lunedì 30 luglio 2012

Pitta di patate salentina (la ricetta originale)

La cucina italiana  di tradizione è un tesoro inestimabile e come tale, va custodita con saggezza... naturalmente la cucina pugliese non fa eccezione! ^_^


Quante volte da queste pagine mi sono lamentata del fatto che chiunque si senta in diritto di stravolgere la nostra tradizione culinaria? Vi ricordate le Orecchiette e cime di rapa o gli Spaghetti con le cozze alla tarantina, solo per fare due esempi eclatanti? E la mia battaglia, condivisa da tanti, per salvaguardare la cucina italiana di tradizione dallo scempio che ne fanno in TV? 
Se è lecito, e in certo senso doveroso, tutelarere le varianti tramandate per generazioni in ogni città, in ciascun paese, nel singolo nucleo familiare, non si può restare impassibili di fronte  allo scempio di una ricetta della nostra terra! A noi pugliesi veraci - emmò ve lo dico una volta per tutte  con estrema chiarezza - ci salta letteralmente la mosca al naso! :D
 Ci sentiamo depredati della nostra storia, della nostra cultura, delle nostre origini, legate al cibo in maniera indissolubile.  Vi pare poco?
Insomma, quello che intendo dire è che, nell'accostarsi alla cucina tradizionale, qualunque essa sia, dalla più celebrata e ricca, a quella umile, contadina e povera, ci vuole rispetto, SEMPRE! 
E proprio per una sorta di timore reverenziale, originaria di una provincia jonico-salentina, non mi ero mai avvicinata alla Pitta te patate salentina, pur avendola gustata tante volte con grande piacere. 
Ma la ricetta, quella vera intendo, non i mille maldestri tentativi di imitazione che circolano in rete, chi me la poteva dare? Finalmente l'ho trovata Qui !!!
Le origini, la  storia, le foto passo passo della Pitta te Patate salentina o-ri-gi-na-le sono da lei nel suo blog, trascritte in un post da dieci e lode! Se amate la buona, vera, cucina italiana, non perdetevelo!!!!!!! 
Superfluo aggiungere che la Pitta di patate - non chiamatela gattò di patate!!!!!!! - è di una bontà STRA-TO-SFE-RI-CA, adattissima a essere servita appena tiepida o fredda, nelle cene d'Estate.
Piccola variante consentita, suggeritami da Maria Concetta - una cara amica leccese - consiste nell'aggiungere all'impasto di patate, un cucchiaino da té di ricotta forte, detta Ricotta Askùante. Per chi ama i sapori decisi, è il tocco da gourmet. Io però non l'ho usata. ^_^







Pitta di patate salentina (di Lucia)


PITTA

1 kg di patate a pasta gialla
500 gr di cipolle dorate
400 gr di polpa di pomodoro fresca (meglio di pomodori San Marzano)
200 gr di pecorino salentino ben stagionato
1 uovo grande
un pugno di pane grattugiato
mentuccia
una manciata di olive salentine in salamoia
1 cucchiaio di capperi sott'aceto
sale e olio extravergine di oliva q.b.
1 cucchiaino da té di ricotta forte (facoltativo)



Lavate le patate, mettetele in una pentola, copritele di acqua fredda  e fatele cuocere per circa un'ora. Pelatele e passatele finché sono ancora calde, poi lasciatele raffreddare. Nel frattempo preparate il sughetto. Affettate sottilmente le cipolle e fatele dorare in padella assieme ad una dose generosa di ottimo olio extravergine di oliva (preferibilmente del Salento). Dopo una decina di minuti (occhio: le cipolle non devono assolutamente bruciare! Tenete quindi la fiamma al minimo e, se occorre, bagnate il soffritto con un goccino di acqua calda) unite la polpa di pomodoro ed un pizzichino di sale e continuate la cottura fino a restringimento del sughetto. Poco prima di levarla dal fuoco gettate in padella capperi e olive (snocciolate, se non volete immolare un dente alla sacra pitta). Quando sugo e patate saranno ben freddi, potrete iniziare a "comporre" la vostra pitta. Alle patate precedentemente passate aggiungete l'uovo intero, il formaggio, poco sale, un paio di cucchiai del sughetto preparato (serviranno a dare un bel colore) e qualche fogliolina di mentuccia spezzettata. Impastate il tutto senza indugiare (ricordate che non state facendo un puré!). Ungete d'olio un tegame antiaderente e stendetevi sul fondo la metà dell'impasto in uno strato non troppo alto, sul quale verserete la cipollata. Coprite con un altro strato di patate (un trucchetto per eseguire quest'operazione al meglio: bagnatevi le mani!), poi ungete la superficie di olio e completate con una bella spolverata di pane grattugiato. Infornate a 200 gradi fino a doratura.


