mercoledì 30 settembre 2009

A domande rispondo...

Per chiudere ufficialmente il mio "Giochino dell'Estate", ho pensato di rispondere "seriamente"ad alcune richieste dei miei lettori arrivatemi tramite le keywords.
Non è forse questa una delle principali regole del Marketing? eheheh...
Cosa mi hanno chiesto nel mese di Settembre?
Eccovi una lista di alcune delle domande ricorrenti, alle quali tenterò di dare una risposta...



Richieste di ricette improbabili:

D - Come fare le polpette avvelenate-
R - Fai la tua solita ricetta ed aggiungi un cucchiaino di Arsenico, come nel film "Arsenico e vecchi merletti". Ti consiglierei di non farlo, ma se proprio devi, almeno fallo con la classe e la leggerezza delle "ziette"-


D - Pomodori avvelenati-
R - Come sopra-


D - Come cucinare le meduse-
R - Beh, i Cinesi sono ghiotti di meduse, le pescano anche nei nos
tri mari QUI e QUI troverai informazioni e ricette-

D - Dolci con la cipolla-

R - Mi spiace non posso aiutarti, questa ricetta mi manca. Potresti fare una marmellata sennò, non ti resta che piangere...-


D - Pasta brioche ricetta pugliese-
R - Ti assicuro che è uguale, uguale alle altre. Fidati!!!-


D - Brioches senza lievito-
R - Le vuoi fare proprio senza lievito?Se non hai già la dentiera, prenotala-

D - Decorazioni torta maschile-

R - Ti potrebbero andar bene tanti uccellini in pasta di zucchero? Più maschile di così...
-

D - Impepata cozze napoletana dosi pepe-
R - Dovresti chiederlo a Lydia, ma direi che q. b. può andare benissimo-


D - Maccheronico pesto rucola-
R - Pigghia la rucola, mittila intra allu frullatore cullu furmaggio, l'agghio, l'oglio e li pinuli... Continuo? Famme sapé!-


D - Cosa fare con la cipolla-
R - Bella domanda! Quanta ne hai?-







Più sani, più belli:

D - Ricetta muffins uvetta dietetici-
R - Potresti sostituire lo zucchero con un dolcificante, gli altri ingredienti però ce li devi mettere tutti. Allora che dieta è???-


D - Anguria è un alimento dietetico-
R - Beh, contiene molta acqua, ma anche molti zuccheri, quindi direi più che dietetica è diuretica-

D - Il pomodoro fa trattenere i liquidi?-

R - Che razza di domanda... dipende da dove lo metti, of course!-

D - Il riso fa aria-

R - Solo il riso soffiato. ihihihihih...-


Che tempo che fa ( esiste un gadget di Google? Se si, lo metto subito!):



D - Avvisi burrasca 4 settembre 2009-
R - Mi spiace, quel giorno non ho acceso la radio, mi sono persa" l'avviso ai naviganti"-


D - Che tempo fa a Bisceglie-
R - Non lo so!Forse sarebbe meglio guardare le previsioni del tempo invece di chiederlo a me con Google-


D - Risotto al mare in burrasca-
R - Non è meglio mangiarlo a casa? Boh? Fai tu!-



Ricerca immagini con Google :

D - Fagiolina webcam-
R - Hai sbagliato indirizzo-


D - Immagini brioches free-
R - Le mie NO NON SONO FREE!!!! NOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO...-


D - Immagini ragazze cozze-
R - Qui trovi solo belle donne, mi spiace-




Domande impossibili:

D - Le capre mangiano l'ailanto?-
R - Non lo so proprio. Rosyyyyyyyyyyyyyyyyyy, l'esperta sei tu, puoi rispondere, please?-

D - Cosa è una bilancia ?-

R - Hai presente quell'oggetto che generalmente serve per misurare il peso degli ingredienti? Beh, quella è!-


D -"Come costruire un forno a legna"-
R - Ehm, io mi rivolgerei ad un professionista del settore-


