Trieste ha una scontrosagrazia.
Se piace, è come un ragazzaccio aspro e vorace,
Se piace, è come un ragazzaccio aspro e vorace,
con gli occhi azzurri e mani troppo grandi
per regalare un fiore;
per regalare un fiore;
come un amore
con gelosia.
con gelosia.
Non sono mai stata a Trieste... o forse ero così piccola da non averne conservato alcun ricordo. Poco tempo fa ci è andata Simona per un paio di giorni... Dire che ne è stata conquista è riduttivo... basta vedere i suoi scatti qui.
A saperlo prima dell'esistenza della pasticceria Pirona, quella frequenta da James Joyce, non avrebbe mancato di farci un salto per comprare le Fave triestine da portare a casa. Peccato che la mia cara amica triestina Ruli me l'ha detto solo qualche giorno fa, quando le ho inviato le foto delle mie fave... Peccato davvero, avrei visto e assaggiato volentieri le originali e fatto il confronto con il mio risultato. Essì che la le Fave triestine delle Broccole sono di una bontà strepitosa, ma volete mettere la soddisfazione di verificare all'assaggio di aver riprodotto la ricetta uguale uguale all'originale?
Sulla correttezza del procedimento e sulle dosi non ci sono dubbi, poiché vengono direttamente da una delle fonti più attendibili della blogosfera e pure con le foto del passo passo! Che dire di più?
Sono ottime, facilissime da preparare, molto molto carine, e possono fare una bellissima figura nei vostri cesti natalizi. Quindi non vi resta che provarle, come ho fatto io, e scoprire che ve ne innamorerete al primo assaggio. *_*
Ingredienti per 600 g. di favette:
250 g. di mandorle pelate
50 g. di pinoli
400 g. di zucchero
*2 albumi*
1 cucchiaino di alcool a 95°
30 g. di cacao
aroma di rosa
colorante alimentare rosso liquido o in gel (volendo Alchermes)
Macinare nel mixer o frullatore la frutta secca con un cucchiaio di zucchero e ridurla a farina.
Unire il restante zucchero, *gli albumi *, l’alcool ed impastare fino a rendere il composto omogeneo e “lavorabile”, non troppo asciutto, non troppo molle:*vi consiglio di dosare un po’ alla volta gli albumi, il cacao tende ad asciugare l’impasto, colorante ed aroma lo rendono più morbido.*
Quindi:
nella prima fase aggiungerne 1, dividere il composto in 3 parti, una lasciarla naturale, l’altra rimetterla nel mixer, aggiungere qualche goccia di aroma ed il colorante (poco), fino a raggiungere la colorazione che vedete nella foto.
Alla terza parte aggiungere il cacao e, se risultasse troppo asciutto aggiungere un po’ di albume.
I miei sono molto scuri perchè ho seguito la dose della ricetta (30 g.), buonissimi, però quelle originali sono meno “marroni”.
Fare con gli impasti 3 cordoncini del diametro di 2 cm (come per gli gnocchi).
Tagliarli a pezzi di 3 cm. c.ca e formare delle palline.
Disporre le favette sulla teglia da forno rivestita con la carta ed infornare a 170°C STATICO per 10 minuti.
Dopo la prima prova ho rifatte le Fave "ammodomio" :D, lasciando le mandorle tritate un po' più grossolanamente, senza ripassarle nel mixer insomma e provando ad aromatizzarle oltre che col cacao, anche all'arancia e al caffè. Beh, sono buonissime pure così, senza contare che non c'è limite alla fantasia per gli abbinamenti di colori e sapori, lasciando intatto l'impasto base. Ne ho già in mente tanti altri.. :D
E pensare che a volte per stupire i nostri commensali andiamo alla ricerca di ricette nuove, magari di pasticceri famosi, senza considerare, per ignoranza, le vere chicche della tradizione italiana.
E pensare che a volte per stupire i nostri commensali andiamo alla ricerca di ricette nuove, magari di pasticceri famosi, senza considerare, per ignoranza, le vere chicche della tradizione italiana.
