venerdì 21 ottobre 2011

Una ricetta di Gennaro Esposito per il connubio Arte-Cibo

Come tanti blogger riceviamo molti inviti ad eventi culinari...
Quello ricevuto da Chiara, però, ci aveva entusiasmato parecchio poiché il connubio Arte-Cibo è da sempre uno dei nostri temi preferiti! Di che si trattava? Dell'invito a visitare la mostra “Artemisia Gentileschi-Storia di una passione”, al Palazzo Reale di Milano, a cui sarebbe seguita una cena preparata dalle sapienti mani di Gennaro Esposito!
Beh, purtroppo nessuna di noi tre è riuscita a essere a Milano per l'evento :(((  ma abbiamo chiesto a Chiara di raccontarci come è andata la serata e lei ci ha fatto un regalo: una ricetta di Esposito studiata per l'occasione!
Potevamo non condividerla con voi? Eccertochenò! :D 



Oltre a una serie di raffinate prelibatezze -  che bello l'antipasto in terrina di Palamita scottata con acqua di pomodoro e melanzane alla scapece - Esposito ha servito, tra l'altro, un piatto semplice semplice che esaltasse la bontà del prodotto, sponsor della mostra e dell'evento. Quando si dice che la classe (non???)... è acqua! :DDD
Si tratta di una rivisitazione in chiave moderna di una ricetta antica della tradizione culinaria tipicamente meridionale, alla cui base c'è l'ingegno di chi doveva sopperire con furbizia alla carenza di cibo: il classico sughetto col "pesce fusciùt o fuìt".

Gioco di mare e acqua Ferrarelle (di Gennaro Esposito)






Ingredienti per 4 persone:

10 pietre calcaree di mare, di grandezza media
40g di olio extravergine
5 pomodorini del Vesuvio
150g di acqua Ferrarelle Platinum
150g di acqua di mare
1 spicchio di aglio
1 pezzo di peperoncino fresco
Prezzemolo a ciuffi
Preparazione
Soffriggere l’aglio con il peperoncino e l’olio. Quando l’aglio è ben dorato, togliere l’aglio e il peperoncino. A questo punto, mettere le pietre a rosolare per 10 minuti a fuoco lento. 
Aggiungere poi i pomodori e il prezzemolo a ciuffi, e lasciare cuocere per 5 minuti.  Filtrare infine con un colino a maglie strette. 
Utilizzo:
Da solo, servito in un bicchiere, come entrée;
Come condimento per la pasta







Se vi interessano altre informazioni su "Ferrarelle e Artemisia Gentileschi-Storia di una passione… comune", le trovate qui

Buon week end a tutti,

Ornella

Piesse: non mancate di ascoltare qui Artemisia che racconta la sua storia. E' una storia davvero toccante!


Testi ed immagini sono protetti dalla legge sul diritto d'autore n. 633/1941 e successive modifiche. 

11 commenti:

  1. Gennaro I love you ... e tutte le tue ricette!!!
    Grazie per questa chicca :)
    Buon fine settimanaaaaa! bacioni

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  2. Ma perché ci sono le pietre calcaree di mare nel soffritto? Scusate la mia ignoranza :)

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  3. Bello Ornella!!
    E'un piatto di antica tradizione della mia isola,Procida!!
    Era un piatto molto usato nei tempi di carestia e di risparmio.
    Furbescamente alcuni aggiungevano delle pietruzze prese sulle spiagge,cosi che l'acqua prendesse il sapore del mare.
    Grazie allo chef e a te per aver postato questa ricetta!
    Un abbraccio.
    Maria.

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  4. @Titti, concordo!
    @Nero, le pietre servono a dare il sapore di pesce, anche se il pesce NON c'è! :D
    Poi si togono, eh.. mica se magnano! :D

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  5. Non posso dire di aver cucinato di tutto , ma
    insomma ....parecchie cose . Però le pietre non le ho ancora mai rosolate ....! Quando la fame aguzza
    l'ingegno e l'ingegno trova gli espedienti !!!!!
    Mi ha fatto pensare a Petronilla . Solo ...a trovarle , delle pietre " edibili " sulle spiagge
    di oggi !
    Trovo splendida questa ricetta ....Ruli

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  6. @Maria, anche qui in Puglia si prepara questa ricetta, con pietre di mare un po' più grosse e con un sughetto molto simile a quello della zuppa di pesce. Ricordo di averlo mangia to in un ristorante a una cena pe il compleanno di un amico. Nel piatto insieme agli spaghetti c'era anche la pietra! :D

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  7. @Ruli, ti confesso che quest'estate mi sono portata a casa le pietre di mare...:DDDD Non ho avuto il coraggio di cuncinarle, ma l'intenzione di fare questo tipo di ricetta c'era, eccome!!!! :)))))
    Un libro di Petronilla ce l'ho ;)) E' una lettura mOlto istruttiva! ;))

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  8. Ma che forza...io sono Tarantina e sino ad oggi avevo sentito parlare di agnelli e altri alimenti "volanti" (da noi più che scappare volavano), però le pietre ancora no! Ora interrogo la nonna hi hi hi, lei lo ricorderà sicuramente.
    Ciao Ornella, alla prossima
    Ale

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  9. grande Gennaro!
    ho avuto la fortuna di mangiare da lui ed è una vera meraviglia!

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  10. FORTISSIMA!!! MI FA PENSARE AD UN'INSALATA DI MIO ZIO...UN'IDEA CHE PRIMA O POI METTERò SUL MIO BLOG...

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  11. Che cosa buffa! :) Beh grazie, ora ne so un'altra :)

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