente il suo contributo.






Su un canale satellitare ben noto, da un po’ di tempo si è imposta per il suo savoir faire, per il suo charme, nonchè per il suo bon ton, una signora milanese, ormai nota ai più: Csaba Dalla Zorza.

Diplomata alla famosa scuola Cordon Blue, la signora Dalla Zorza ci parla della mise en place, delle buone maniere e del buon cibo... insomma veramente di tutto ciò che ruota intorna alla tavola, per trasformare “l’ordinario in straordinario”.
Poteva dunque la nostra amica dimenticare il periodo natalizio così ricco di occasioni, per vivere momenti felici al desco familiare? Certamente no, e proprio da questa sera parte una serie di puntate tutte dedicate al periodo più magico dell’anno.
Il promo della trasmissione ci fa intravedere qualcosa, ma soprattutto si sofferma su Csaba intenta a decorare un bellissimo albero di Natale, con fiocchi e pupazzetti.
Csaba ha un’aria veramente stanca, per non dire sfinita, ma ci incita ugualmente a seguire la sua trasmissione con una frase alquanto sibillina “Tutto quello che facciamo durante l’anno, si ricongiunge a Natale per farci essere quello che siamo”. Il senso di questa frase ovviamente, lo capiremo seguendo le sue puntate e qui su Interno Otto lo faremo insieme, con una piccola striscia giornaliera.
Sarà un modo divertente di “vedere” la trasmissione in compagnia e soprattutto commentare le scelte fatte da Csaba per organizzare i vari eventi.
La trasmissione infatti si presenta, a detta del canale satellitare, come un momento unico in cui "Csaba ricrea la magia delle Feste, con una attenzione speciale alla gioia dei bambini, nei suoi piatti raffinati e nelle sue incantevoli mise en place: tutto, dai cristalli ai colori delle porcellane, dai decori dell'albero di Natale ai biscotti alla cannella, avrà un sapore speciale" .
Questa sera ci parlerà della tavola del 25 Dicembre e preparerà due piatti per il pranzo.
Allora, per chi non avesse Sky, o per chi non ha tempo di seguire in diretta i dettami di Csaba, potrà benissimo farlo qui su Interno Otto, il divano è comodo e se ci stringiamo, entriamo tutte. Potremo quindi con tutta calma sentire cosa ha da dirci, cercando di ricordare che spesso tutto quello che si proclama in televisione (ma non solo) non ha valore assoluto. Per questo motivo, se non dovessimo condividere alcune scelte del Natale secondo Csaba, ci sentiremo libere di esclamare “...ma anche no !
Dunque appuntamento a domani con il resoconto di quanto sarà accaduto... ed ai vostri più che autorevoli commenti ed opinioni!
Buona serata,
Paola
Tutte le puntate le troverete all'Interno Otto nella rubrica "Ma anche no!"
Testi ed immagini sono protetti dalla legge sul diritto d'autore n. 633/1941 e successive modifiche.

Budino al cioccolato gianduia

Oggi avrei dovuto pubblicare un post con un'altra ricetta, anzi  a dirla tutta, con un intero menù...
Invece, gironzolando tra i blog sono capitata da lei ed ho avuto una visione paradisiaca!!!O_O
Secondo voi si può resistere ad una bontà simile senza  sbavare sulla tastiera del pc?
Non so voi, ma io  assolutamente no! Ecco perchè, siccome non avevo tutti gli ingredienti giusti, per il consueto dessert domenicale, ho rivisitato il mio arcinoto "Ornellabudino", trasformandolo in un caldo Budino al cioccolato Gianduia, da delirio puro. ^_^

Budino al cioccolato gianduia

 Il menù lo pubblicherò in uno dei prossimi post... questa bontà da urlo non poteva attendere. Specie col freddo che è arrivato in questi giorni, credo che vi possa tornare utile.
 Giusto? ;))

