lunedì 29 giugno 2009

Lasagne con le melanzane


Oggi vi propongo una ricetta di cui mi sono letteralmente innamorata dalla prima volta in cui ho provato a prepararla. E' di Rosalba, una cara amica del forum di Cucina Italiana e come lei stessa ci ha confidato, questo piatto nato nella sua cucina, è partito da un' idea di suo figlio... Non lasciatevi spaventare dal fatto che può sembrare laborioso, basta sapersi organizzare e seguire i tempi indicati dall'autrice. Vi assicuro che ne vale la pena... a casa mia ormai è un must dell'estate, col pomodoro fresco, le melanzane, la scamorza affumicata, il basilico... mmhh... chevelodicoaffà... Vi regalo la ricetta così come me l'ha raccontata Rosalba!

LASAGNE CON LE MELANZANE di Rosalba Impelluso

Per preparare questo piatto comincio il giorno prima. Affetto le melanzane e lascio che perdano l'acqua con un poco di sale. Intanto preparo la salsa passata casalinga, abbondante. Friggo le melanzane e le metto a scolare perchè perdano l'eccesso di olio. La sera quando finalmenta sono da sola impasto le lasagne( puoi usare la tua ricetta abituale. Io uso la semola di grano duro e impasto solo con uova e un poco di olio. Lavoro a lungo e poi tiro la sfoglia con la macchinetta al punto 5. Lascio asciugare le lasagne tutta la notte su un telo. La mattina per tempo, sbollento le lasagne in acqua un poco salata e per pochi minuti, ovviamente a 4- 5 fogli per volta. Non le passo dall'acqua fredda perchè ho l'impressione che perdano sapore. Sempre con il rischio di lessarmi le mani le stendo nel solito telo pulito, senza traccia di farina. A questo punto non mi resta che sistemare nelle teglie. Strati non sovrapposti di lasagne, salsa, melanzane ridotte a strisce. scamorza affumicata e parmigiano. Continuo così per quattro, cinque strati. inforno a 200° per circa mezz'ora.


P.S. la foto della melanzana è tratta da QUI
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sabato 27 giugno 2009

Palmiers

Lo confesso, la pasta sfoglia è un mio tabù, non ho mai provato a farla in casa, anche se tutti mi dicono che non è così complicata e che il sapore non è assolutamente paragonabile a quella surgelata in commercio.



Prima o poi tenterò... per il momento mi sono limitata a fare le Palmiers con la pasta sfoglia già pronta e mi è bastato!

Sembra facilissimo ed invece mi sono accorta a mie spese che si deve fare attenzione... la prima volta le ho bruciate, la seconda mi sono ustionata le dita, quindi se vi volete cimentare in questa preparazione, mettevi calmi...
Se usate la sfoglia già stesa, dovete cospargerla di zucchero semolato-io ho usato lo Zefiro- passarci sopra il matterello con delicatezza e spennellare con poco burro ridotto a pomata. Qui viene il bello...dividete
idealmente la sfoglia in senso verticale, in sei strisce di uguali dimensioni e cominciate a piegare i lembi esterni verso il centro una prima volta- i primi due rettangoli esterni sui secondi- e poi ancora entrambi portandoli a centro. A questo punto, vi troverete con due rettangoli di uguali dimensioni.
Mettete di nuovo un po' di zucchero, passateci sopra con delicatezza il matterello, portate le due strisce l'una sull'altra, avvolgete tutto nella pellicola e mettete in frigo per almeno una mezzora. Trascorso il tempo necessario, con un coltello ben affilato tagliate la pasta a fettine larghe un dito. Disponete le Palmiers sulla teglia rivestita di carta forno, allargandole un poco nella parte superiore ed infornate a 180°. Dopo circa 10 minuti-questo dipende dal forno- con una paletta rigirate le palmiers-non fatelo con le dita, mi raccomando- e portate a cottura dall'altro lato.

Va da sè che con lo stesso sistema si possono fare anche salate aggiungendo parmigiano e speck.
In realtà, è più difficile a dirsi che a farsi...

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venerdì 26 giugno 2009

I bicchierini? La moda a modo mio...