4


  Anche se siamo in vacanza da un po', abbiamo già programmato qualche post, quindi tornate a trovarci! ^_^  Comunque ci rivediamo per la ricetta di Agosto del Calendario Ammodomio...  Vi ricordo che avete tempo fino a stasera per partecipare.  

Buona settimana a tutti,

Ornella

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giovedì 26 luglio 2012

Inviata speciale per Scatti di gusto

E' da quando Eataly ha aperto i battenti a Roma che ci pensavo... Ma a Bari, quando?


Dopo la conferenza stampa del Dicembre scorso e il conseguente strombazzamento di numeri, in nuovi posti di lavoro e cifre a sei zeri come introiti  mensili previsti, volevo capire a che punto stessero i lavori per l’apertura del  paradiso del food più trendy del momento, prevista per il
prossimo Settembre.





Così, travestita da turista tedesca curiosa, con camicione a fiori e infradito :D,  armata di compattina, rinunciando a una giornata di mare, sono partita in missione segreta per Scatti di gusto (cliccando sul link, troverete l'articolo)

Vi lascio le foto che ho scattato sia dall'esterno che dall'interno dell'area di 8.000 mq della Fiera del Levante dove avrà sede di Eataly. Le immagini parlano da sole...


Ingresso monumentale



Torre di destra


Torre di sinistra



Il panorama di fronte a Eataly di Bari




Dall'interno




Gli unici operai al lavoro


Settembre è alle porte... A giudicare da quello che ho visto, mi sa che a Bari dovremo aspettare ancora un bel po' prima di godere delle eccellenze gastronomiche "Eataliane". ;)))



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lunedì 23 luglio 2012

Melanzane col finocchietto selvatico

Decisamente non ho il pollice verde...
Le piantine aromatiche  sul mio balcone però, non mancano mai, soprattutto il basilico che sopravvive anche d'inverno, e pure il rosmarino, l'erba cipollina, la mentuccia...
Quest'anno avevo coltivato un orticello di tutto rispetto, alle solite piantine avevo aggiunto un rigoglioso prezzemolo, un profumatissimo origano e ... udite udite... tante belle piantine di finocchietto selvatico.


Melanzane col finocchietto

Al finocchietto ci tenevo davvero tantissimo perché la mia adorata Ruli, amica carissima del forum de La Cucina Italiana, mi aveva spedito da Trieste i semi della sua pianta quasi centenaria. Dopo averlo curato amorevolmente, è stato stroncato dal caldo assurdo di questi ultimi giorni! :((
Unici superstiti, sopravvissuti alla calura estiva, sono rimasti il basilico e il rosmarino. 
Ma voi pensate che io mi possa arrendere così facilmente? Ho già ripiantato l'erba cipollina e l'origano e oggi, approfittando del fresco, metto a dimora gli ultimi semi di finocchietto  inviatimi da Ruli. Hai visto mai che rispuntino le  adorate piantine più belle di prima? Speriamooooooooooooo..............
Intanto vi lascio una non ricetta, a cui il finocchietto fresco aveva dato un tocco davvero straordinario.

Melanzane col finocchietto selvatico


Melanzane col finocchietto

Melanzane
olio extravergine per friggere
aglio
finocchietto
sale 

Affettate e melanzane il più sottili possibile, dal lato lungo; friggetele in olio  ben caldo; conditele con sale, aglio e finocchietto selvatico, deponendole a strati in un piatto da portata o in singole ciotoline individuali. Lasciatele insaporire per qualche ora e servitele come antipasto o contorno per piatti di carne o pesce.


