venerdì 30 ottobre 2009

La migliore ricetta di Julia Child

Appena avevo letto la deliziosa recensione che ne aveva fatto lei - negli States l'ha visto in anteprima - mi sono detta che non me lo sarei perso per niente al mondo e così l'altra sera me lo sono davvero gustato!
E' il film del momento Julie&Julia, quello che racconta di due donne che in epoche diverse, vanno alla ricerca della realizzazione personale in modi del tutto differenti, anche se accomunate dalla stessa grande passione per la cucina.





So benissimo che neppure voi amanti dell'ars coquinaria, ve lo potrete perdere e quindi ometto la trama per non togliervi il bello.
Perciò vi invito ad andare al cinema ed a dare libero sfogo alla vostra passione insieme alle due protagoniste. Impastate, mescolate, montate, affettate, amalgamate... divertitevi e sorridete ritrovando alcune caratteristiche comuni a molti di noi, ma annotatevi scrupolosamente la migliore ricetta di Julia Child che non troverete in alcun manuale di cucina.



La morale è chiarissima: affrontare la vita con la sana, divertente, leggerezza di Julia, senza che la passione travolga tutto; senza trascurare i valori, le persone, le cose davvero importanti !
Beh, io la lezione l'ho capita e dopo 5 mesi di vita da foodblogger "a tempo pieno" densa di soddifazioni quasi esaltanti - oltre ogni mia aspettativa - di divertimento, di emozioni... prometto solennemente che dal prossimo lunedì - eheheheh , c'è sempre un lunedì in tutti i buoni propositi - ricomincio a scalare la montagna dei panni da stirare...
Insomma, tralascio un pochino la cucina e mi riprometto di fare ordine negli armadi, così come nella mia vita! Ahahahahahah...


P.S.: Se dopo aver visto il film vi dovesse prendere la voglia irrefrenabile di provare una ricetta di Julia Child, andate QUI... ci sono delle meravigliose burrosissime brioches.
Troverete l'esecuzione passo passo, con il procedimento originale, tradotto ed interpretato dalla ricetta francese personalmente da Tinuccia
Io no, GIURO che non le provo!!! (séééééééé, mi si sta già allungando il naso)
Qui invece, troverete una mia interpretazione  del Gratin dauphinois di Julia Child

Le foto sono ovviamente tratte da Internet

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lunedì 26 ottobre 2009

Appropriazione indebita

Ne avevo già parlato nei miei primi post qui e qui ed è stata una delle ragioni per la quali è nato Ammodomio, essendone stata vittima come tantissimi altri...


E' invalsa ormai l'abitudine di "appropriarsi" indisturbati di ciò che circola in rete, senza avere il buon gusto non solo di chiedere il consenso ma neppure di citare la fonte e l'autore.
Questa dovrebbe essere una regola di comportamento consolidata, ma così non è ed oggi mi trovo a solidarizzare con Adriano, ennesima vittima della prevaricazione e dell'abuso!
Chi tace, chi non alza la voce, chi non solidarizza è, dal mio punto di vista, altrettanto colpevole!!! Sono indignata infatti, non solo per il comportamento di chi utilizza il lavoro altrui per i propri scopi, ma anche per chi fa spallucce, minimizza, si gira dall'altra parte infastidito, quasi che il malcapitato sia il rompiscatole di turno, che fa tante storie per delle semplici ricette...
Certo chi si limita ad eseguire le ricette altrui senza metterci niente di proprio, chi è abituato al copia/incolla, errori e refusi compresi, non può capire...
Oltre alla ovvia tutela legale - che nello specifico caso di Adriano secondo me, è utile mettere in moto - abbiamo a disposizione lo strumento potentissimo della comunicazione.
Usiamola dunque, per denunciare, stigmatizzare e costringere i colpevoli di tali misfatti a vergognarsi come ladri, perché tali sono!!!
Per saperne di più vi invito a leggere i post di Adriano e Lydia.

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domenica 25 ottobre 2009

"Come si rigano gli gnocchi?"

