sabato 30 luglio 2011

Carré alla frutta:una magia senza forno

Eh, sì, d'estate il forno è una vera tortura, anche se in questa settimana di fine Luglio, la stagione estiva ci ha regalato delle giornate fresche e ventilate, da inizio Settembre, almeno qui a Roma.

Io sto al settimo cielo e mi godo queste giornate con vero piacere...Per me l'afa ed il caldo sono un tormento che mi tolgono ogni forza e piacere nello stare in cucina. Ed anche se oggi il forno poteva essere acceso tranquillamente, ho deciso di optare per questo dolcetto semplice, fresco ed invitante che può essere realizzato senza far diventare la cucina e la casa una fornace ardente.


Dunque niente forno e fornelli (o quasi) per un classico dessert estivo: la crostata di frutta. Una base di pasta (frolla, brisée, pasta sfoglia, Pan di Spagna...), una crema soffice (pasticciera, al cioccolato, con formaggi freschi o panna) e tanta frutta fresca o sciroppata.
Il dessert è pronto, fresco ed elegante, capace di abbinarsi a mille situazioni, variando la frutta, o la crema, o la base. Esotica, classica, invernale, monocolore o monotematica..... insomma un jolly che spesso viene un po'dimenticato, o quantomeno catalogato come un dessert vecchio e un po'scontato.
Ma in questo periodo non c'è niente di meglio, sia come fine pasto, sia per colazione...


No bake fruit tart



La frutta la scegliete voi, quella che più vi piace, ed in questo periodo c'è la più ampia scelta: melone, cocomero, pesche, susine, albicocche, ananas,banane, pere e mele, nonché more, mirtilli, lamponi.....

Per la base provate questa che vi propongo oggi, è veloce a farsi, non vi farà sudare le proverbiali sette camicie e può essere utile per riciclare un po' di biscotti secchi che da troppo tempo languono nella scatola di latta. Frollini, Marie, Savoiardi,Osvego, Speculos, Digestive, va bene qualsiasi biscotto ed anche un miscuglio di essi. Ecco dunque che cosa occorre.


Carrè alla frutta




No bake fruit tart



Per la base:
250 g di biscotti secchi (Io Osvego)

130 g di burro morbido
2 cucchiai di cocco in farina
estratto di vaniglia

Per la crema pasticciera
:
2 tuorli
4 cucchiai di zucchero

2 cucchiai di Maizena
300 ml di latte
vaniglia- limone

Per finire:
frutta fresca o sciroppata, a piacere

Per prima cosa preparare la crema pasticciera con gli ingredienti dati. Portare ad ebollizione il latte con la vaniglia ed una piccola scorzetta di limone.
Nel frattempo mescolare i tuorli con lo zucchero, unire la Maizena e stemperare con un goccio di latte freddo. Non appena il latte bollirà, versarvi il composto preparato e mescolare vigorosamente con una frusta: in pochi attimi la crema sarà pronta e rassodata.

Eliminare la scorzetta e freddare rapidamente la crema, coperta subita da pellicola posta a contatto della crema stessa.



Cookies,butter and coconut



Preparare la base triturando in un mixer i biscotti in maniera fine, unire il cocco, il burro morbido e la vaniglia e sempre con il mixer amalgamare il tutto. Stendere il composto in un stampo rettangolare o quadrato foderato di carta forno, cercando di ottenere uno spessore di tre, quattro millimetri, senza formare bordi rialzati. Freddare la base in frigo per qualche ora.


Quando la base si sarà ben compattata, stendervi la crema, anch'essa ben fredda e decorare con la frutta scelta. Io ho utilizzato melone, ananas, pera e qualche amarena sciroppata. Volendo, passare un po' di gelatina sopra la futta che aiuta a preservarla in frigo ed aumenta la coesione di essa al momento del taglio.
Tagliare dei carrè e servirli, accompagnando eventualmente con un po' di panna montata o del gelato alla vaniglia.




Summer fruit


A presto,

Paola






Piesse: Scusate davvero...blogger continua a darci problemi... Ho dovuto ripubblicare questo post oggi perché le blogrolls visualizzavano una bozza non ancora completa. Non riusciamo neppure a rispondere ai commenti... Forse sarebbe il caso di andare in vacanza? :D Per il momento, godiamoci il fine settimana!!!

Grazie a tutti e scusate ancora,
Ornella





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mercoledì 27 luglio 2011

Parmigiana di zucchine

Della Parmigiana ne avevo già parlato quando vi avevo proposto una variazione sul tema un po' particolare...