Melanzane con aglio e finocchiettp

Buon  settimana,

Ornella



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giovedì 19 luglio 2012

Caffè in ghiaccio o espresso al ghiaccio e caffè shakerato al latte di mandorla

Che ogni ricetta abbia una sua storia è risaputo...
 Importante, secondo me, è comprenderne l'essenza, studiandone i segreti, anche  quelli che sembrano banali e scontati.
Lo sapranno sicuramente molto bene tutti coloro che, tornati a casa dopo una vacanza in Salento, hanno tentato di replicare il celebre Caffè in ghiaccio salentino e si sono ritrovati a bere una vera ciofeca, che altro non era se non un caffè annacquato!:D 
 Ma andiamo alle origini...
 Chi ebbe la geniale idea di mescolare caffè bollente a pezzi di ghiaccio e successivamente di addolcirlo col latte di mandorla al posto del comune zucchero semolato?
 Ai primi degli anni '50 un pittore e decoratore leccese, certo Antonio Quarta, realizzò il suo sogno di aprire un piccolo bar nel centro cittadino... Egli oltre a studiare nuove miscele di caffè, possedeva una piccola fabbrica di ghiaccio, necessario all'epoca per la conservazione dei cibi nelle ghiacciaie.  Racconta il nipote Antonio junior, attuale deus ex machina della torrefazione Quarta caffè, una delle più note e rinomate della Puglia: “Occorreva una bevanda che svolgesse due funzioni: quella di tonificare e quella di attenuare la sete delle lunghe estati salentine. Si usava anche allora il caffè freddo, quello che si faceva e che si fa tuttora in grande quantità e si versa in una bottiglia da conservare in frigo. Ma mio nonno si accorse che durante il giorno quel caffè si irrancidiva e che comunque perdeva la fragranza iniziale. Fu così, allora, che ideò la sua ricetta: faceva il caffè normalmente, lo zuccherava e poi lo versava ancora bollente in un bicchiere dove aveva messo in precedenza alcuni pezzi di ghiaccio staccati con il punteruolo dai grandi blocchi che egli stesso produceva in una sua fabbrichetta. E fu un successo.”
Vi chiederete a questo punto, cosa ci sia di tanto straordinario nel mettere ghiaccio nel caffè... Beh, se non conoscete le giuste proporzioni, se non adottate gli accorgimenti necessari, se non procedete nel modo corretto, il caffè al ghiaccio non sarà mai simile a quello gustato in Puglia e neppure un suo lontano ricordo!


Caffè  salentino al ghiaccio

Cosa dovete fare, quindi? Innanzitutto bisogna adoperare un ottima miscela di caffè; zuccherarlo prima di mescolarlo al ghiaccio, altrimenti lo zuccherò non si scioglierà completamente; sarà poi necessario tanto ghiaccio pari a circa 2/3 del volume del bicchiere  che si userà, su una tazzina di caffè espresso, che sarà circa 1/3. Quindi, di regola, grosso modo, le proporzioni non dovrebbero andare molto al di sotto di:2/3 di ghiaccio; 1/3 di caffè; zucchero a piacere, tenendo comunque conto che occorrerà dolcificare il caffè con una quantità doppia di zucchero rispetto al solito. Insomma, se generalmente nel vostro caffè ci mettete un cucchiaino di zucchero, in quello al ghiaccio ce ne vogliono minimo due.
E' fondamentale usare un bicchiere di vetro dal fondo spesso, in cui, dopo aver sistemato il ghiaccio, dovremo mettere un cucchiaino metallico. Proprio sul cucchiaino, e non sui cubetti di ghiaccio, cercheremo di versare il caffè caldo. Se non adotteremo questo semplice accorgimento, rischieremo di rompere il bicchiere...  A quanti è già accaduto? :D
Ma quale fu l'altra idea straordinaria che  ancor oggi si può gustare all'antico Caffè Avio di proprietà della famiglia Quarta? Sostituire lo zucchero con un dito di sciroppo di latte di mandorla, che, al contrario dello zucchero,  può essere versato direttamente nel bicchiere, prima del ghiaccio e del caffè amaro. 
Potevo, secondo voi, non farne una versione Ammodomio? Eccovi il mio caffè shakerato al latte di mandorla...


Caffè shakerato al latte di mandorla


Caffè shakerato al latte di mandorla

Ingredienti (per 2-4 bicchieri):


200-250 gr  di ghiaccio
125  ml di caffè appena fatto (pari a circa 3-4 tazzine di caffè ristretto)
80 ml di sciroppo di latte di mandorla


In una bottiglia dall'imboccatura larga - io uso una di quelle per la passata di pomodoro da 700 ml - versate lo sciroppo di mandorla, il ghiaccio (tenuto a sgocciolare in un colino finché non è pronto il caffè) e subito dopo il caffè bollente, appena fatto. Chiudete la bottiglia col suo tappo, agitatela ben bene e servite subito. Se non vi piace trovare i pezzetti di ghiaccio, dovrete filtrare la bevanda con un colino a maglie strette.
Se lo provate, fatemi sapere cosa ne pensate...