D - Millefoglie panperfocaccia-
R - O l'una o l'altro, insieme mi pare impossibile...-

D - Pasta erba-
R - Quella che mangiano le capre?-

D - Prezzo cozze al kg-

R - Dipende! L'ultima volta, quelle tarantine, fresche fresche, le ho pagate 2,50 al kg-

I grandi chef:




D - Santin+crema -
R - Santin + crema = Dolcemente + Golosamente


D - Pasta Cracco-
R - Quella pasta fatta con quello strano procedimento a base di uova? Non la chiedere a me, non sono io quella che va per ristoranti trandy-



Per concludere in bellezza, ringrazio tutti i partecipanti che hanno voluto divertirsi con me.
Questo giochino mi ha permesso di conoscervi meglio e scoprire i vostri splendidi blog!!!
Siete tutti già nel mio blog roll (domani controllo bene) e vi saluto affettuosamente uno per uno, linkando di nuovo i vostri post esilaranti:

  1. Paoletta
  2. Scribacchini
  3. Juls
  4. Salsadisapa
  5. Marjlet
  6. Milla
  7. Rita
  8. disoleedazzurro http://lacasadinessunluogo.net
  9. Elga
  10. Aiuolik
  11. Max (partecipa d'ufficio... sul suo blog ne fa un post al mese!)
  12. Alessandra (Raravis, per la blogosfera)
  13. Fragola e Limone
  14. Ciboulette
  15. Arietta
  16. lacuocafelice Barbara
  17. Alex-Cuoche dell'altromondo
  18. Maya
  19. @anna@
  20. Morena
  21. Laura (partecipa con ben 2 post) http://antroalchimista.blogspot.com/2009/08/amenita-dellantro-panzanella-e-buone.html
  22. Ylenia
  23. Tania
  24. Sara
  25. Cipolla
  26. Monique
  27. Patrizia


P.S. Ringrazio in particolare Patrizia di Melagranata che mi ha prestato l'immagine delle sue Polpette buonissime e certo NON avvelenate!

Testi ed immagini sono protetti dalla legge sul diritto d'autore n. 633/1941 e successive modifiche. 

sabato 26 settembre 2009

Fave e foglie

Cibo antichissimo: Aristofane racconta nelle "Rane" che se ne cibasse Ercole tra una fatica e l'altra per l' alto valore energetico, anche se tra i grecisti la traduzione è abbastanza controversa. Il termine usato da Aristofane indicherebbe una  generica zuppa di legumi. Ma far risalire questo piatto all'antica Grecia e ad Ercole, è suggestivo, Quindi diamo per buona una traduzione non proprio letterale. Del resto quante storie si invetano di sana pianta sul cibo? Almeno questa, anche se controversa, non è destituita del tutto di un qualche fondamento, storicamente dimostrabile, nel senso che è possibile risalire a fonti certe che indicano  le differenti traduzioni . ;) 
Cibo simbolico: le fave venivano infatti associate al mondo dei morti e alle pratiche esoteriche dei sacerdoti egizi, metre Pitagora e la sua scuola pitagorica, ne vietavano l'uso agli adepti. La vera ragione del divieto pare risalisse al favismo da cui sarebbe stato affetto Pitagora...
Cibo poverissimo della tradizione contadina: oggi, nei ristoranti all
a moda non manca mai.

Insomma, dal purè di fave accompagnato alla verdura, in una cucina pugliese che si rispetti non si può prescindere ed io non prescindo! :D

La ricetta è semplicissima, ma come tutte le cose semplici per diventare eccezionale necessita di ingredienti di prima qualità, di qualche piccolo ac
corgimento e dei miei "segretucci".


Ingredienti per 4-6 persone:
  • 1-1,500 kg di verdura (cicoriella selvatica o cicoria, oppure catalogna)
  • 500 gr di fave secche decorticate (c.d. fave bianche)
  • 1-2-patate
  • 1cipolla bianca
  • olio extra vegine d'oliva q.b.
  • sale q.b.