Quello che però non vi avevo detto è che a casa mia per la Parmigiana, sia essa  di zucchine  piuttosto che di melanzane, si usa friggere infarinando e poi passando nell'uovo sbattuto entrambi gli ortaggi. La versione alla napoletana con le melanzane semplicemente fritte - senza uovo né farina, per intenderci - noi la chiamiamo Parmigiana napoletana espressa, cioè fatta lì per lì, in quattro e quattr'otto! Come se fosse davvero la cosa più semplice del mondo...:D :D :D 
Questo per dire che la Parmigiana a casa mia occupa un posto di  assoluto rilievo, specie d'estate; se gustata fredda, costituisce uno di quei piatti da cui non si può prescindere e figuriamoci se oso prescindere..
Vi spaventa l'idea di friggere e accendere il forno col solleone? Ma nooooooo... Basta organizzarsi cucinando di sera per il giorno dopo, oppure come usa qui da noi,  ci si sveglia all'alba, si preparare tutto prima, per mangiare la Parmigiana al ritorno dal mare. Vi assicuro che non c'è nulla di più buono!!!! Se per caso ne avanzasse un po' ( beh, io la faccio avanzare sempre) mettetela in frigo e il giorno dopo usatela per farcire panini appena sfornati...
 Chevelodicoaffà?  Pane caldo e parmigiana fredda sono 'na goduria immensa!!!!!^___^

Parmigiana di zucchine




Ingredienti:

500-600 ml di sugo di pomodoro già cotto (come questo o meglio ancora se questo QUI
150-200 g di mozzarella oppure sostituirne metà con scamorza affumicata
3-4 zucchine (medie)
3-4 uova (medie)
formaggio grattugiato  q.b.(solo parmigiano o misto a pecorino) 
farina q.b.
olio extravergine per friggere
sale q.b.


 Per prima cosa lasciate sgocciolare bene la mozzarella e mettete sù il sugo di pomodoro che deve cuocere bene e non essere acquoso. Mentre cuoce il sugo, affettate con la mandolina le zucchine tagliandole per il lungo il più sottili possibile (la seconda tacca della mandolina va benone), infarinatele ben bene, scrollando successivamente la farina in eccesso. Mettete a scaldare abbondante olio in una larga padella e nel frattempo in una ciotola sbattete le uova (cominciate con 2 e proseguite con le altre all'occorrenza) senza salarle, mi raccomando, prima della cottura, ma solo dopo averle fritte. Friggete dunque le zucchine infarinate, dopo averle passate velocemente nelle uova sbattute, spolveratele di sale fino e lasciatele asciugare su carta da cucina. Vi accorgerete che saranno croccanti senza essere unte, specie se avrete fritto alla giusta temperatura, intorno ai 200°.
 Un metodo empirico per saggiare la  giusta temperatura dell'olio per la frittura, è quello di metterci un pizzico di farina... se si sente sfrigolare, e l'olio caldo fa le bollicine,  è a temperatura. :)))
 Dopo aver terminato di friggere tutte le zucchine, montate la Parmigiana sporcando di sugo il fondo di una teglia rettangolare, ponetevi un primo strato di zucchine, messe in bell'ordine, una vicina all'altra, coprite con la mozzarella tagliata a dadini piccolissimi, con altro sugo e con formaggio grattugiato. Fate almeno due tre strati (anche più, of course) e terminate con zucchine, sugo e formaggio, senza mozzarella. Infornate a 200° e portate a cottura facendo gratinare la superficie. Lasciatela riposare e non mangiatela subito anche se il profumo vi farà svenire... la Parmigiana, sia essa di zucchine o di melanzane si deve  rassodare ed insaporire. Potete anche lasciarla nel forno spento ad asciugare, tenendo però conto che dovrete spegnere il forno circa una decina di minuti prima di fine cottura.
 Se vi piace servirla in piccole cocottine come quelle che uso io, cuocete prima la parmigiana in un'unica comune teglia di metallo e solo quando sarà ben fredda dividetela nelle cocottine. 
 Buona giornata a tutti,
Ornella


Piesse: Se vi interessano un po' di notizie storiche su questo piatto, pubblicate proprio stamattina, le trovate qui! Anzi, non ve e perdete!!!!