E' già trascorso un mese da quando ho cominciato questa avventura del blog...
Certo, sono partita in quarta senza rendermi conto di dove mi andavo a cacciare! Il mio bilancio però, è estremamente positivo : ho ritrovato vecchi amici di CI che oramai avevo "perso" nel web e tanti altri nuovi se ne sono aggiunti! Devo ringraziarvi... vi abbraccerei uno ad uno se potessi, per l'attenzione e l'affetto che mi avete dimostrato, oltre tremila visite in un mese, di cui circa mille nell'ultima settimana, dove ancora non c'è granché da vedere, mi sembra non sia poca cosa.
Qui, "a casa mia", non ci sono ricette strepitose, niente di straordinario o sorprendente ma solo il mio diario di viaggio nel mondo della cucina, dove annoto quello che realmente preparo per la mia famiglia insieme a qualche novità che sperimento, che mi soddisfa e quindi vi ripropongo con qualche modesto aggiustamento dettato dal mio personalissimo gusto.
E veniamo alla moda dei "bicchierini"...
Ne ho visti di tutti i colori e di tutte le specie, sia dolci che salati, alcuni davvero interessanti, altri un po' complicati da realizzare, ma in ogni caso sono un modo di presentare i cibi che trovo molto divertente, permette agli ospiti di assaggiare preparazioni diverse senza abbuffarsi, inoltre ci si può sfiziare con le decorazioni che ovviamente sono più semplici, viste le dimensioni.
I miei, che non sono bicchierini veri e propri ma ciotoline-ine-ine, li ho realizzati con qualche cucchiaio di crema pasticcera mescolata a panna montata e fragole tagliate a pezzetti piccolissimi. Quindi, un'idea... una semplicissima idea per riciclare la crema avanzata da un'altra preparazione e per portare in tavola un gradevole pre-dessert.

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domenica 21 giugno 2009

Ricotta fatta in casa


La cucina è sempre stata il regno di mia madre, potevo solo osservare... al massimo, girare la manovella dell'Imperia quando faceva la pasta per le lasagne oppure prendere le orecchiette con una cartolina, conservata accuratamente per "la bisogna", e depositarle ordinatamente nei vassoi ad asciugare.
Siccome mio nonno tutte le mattine ci mandava il latte appena munto, un giorno mio padre decise che dovevano preparare in casa la ricotta, lui l'aveva vista fare a sua madre tante volte...
Entrò in cucina, con grande disappunto di mia madre, portando con sé una fialetta (forse il caglio) ed una bustina presa in farmacia (forse l'acido citrico). Boh???
Incominciò a dettare ordini, a pesare e a controllare tutto... Discussero e litigarono davanti a quel pentolone fumante, ma la ricotta che ne
venne fuori chi se la può scordare, buona, buona, buona... però mio padre non entrò mai più in cucina e quell'esperimento non fu più ripetuto.
Ecco perché appena ho visto su Facebook la ricetta della ricotta pubblicata da Deborah di GialloZafferano non ho saputo resistere... Così l'ho fatta anch'io con qualche piccola modifica...Chevelodicoaffà? Buona, buona, buona! Credo che la ricetta originale sia di Erborina
e che in realtà non si tratti di una vera e propria Ricotta ma di una semplice Cagliata!

Ricotta fatta in casa


Per 2 fuscelli di circa 100 gr ognuno (a occhio secondo me, almeno 50 gr di più)

Ingredienti:
  • Aceto di mele 4 cucchiai colmi
  • Latte intero intero 1 lt
  • Panna fresca 100 ml circa
  • Sale grosso 1 cucchiaino
Ho messo a riscaldare il latte con la panna ed il sale, mescolando fino a raggiungere la temperatura di 80°. Siccome il termometro aveva le pile scariche, tanto non lo uso mai... ho fatto la prova"dito"...ahahahahah... A questo punto ho aggiunto l'aceto e seguendo la ricetta originale ho continuato a cuocere a fuoco lento per un minuto. La ricotta però non "quagliava", cioè non c'era traccia di grumi... allora ho rimesso tutto sul fuoco ed ho portato sino al limite del bollore. L'ho quindi ri-cotta, se si chiama così un motivo ci sarà?! Ho lasciato raffreddare coprendo la pentola con un canovaccio e nel frattempo ho preparato il colino con dentro un piccolo telo di garza, credo che si possa usare anche un fazzoletto. Quando il composto mi è sembrato abbastanza freddo, l'ho filtrato attraverso il colino ed ho stretto il telo come un fagottino per far perdere il liquido in eccesso. Infine, con un cucchiaino ho raccolto la ricotta e l'ho messa in 2 bicchieri usa e getta, l'ho compattata bene, sbattendo energicamente il contenitore sul piano e l'ho lasciata in frigo per una notte. Con il latticello, il liquido che avanza dalla ricotta, ho impastato una focaccia bianca al rosmarino, ma questa è un'altra storia e ve la racconto ad una prossima puntata...