Strane domande che appaiono sui forum di cucina e che mi riportano alla realtà, una realtà fatta di persone più o meno giovani che non hanno mai visto nessuno cucinare per davvero!
Chi non ha avuto la fortuna di vivere in una famiglia tradizionale, dove il cibo e la sua preparazione quotidiana ha rappresentato quasi un rituale fatto di gesti sapienti e ripetuti, quasi simbolici ma dettati da ragioni specifiche, chi non ha mai giocato da bambino con un pezzetto di pasta fresca, imitando i movimenti della mamma, chi non è stato educato ad apprezzare il cibo con tutti i sensi, chi non ha avuto insomma un'educazione "sentimentale"al cibo, farà questo genere di domande, affollerà i corsi di cucina, comprerà centinaia di riviste e libri, per imparare.



Ma si impara davvero? Secondo me sì, a patto che se ne abbia voglia, che si carpiscano i segreti dei maestri sforzandosi di capirne anche le ragioni.
Se si apprendono i metodi, i procedimenti e se ne comprende l'essenza, si potranno applicare in mille modi diversi, altrimenti si rimarrà dei buoni esecutori ma nulla di più e si perderà la parte migliore, la più intrigante, quella che stimola l'estro e la creatività.
Tutti i cinque sensi, dunque...
Oltre al gusto ed alla vista l'olfatto, per scoprire ad esempio quando è pronto un pan di Spagna o l'udito, che fa capire dallo sfrigolio dell'olio il punto giusto di cottura di un soffritto ed il tatto, determinante in una serie infinita di passaggi nell'esecuzione di una ricetta.
Se i grandi della ristorazione hanno introdotto l'uso dei cibi che si consumano con le mani, a volte tutti dallo stesso piatto - alla faccia del galateo - un motivo ci sarà.
E la ragione è che si è andato via via perdendo il senso del cibo che non è certamente solo quello di riempire lo stomaco.
Lo fa Alajmo nel suo Calandre servendo alcune portate senza posate, ma anche Ferran Adrià che afferma:"Voglio sottolineare l'aspetto conviviale e di condivisione del pasto durante il quale tutti gli ospiti prendono da un vassoio comune le preparazioni . In fondo fa parte di molte culture, di quella spagnola di pinchos e tapas in particolare, di mangiare tante piccole cose che spesso arrivano a tavola tutte insieme".
Come non pensare anche alla nostra vecchia tradizione contadina, indifferentemente del nord e del sud?


Tornando ai quesiti le cui risposte a me sembrano ovvie, ma che forse ovvie non sono, mi ha lasciato quasi stucco la domanda sul tempo che occorre per far asciugare la pasta fatta in casa.
Chi può dirlo? Tante sono le variabili, che vanno dal tipo di impasto alle condizioni atmosferiche...
Il mio consiglio? Chi non ha tempo da dedicare alla cucina non faccia la pasta in casa !!! Ahahahahahah....


Per chi invece oggi si vuole cimentare in questa preparazione per celebrare degnamente la Giornata mondiale della pasta, lo faccia - mi raccomando - senza l'orologio alla mano!
Se volete imparare qualcosa andate nel forum di Gennarino - che io seguo da utente silenziosa - dove potrete trovare anche un interessantissimo video.

Infine, ringrazio di cuore Teresa De Masi che mi ha concesso l'uso delle bellissime foto.

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martedì 20 ottobre 2009

Muffins al cioccolato dal cuore morbido e "cioccolatoso"

Non vi ho ancora parlato della mia passione per i Muffins...
Se non avessi conosciuto Diletta, Paoletta, Stefania C., Sister ( Stefania O.), Arianna, Daniela... e tutte le altre Muffin Girls, che ne hanno fatti di tutti i tipi e di tutti i colori (incredibile ma assolutamente vero, oltre 450 interventi in un 3D del forum di Cucina Italiana)...
Se non fossi stata contagiata dal loro travolgente entusiasmo, certamente non mi sarei neppure sognata di provare a farli! Invece grazie a loro, ho scoperto un impasto semplicissimo e versatile che dà un risultato assicurato solo a patto che si rispetti il procedimento originale!
Oggi però, vi racconto la mia ricetta dei Muffins al cioccolato dal cuore morbido e cioccolatoso, su precisa richiesta di Laura, ultima iscritta al Muffin club.
Ebbene sì, avete letto bene, travolta davvero dall'entusiasmo delle Girls - che ringrazio di cuore ad una ad una - ho fondato il primo Muffin club italiano su FaceBook, che ormai conta la bellezza di 225  1658 iscritti.