Lu mare, lu sole, lu jentu... lu Salento


Alla prossima,

 Ornella



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lunedì 16 luglio 2012

Gelato al bacio (senza gelatiera) con la mia crema inglese alla panna

Che  la base  di un buon gelato casalingo, con o senza gelatiera, sia generalmente una crema inglese, fatta con  tuorli, zucchero e latte, variamente aromatizzata e mescolata a panna montata, suppongo lo sappiate tutti... Qualcuno aggiunge una punta di maizena o di carragenina come addensante, io no. ^_^ 
Ma ditemi un po', avete mai provato a preparare una Crema Inglese con le uova intere e la panna fresca al posto del latte? L'idea mi frullava in testa da quando avevo provato questa qui... E così mi sono sacrificata per voi ;)) e l'ho sperimentata per fare da base al mio gelato al bacio senza gelatiera... che quella, la gelatiera intendo, non entrerà  nel mio corredo di caccavelle neppure per quest'anno. :((( Dove la metto? Impossibile trovarle un posto degno nella mia piccola cucina, è proprio inutile pensarci! 
La mia Crema Inglese alla panna però, è stata una vera sorprendente scoperta:  delicata, morbida, vellutata, liscia, densa al punto giusto.  Penso proprio che la userò in diverse preparazioni, tanto mi è piaciuta. Se non ci avete mai provato, ve la consiglio "caldamente"! ^_________^

Gelato al bacio (senza gelatiera)

GELATO AL BACIO SENZA GELATIERA

Per la mia crema inglese al cioccolato e nocciola:
250 ml di panna fresca
2 uova
100 gr di zucchero
100 gr di cioccolato fondente al 70%
2 cucchiai colmi di pasta di nocciole come questa oppure di nutella

Per completare il gelato:
250 ml di panna fresca
2 cucchiai di zucchero
50 gr di nocciole tostate


 In un tegame con il manico, montate con una frusta le uova intere con lo zucchero, fino a che non diventeranno chiare e spumose, e nel frattempo, scaldate la panna, portandola a bollore. Al composto di uova e zucchero, aggiungete quindi, la panna a filo, mescolando bene. Ponete il tegame sul fornello a fuoco basso, continuando a girare con un cucchiaio di legno, fino a che  il composto comincerà a "fremere" e velerà il cucchiaio. A questo punto togliete subito il tegame dal fuoco - la Crema Inglese non deve mai bollire, né cuocere ulteriormente - e aggiungete il cioccolato, continuando a mescolare velocemente fino a che non si sarà sciolto completamente. Metteteci anche i due cucchiai di pasta di nocciole o in mancanza di nutella e lasciate freddare a temperatura ambiente, dopo aver dato un'ultima vigorosa mescolata con una frusta a mano. Con questi pochi passaggi la crema risulterà morbidissima, liscia e  vellutata, senza grumi di alcun tipo.
Montate la panna con lo zucchero e tritate grossolanamente metà delle nocciole. Mescolate quindi la panna montata alla crema (fredda), delicatamente, con il solito movimento dal basso verso l'alto per non farla smontare, usando sempre il mestolo di legno. 
Ponete tutto in congelatore per un paio d'ore, andate a rimescolare, quindi completate  il gelato con granella di nocciole e nocciole intere. Tenete ancora in freezer per qualche ora8 3-4 sono più che sufficienti) e poi... gustatevi il vostro Gelato al Bacio...
Chevelodicoaffà? MMMMMMMMMMMMMMMMMMMM... Co' 'sto caldo, 'na goduria immensa!!!! *_*

 Buonissima settimana a tutti,

Ornella

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venerdì 13 luglio 2012

Bolo gelado al limone

Vi ricordate la ricetta dell'autentico Bolo Gelado che l'anno scorso postò Paola?
Beh, secondo voi, potevo non farne una versione Ammodomio? Per onestà vi debbo dire che ho seguito alla lettera la ricetta, pesando tutti gli ingredienti, sostituendo il succo di limone a quello d'arancia e aumentando di poco lo zucchero. Ma per la bagna? Sono andata letteralmente a occhio!!!!! ^_^