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venerdì 19 giugno 2009

Vogliamo fare un dolcetto dietetico?



Mi piace sperimentare... e generalmente quando mi piacciono le persone... mi piacciono le loro ricette, anche se diversissime da quelle che preparo di solito, difficilmente resto delusa! Per di più l'autore è un mio concittadino emigrato in Toscana, quindi come poteva non piacermi?

Nel blog di Andrea che propone un approccio alla vita ed alla cucina naturale in un modo molto piacevole, ho scovato questa ricetta senza zucchero, né uova e neppure lievito, semplicissima nell'esecuzione, che richiama il procedimento per i Muffins...

Ho fatto qualche leggerissima modifica che Andrea non condividerebbe, la sua cucina rispetta dei canoni ben precisi, perciò mi sembra più giusto lasciare la ricetta così come è stata pubblicata da lui!


[crumble1lv4.jpg]

Cramble di Pesche di Andrea Biggio

Ingredienti:

  1. due tazze grandi di fiocchettini d'avena (oppure fiocchi normali o muesli)
  2. ½ tazza di farina tipo "zero"
  3. ½ tazza di nocciole e/o noci tritate
  4. ½ cucchiaino di cannella
  5. un pizzico di sale
  6. scorza grattugiata di un limone
  7. ¼ di tazza di olio di mais (l'olio d'oliva è troppo predominante in un dolce, quello di mais è più indicato anche per la forza espansiva del mais (vedi come cresce... verso l'alto proprio come fa fare ...il lievito...)
  8. quattro cucchiai di malto di mais
  9. 2-3 tazze di pesche tagliate a tocchetti ( oppure altra frutta di stagione)
  10. ½ tazza di succo di mela
  11. uvetta sultanina, lavata e ammollata: q.b.

Preparazione:

Disporre sul fondo di una teglia, con bordi alti, la frutta e versarvi sopra il succo di mela. Unire tutti gli ingredienti asciutti mescolandoli insieme e, a parte, quelli liquidi. Portare la parte liquida (e cremosa) negli ingredienti asciutti e lavorare con la mano per impregnare il tutto (appiccicoso). Sempre con la mano sbriciolarli (si devono proprio sbriciolare) sopra la frutta, coprendo completamente e poi pressando delicatamente per rendere omogenea la superficie.

Infornare a 180-200° (come al solito dipende dai forni) e cuocere fino a doratura della crosta.

Quando è pronto lasciar raffreddare e servire guarnendo con uvetta e una nocciola (o altro di vostro gradimento).

Ci sono due possibilità per presentare in tavola questo dolce (la prima è quella che ho usato io, nella foto):

a) rompere la crosta e mescolare il tutto prima di mettere nel piattino;
b) conservare intatta la crosta di sopra, tagliando delle porzioni in modo che nel piattino ci sia la frutta sparsa e questa specie di mandorlato buonissimo sopra.
Fate voi!


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giovedì 18 giugno 2009

La Scacchiata|Aiutatevi con l'immaginazione...

Questa ricetta avrebbe meritato una bella foto... ma siccome è veramente bruttarella, scattata da me con una digitale da "strapazzo", non la pubblico neppure, ve la risparmio... tanto il piatto ve lo potete immaginare, che è meglio!
La "Scacchiata" è un piatto tipico pugliese che generalmente si fa con i peperoni, può essere servito freddo, come contorno oppure come piatto unico... dipende dalle quantità!!! Naturalmente, vi propongo la versione "ammodomio".

Ingredienti:

  • peperoni gialli, rossi, verdi
  • melanzane
  • 1 o 2 pomodori rossi maturi
  • capperi- una manciata
  • olive nere all'acqua-possibilmente quelle che tingono
  • filetti di alici sott'olio
  • olio e.v.o.
  • aglio
  • 1 foglia di basilico
  • sale q.b.


Lavate e tagliate a tocchetti le melanzane, i peperoni a listarelle non troppo sottili, friggete tutto separatamente in abbondante olio extravergine d'oliva e tenete da parte. Nella stessa padella con l'olio ancora caldo, mettete uno spicchio di aglio, qualche filetto d'alice ed infine aggiungete i pomodori tagliati grossolanamente, portando a cottura il sughetto. Rimettete tutto insieme in padella, peperoni, melanzane, olive snocciolate, capperi ed una foglia di basilico. Fate cuocere ancora pochi minuti ed il piatto è pronto! Ah, dimenticavo... per il sale vi dovete regolare con il vostro gusto, assaggiate e mettetene quanto vi pare...