  • peperoncini verdi (friggitelli o cornetti)
  • olio per friggere

  • 1 cipolla rossa (di Acquaviva)
  • Aceto di vino q.b.
Sciacquate e mettete le fave in una casseruole colma d'acqua. Portatele a bollore, scolatele, sciacquatele, quindi mettetele a cuocere con il seguente procedimento. 
Coprite il fondo di una pentola di coccio o comunque col fondo spesso, con le patate affettate, mettete le fave, la cipolla bianca intera e tanta acqua fino a coprire il tutto. Fate cuocere a calore moderato, aggiungendo acqua tiepida se occorre, e rimestando di tanto in tanto con un cucchiaio di legno solo quando le fave cominceranno a cuocersi. Schiumate col mestolo forato tutta la schiumetta bianca che si formerà in superficie, infine aggiustate di sale.
A cottura ultimata, bisogna battere il composto (cioè lavorarlo energicamente) con un cucchiaio di legno aggiungendo l'olio a filo, per ottenere la consistenza e la morbidezza di un puré. Per avere questo risultato si può passare tutto al passaverdura oppure usando velocemente il mixer, ma non ditelo ai puristi ché storceranno sicuramente il naso.
Lavate e mondate la verdura - l'ideale sarebbe la cicoriella selvatica, ma in alternativa va benissimo la catalogna o la cicoria - lessatela in abbondante acqua salata, scolatela bene e tenetela al caldo.
Impiattate, mettendo una porzione di purè di fave accanto alla verdura lessa, condite con una croce di olio crudo e servite il piatto accompagnato da peperoncini verdi fritti insieme alla cipolla rossa cruda, affettata sottile e messa a bagno nell'aceto.


Edit del 15 Febbraio 2013




Una foto di questo post, come potete vedere dallo screeshot, è stata usata abusivamente nel sito www.tuttelemiericette.it, senza il nostro consenso. Come di consueto denunceremo pubblicamente la cosa su Fb, Twitter e in ogni dove! Basta!!!




Convinte come siamo che il lavoro, le idee, la creatività in ogni sua forma, debbano essere tutelati, sia nel mondo reale che in quello virtuale, siamo costrette ad utilizzare il nostro blog anche come strumento di pubblica denuncia. Ci scusiamo quindi  con i nostri lettori che, confidiamo, condividano le  nostre  stesse idee.

Edit del 16 Febbraio 2013:

La foto è stata rimossa!!!! Evviva il Pulcino Pijo!!! ^_^

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domenica 20 settembre 2009

Uva sotto spirito


L'estate è finita



Sono più miti le mattine
e più scure diventano le noci
e le bacche hanno un viso più rotondo.
La rosa non è più nella città.
L'acero indossa una sciarpa più gaia.
La campagna una gonna scarlatta,
Ed anch'io, per non essere antiquata,
mi metterò un gioiello.

E. Dickinson



Mi sono accorta che l'estate è finita perché mi hanno regalato un gioiello: un cesto d'uva di quella con gli acini piccoli e scuri, matura al punto giusto, dolce, succosa ed asprigna quel tanto che non guasta, assolutamente non trattata con i pesticidi...

Beh, diciamola tutta... l'Estate è QUASI finita!
Da noi si approfitta delle belle giornate per andare ancora al mare, il clima è mite, il mare non è particolarmente freddo e poi per favore... BASTA con lo stereotipo dell'Autunno carico di malinconia, sinonimo della triste età matura!

E chi l'ha detto???

Gli antichi Greci celebravano durante il periodo della vendemmia i riti dionisiaci, con canti, balli, grandi mangiate e bevute, così come forse si fa ancora nelle nostre campagne del sud.