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lunedì 25 luglio 2011

Gli Gnocchi di Patate (cotte al forno) e una storia lunga un secolo

Amo da sempre, in modo assolutamente folle, gli gnocchi di patate...
Qualche giorno fa vedendo i suoi, me n'è venuta una voglia pazza, e - detto fatto -  ne  ho preparato un piatto al pomodoro fresco e scamorza affumicata, tutto per me.
Uhm... che buoni!!!!
Non c'è niente di più semplice dell'impasto per gnocchi - patate lesse, farina, un pizzico di sale e stop - epperò niente di più complicato, specie se non si è abituati ad andare ad occhio, se non si è capaci di saggiare al tatto la consistenza dell'impasto; il flop  con gli gnocchi di patate è sempre dietro l'angolo. E se non si usano le patate giuste, quelle farinose? E' un vero disastro! 
Ma ditemi un po': secondo voi esiste la ricetta perfetta? Voi come li fate? Che farina usate? Mettete l'uovo oppure siete puristi e non lo considerate affatto un ingrediente indispensabile? Avete il riga-gnocchi oppure utilizzate i rebbi della forchetta o la grattugia? Vi confesso che a me piacciono lisci, belli cicciottelli, come li fa la mia mamma! *_*





 Alda invece li prepara con la ricetta di sua nonna Alda, una ricetta che sorprendentemente sembra modernissima (pare proprio uscita dalle mani di un grande chef) e che risale forse a più di un secolo fa. Una ricetta che avrei dovuto conoscere bene e che invece, se non fosse stato per Alda (la nipote), mi sarebbe sfuggita. Ma chi è Alda  e soprattutto  chi è la sua fantastica nonna? Andiamo con ordine...
Michele, figlio di un nobiluomo napoletano, per dissidi profondi con il padre fu inviato giovanissimo in Puglia ad occuparsi di una proprietà di famiglia. A Taranto una sera d'estate incontrò Palma, la prese per mano e non la lasciò più... Ebbero dieci figli (cinque maschi e cinque femmine) che crebbero, studiarono ed a loro volta si sposarono, senza che mai Michele - uomo orgogliosissimo, tenace, gran lavoratore, amante del cibo buono e naturale - accettasse l'aiuto del padre. 
Il primogenito Luigi, sposato con Alda - una giovane, bella  e prosperosa friulana, conosciuta durante la seconda guerra mondiale - alla morte  prematura del padre Michele, nei primi anni '60, ereditò l'attività di famiglia. Così Alda entrò in negozio, per dare una mano al marito, e in breve tempo la rivendita di prodotti dell'azienda di famiglia si trasformò in una fornitissima ed apprezzata gastronomia, nota in città, oltre che per la bontà dei prodotti, per la simpatia contagiosa della giovane proprietaria, che dispensava ricette e consigli culinari alla clientela affezionata. Oggi nonna Alda (quasi novantenne), cucina ancora per  i cinque figli ed i tanti nipoti ma ha lasciato il negozio nelle mani di sua figlia Doris e del marito Pino; con loro la figliola Alda, che coltiva con grande amore la stessa passione della nonna per la cucina ed il buon cibo.  
Orgoglio, tenacia, amore, passione, questi i cardini di una lunga storia familiare che continua tutt'oggi e che per un buon 50%, in un certo senso, mi appartiene... 
Essì,  perché Michele, bisnonno di Alda, era mio nonno paterno e Alda (la  nonna) è una delle mie numerose ed amate zie! ^_^


Gnocchi di Patate di zia Alda






Ingredienti:


1 kg di patate
farina quanta ne prende l'impasto
una presa di sale


per condire:
1 l di sugo di pomodoro fresco
basilico
scamorza affumicata a dadini
formaggio grattugiato


La particolarità di questa ricetta sta nel fatto che le patate non vengono lessate ma cotte al forno! 
Sicuramente in origine si utilizzavano patate cotte nella cenere calda. Infatti era un metodo molto diffuso quello di sfruttare il calore residuo per cuocere patate, cipolle, ortaggi e per alcuni tipi di preparazioni che non avevano bisogno del fuoco vivo o delle braci ardenti. Oggi possiamo usare il forno di casa. Ma come procedere?
Laviamo ed asciughiamo bene le patate, lasciamole con la buccia ed avvolgiamole in carta d'alluminio, una ad una. Mettiamole in forno preriscaldato a 180° per circa 40 minuti e saggiamone la cottura tastandole con le dita. Otterremo così delle patate cotte che non saranno acquose maal contrario asciutte al punto giusto, dal sapore particolare, quasi caramellate, e dal colore leggermente brunito. 
Alda ha sperimentato anche la cottura al MO. Ha bucato le patate con uno stecchino e le ha cotte per venti minuti circa, controllandole continuamente.
Bene, a questo punto non ci resta che sbucciare le patate, schiacciarle con l'apposito attrezzo, impastarle con una presa di sale e tanta farina quanta ne richiede l'impasto. Prepariamo gli gnocchi, mettiamoli su un vassoio ricoperto da un canovaccio leggermente infarinato e cuociamoli subito in abbondante acqua salata. Appena salgono a galla, prendiamoli man mano con una schiumarola, adagiamoli delicatamente in una pirofila e condiamoli con sugo di pomodoro fresco come questo, dadini di scamorza affumicata e formaggio grattugiato.
Importante è cuocere gli gnocchi immediatamente, sennò è meglio metterli in congelatore, per cuocerli successivamente nel modo consueto.