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mercoledì 17 giugno 2009

Cambio di look...ma chi me l'ha fatta fare?!


Vabbè sono un'imbranata, su questo non si discute... Ieri sera smanettando, smanettando, devo aver combinato qualche guaio, nel blog non funzionava più niente...mannaggia a me!
Dopo una nottata infernale, stamattina con piglio decisionista, sprezzante del pericolo, ho cambiato tutto
Adesso dovrei mettere un po' in ordine, aggiustare le foto ed i caratteri, ma oramai è ora e me ne vado a cucinare...

martedì 16 giugno 2009

Per fare un buon pane serve la "giusta" umidità


E'stato tremendo... sono distrutta!!! Si è rotto un tubo dello scaldabagno ed ha cominciato a schizzare acqua tipo erogatore da giardino!!! Abbiamo indossato i costumi da bagno, pinne ed occhiali... Meno male che il "mio amore", mosso a compassione è andato a chiamare di corsa l'idraulico...

Comunque i panini sono venuti veramente buoni!!!

Si, si, li ho fatti anche io!!! Con 'sta mania del pane fatto in casa mi avete contagiato!!! Anche se non sono bellissimi come i vostri sono venuti buonissimi.Mi è piaciuto moltissimo farli... mi sono divertita e non essendo affatto sicura del risultato che potevo ottenere ne sono rimasta piacevolmente sorpresa. Li ho modellati con il sistema delle pieghe del secondo tipo di Adriano, illustrato da Virginia... Devo prendere la mano... eliminando un po' di bozzetti, cercando anche di farli belli tondi.

Ah, dimenticavo, non avendo strutto l'ho sostituito con un po'di burro e come al mio solito non ho pesato niente... ho fatto tutto a "occhio"

La prossima volta sarò più attenta all'estetica... in fondo questa era solo una prova e non immaginavo di essere capace di un risultato così buono!

Un grandissimo grazie a Paoletta per questa ricetta magica!!!

Panini semi dolci da buffet di Paoletta

Ingredienti:
250 gr di farina 00
250 gr di manitoba
8 gr lievito di birra fresco
3 tuorli
60 gr struttolio (oppure 50 gr di strutto e 10 gr di olio evo)
30 gr di zucchero
10 gr sale
1 cucchiaino di malto (in mancanza 1 cucchiaino di miele)
270 gr di latte latte

1 uovo per la spennellatura finale

Procedimento:
Intiepidire il latte e scioglievi dentro il lievito e il malto (in mancanza di questo miele). Lasciar riposare 10 minuti, e nel frattempo setacciare insieme le due farine.
Mettere la farina in una ciotola, versarvi il latte gradatamente e far assorbire. Aggiungere lo zucchero, il sale, i tuorli uno alla volta e infine lo strutto e l'olio. Impastare bene a mano o nella mdp.
Far lievitare 40/50 minuti l'impasto (nella mdp bastano 40 minuti) trasferire tutto in una ciotola, coprire bene con pellicola e mettere in frigo per 4 ore.
Togliere dal frigo, far riposare a temperatura ambiente 1 ora. A questo punto sgonfiare poco l'impasto, ma senza maneggiarlo troppo, fare pezzature da 35 gr. l'una, formare i panini e poggiarli su una teglia ricoperta di carta forno.

Pennellare con l'uovo battuto, lasciar lievitare un'ora. Poi pennellare di nuovo prima di infornare a 180°/190° per circa 25 minuti.