Insomma, un vero e proprio Muffin people composto dagli amanti del mitico, morbido, delizioso dolcetto made in USA ed in UK!
Muffins al cioccolato dal cuore "cioccolatoso" Ingredienti "secchi":
  • 250 gr di farina "00"
  • 150 gr di zucchero (volendo anche un po' in più)
  • 30 gr di cacao amaro
  • 2 cucchiaini di lievito per dolci
  • 1 pizzico di sale
  • una bustina di vanillina (facoltativa)
Ingredienti "umidi":
  • 200 ml di latte
  • 85 gr di burro
  • 2 uova
Ingredienti "a pezzi":
  • 12 cioccolatini oppure
  • una generosa manciata di gocce di cioccolato fondente
Procedimento:
Sciogliete il burro nel latte e lasciate raffreddare il tutto. Mettete nel freezer i cioccolatini che preferite - possono essere al gusto fondente, al latte, al gianduia, ma anche i Rocher - li unirete all'impasto solo all'ultimo, ed accendete il forno portandolo alla temperatura di 200°.
Sbattete appena le uova, unitele al latte con il burro mescolando appena. In una ciotola setacciate la farina con il lievito, il cacao amaro, aggiungete gli altri ingredienti secchi e mescolate tutto con un cucchiaio da tavola. A questo punto potete versare gli ingredienti liquidi in quelli secchi e mescolare, sempre con il cucchiaio da tavola, (se preferite le gocce di cioccolato, dovrete aggiungerle a questo punto) quel tanto che basta ad amalgamare l'impasto. Non è assolutamente necessario lavorare troppo il composto perché ne perderebbe in leggerezza e morbidezza.
Mettete i pirottini di carta negli appositi stampi da Muffins - ne dovrebbero venire 12 di grandezza standard- versatevi l'impasto a cucchiaiate ed infine ponete sulla sommità di ciascun Muffin il cioccolatino che avevate riposto in freezer. Spingetelo delicatamente nell'impasto solo per metà, senza che lo copra del tutto ed infornate per circa 18-20 minuti in forno statico a 200°. A cottura ultimata lasciateli intiepidire appena su una gratella e gustateli caldi.


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venerdì 16 ottobre 2009

Passaparola per i foodies

Ho una lettrice affezionata, che per me è davvero "speciale", senza nulla togliere agli altri, per carità!
E' Virginia, la mia compagna di Liceo e di Università (ottima cuoca, of course e non solo), con la quale da anni mi confronto appassionatamente, con il massimo della franchezza, sui piccoli e grandi temi della vita.
Il suo ultimo interrogativo in verità, mi ha un po' spiazzata...
"Perché c'è tanto interesse per il cibo, per i prodotti eno-gastronomici di grande qualità, per quelli c.d. di nicchia?" Eh, bella domanda!
Ecco che arriva a proposito la recentissima indagine Negroni/Gpf sulle motivazioni che muovono l'esercito dei foodies, i moderni gourmet in costante crescita.
Gli italiani, sarebbero 4,5 milioni e li spingerebbe prevalentemente la voglia di soddisfare un piacere da condividere con gli altri.
Insomma, in parole povere, che c'è di meglio che stappare una buona bottiglia, mangiando un buon cibo, in buona compagnia?
Tutto qui? E chi sono i foodies?
Prendo in prestito la descrizione che ne fa magistralmente Stefano Bonilli su Papero Giallo:"Il foodie è uno che sceglie sempre il meglio al prezzo più giusto, ha una grande capacità di comunicazione ed è, o può essere, soggetto attivo del passa parola. Il 69,1% dei foodies consulta internet per avere informazione su alimentazione, vino, birra e intinerari eno-gastronomici."
Pertanto aziende fate attenzione, il foodie non è un pollo da spennare, ma è un'esperto che sa scegliere e sa far scegliere, come sintetizza bene Gunther nel titolo del suo post: "Foodies o Pollies?- Chi mangia e chi ci mangia!"
Sull'onda di queste considerazioni, che se volete potete approfondire nei post che vi ho già segnalato, consentitemi un passaparola "Ammodomio"...


