mercoledì 30 gennaio 2019

Chiacchiere di Mimina|Ricetta infallibile

Chiacchiere, frappe, cenci, bugie, crostoli galani, ecc. ecc. ...sono davvero la stessa cosa?
Erano giorni che ci pensavo fino a che ieri ho esaminato lo scaffale del supermercato dedicato ai dolci di carnevale, con metodo scientifico, per scoprire che a nomi diversi corrispondono prodotti del tutto differenti. E questo non perché, come per tutte le ricette di tradizione, ogni regione ha la sua ricetta, ma proprio perché in un certo ambito territoriale gli usi sono differenti. 


Come mai allora tutti pensano che solo le denoninazioni di questi dolci tipici di carnevale siano legati al luogo? L'origine di preparare sfoglie fritte in questo periodo è comune poiché risale all'epoca dell'antica Roma. Durante i Saturnali che cadevano proprio in questo periodo***, i Romani preparavano sfoglie fritte (frictilia) nel grasso di maiale che le sacerdotesse distribuivano al popolo in festa. Tutto qui! Per quanto mi riguarda, avendo provato numerosissime ricette, sono convinta che, per quanto dolci simili, a nomi regionali differenti NON corrispondono allo stesso prodotto.
Se li esaminate bene, noterete le differenze abissali. 
Alcun ricette prevedono poco zucchero, sfoglia sottilissima "bollosa", colore chiarissimo, altre invece che contengono più zucchero in proporzione rispetto alla farina, danno vita ad una sorta di biscotto vuoto al centro, più scuro e meno sottile. Sembrerebbe che caratteristica comune debba essere la estrema croccantezza e friabilità, ma c'è chi giura che le migliori, quelle di sua nonna, siano gonfie, croccanti sì, però morbide.
Insomma, diciamolo una volta per tutte, chiacchiere, frappe, galani, bugie, cenci ecc. ecc. non sono la stessa cosa, anche se a me piacciono proprio tutti. 
Di ricette, tra Paola e me, ne abbiamo provate a dozzine e solo alcune sono state pubblicate. Infatti le migliori , secondo noi, sono tra queste che trovate Qui tra le ricette per Carnevale.
Oggi però vi propongo la ricetta che a casa mia è stata eletta la vincitrice assoluta, quella della mia amica Mimina che hanno già sperimentato anche Ilaria e Monica l'anno scorso.
Se vi piacciono le chiacchiere, sottili e croccanti, questa è la ricetta infallibile che fa per voi!e

*** I Saturnali cadevano nel periodo che per noi è quello delle feste natalizie. Nel periodo invece che corrisponde all'attuale Carnevale si commemoravano i defunti. Si pensava che in questi giorni il mondo dei vivi e dei morti si incontrassero. Grande valore avevano inoltre i riti di fecondità e il riso. Al ridere, infatti, si attribuiva il potere di sconfiggere la morte e il lutto. Già tradizioni antichissime lo collegano alla fertilità della natura e degli uomini. Moltissime popolazioni infatti seminavano gli ortaggi ridendo e, per i Greci e i Romani, Ghelos e Risus, divinità del riso, erano sacre e venerate.  

Chiacchiere di Mimina



Ingredienti:
500 gr di farina 00  (io ne ho usato una ad alto indice proteico mescolata ad un poco di farina forte)
1 uovo medio
50 gr di zucchero
50 gr di olio
25 gr di Marsala (aggiunta mia)
acqua tiepida q.b. (circa 125 gr)
Olio per friggere
zucchero a velo

Impastare tutti gli ingredienti, aggiungendo l'acqua tiepida poco alla volta, e lavorare a lungo l'impasto sulla spianatoia. Farne una palla e metterla in un sacchetto per alimenti, in frigo. Lasciar riposare l'impasto in frigo, possibilmente per una notte. Questo vi consentirà di tirare la sfoglia sottilissima senza dover aggiungere farina.Quindi è un passaggio fondamentale.
Trascorso il tempo necessario, tagliare l'impasto in pezzi e passare questi ultimi tra i rulli dell'Imperia, ripiegandoli più volte e diminuendo man mano lo spessore, fino ad arrivare all'ultima tacca. Ne risulterà una sfoglia trasparente e delicatissima da maneggiare. E' così che deve essere! 
Tagliare con la rotella dentellata a forme irregolari (strisce, quadrati, triangoli...) e lasciarli riposare all'aria  su canovacci puliti per circa un'ora,  prima di procedere alla frittura.

Mimina ed io per friggere adoperiamo l'olio extravergine. Potete usare un buon olio di se,altooleico che per la frittura è eccezionale.
Scaldare l'olio in una padella a bordi alti o in un tegame, tenendo conto che la cottura avverrà per immersione. Il calore non deve mai essere eccessivo. Io utilizzando un piano cottura a induzione, regolo la temperatura al numero 9 per frittura leggera.
Cuocere le chiacchiere poche per volta, sgocciolandole con una pinza su carta assorbente da cucina. Appena fredde, spolverare con abbondante zucchero a velo.


Volendo, prima di servirle si possono spruzzare con poco vincotto, oppure come usa a Bologna con Alchermes. Qualcuno consiglia di scaldare qualche cucchiaio di miele da mescolare all'Alchermes. Fate vobis!


Alla prossima,

Ornella

Testi ed immagini sono protetti dalla legge sul diritto d'autore n. 633/1941 e successive modifiche.

2 commenti:

  1. c'è chi giura che le migliori, quelle di sua nonna, siano gonfie, croccanti sì, però morbide
    Leggendo questa frase pensavo proprio alle bugie che preferisco..quelle della mia mamma...fatte a forma di nodo e che rimangono morbide al centro (nel nodo, appunto).
    Quando ci sono loro...beh...non riesco proprio a trattenermi!!!
    Bellissime queste chiacchiere :-).
    A presto

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  2. Da noi si chiamano sprelle ^_^

    RispondiElimina

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