Ornellabudino

E' di una semplicità disarmante, lo può davvero fare chiunque in una manciata di minuti: provare per credere! :D

Budino al cioccolato Gianduia

Budino al cioccolato gianduia

Ingredienti:

  • 1/2 litro di latte
  • 50 gr (circa) di cioccolato gianduia
  • 4 cucchiai di farina
  • 40 gr di burro
  • 1-2 cucchiai di zucchero
  • nocciole tostate per decorare


Sciogliete il burro a calore moderato e fuori dal fuoco, aggiungete la farina(setacciata precedentemente) insieme allo zucchero, mescolando bene con una spatola di legno. Appena la farina si sarà amalgamata al burro,rimettete sul fuoco, cominciando a poco a poco ad aggiungere il latte freddo che darà immediatamente corpo al composto. Continuate a mescolare velocemente, unendo sempre poco per volta  l'altro latte ed anche il cioccolato  spezzettato. La quantità del cioccolato dipenderà da quanto siete golosi e da quanto vorrete che il Budino sia denso! ;))
Portate a bollore, lasciate addensare per qualche minuto, lasciate intiepidire e servite, decorando con qualche nocciola  intera tostata.
P.S.: Ah...dimenticavo di darvi appuntamento a stasera: c'è una novità. Mi raccomando, non mancate!!!!
Buona giornata a tutti,
 Ornella
Testi ed immagini sono protetti dalla legge sul diritto d'autore n. 633/1941 e successive modifiche. 

venerdì 26 novembre 2010

Apple Cinnamon Muffin with Blueberries

Appena li ho visti ho pensato a suo Contest... ma anche al loro...
troppo belli 'sti Muffin di Pinella per non provarli immediatamente! :D

Apple cinnamon muffin with blueberries

Vabbè, se volete la vera ricetta  la trovate qui, quella alla quale mi sono limitata ad ispirarmi  mooooooolto liberamente, finendo per fare tutto a occhio, semplificando il procedimento e cambiando pure gli ingredienti. Insomma, ho fatto come sempre "ammodomio"! ;)))
E il nome??? Mi sono inventata anche quello! ahahahahah...
Non fucilatemi se per caso questi Muffin non vi dovessero venire  proprio benissimo....
 Lo so, le dosi non sono precise, ma se proprio siete di quelli che hanno bisogno di misurare tutto al grammo, prendete la ricetta di base e riadattatela, tenendo conto che dovrete aumentare sensibilmente la farina, perché la frutta, in genere, rilascia liquidi, per cui il composto deve risultare un po' più consistente del solito.
Se con i Muffin  imparerete ad andare a occhio, a regolarvi di volta in volta, vi posso assicurare che ne inventerete di tutti i colori  e di tutti i tipi: io mi sono divertita ed il risultato, credetemi, è stato ottimo davvero.
 Per me ormai, i Muffin sono una grande passione e per voi?

Apple Cinnamon Muffin with Blueberries

Apple cinnamon muffin with blueberries

Ingredienti per 9  Apple Muffin:

  • 200 gr di farina (circa)
  • 100 (circa) ml di panna fresca
  • 80 gr (circa) di zucchero vanigliato
  • 30 gr (circa) di burro
  • 2 cucchiaini di lievito per dolci
  • 2 stecche di cannella
  • 1 uovo
  • 1 cucchiaio (circa) di zucchero di canna (Demerara)
  • 1 mela renetta
  • mirtilli q.b.
  • 1 pizzico di sale