Apre a Milano oggi 16 Ottobre Vom Fass, la multinazionale tedesca del gusto, la cui filosofia secondo me, è proprio quella di soddisfare l'esercito dei foodies italiani: non si compra a scatola chiusa, ma si guarda, si assaggia, si gusta !!!
Olii, aceti della migliore qualità, superalcolici di pregio, prodotti per il benessere del corpo, tutti da provare e gustare con calma prima dell'acquisto.
E poi, volete mettere che bella soddisfazione scegliersi la bottiglietta che più ci piace, farcela confezionare in bauletti, scatole o cesti di vario tipo ed anche personalizzare?
Anche l'occhio vuole la sua parte!

Vom Fass - via Cuneo, 5 - 20124 Milano - tel./fax 02 43515171

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lunedì 12 ottobre 2009

M come Manteca

Mi è venuta un'idea...


Quella di fare di tanto in tanto un post su alcuni termini che si usano comunemente in cucina e di cui si va via, via perdendo il significato originario, senza alcuna cadenza fissa, così come capita!


Cominciare dalla A e finire alla Z? Nemmeno per sogno... troppo consueto!

Comincio dalla M come Manteca, un formaggio tipico pugliese il cui nome secondo me, ha la stessa origine del verbo Mantecare.


Eccola, per chi non la conoscesse...
E' un prodotto tipico pugliese, un formaggio poco stagionato,-anzi, quasi per niente, direi - costituito da un involucro di pasta filata dura simile al quella del caciocavallo, che all'interno ha un cuore di burro delicatissimo .
Pare che la sua origine sia antica e la sua nascita si faccia risalire alla necessità di conservare il burro durante il periodo estivo, al tempo in cui i frigoriferi non esistevano.

Il nome è di chiara derivazione spagnola - mantequilla significa appunto burro - dalla caratteristica forma a pera, si cosuma dopo averlo tenuto a temperatura ambiente per una ventina di minuti, consentendo al burro di raggiungere la giusta consistenza.
Suppongo perciò che il verbo mantecare abbia la stessa origine e che il suo significato sia proprio quello di lavorare un composto fino a rendere i grassi in esso contenuti cremosi ed omogenei.
Presupposto pertanto della tecnica detta mantecatura è aggiungere i grassi - olio, burro, formaggio , panna- generalmente al termine della preparazione ed a fuoco spento oppure a calore moderato.
La foto è tratta dal sito della Sanguedolce, nota azienda pugliese di prodotti lattiero caseari.


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mercoledì 7 ottobre 2009

Metto altra carne a cuocere...

Mamma mia quanti siete!!! Non mi sembra possibile che in poco più di 4 mesi dall'apertura di Ammodomio siate venuti a visitarmi in 20.000, anzi per la precisione, 20.306 in questo momento e che i lettori "affezionati" aumentino di giorno in giorno, di ora in ora...

Non ho parole, non so davvero come ringraziarvi, se non mettendo altra carne a cuocere! ahahahah...






E infatti, vi voglio raccontare del mio esperimento con la carne marinata nella Coca Cola.
Ne ha cantato meraviglie qualche tempo fa Daniela, che - pur essendo scettica - aveva seguito il suggerimento del noto chef Nicola Cavallaro.

Pare che di questo procedimento se ne parlasse dal 2006, che lo utilizzasse la mitica Nigella Lawson, l'arcinoto Igles Corelli e che addirittura la ricetta sia finita in qualche best seller.

Bene, di tutto ciò io non avevo mai sentito nulla... Ormai mi conoscete, sono una foodblogger anomala e soprattutto un po' 'gnurant nel senso di poco informata, come forse la maggior parte dei comuni mortali!

Secondo voi potevo non farmi attrarre da questa tecnica a dir poco "rivoluzionaria"?
Certo che no!!!


Ho preso 3 belle bisteccone di manzo che avevo in frigo, le ho messe subito a marinare con una bottiglia piccola di Coca Cola, ho aggiunto 2 belle cipolle rosse, uno spicchio di aglio, una presa di sale grosso, un giro d'olio, mezzo limone, una spolverata di pepe.
Ho lasciato marinare la carne in frigo per circa 3 ore e l'ho cotta alla piastra.
Chevelodicoaffà? Buona, buona, buona!!!
Per non dirvi che delizia sono le cipolle della marinata affettate e stufate in padella con poco olio.