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lunedì 15 giugno 2009

Chi l'ha detto che il riso fa buon sangue? Insalata di riso

Non lasciatevi trarre in inganno dalla foto, non è uno sformatino, non è un risotto, non è neppure un supplì riuscito male e spatasciato nel piatto... è una semplicissima insalata di riso.
Con questo caldo, considerando che a casa mia in questi giorni non ci sono orari fissi per il pranzo, ho messo in tavola la mia insalata di riso. Ne ho tenuto da parte qualche cucchiaiata per la foto- non l'avessi mai fatto- e l'abbiamo mangiata in grazia di Dio.
Mentre la mia famigliola si godeva la meritata "pennica" post prandiale, mi sono messa all'opera per preparare il piatto da fotografare...
Per chi non lo sapesse, essendo totalmente incapace di adoperare la digitale, mi affido alla abilità indiscussa di mia figlia Simona, tanto brava a fotografare quanto incompetente in cucina.
Bene, non la tiro in lungo... approfittando del fatto che stavo preparando il caffè per il mio "principe azzurro", Simona ha "ac-coppato" l'insalata di riso, nel senso che ci ha messo sopra una coppetta capovolta per renderla secondo lei, più bella da vedere...
Ho cominciato a strillare - ma come ti è saltato in mente? Così, sembra una mestolata di risotto in bianco! Nell' insalata di riso si devono vedere i chicchi ben sgranati, i vari ingredienti!- ormai il danno era fatto, col sangue amaro ho abbozzato. Che pazienza che ci vuole con 'sti figli...
Nell'insalata di riso "ammodomio" ci sono dei passaggi fondamentali.



  1. Preparo in anticipo gli ingredienti in una ciotola grande che deve andare subito in frigo a raffreddare
  2. Oltre ai consueti sottaceti, sottoli, tonno, eccetera... ci aggiungo carota e sedano crudi e grattugiati.
  3. Il riso deve essere cotto al dente. Scegliete il tipo che vi pare, ma per carità a chicco grande e che tenga bene la cottura...
  4. Non risciacquo mai il riso appena cotto sotto l'acqua corrente per farlo raffreddare. Lo scolo bene e lo mescolo subito agli altri ingredienti ben freddi. Lo choc termico ferma la cottura ugualmente senza togliere il sapore.
  5. L'olio, deve essere di quello buono, buono. Naturalmente uso il mio olio pugliese extra vergine... anche quello dei carciofini o delle melanzane sott'olio fatte da me.
  6. Per accontentare tutti i gusti, aggiungo 2 cucchiai di maionese ed mezza cipolla rossa di Acquaviva tagliata sottile, sottile.
In ogni caso, aggiungete tutti gli ingredienti che vi piacciono, lasciatevi trasportare dalla vostra fantasia e dal vostro gusto, anche perché mai come in questo caso è appropriato il famoso detto "quello che metti trovi"...



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giovedì 11 giugno 2009

Sono fatta così, al sushi preferisco il "crudo"



Perché gli uomini, nella specie i mariti, quando cerchi di rintracciarli hanno sempre il cellulare spento? Perché quando li preghi di essere puntuali ricevono all'ultimo minuto una telefonata importantissima che li fa arrivare irrimediabilmente in ritardo?
E così la sera del mio compleanno è andata a finire che ci siamo trovati a vagare nella "movida" barese.. ristoranti stracolmi e parcheggi inesistenti! L'ultima chance era provare al ristorante giapponese all'ultima moda ( ma de ché?!), dove servono il sushi. Mi sono rifiutata, il pesce crudo giapponese in una città di mare dove "il crudo" è un'istituzione, no... proprio no, è una vera aberrazione!
Per fortuna alla fine abbiamo scovato un posticino delizioso sul molo, con splendido panorama "incorporato" dove ho mangiato il miglior piatto di cavatelli con i frutti di mare mai assaggiato in vita mia e per di più cucinato da uno chef algerino... E la torta con le candeline? Avrei voluto farmi la Pavlova, la mia torta preferita...In realtà ci ho ripensato, perché far sapere a tutti quanto sono invecchiata? Quindi niente torta ma soprattutto niente candeline, in fondo le signore ammodo di una volta non dicevano mai la loro età e la Pavlova me la posso fare quando mi pare!

La Pavlova "ammodomio"


Amo da sempre la danza classica, la meringa mi piace da impazzire... la Pavlova, la torta dedicata da un cuoco australiano alla grande ballerina russa non poteva non essere la mia preferita!
Anna Pavlovna Pavlova, dall' aspetto delicato ed eterea, perfetta per ruoli romantici fu in assoluta la ballerina più famosa degli inizi del XX secolo.Godetevi questo commovente filmato d'epoca trovato su youtube ... poi vi racconto come ho realizzato la mia Pavlova.