Ho affettato la mela in modo sottile, usando la mandolina, dopo averla privata della buccia e del torsolo, l'ho coperta con la pellicola e l'ho posta in frigo. Ho scaldato la panna con il burro e la cannella, l'ho lasciata freddare per poi filtrarla ed ho aggiunto l'uovo, leggermente sbattuto precedentemente.
Mentre portavo il forno alla temperatura di 190°, ho mescolato in una ciotola gli ingredienti secchi (farina, lievito, zucchero vanigliato, sale, dopo averli setacciati) con gli ingredienti liquidi, usando, come di consueto, un cucchiaio da tavola e seguendo il classico procedimento  per Muffin.
Ho foderato con i pirottini uno stampo adatto, vi ho deposto un cucchiaio colmo di composto ed ho decorato ciascun Muffin, con le fettine di mela, partendo dall'esterno per arrivare al centro, cercando di simulare i petali di una rosa. Al centro di ognuno ho messo qualche mirtillo ed ho terminato con una spolverata di zucchero di canna. Ho infornato e portato a cottura in circa 20 minuti.

Apple cinnamon muffin with blueberries



P.S.: Ah, dimenticavo di dirvi che, se usate la ricetta di base, saranno necessarie almeno 2 mele.
Buonissimo fine settimana a tutti,
 Ornella

Con questo post partecipo ai contest di Araba Felice e di MMM.











Testi ed immagini sono protetti dalla legge sul diritto d'autore n. 633/1941 e successive modifiche. 
T

mercoledì 24 novembre 2010

Whoopie Pies: un po' Amish, un po' italiani....



Whoopie pie (with recipe in italian)



Anche qui in Italia si comincia a parlare di questo dolcetto che da un po’ di tempo furoreggia negli USA...Non si trova certo nelle pasticcerie o nei forni, ma nel web lo incontriamo sempre più di frequente e in qualche blog italiano ha già fatto la sua comparsa, come da lei, la signora dei dolci più buoni. Nel Regno Unito ormai è omnipresente in ogni festicciola che si rispetti e negli USA sta detronizzando i fantasiosi cupcakes. Eppure il Whoopie Pie non è nato ieri, è un pasticcino che ha una sua storia che passa dagli Amish della Pennsylvania fino ad approdare al vecchio forno Labadies Bakery nel Maine dove è in produzione sin dal 1925..... Ma ora è il suo momento, ha varcato i confini dell’America provinciale ed è sbarcato in Europa, riscuotendo simpatia e successi.
Ma che cosa è ? Non ha nulla a che vedere con una classica pie, ma può essere considerato un piacevole incontro fra un biscotto ed un dolce farcito di crema. Potrebbe essere un parente piuttosto lontano delle nostre pesche dolci, tanto per capire il genere, ma sicuramente il gusto ed i colori sono completamente diversi. La dimensione originaria, almeno quella della Labadies Bakery, è più da piccola torta che da pasticcino raggiungendo, come volume, quella di un panino con il classico hamburger: pensare di mangiarlo tutto, o di offrirlo in un buffet con quelle dimensioni, per noi è impensabile. Ma si sa, negli States è tutto un po’ extra large e dunque dobbiamo ridurre la taglia per renderlo più in linea alle nostre abitudini.
La farcitura classica, così come l’avevano prevista le signore Amish, dovrebbe essere una Marshmallow creme, una sorta di crema soffice, bianca e dolce che assomiglia ai classici Marshmallow, ma in forma cremosa e aerea. Negli USA si vende in barattoli già pronta e avendola assaggiata, debbo ammettere che è una autentica porcheria, dolce e appiccicosa senza una sua connotazione. Può ovviamente essere realizzata in casa con albumi, glucosio e zucchero a velo, ma se vi fidate, non è certo il massimo.
La Labadies Bakery unì a questa crema di albumi, anche dello “Shortening” (un grasso vegetale bianco insapore ed inodore che si mantiene a temperatura ambiente) montato, dando quindi una consistenza più corposa ed anche più pesante alla farcitura. Anzi caratteristica dei Whoopie Pie è proprio lo shortening, sia nell’impasto che nella farcitura. Qui in Italia lo shortening non c’è, o almeno non è di comune reperibilità e da un certo punto di vista è anche una buona cosa, visto che non è certo un grasso salutare.
Tutto questo lungo preambolo sta a significare che pur volendo realizzare dei classici Whoopie Pie, noi Italiani, per una lunga serie di motivi, non potremmo mai farlo. Dimensioni, ingredienti, gusti radicati ce lo impedirebbero. Quindi i Whoopie Pie che vi propongo non sono proprio gli originali, ma vi assicuro che sono buonissimi, carini a vedersi e forse farebbero gola anche ad un Amish...Chissà!!