Vi confesso che qui a casa mia, nessuno ha voluto resistere all'assaggio, per cui, cucchiaino dopo cucchiaino, di dolce per la foto  ne è rimasto ben poco... 
Non potevo certo aspettare di rifarlo per raccontarvi quant'è buono, fresco, goloso, ottimo in questi giorni di gran caldo, e allora ve lo mostro esattamente  così come ho servito gli ultimi pezzetti avanzati, accompagnati da un cucchiaio di gelato al limone, una amarena sciroppata e una fettina di limone zuccherata. Ne è scaturito un dessert di tutto rispetto... buono, buono, buonoooooooooooooooooooooo....

Bolo Gelado al limone




 Per la base:

(tazza brasiliana pari a 200ml)

4 uova medie

2 e poco più tazze di zucchero (400g)
3 tazze di farina (400g)
1 tazza di succo di limone fresco (200ml) potete anche dimezzare il succo di limone e diluirlo con acqua
1/2 tazza di olio (100ml)

2 cucchiaini di lievito per dolci

Vaniglia

poco burro per uno stampo da 2 litri (circa)

Per la bagna*:
400 ml di panna fresca (circa)
400 ml di sciroppo al limone (circa)

Per decorare:
farina di cocco reidratata*
ciliegie sciroppate
fette di limone zuccherate

Da accompagnare con Gelato al Limone


Montare le uova e gradatamente unire lo zucchero. Montare a lungo con la planetaria o con le fruste elettriche e quando la massa è notevolmente gonfia, unire a filo il succo d'arancia, sempre montando e poi l'olio piano, piano. Montare ancora per qualche minuto ed aggiungere la vaniglia.

A questo punto con una spatola unire a poco a poco la farina mescolata al lievito cercando di non smontare il composto. Versare in una teglia imburrata e cuocere a 170°C per 35-40 minuti. 

Mentre la torta cuoce, preparare la salsa...

*Seguendo il consiglio di Paola, ho semi montato la panna, per dare consistenza alla salsa e l'ho mescolata a mano allo sciroppo di limone. Per rapidità ho usato uno sciroppo già pronto, ma nulla vieta di farvelo da voi, sciogliendo lo zucchero in acqua, facendolo addensare sul fuoco ed aggiungendo succo di limone a piacere.
Appena il dolce è pronto e ancora caldo, senza sformarlo sforacchiarlo ben bene con uno spiedino in più punti, staccarlo dai bordi con la lama di un coltello e versarvi subito, ma lentamente, i 2/3  della crema preparata in precedenza. Mettetelo in frigo e lasciategli assorbire la bagna. Dopo qualche ora, sformatelo su un piatto da portata, versatevi sopra la crema rimasta, sempre lentamente e decoratelo con il cocco reidratato.
*Come si ottiene? Mettete la farina di cocco in una ciotola, spruzzatela con acqua fredda e lasciatela gonfiare.
Aggiungete qualche fetta di limone tenuta a macerare in abbondante zucchero e completate con qualche amarena sciroppata. Servite il dolce dopo 12 ore, accompagnato da gelato al limone.





 Vi auguro un ottimo fine settimana,

Ornella



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mercoledì 11 luglio 2012

Caro Blogger ti scrivo e TRE - Ccà niusciun è fess!