Dopo aver studiato e sperimentato varie ricette ed essermi fatta una culturaGeeked sulla meringa svizzera, italiana e francese, l'ho realizzata con la:

Meringa di OrnellaBig Smile

3 albumi (uova di media grandezza), qualche goccia di limone, 125 gr. di zucchero a velo oppure pari quantità di zucchero Zefiro ( anche un pochino in più, "circa" 8 cucchiai); montare con lo sbattitore elettrico fino a che il composto non risulti molto sodo, aggiungere a mano, con delicatezza mescolando dal basso verso l'alto, altri 125 gr. di zucchero a velo setacciati insieme ad un cucchino colmo di Frumina( amalgamare bene) . Cottura: 80°- forno statico per un'ora. Lasciare le meringhe tutta la notte nel forno spento.

Mentre procedevo, la sac a poche si è forataBig Smile... allora per evitare crolli e collassi, ho distribuito l'impasto rimasto col cucchiaio, formando singole meringhe. Ho farcito con crema "chantilly" ed "incollato"Big Smile le meringhette sulla base concava con l'aiuto della panna montata. Insomma, pur non essendo una vera Pavlova, l'aspetto è risultato gradevole e il sapore... chevelodicoaffà... sublime! Stick out tongue


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martedì 9 giugno 2009

"Apprezzescion" a go go

Con grande piacere ritiro i premi ricevuti da Rosetta e da Maria Luisa e li giro subito, subito, a Bianca ed a Maurina. Grazie ragazze, siete affettuosissimeeee...
[pemi+selinho_do_anjinho_da_amizade.png] [Garfield_award1.jpg]

Ricetta semplice, semplice, per i tempi di crisi

In questo periodo di campagna elettorale ce ne hanno propinate di tutti i colori... "chi la vuole cotta e chi la vuole cruda", aumentando inevitabilmente la confusione ed il disagio. Credo che molti cittadini italiani, di entrambi gli schieramenti, siano andati a votare turandosi il naso, unicamente per esercitare un diritto/dovere sancito dalla Costituzione, sapendo benissimo che poco o nulla cambierà.Pessimismo cosmico di una ultra cinquantenne?
No amici miei, visione realistica dettata dall'esperienza, contrapposta ad un ottimismo globale forse un po' fuori luogo...
Allora, rimbocchiamoci le maniche e facciamo da soli, nel nostro micro cosmo, a cominciare dalla nostra cucina!La mia ricetta anti crisi è semplicissima: si mettono insieme con un po' di fantasia gli ingredienti "poveri" che ciascuno ha in casa propria. Niente dosi of course, dipende tutto da quante bocche avete da sfamare.



INVOLTINO "VEGETARIANO"

Ingredienti:


  • zucchine
  • mollica di pane
  • parmigiano
  • pangrattato
  • 1 uovo
  • olio extravergine d’oliva
  • prezzemolo
  • aglio
  • pepe
  • sale q.b.
Ho affettato le zucchine con la mandolina e le ho salate. Il ripieno l'ho preparato con mollica di pane ammollata e strizzata, un uovo, parmigiano grattugiato, pangrattato, sale, aglio e prezzemolo. Ho messo in teglia, irrorato con poco olio e.v.o., una spolverata di pangrattato e di pepe, infine a gratinare in forno a 200° per poco tempo.
Tutto qui!!!


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sabato 6 giugno 2009

Eretico, sovversivo o rivoluzionario... si semb 'nu Babbà


“Mamma' è ‘a primma parulella

ca riuscimmo a pronunzià.

Ma ‘a siconna è assai chiù bella;

Papà, babbo? No: babà.

‘O babà nasce polacco,

nuje l’avimme migliorate.

Sì, ce piaceno ‘nu sacco

chisti dolce lievitate

inzuppate dint’o rrumme,

fatte a form’e fungetiello.

I che gusto, e che prufumme!"

Né babà, quanto si’ bello!