Whoopie Pie

Mmmmmmh Whoopie pie !!!


Ingredienti:
  • 300 g di farina tipo "00"
  • 35 g di cacao amaro
  • 1 cucchiaino di lievito
  • 1 cucchiaino di bicarbonato
  • sale e vaniglia
  • 100 g di burro morbido
  • 170 g di zucchero Muscovado (o di canna scuro)
  • 1 uovo
  • 125 ml di latte fresco
Mescolare insieme i primi 4 ingredienti e setacciarli. Montare il burro morbido con lo zucchero, il sale, la vaniglia: unire l'uovo intero e montare ancora un poco. Aggiungere le polveri setacciate, alternandole con il latte. Amalgamare bene il composto, quindi formare delle semi sfere su placche foderate di carta-forno usando una tasca di tela. Cuocere a 170°C per 10-15 min. a seconda della grandezza.
Una volta freddi, farcirli ed accoppiarli.
Per la farcitura utilizzare o una classica marshmallow creme, o una crema al burro, o una ganache.
Io ho utilizzato una crema al burro così preparata.
Montare del burro morbido e gradualmente unire la stessa quantità di zucchero a velo. Quando il composto apparirà cremoso e bianco perfettamente montato, unire della panna liquida fresca e montare ancora un poco. La quantità di panna deve essere tale da rendere la crema molto morbida, ma comunque non ne occorre molta, 4-5 cucchiai ogni 100g di burro circa. Questa crema neutra può essere aromatizzata con del caffè o con del cacao o con dei liquori per ottenere farciture differenti. Nel mio caso ne ho farciti alcuni con la crema al burro semplice, altri con la crema aromatizzata al caffè ed altri ancora con crema semplice e marmellata di lamponi......
Lascio a voi gli altri esperimenti, che ne direste con un po’ di Nutella? Con tutto il rispetto per le signore Amish, naturalmente...

A presto

Paola

Testi ed immagini sono protetti dalla legge sul diritto d'autore n. 633/1941 e successive modifiche.
Copyright © Interno Otto - All Rights Reserved

martedì 23 novembre 2010

Pettole

Ed ecco a voi, calde calde, le Pettole appena fritte e portate in tavola, fotografate a razzo, prima che sparissero alla velocità della luce...

Pettole

La ricetta è identica sia per  la preparazione dolce che salata, quindi vi rimando al post dello scorso anno.
Aggiungo qui  solo qualche "dritta" per chi volesse farcire l'impasto salato.
La tradizione prevede farce a base di alici, cavolo lesso, baccalà, olive, ecc. ecc., essendo un cibo da vigilia di magro, ma potrete sbizzarirvi con la fantasia: è un impasto  molto versatile.
Lei, ad esempio, ne ha fatto una versione con i Peperoni cruschi, da leccarsi i baffi!!!
I pezzi di cavolo lesso vanno leggermente infarinati; le olive invece, devono essere snocciolate ed asciugate bene; le alici, sgocciolate dall'olio, private delle spine e spezzettate.Per farcire le pettole è necessaria un pochino di manualità... Va preso l'impasto a cucchiaiate dal tegame, messo al centro il pezzetto di farcia scelta e col dito indice bisogna richiudere quel po' di massa "colante" sulla farcia. Più semplice a farsi che a dirsi :))
 L'olio della frittura, rigorosamente extravergine, deve essere caldo ma non deve assolutamente far fumo, né bruciare. Bisognerebbe abbassare il fuoco tutte le volte che si fa scivolare l'impasto nell'olio, per poi  rialzarlo mentre  le frittelline  si gonfiano.
Ne approfitto per rispondere alle domande di Gea sull'uso del Robot da cucina per impastare le Pettole e sulla sac à poche per formarle.
 Preferisco di gran lunga impastare a mano. La consistenza giusta si può solo sentire al tatto e tra l'altro è divertentissimo, per nulla faticoso.
Per la sac à poche che dire? Gea, io non ho un buon rapporto con questo "attrezzo", quindi non la uso, anche perchè  la forma delle Pettole deve essere irregolare e ricordare le zampogne dei pastori d'Abruzzo.
La prossima "Pettolata" sarà alla Vigilia dell'Immacolata: le tradizioni - come dice Tinuccia - vanno rispettate per "devozione"! E per che altro, sennò? :DDDD
Testi ed immagini sono protetti dalla legge sul diritto d'autore n. 633/1941 e successive modifiche. 