Ve la ricordate vero, la storia di Dioniso, quell'allegro dio dell'Olimpo, nato dalla coscia di Zeus, che vagava allegramente con Satiri e Baccanti, che era considerato il protettore dei raccolti autunnali?

Allora, alla faccia della malinconia stagionale, per onorare le mie origini magnogreche... una parte dell' uva è finita sotto spirito!!! Ahahahah...


Uva sotto spirito


Ingredienti:

  • 1- 1,200 kg di uva ( circa)
  • 1 litro di alcool puro a 90° per liquori
  • 150 gr di zucchero
  • 1 stecca di cannella per ogni barattolo
Procedimento:

Se l'uva è biologica, sciacquatela velocemente sotto l'acqua corrente e lasciatela asciugare bene su un canovaccio, altrimenti dovete lavarla molto, molto bene.

Armatevi di pazienza e delicatamente con le forbici, staccate gli acini dal raspo, lasciando circa la metà del picciolo, sistemateli nei vasi di vetro cercando di assestarli bene. A questo punto mettele lo zucchero, una stecca di cannella e coprite tutti gli acini con l'alcool, senza arrivare proprio all'imboccatura del vaso.
Chiudete ermeticamente, conservate al buio, senza dimenticarvi ogni tanto di smuovere i barattoli per far sciogliere lo zucchero.
Dopo un paio di mesi l'uva è pronta per essere gustata.


Beh ve lo confesso, qualche acino l'ho assaggiato subito... sennò come facevo a regolarmi se di zucchero erano giusti? ;))))

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giovedì 17 settembre 2009

Zuccherini di Maremma

E' stata tale e tanta la fretta di provarli che non ho pensato assolutamente a controllare se disponevo di tutti gli ingredienti. E così ho usato l'olio extra-vergine d'oliva - vabbè che ho la fortuna di averne di quello buono buono, da ulivi piantati vicino a Mandorli, Fichi, Ciliegi...- meno burro e meno lievito ( me ne era avanzato circa 1/4 di un cubetto).
Beh, quando le ricette , seppur semplici sono straordinarie come questa si va sul sicuro, il risultato è comunque garantito!


La forma ricorda quella dei Taralli ma l'impasto ed il sapore sono molto diversi. Appena sfornati sono di una morbidezza, di una leggerezza incredibile, il sapore e la consistenza ricordano un po' i Krapfen. A qualche ciambella ho aggiunto gocce di cioccolato fondente, ad altre qualche chicco d'uvetta, in realtà semplici senza alcuna aggiunta, sono veramente strepitose.
Il giorno dopo gli Zuccherini erano un pochino più sodi, allora li ho serviti mettendoci sopra un cucchiaio di crema pasticcera ed un'amarena sciroppata.

Se ve ne avanzano, Paola consiglia di congelarli, ma non so se riuscirete a resistere, noi in terra di Puglia, queste dolcezze maremmane ce le siamo sbafate tutte allegramente!!!

Che bontà...
Gli zuccherini di Maremma di Paola Lazzari

Ingredienti:
  • 400 g di farina tipo"0"
  • 200 g di farina Manitoba
  • 125 g di zucchero
  • 2 uova
  • 50 g burro
  • 50 g di olio ( di semi di girasole)
  • 100ml di latte
  • 100ml di acqua tiepida
  • 13 g di lievito di birra ( fresco)
  • scorza di un limone e un po' del suo succo, sale, vaniglia
Procedimento:

Sciogliere in un bicchiere, meglio se in plastica, il lievito nell'acqua tiepida con un cucchiaino di zucchero; coprire e lasciare fermentare il tutto fino a che non si produce un'abbondante schiuma. Versare quindi il lievito in una ciotola dove sono state messe le due farine ed incorporare poca farina al liquido formare un panetto morbido. Lasciare lievitare per una mezz'ora ed intanto preparare gli altri per ingredienti.
Sbattere le uova con il sale, unire lo zucchero, il latte, il succo di limone e gli aromi. Se si ha a disposizione, unire anche qualche goccia di aroma per brioche. Quando il panetto apparirà ben lievitato iniziare l'impasto unendo a poco a poco il composto preparato ed amalgamando il tutto con la farina.
Appena la farina sarà quasi del tutto assorbita unire il burro
morbido ed infine l'olio. Impastare a lungo in modo da ottenere un impasto molto soffice. Far lievitare fino al raddoppio.
Preparare quindi delle piccole palline di pasta ben modellate e las
ciarle riposare una decina di minuti. Forarle al centro con un dito ed allargare la cavità fino a formare delle ciambelline. Farle lievitare 30-40 min. quindi spolverizzarle di zucchero a velo e cuocerle a 200°C per 10-15 min. In forno lieviteranno molto quindi alcune si presenteranno, dopo la cottura, con il foro centrale quasi chiuso. Ma come si sa, non tutte le ciambelle riescono con il buco!! Sono buonissime semplici o con un po' di panna....
Grazie Paola, le tue ricette sono sempre strepitose (potrete ammirare le sue meravigliose creazioni Qui) e per fortuna-eheheheheh- le mie ciambelle sono venute tutte col buco al posto giusto!!!


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sabato 12 settembre 2009

Patate riso e cozze

Ve lo dico subito, niente dosi per questa ricetta, eheheheh...


Non indico quantità precise, ciascuno deve trovare da sé il giusto equilibrio tra gli ingredienti a seconda del proprio gusto! E naturalmente come ogni ricetta della tradizione, ogni famiglia ha la sua, e come sempre la mia versione personalissima non segue proprio tutti i passaggi canonici. Possiamo considerarla per così dire, un po'eretica! ^_^

Lo confesso, non so aprire le cozze, per cui, se non trovo un'anima pia disposta ad aprirmele, nonostante sia una vera eresia, le metto in pentola col coperchio per qualche minuto; non amo il pecorino e quindi - pugliesi d.o.c. non storcete il naso - lo mescolo al parmigiano; metto le zucchine; non faccio lo, strato superiore con le fette di patate perché mi piace che il riso, le cipolle, le zucchine ed i pomodori, dopo la cottura risultino appena gratinati; utilizzo una qualità di riso a chicco grande che tenga bene la cottura e rimanga alla fine ben sgranato.
Vabbé la premessa l'ho fatta, bando alle ciance: eccovi la mia versione di Patate, riso e cozze - si chiama proprio così, rigorosamente in questo ordine, sennò non è originale - cioè l'arcinota...

Tiella alla barese

Ingredienti:
  • Riso
  • Cozze
  • Patate a pasta gialla
  • Pomodorini
  • Zucchine
  • Cipolla
  • Formaggio grattugiato
  • Aglio (un piccolo spicchio)
  • Prezzemolo, sale e pepe q.b.
  • Olio extra -vergine d'oliva pugliese

Procedimento:

Mettete il riso in una ciotola capiente, conditelo con sale, pepe, olio, un pochino di aglio tritato se vi piace, il prezzemolo, mescolate bene e aggiungete un poco di acqua tiepida. Lavate bene le cozze, mettele in un tegame, coprite e fatele aprire a calore vivace per pochissimi minuti, scuotendo la pentola; filtrate il loro liquido e dopo aver tolto il mezzo guscio vuoto, tenetele da parte. Tagliate a metà i pomodorini, affettate le patate sottilmente, le zucchine, le cipolle, mettete ogni singolo ingrediente in una ciotola e condite separatamente con sale, olio, pepe, formaggio e prezzemolo tritato.
A questo punto si comincia a preparare la "tiella"...