Babà allo sciroppo di fragole e crema chantilly


Ai dolci della tradizione ci si accosta sempre con molto rispetto e se per le dosi degli ingredienti è praticamente impossibile per me essere precisa -vado ad occhio da sempre- i procedimenti tendo a rispettarli.
Ricordo ancora di aver assistito tanti anni fa, alla nascita di un meraviglioso babà, impastato a mano da un maestro pasticciere napoletano trapiantato a Boston, seguendo il procedimento canonico... ci volle una giornata intera e queste sono esperienze mistiche che non si possono dimenticare!
Avete mai provato a farli? Sembrano creature viventi crescono a vista d'occhio, negli stampi, nel forno e persino nella "bagna"... una volta belli e pronti nel piatto vi "parlano" e se non li aggredite subito con la forchettina... rischiate di esserne aggrediti! :))
La ricetta "sovversiva" dei babà eretici di Paoletta e Tinuccia però, mi ha colpito subito...
Infatti, mi piace sperimentare, mi diverte riuscire ad ottenere un buon risultato pur non rispettando le regole, anche senza pesare nulla, pur senza avere gli attrezzi adatti... la mia natura di anticonformista e "rivoluzionaria" a volte mi prende all'improvviso... anche in cucina!
E così complice un fine settimana noioso -mio marito si era preparato ad un week-end di tutto riposo, di quelli.... letto, poltrona, pc e tv- ho deciso di fare i babà per la cui ricetta vi rimando ad Anice&Cannella ed a Mollica di Pane
Sebbene Paoletta abbia affermato che è una ricetta da fare "di corsa", tra il dire ed il fare ...
Mi sono preparata ugualmente a tempi lunghi necessari, indossando la mia tenuta da maratona culinaria: tuta; maglietta con la gigantesca scritta "ORNELLA"; bandana; maxi grembiule.
Invece questa ricetta mi ha piacevolmente sorpreso, alle 21 ho impastato 'sti babà, imbracciando il mio fido Mulinex vecchio di 30 anni, li ho messi nelle formine da créme caramel di alluminio ben imburrate-mai posseduti gli appositi stampini- ed alle 23 erano in forno...insomma, veloci davvero non c'è che dire!!! Sovvertendo tutte le regole del procedimento classico con un impasto diretto, senza doppia lievitazione, con il burro usato come primo ingrediente insieme al lievito ed allo zucchero, questa ricetta è stata una vera rivelazione!!!
Napoletani veraci vi prego, abbiate pietà, non vi scandalizzate, ma a casa mia sono piaciuti moltissimo e vi assicuro che con tutto il rispetto per le ricette tradizionali, questi sono facili, buonissimi e veloci sul serio.
Se sono venuti così bene anche a me... possono farli tutti.



Babà al limoncello con chantilly, panna ed amarene sciroppate

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giovedì 4 giugno 2009

Un giochino impegnativo

Sabrina, mi ha consegnato una "patata bollente", devo descrivermi in 7 punti e girare a mia volta a 7 blogger lo stesso giochino... Allora comincio e per non essere banale, con un pizzico di auto-ironia, vi elenco i miei 7 difetti caratteristici:
  • Sono una Gemelli con ascendente in Gemelli, con tutte le contraddizioni del caso
  • Sono disordinatissima, con l'alibi che il disordine è sintomo di genialità
  • A volte inconcludente, comincio cento cose e ne porto a termine pochissime
  • La precisione in ogni senso non fa per me
  • Sanguigna e passionale, sono buona e cara ma se mi pestano i piedi reagisco "a muso duro"
  • Diffidente. Ebbene si, ho imparato a mie spese che "fidarsi è bene, non fidarsi è meglio"
  • Temeraria -qui ci sta bene il paracadute di Rosy- mi lancio nelle imprese più disparate "sprezzante del pericolo" e chevelodicoaffà... senza paracadute





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La patata mi scotta tra le dita e senza por tempo in mezzo, la consegno immantinente a Virginia ed a Paoletta, fresche vincitrici del grembiule del Cavoletto.
A Rosetta, Michela, Marta, Germana e Lauretta! Vi voglio bene... ahahahah...