Tutto ha preso le mosse da Lei ed è continuato Quidove troverete una casistica di tutto rispetto! ;) Interessanti, specie per le Aziende e gli Uffici stampa, anche le sue opinioni non richieste, condivisibili sotto diversi profili, almeno per quanto ci riguarda!!! E che dire del suo malcontento, espresso di getto, con tanta foga? Inoltre non perdetevi neppure una virgola del suo sfogo selvaggio!!!:D
Il disagio che serpeggia da tempo tra noi foodblogger cresce giorno per giorno  e finalmente esplode pubblicamente in modo assolutamente spontaneo, dilagando simultaneamente... 
Qual è il problema? 
Siamo, più o meno tutti, sommersi da e-mail con richieste improponibili che mirano unicamente a sfruttare il nostro lavoro a costo zero, vuoi per pubblicizzare in vari modi aziende e prodotti, vuoi per accrescere, con lo scambio link, il SEO di portali o siti commerciali di ogni tipo, oppure zeppi di pubblicità retribuita. 
Scagli la prima pietra chi non è cascato con tutte le scarpe in qualche trappola di cui si è pentito nel momento stesso in cui ha  accettato la pseudo-collaborazione...
Di solito, capito l'andazzo, cestiniamo di default, senza neppure prenderci la briga di rispondere; qualche volta ci sorridiamo su :D e qualche altra ci incaxxiamo... Essì perché da certe e-mail emerge chiaramente la volontà di trattarci da povere mentecatte deficienti!
Fermo restando che da queste pagine non vogliamo criticare nessuno, anzi rivendichiamo per ciascun blogger la libertà di fare come gli pare - eccimancherebbealtro! - nonché per noi, team di Ammodomio, il diritto di vagliare proposte interessanti, serie, divertenti o intriganti, senza generalizzare... rivolgiamo il  nostro invito perentorio invece, a chi ci scrive con l'intento, più o meno palese, di approfittare della nostra buona fede: evitate, per cortesia, di pretendere prestazioni di tipo lavorativo a costo zero o quasi, in cambio di visibilità! Noi non ci caschiamo più!!!!!! 
Ccà nisciun è fess... Pagare moneta, vedere cammello... OK? Grazie! :DDDD



Altre riflessioni sul tema Qui

Piesse: I blogger che volessero condividere le nostre riflessioni e raccontare la loro esperienza, prendano pure il banner e lo espongano nel proprio blog, linkandolo dove gli pare, se vogliono, oppure al loro stesso post.:D 
E' arrivato il momento di dire BASTA!


Pippiesse: abbiamo creato  un Hastag su Twitter #ASTENERSIPERDITEMPO ed anche un gruppo FB. Se avete già pubblicato il banner o condividete il nostro pensiero, fatecelo sapere. Appena ci saremo organizzate, sarete dei nostri! ^_^

Alla prossima,

Ornella, Paola e Simona



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lunedì 9 luglio 2012

Insalata di pasta con peperoni, zucchine e granella di pistacchi

Se avessi un ristorante, dovrei innanzitutto avere almeno vent'anni di meno...
Sebbene sia il sogno nel cassetto di molti appassionati di cibo e cucina, il piccolo o il grande ristorante, oltre a passione, competenza, professionalità e creatività, richiede forza fisica, capacità di sacrificio, attitudine a svolgere un lavoro duro e faticoso. Il solo pensiero, per esempio, di dover stare ai fornelli col caldo di questi giorni per accontentare la clientela, mi fa passare tutte le fantasie e i sogni di gloria! ^_^ 

 Insalata di pasta

E che dire delle miriadi di "ristoratori/trici" improvvisati? Quelli che, su prenotazione, aprono le loro case private al pubblico? Forse sarebbe meglio stendere un velo pietoso sulla maggior parte di queste attività abusive... Per bene che vi possa andare, mangerete cibo preparato in precedenza e congelato, servito con posate d'argento su piatti e tovaglie della nonna, in un ambiente elegante e intimo, ma non avrete mai la certezza che sia cibo genuino, di ottima qualità, preparato a regola d'arte, come magari ci si aspetta in situazioni del genere.  
Per partecipare al Contest delle Pellegrine Artusi, però, mi devo fingere chef di un ristorante e proporre un piatto con ingredienti di stagione, che non si discosti troppo dalla tradizione...

PEPERONI crudi (contorno)

 E allora la mia ricetta, semplicissima e sorprendentemente gustosa, è una di quelle che definisco "furbe", nata da una semplice insalata di peperoni crudi - ottimo contorno per secondi piatti di pesce o di carne - che all'occorrenza diventa la base ideale per un primo piatto freddo.
Vi va di assaggiare la mia cucina? Provatela, non costa nulla!!!!

Insalata di pasta con peperoni, zucchine e granella di pistacchi

Insalata di pasta peperoni e zucchine (1)

Per l'insalata di peperoni:
1 peperone giallo (grande)
1 spicchio di aglio
succo di un limone (grande)
1 gambo di prezzemolo
sale e olio extravergine q.b.

Per l'insalata di pasta:
500 gr di fusilli
1 zucchina grande o 2 medio-piccole
1 cucchiaio di capperi sotto sale
2 cucchiai di olive verdi snocciolate
2 cucchiai di granella di pistacchi salati e tostati
olio extravergine q.b.
qualche fogliolina di basilico

Tagliate a filetti sottili il peperone, dopo averlo privato dei semi e delle coste bianche, e mettetelo a macerare in frigo con il succo di un limone, il sale, l'aglio (intero), il prezzemolo e l'olio. 