Insomma, voi ne avrete sentito parlare chissà da quanto, ma per me è stata una scoperta, per cui - grazie a Daniela - lo annoto qui nel mio diario virtuale, riportando per un momento questo blog alla sua funzione originale e cioé quella di un notes dove appuntare i miei pastrocchi in cucina, per non dimenticare...
Con questa ricetta partecipo alla raccolta "Americana" di Anice&Cannella
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venerdì 2 ottobre 2009

Potatoes gateau with spicy little meatballs and cheese

Si, si, Ornella international !!! Mi ha citato e linkato un blog danese (forse)... ahahahah...
Così, ho deciso di lanciarmi nella cucina internazionale (basta un titolo, checcevò?!) con una ricetta - che a parte gli scherzi, merita davvero - liberamente tratta da una splendida preparazione di Mariella di Meglio!
Se siete curiosi di sapere chi è Mariella andate a leggere QUI, ma soprattutto non perdetevi le sue magnifiche ricette che adesso pubblica anche QUI!
Il fatto, l'antefatto, la ricetta originale, potrete trovarli QUI, per cui non mi resta che andare al sodo!!!
Che sarà mai 'stà strana ricetta? Un semplicissimo Gattò di Patate - così lo chiamiamo noi al Sud- con polpettine ed accompagnato da una crema di parmigiano. Tutto qui.




Saprete tutti fare il gattò di patate, le polpettine, il sugo di pomodoro, VERO???


Quindi niente dosi, per favore, ma se proprio vi servono cercatevele sul web, di "ricettine" precise, precise, ce ne sono a dozzine...

Ingredienti:

Per il gattò

  • patate
  • uova
  • parmigiano grattugiato
  • olio
  • pangrattato
  • sale

Per le polpettine
  • carne tritata
  • uovo
  • parmigiano grattugiato
  • mollica di pane "ammollata"
  • aglio
  • prezzemolo
  • vino rosso
  • sale
  • olio per friggere

Per il sugo

  • Passata di pomodoro
  • cipolla
  • olio
  • sale
  • basilico

Per la crema al formaggio

  • parmigiano grattugiato
  • panna fresca
  • sale
  • 2-3 cucchiaio di salsa di pomodoro

Altri ingredienti indispensabili

  • mozzarella
  • peperoncino
  • paprika


Procedimento:
Giustifica
Mettete subito a lessare le patate e nel frattempo preparate il sugo di pomodoro come di consueto.
Mettete a bagno il pane per le polpette, strizzatelo bene, mescolatelo alla carne tritata, all'uovo, al pamigiano, al prezzemolo, all'aglio ed al sale. Bagnatevi le mani con un pochino di vino rosso, fate delle polpettine piccole piccole, friggetele in abbondante olio extra vergine e tenetele da parte.


Appena pronte le patate, pelatele, schiacciatele con l'apposito attrezzo e conditele con un giro d'olio, parmigiano grattugiato, sale, mescolando bene il tutto con le uova, fino ad ottenere un composto morbido ma sodo.
A questo punto sarà pronto anche il sugo, mescolatene qualche cucchiaio alle polpettine aggiungendoci anche peperoncino in polvere e paprika.
Tagliate a dadini piccolissimi la mozzarella, ungete con pochissimo olio dei piccoli stampi rettangolari e procedete nella preparazione dei gattò monoporzione.
Fate prima uno strato di composto di patate, poi polpettine piccanti e mozzarella, un altro strato di impasto, pressate bene con le mani bagnate, infine terminate con una spolverata di pangrattato ed un giro d'olio, quindi infornate lasciando gratinare.
Potete ora dedicarvi alla crema di formaggio. Mettete a scaldare la panna, unite il parmigiano grattugiato, un pizzico di sale, paprika e peperoncino. Fate addensare leggermete, mescolando delicatamente ed infine aggiungete uno o due cucchiai di sugo di pomodoro.
Bene, ora rilassatevi... impiattate e gustatevi questo strepitoso Gattò... international!
P.S. Per la cronaca, a conferma del fatto che ormai mi sono lanciata alla grande, vi annuncio che sono sul Bloggatore!!!



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