martedì 2 giugno 2009

La "ladra" di brioscine

No, non è il titolo del nuovo romanzo di Camilleri ma il racconto del fine settimana appena trascorso.
Venerdì sera mi arriva una mail:"Ornè, vedi un po' qui..." Clicco immediatamente sul link e che ti trovo? La foto delle mie brioscine, che fanno bella mostra di sé in un forum dove non le ho mai pubblicate. Ri-clicco e... mi si apre una ricetta postata da tale Horusina(?) che non aveva niente a che spartire con la foto e la ricetta originale. La spudorata per di più aggiunge che:" le sue - moooooolto meno laboriose, consentitemelo- vengono uguali uguali alla ricettina di Ornella".
A prescindere dal fatto che quando leggo il vocabolo"ricettina" mi si drizzano sempre i capelli in testa, ma voi ve lo ricordate quanto e in quante abbiamo lavorato su quella ricetta del maestro Cafiero, quasi in contemporanea ed in diretta nel forum di Cucina Italiana, facendo un sacco di confusione? La mia levataccia all'alba, l'ansia per la riuscita...manco avessi dovuto prepare la colazione per la regina Elisabetta e chi se lo scorda!
Beh, sinceramente m'è saltata la mosca al naso...
Ho scritto alla Redazione chiedendo l'immediata rimozione della foto, anche perché le fotografie che io pubblico escono direttamente dalla mia cucina e per convincere mia figlia a scattarle ci metto del bello e del buono, la lusingo in mille modi, 'na faticaccia... non mi piace proprio che vaghino sole, solette nel web. Un'avvertenza per i malintenzionati: le foto sono tutte coperte da copyright.
Non tenendo conto che non si trattava di giornate lavorative, ho continuato l'estenuante scambio di mail fino a lunedì, quando alle 14 in punto, come mi era stato promesso, finalmente la foto è stata rimossa.
" Niente di nuovo sotto il sole" direte voi ed invece... pur non avendo scoperto chi si cela dietro il nick di Horusina,-grrrrrr, la strozzerei- ho avuto modo di apprezzare chi "impersona" questa Redazione: una bella ragazza bionda, diretta e leale!
Stavolta l'ho fatta lunga davvero, eccovi ricetta e foto così come le avevo gia postate sul sito de "La Cucina Italiana"!
P.S. Come il commissario Montalbano ho svolto un po' di indagini: la "meschina" dice di chiamarsi Francesca, di vivere a Bolzano e di essere di origine siciliana. Passi per il nome, passi per la città di residenza ma all'origine siciliana credo poco... I siciliani sono leali e lei la lealtà non sa neppure dove sta di casa!
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Premetto che la pasta brioche è sempre stata una mia passione, ho provato tante ricette... e questa mi sembra la migliore in assoluto per cui ringrazio infinitamente Anna Luisa e Paoletta che mi hanno aiutato a realizzarla al meglio.
Sono partita dalla ricetta di Cafiero, pubblicata da Anna Luisa, utilizzando "grosso modo"dosi e procedimento consigliato da Paoletta.

Brioche e trecce di Cafiero (in neretto le modifiche)
Ingredienti:

250 gr di farina manitoba
250 gr di farina 00
100 gr di burro
100 gr di zucchero
100 ml di latte
3 uova + 1 per lucidare

3/4 di bustina lievito di birra liofilizzato
1 cucchiaino di miele

un pizzico di sale
una bustina di vanillina

Poca scorza grattugiata d' arancia (profumatissima)



Impastare bene 250 gr di farina precedentemente setacciata con 2 uova, lo zucchero, il sale ed il lievito sciolto in 2 due dita di acqua con il miele.



Lasciare lievitare 30 minuti mettere nell'impastatrice ( ho usato un vecchissimo modello perfettamente funzionante) ed aggiungere gli altri 250 gr di farina, 1 uovo, il latte, e gli aromi e impastare per circa 10'. Aggiungere per ultimo il burro a pezzetti e lasciare impastare ancora circa 10/15' fino a incordatura completa.
Trasferire in una ciotola spolverata di farina, fare un taglio a croce, coprire a campana e lasciare lievitare per 40/50 minuti nel forno spento.
Riprendere ora l'impasto, coprirlo con un piatto, avvolgere tutto in un sacchetto di nylon e porre in frigo sul ripiano di mezzo per tutta la notte.
La mattina dopo l'impasto si presenterà consistente e lievitato, lasciarlo riposare per 1 ora sulla spianatoia leggermente infarinata, coperto da un canovaccio.
Ho diviso l'impasto, 2/3 per le brioches col tuppo ed 1/3 per i cornetti. Per le brioscine, ho prima fatto le pieghe del secondo tipo di Adriano, mentre per i cornetti un giro di quelle del primo tipo, ho lasciato riposare ancora per 25/30 minuti.
Per la formatura ho proceduto come spiega benissimo Paoletta per un'altra ricetta nel suo Blog Anice & Cannella a cui vi rimando(trovere anche le spiegazioni e le foto per le pieghe di Adriano) . Ho ottenuto così 13 piccole brioches e 8 cornetti farciti con 1 cucchiaino di Nutella.



Ho spennellato con l'uovo battuto (intero) insieme ad 1 cucchiaio di latte e lasciato raddoppiare. Dopo un'oretta, ho spennellato di nuovo ed infornato a 180° in forno statico per circa 18 minuti.
Il risultato lo vedete... secondo me è stato eccellente!!!

Buona settimana a tutti,
Ornella



P.S. : Se volete saperne di più... andate a leggervi il lunghissimo 3D QUI.

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