lunedì 22 novembre 2010

Che fretta!

Delle Pettole dolci vi avevo parlato qui...
Oggi però, che è S. Cecilia e quindi, per una tradizione tipicamente tarantina si entra ufficialmente nel periodo natalizio, le farò anche salate, farcite con olive e alici sott'olio, accompagnandole con cime di rapa stufate. Per completare il menù mi serviva un dolce che fosse facile, veloce e profumato...
 Beh, stamattina l'ho trovato da lei, giusto in tempo!!! ^_^

Tavola

Adesso scappo, sono ancora a zero, ho solo apparecchiato una tavola un po' natalizia...

S.Cecilia 2010

Un abbraccio,
 Ornella
Testi ed immagini sono protetti dalla legge sul diritto d'autore n. 633/1941 e successive modifiche. 

venerdì 19 novembre 2010

Fusilli di grano arso ai funghi porcini

All'inizio della mia avventura "blogghettara" mi ero ripromessa di non farmi contagiare dalla moda degli ingredienti "strafighetti"...
No, non farò il mea culpa, anche perché la farina di grano arso, da un lato parla pugliese stretto, dall'altro, tutto era in origine, tranne che un ingrediente d'élite. Anzi, era talmente vero il contrario, che l'uso per farne pasta o pane, tradiva immediatamente la classe sociale d'appartenenza della famiglia in cui si consumava. Caduta quindi in disuso, bistrattata e classificata tra gli ingredienti poveri per eccellenza, ne era stata vietata addirittura la produzione perchè  la sua lavorazione non era conforme alle vigenti leggi in materia.
Oggi, grazie alle moderne tecniche  ed al desiderio di recuperare i sapori di una volta, è ritornata sulle nostre tavole, come un ingrediente  molto ricercato.
DSC02CORI43



 Della farina di grano arso ne hanno già parlato diffusamente in tanti, ma il suo post mi è rimasto ben  in mente per una serie di ragioni...
 Vabbè, prima di ordinare qui  ( infatti non si vende nei comuni supermercati) le confezioni di questa farina particolarissima e di avventurarmi nelle mie sperimentazioni moooooooooooooooolto empiriche, ho voluto riassaggiarne il sapore. E così ho comprato una confezione di fusilli di grano arso freschi, ma già fatti ed ho assemblato una ricetta, utilizzando una crema di funghi  porcini che volevo testare.


CORIù40


 Essì perché anch'io ho ricevuto il gentile omaggio di OrtoCori: una bella confezione con alcuni  barattoli di sottoli, una crema di  peperoncino ed una di funghi porcini.
Quindi, ho proceduto con gli ingredienti  che avevo a disposizione....
 Beh, ne è risultato, a mio parere, un  primo piatto semplicissimo e particolare allo stesso tempo, in cui i sapori ben combinati tra loro, non prevalgono, ma si esaltano a vicenda.
E' chiaro che potrete prepararvi in casa sia i fusilli di grano arso, che la crema di  funghi porcini, ma credo che, se doserete gli ingredienti nello stesso modo in cui l'ho fatto io, il risultato non sarà  eccessivamente differente: migliore forse, mai peggiore! ;))))