Buon fine settimana a tutti,
Ornella
edit: Mi preme fare una doverosa precisazione, senza nulla togliere alla magnifica ricetta di Libera che noi peraltro abbiamo trovato davvero speciale e adottato senza se e senza ma.
Come ho detto tante volte, per le ricette di cucina tradizionale esistono tante ricette quante sono le famiglie del luogo di provenienza. Nel testo di Maria Stelvio " Cucina tradizionale triestina|metodo e ricettario pratico-economico"
(Triste 1942-Stabilimeto Tipografico Nazionale), la ricetta delle fave triestine è questa:
(Triste 1942-Stabilimeto Tipografico Nazionale), la ricetta delle fave triestine è questa:
Fave
250 gr. di mandorle pelate
250 gr. di zucchero
vaniglia
125 gr. di farina
3 chiare d'uova grandi250 gr. di zucchero
vaniglia
1 bicchierino di rosolio bianco
qualche goccia di olio di rose o acqua di rose
1 bicchierino di rosolio alkermes
50 gr. di cioccolata grattata
La cosa più importante per la buona riuscita delle fave è che il forno deve essere appena tiepido; meglio di tutto è di arrostire il pane e poi senza più riscaldare arrostire nello stesso le fave.Asciugare per 2 giorni le mandorle macinate, in un canto del focolaio. Mescolare in terrina, la farina con un po' di albume, a pastella liscia;aggiungere, poco a poco l'albume rimanente, lo zucchero e mandorle, mescolando continuamente;allorchè la pasta sarà ben spumosa dividerla in tre parti; nella prima mettervi vaniglia e rosolio bianco; nella seconda olio di rose e alkermes; nella terza incorporare la cioccolata. Formare delle favette ed asciugare su lamiera cerata a forno poco caldo.
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Arrivo or ora dal blog di ele (e il basilico) e vedo queste deliziose creazioni! Mi piace tanto il tuo blog, ora sono tra i tuoi lettori fissi, ti aspetto per un caffè a presto Angela
RispondiEliminaGrazie Angela! Tempo permettendo, verrò a trovarti!
EliminaMi ha raccotato un uccellino che in questa splendida cucin c'è un vassoietto pieno di bontà dove attingere a piene mani, è vero?
RispondiEliminaGrazie Ornella, mi fa piacere che ti siano piaciute, mi dispiace per la diversità cromatica delle foto del mio passo-passo però, a quei tempi non sapevo esistessero le varie funzioni per le diverse luci :-( Giorni fa ho trovato un cenno storico (inedito nel web) sulla storia delle favette che da loro un'altra maternità/paternità (beh il babbo ci vuole :-D )
Ciao.
Libera, grazie a te!!! Anche il marito, goloso di paste di mandorla, ringrazia calorosamente. Le ho già rifatte 2 volte, ma penso che ne farò di tutti i colori.. :DDDDD
EliminaIo me ne son innamorata al primo sguardo...figuriamoci al primo assaggio! Bravissima... Un bacione
RispondiEliminaSono veramente buone, Elisabetta!!! Un bacione anche a te!
EliminaCiao! stavo cercando la ricetta delle fave pugliesi che hai postato per il World bread day. sembrano fantastici ora vorrei la ricetta :)
RispondiEliminaDeborah, dici i Tarallini bolliti? Sono qui
Eliminahttp://ammodomio.blogspot.it/2012/10/taralli-bolliti-scaldatelli-pugliesi.html
Che spettacolo! Anch'io non ci sono mai stata, ma i tuoi dolcini mi hanno fatto venire la voglia di andarci o-r-a :) PS Sono appena arrivata tra voi, ma noi ci conosciamo già su facebook :)
RispondiEliminanon sono mai stata a Trieste e non le ho mai assaggiate le fave triestine ma direi che sono molto invitanti!!! :)
RispondiEliminaio non sono mai stata a trieste purtroppo e non avevo mai visto primo di ora queste meraviglie provero' le due varianti perche' sono davvero deliziose a guardare ,complimenti
RispondiEliminaUn bacio grande grande per aver fatto le fave , parlato di
RispondiEliminaTrieste e.....onorato la Stelvio !!!!
Ruli
Grazie a te, cara!!!!!!
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