In un tegame di coccio o meglio sarebbe di alluminio pesante, fate, un giro d'olio, e il primo strato con i pomodorini, poi di seguito le cipolle, le patate, un po' di zucchine, le cozze una accanto all'altra, il riso che si sarà già ammorbidito e avrà assorbito il condimento- Continuate con qualche fetta di pata, di zucchina ancora, un po' di cipolla e pomodori, infine aggiungete il liquido delle cozze ed acqua fino a coprire a filo l'ultimo strato; una spolverata di pepe, formaggio ed un giro d'olio. Coprite tutto con carta forno ed un foglio di alluminio, mettete in forno caldo a 200°, oppure avviate la prima cottura per circa un quarto d'ora sul fornello fino al primo accenno di bollore, tenendo il tegame coperto e poi infornate... I tempi di cottura ovviamente variano, quindi dopo circa 35-45 minuti bisogna controllare che il liquido sia stato assorbito e che le patate (fatelo con uno spiedino di legno) in fondo al tegame siano tenere. Se tutto è cotto, togliete la copertura e lasciate gratinare per circa 10-15 minuti o 5 minuti di funzione grill.
La tiella va lasciata riposare e deve essere servita tiepida, MAI bollente. Leggermente dorata in superficie,  deve rimanere  appena appena umida.

Quella che vedete nelle foto, per esigenze estetiche - la mia fotografa è stata inflessibile - non è abbastanza gratinata per i miei gusti, qualche altro minuto di cottura e sarebbe stata perfetta.


Edit: In tanti mi avete chiesto che tipo di riso uso in questa preparazione. Come in tutte le preparazioni che vanno in forno a lungo  utilizzo solo e soltanto un riso Ribe Parboiled di una certa marca che non vi dirò. ^_^  Perché un Parboiled? Il riso non si deve spappolare ma deve assorbire il condimento e non l'olio. Pur essendo una ricetta  antica, bisogna considerare che non si cuoceva certo nei nostri moderni forni  casalinghi, anzi, spesso, venivano mandate a cuocere nei forni a legna dei panifici. Quello che noi oggi chiamiamo Parboiled è comunque un metodo di lavorazione del riso, a vapore, che è altrettanto antico. Quindi se volete ottenere un buon risultato, regolatevi di conseguenza.;)

La versione più aderente alla tradizione la trovate QUI

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giovedì 10 settembre 2009

Brioches collage


Si, ancora brioches, credo abbiate capito che è una fissa la mia!
In realtà, la ragione di questo post è solo per confidarvi un "trucchetto" che ho inventato e sperimentato per evitare lo scivolamento inesorabile della "pallina " superiore.

Non ci ho dormito la notte... Il fatto che inevitabilmente in cottura il tuppo delle brioches scendesse indecorosamente, mi ha tolto il sonno davvero!!!

Per la formatura, troverete descrizioni ineccepibili nei sacri testi, così come nel web le spiegazione puntuali di Paoletta, le dritte di Adriano, però mi pare, che non ci sia nessun accenno per risolvere il mio problema. Così, nonostante abbia seguito fedelmente le indicazioni dei Maestri, la maggior parte delle mie brioches hanno sempre avuto "il Tuppo" sbilenco.
Allora ho acuito l'ingegno e sapete che ho fatto?
Per completare il "montaggio", ho "incollato" la pallina superiore (non perfettamente tonda ma a forma di piccola pera) a quella più grande, intingendola prima in un pochino di bianco d'uovo e posizionandola nella fossetta centrale, fatta utilizzando il manico di un cucchiaio di legno.
Tutto qui, un piccolo stupidissimo "trucchetto" che ha funzionato benissimo.

Quando ho sfornato le mie brioches, non ci potevo credere, oh yessss... avevano tutte la testa a posto!!! :)))

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domenica 6 settembre 2009

Brioches senza impastatrice

Scusatemi se vi ho fatto aspettare, volevo riordinare con calma gli appunti presi mentre provavo questo impasto...

Tutto è nato da un'intuizione di Anna Luisa, un'amica di Cucina Italiana che ha sperimentato un impasto per le brioches"che non si impastano", applicando il metodo ideato e messo a punto da Paoletta per una pizza STRAORDINARIA!