PEPERONI crudi, olio e limone

Grattugiate con una grattugia a fori larghi metà delle zucchine, aggiungetele ai peperoni, mentre la parte rimanente, tagliata con l'apposito attrezzino per ricavarne delle piccole spirali, la terrete da parte per la decorazione finale. Aggiungete al condimento di peperoni e zucchine, le olive snocciolate, i capperi dissalati, coprite con la pellicola e tenete la ciotola in frigo per qualche ora. Lessate la pasta, scolatela un minuto prima della cottura indicata sulla confezione, quindi mescolatela subito, da calda, al condimento freddo. Lo choc termico fermerà di colpo la cottura, ma permetterà alla pasta di assorbire comunque il condimento, rendendola saporita e profumata. Togliete a questo punto lo spicchio di aglio, completate con le spirali di zucchina, col basilico spezzettato a mano, altro olio a filo, se occorre e lasciate riposare a temperatura ambiente. Solo al momento di servire, dopo una buona rimescolata, completate il piatto con la granella di pistacchi.


Insalata di fusilli


Buona settimana a tutti,

 Ornella


se avessi un  ristorante
     
Con questa ricetta partecipo al contest delle Pellegrine Artusi in collaborazione con le Rotte Ghiotte.



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martedì 3 luglio 2012

Luglio: Insalata tiepida di branzino e gamberi

Tanto per cambiare siamo in ritardo con la pagina di Luglio... ma con 'sto caldo stare al pc è un vero tormento! E siccome siamo ritardatarie croniche, voi non vi preoccupate troppo di rispettare il termine di scadenza, vi comprendiamo benissimo e  perciò vi aspetteremo fino al 30 di ogni mese... almeno durante le vacanze. Tanto chi ci corre appresso? A chi dobbiamo dare conto? :D Lo spirito col quale partecipare al nostro Calendario deve essere sempre lo stesso: è un giochino che ci permette di conoscere e far conoscere meglio i vostri blog e le vostre ricette. 
Non avete la reflex? Le vostre immagini non possono dirsi tecnicamente perfette? Temete di non essere capaci di curare a dovere la mise en place? ;))) Non preoccupatevi!!!!! 
Certo una bella immagine può fare la differenza, perché negarlo? Ma ci teniamo a sottolineare che spesso, sia pure involontariamente, ci soffermiamo sulle ricette che rispecchiano i nostri gusti in fatto di cibo, piuttosto che sulle immagini puramente e semplicemente belle... Insomma, certe volte, più che la testa, è lo stomaco a decidere! :)))
Ecco che la socia fotografa, alla quale per questa volta avevo lasciato totalmente carta bianca, scorrendo i vostri link per scegliere tra le tante belle immagini, quella per  Luglio, a un certo punto ha esclamato a gran voce:" Che buona!!!" 
Dunque la ricetta di questo mese è della Signora dei Biscotti, la quale, come potrete notare visitando il blog, non prepara solo biscotti e  non è neppure UNA signora, ma sono in due! ^__________^

Insalata tiepida di branzino e gamberi


calendario ammodomio luglio 2012


Ingredienti:
un filetto di pesce cotto (io avevo un branzino al sale)
una  decina di gamberi
3 zucchine
un porro
olio evo, sale

Saltare in padella i gamberi già liberati dal carapace con un poco d'olio. Salare, pepare e mettere da parte.
Tagliare a tocchetti la zucchine e farle saltare con un pò d'olio, mescolare spesso e lasciar cuocere a fuoco vivace. A metà cottura aggiungere il porro tagliato a rondelle sottili. Aggiustare di sale, poi, quando il tutto sarà cotto, aggiungere nella padella anche i gamberi con il loro sughetto e il filetto di pesce spezzettato.
mescolare velocemente, poi spegnere il fuoco e lasciar intiep
idire. Servire aggiungendo, se necessario, un filo d'olio, magari al peperoncino.


Calendario Ammodomio 2012


Ricordandovi che il Regolamento per partecipare al nostro gioco per il mese di Agosto lo trovate QUI

vi ringraziamo ancora una volta,

Ornella e Simona

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