Fusilli di grano arso ai funghi porcini


CORI47
 Ingredienti:
  • 500 gr di fusilli di grano arso
  • 250 gr di funghi porcini (affettati  a lamelle sottili)
  • 100 gr di crema di funghi porcini )
  • 50 gr di pancetta affumicata  (a dadini
  • 1/2 bicchiere di panna fresca
  • 1/2 bicchiere di vino bianco 
  • 1 fetta di scamorza affumicata (a dadini)
  • 30 gr di parmigiano grattugiato
  • 2 cucchiai di olio extravergine 
  • 1 spicchio di aglio
  •  sale e pepe  nero macinato al momento q.b.
  • pochissimo prezzemolo tritato 

In una larga padella fate scaldare l'olio con l'aglio (che toglierete) metteteci a soffriggere prima la pancetta, subito dopo i funghi, sfumate col vino bianco e portate a cottura, aggiustando di sale.
Mentre bolle l'acqua per la pasta, scaldate la panna ed a fuoco spento usatela per diluire la crema di funghi porcini. Scolate bene i fusilli di grano arso, saltateli in padella insieme ai funghi, spegnete il fuoco e mantecate il tutto con la crema di funghi porcini diluita con la panna. Impiattate subito, distribuendo in ogni piatto qualche dadino di scamorza affumicata, un po' di parmigiano, una spolverata di pepe nero ed una fogliolina di prezzemolo crudo tritatissima.

Voi  l'avete mai assaggiata la pasta fresca fatta con il grano arso? Che ne pensate?
Leggo attentamente  i vostri graditissimi commenti, anzi approfitto per  chiedervi scusa se  ancora non ho risposto a tutti. Dedicherò il w.e. a rispondere, promesso! :)
 Mi perdonate?
Un grazie affettuoso,
 Ornella
Testi ed immagini sono protetti dalla legge sul diritto d'autore n. 633/1941 e successive modifiche. 

mercoledì 17 novembre 2010

Christmas hearts di pasta speziata al miele




Christmas heart

Lo so, vedere una Poinsettia fa esclamare: "Ma non è un po' troppo presto??". In effetti di tempo per il prossimo Natale ce n'è abbastanza, ma vi avevo promesso sia la ricetta della pasta al miele, sia una sua applicazione. Quindi per tener fede alle promesse fatte, ecco che mi sono calata in clima pre-natalizio dove il profumo delle spezie si confonde con quello del Natale e sebbene fuori a Roma oggi ci siano 20°C, il clima in casa è quello.
Con gli avanzi della pasta con cui ho realizzato la casetta nel bosco, ho preparato questi cuoricini decorati, adatti a diventare dei segnaposto, o se più piccoli, degli eleganti ed originali chiudi-pacco. Ovviamente possono anche andare bene come decoro natalizio per alberi, finestre, maniglie di porte.....Basta fare un piccolo foro prima di infornarli in cui poi passare un nastro in tinta. Si mantengono inalterati per tanto tempo, quindi possono essere realizzati con largo anticipo senza nessun timore, dato che a Natale sembreranno appena fatti. Uniche due accortezze sono quelle di tenerli a riparo dalla luce (che potrebbe alterare i colori) e dall’umidità: la classica scatola di latta andrà benissimo, altrimenti anche una in cartone.
Dunque si può partire sin da oggi e realizzare subito queste piccole cose che al momento opportuno ci torneranno molto utili. Le possibilità di decoro sono infinite, io ne ho proposte solo tre, ma veramente non c’è nessun limite alla nostra fantasia: un rametto di agrifoglio, oppure delle piccole mele, un pupazzo di neve, Babbo Natale, un semplice fiocco....Anche la forma può essere variata, io ho scelto il cuore, ma una stella o un ovale si prestano benissimo come forme decorative.