L'idea mi ha conquistato subito! Mi sono resa conto però, già al primo tentativo che un poco bisognava impastare. Infatti a me il composto era venuto davvero molle, tanto da non poter essere manipolato, per cui gli ho fatto fare qualche capriola col metodo scovato da Tinuccia in questo video ed ho ottenuto delle brioscine che ho poi ricoperto con una glassa alle mandorle.



E' bastato variare di poco il procedimento( aggiungere i liquidi gradatamente alla farina) e gli ingredienti (metà farina manitoba e metà"00", un po' di zucchero in più) per avere un impasto della giusta consistenza, sodo ed elastico, tanto da poterne fare trecce e brioches col tuppo, soffici e profumate.

Perché le ho definite eretiche? Il procedimento sovverte le regole della pasta brioche -gli ingredienti, compreso il burro, si mescolano tutti insieme e l'impasto si lavora facilmente a mano-senza che tutto ciò infici minimanente il risultato finale.




Ingredienti:
  • 250 gr di farina manitoba
  • 250 gr di farina "00"
  • 250 ml di latte
  • 150-160 gr di zucchero ( circa)
  • 100 gr di burro
  • 2 uova
  • 1/4 di un cubetto di lievito di birra fresco da 25 gr oppure circa 3 gr di quello liofilizzato
  • 1 cucchiaino di miele
  • un pizzico di sale
  • aromi, vaniglia, cannella, scorze di arancio e di limone oppure mezza fialetta di acqua di fiori d'arancio

Procedimento:
Mettete ad intiepidire il latte ed in una ciotola setacciate le due farine mescolandole con un pizzico di sale. In un bicchiere sciogliete il lievito con un pochino del latte tiepido, un cucchiaino colmo di miele, poca farina prelevata dal totale; coprite e lasciate che il lievito cominci ad attivarsi. Nel frattempo mettete il burro e lo zucchero nel latte, fate sciogliere bene mescolando a calore moderato insieme agli aromi che preferite, poi spegnete il fornello e lasciate intiepidire. Rompete le uova in una ciotolina, sbattele con una forchetta, toglietene una quantità pari ad un mezzo guscio ( vi servirà per spennellare le brioches) ed unitele al latte con il burro e lo zucchero.


A questo punto, mettete il pastello lievitato insieme alla farina ed a poco a poco mescolando con un cucchiaio da tavola, unite i liquidi. Otterete così un'impasto liscio, lavoratelo un pochino con le mani, fatene una palla, lasciatela nella ciotola , ricoprite con pellicola e mettete in frigo sul ripiano di mezzo per circa 24 ore.


Il giorno dopo riportate la pasta a temperatura ambiente ( non vi posso indicare i tempi precisi) e cominciate a lavorarla come un comune impasto per pizze allungandola sulla spianatoia, non sarà necessario aggiungere altra farina. Con poche mosse e qualche capriola diventerà in breve tempo, sodo ed elastico. Mettetelo nuovamente nella ciotola coperto da pellicola e lasciatelo lievitare fino al raddoppio, quindi procedete alla formatura delle brioches.

Disponetele sulla placca ricoperta di carta forno, spennellatele delicatamente con l'uovo sbattuto a cui avrete aggiunto un po' di latte e lasciatele raddoppiare in forno spento.
Dopo circa un'oretta saranno pronte per essere infornate, spennellatele nuovamente e mettetele in forno caldo a 180° per 20 -25 minuti.


P.S. Credo che lo sappiate tutti: non peso nulla! Per cercare di essere "precisa" mi sono regolata usando la confezione graduata della farina Loconte. A 250 gr di manitoba Loconte ho aggiunto 250 gr di farina "00" Tandoi... Onestamente non so dire se il tipo di farina e la sua capacità di assorbimento abbia contribuito alla riuscita della ricetta. Ve lo sottolineo, di modo che voi Esperti possiate trarne le vostre considerazioni.

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