Christmas hearts

Quello che occorre è solo un pochino di tempo, oltre ai nostri biscotti speziati già cotti e ad un po’ di pasta di zucchero colorata. Vediamo prima di tutto di preparare l’impasto, di formare i biscotti e di cuocerli...Poi con calma da qui a Natale li decoreremo, secondo l’estro del momento.

Christmas hearts (PASTA SPEZIATA AL MIELE)
  • 150 g di zucchero di canna (tipo Muscovado)
  • 500 g di farina tipo "00"
  • 150 g di burro
  • 120 g di cacao amaro
  • 250 ml di miele (reso fluido)
  • 2 uova piccole
  • 1 cucchiaino scarso di lievito
  • Un pizzico di sale
  • Scorza di arancia e limone
  • Vaniglia
  • Spezie miste (cannella, noce moscata, pepe, chiodo di garofano) in proporzione soggettiva. Volendo si possono anche omettere se non piacciono.

Impastare nel mixer il burro e lo zucchero, unire le uova, il sale e gli aromi e parte della farina mescolata al lievito. Azionare brevemente quindi unire il miele fluido (ma freddo) poi il cacao e il resto della farina. L'impasto sarà molto morbido, ma non unire altra farina. Mettere in frigo per qualche ora a solidificare (oppure preparare la sera per la mattina o viceversa). La pasta dopo il riposo dovrebbe essere morbida, ma non appiccicosa. Se per caso lo fosse aggiungere poca farina. Dato che la pasta è molto scura, quasi nera, usare del cacao per spolverizzare il piano di lavoro, altrimenti usando la farina, dopo la cottura, i biscotti (o le pareti della casetta) potrebbero presentare delle brutte striature bianche.Stendere quindi la pasta dello spessore di circa mezzo centimetro e ritagliare i biscotti. Cuocere a 180°C per circa 10-12 min
ATTENZIONE!! Non cuocere troppo la pasta, è molto scura quindi non si vede quando i biscotti si dorano.
Una volta pronti i biscotti si lasciano freddare e quindi si passa alla fase di decorazione.


Christmas heart


Per decorare ho utilizzato della pasta di zucchero colorata in rosso, verde marcio, rosa e bianco. Di solito per creare una composizione di fiori si parte mettendo due o tre foglie sulla base del biscotto, si aggiungono i fiori e qualche bocciolo, quindi altre foglie per riempire eventuali spazi vuoti e formare un tutto armonico. La stella di Natale è realizzata direttamente sopra il biscotto, facendo un primo giro di brattee rosse più grandi e aggiungendo un secondo giro più piccine. Al centro sono state poste delle piccole palline di pasta verde. I cuoricini con le rose invece, prevedono il modellaggio della rosa a parte e il suo inserimento sul biscotto una volta completata per intero. Per “incollare” le varie parti al biscotto abbiamo bisogno di qualche goccia di ghiaccia reale.
Una volta decorato, il biscotto si fa asciugare all’aria per qualche ora, quindi può essere subito utilizzato o conservato come detto sopra.


Christmas heart

Se vogliamo utilizzare questi biscotti come segna–posto dobbiamo cercare delle sagome con grandezze intorno ai 7-8 cm come minimo fino ai 15 cm massimo. Per i chiudi pacco vanno bene delle dimensioni più piccole, mentre per i decori dipende molto dalla loro destinazione. Si potrebbe pensare anche di realizzare un cuore molto grande con mele, bacche, agrifoglio, stelle di Natale ed appenderlo alla porta di casa con un bel nastro......Sperando sempre che il profumo che emanano questi biscotti, non scateni appetiti improvvisi nei nostri vicini!!

A presto,
Paola

Testi ed immagini sono protetti dalla legge sul diritto d'autore n. 633/1941 e successive modifiche.
Copyright © Interno Otto - All Rights Reserved
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...