 Buona settimana a tutti,

Ornella

P


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venerdì 22 luglio 2011

Carving in the kitchen: la quinta ricetta

Stavolta vi voglio svelare i nostri segreti...
Noi di Carving in the kitchen lavoriamo come una vera e propria Brigata di cucina! :))
Ciascuno ha il suo compito: Stefano, mescola, impasta, scolpisce ed impiatta; Nina (la grafica, nonchè sua moglie) prepara il set, fotografa, concepisce e costruisce materialmente il banner, insomma apparecchia le immagini che vedete ogni mese;  infine ci sono io che, da queste pagine, vi servo il piatto creato da Stefano, spero al meglio delle mie capacità. 




Ma sapete da dove siamo partiti? L'idea originale, già nuova di per sé per un blog di food, era quella di usare Ammodomio come una sorta di galleria d'arte virtuale, ma - come ben sa chi è appassionato di cibo e cucina - l'appetito vien mangiando e così ci siamo lanciati in questa  divertente avventura che ci sta dando un sacco di soddisfazioni. 
E' quasi certo che dalla nostra idea nascerà un libro - catalogo, il quale raccoglierà, oltre le opere di Stefano Bianco, anche le vostre ricette e poi, speriamo di riuscire ad organizzare una mostra itinerante per tutta l'Italia, durante la quale potremmo  cucinare e servire le dodoci portate che daranno il nome alle 12 sculture. 
Quindi se voi volete unirvi alla Brigata di cucina creativa Carving in the kitchen, non vi resta che osservare la Quinta Ricetta. E non diteci che non avete nulla da scrivere perché non ci crediamo!:DDD



L'uovo, il nido, il piccolo... la simbologia è chiara! Non avete una ricettuzza che richiami questi concetti? Non aggiungo di più: sbizzarritevi pure!!!!!



Che cosa dovete fare per partecipare al nostro esperimento artistico-culinario?

1) Per tutti:osservate bene la scultura, scatenate la vostra fantasia e lasciateci nei commenti a questo post, il titolo che dareste all'opera e la vostra ricetta.

2) Per i blog:prendete il nuovo bannerino di Carving in the Kitchen (quello che trovate in alto a sinistra) mettetelo nella vostra colonna indicizzata (grazie ;)) ) e linkatelo qui. Se vorrete pubblicare un vostro post apposito, anche con una ricetta già pubblicata, ci farete davvero piacere. ;)

3) Per tutti:diffondete l'iniziativa il più possibile, su FaceBook, su Twitter, su Flickr, insomma dove vi pare, condividendo e linkando questo post (fateci un po' di pubblicità, che ce la meritiamo, no?).

4) Il vostro link o il vostro commento a questo post ci deve pervenire entro la mezzanotte del 20 Agosto.

5) Anche per questa quinta ricetta ci sarà in palio una piccola scultura in barattolo della collezione "Le conserve di Stefano Bianco" che verrà estratta a sorte tra tutti i partecipanti.



Ed ora... tadàn... I Vincitori...


Titolo della quarta opera sarà "Pragmatico" e sarà accompagnata dalla ricetta di Enrica.
Estratta a sorte invece tra tutti i partecipanti che  quindi si aggiudica la piccola scultura in baratolo è Fujiko! Fuji, aspetto il tuo indirizzo!!!!!
Che altro dirvi? Per  Carving in the Kitchen non mi resta che darvi appuntamento ad Agosto con la sesta ricetta!
 Arrivederci,

Ornella







Una nota biografica su Stefano Bianco e la sua carriera artistica QUI.


Carving in the Kitchen è un progetto di Creative corporation per  le sculture di Stefano Bianco, le foto  e l'impostazione grafica di Nina de Luca, i testi di Ornella Mirelli e le ricette dei foodblogger.
Per eventuali informazione sull’acquisto e spedizione delle opere, potete rivolgervi con una mail a questo indirizzo di posta elettronica:info@stefanobianco.it e verrete immediatamente contattati.



Nota Bene: Il premio messo  in palio da Stefano Bianco NON rientra nella disciplina dei "Concorsi a premio" essendo un  omaggio dell' artista al solo scopo di ringraziare i partecipanti al nostro progetto.


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giovedì 21 luglio 2011

Tiramisù leggero

Diciamocelo chiaro e tondo: il titolo del post, così come il nome della ricetta, è un ossimoro! ^_^
Di leggero in un Tiramisù, comunque sia preparato, non può esserci  proprio nulla... Sennò che Tiramisù sarebbe? ;))))
In realtà, l'idea della "finta leggerezza" è di quel simpatico pasticciere pugliese (Giuseppe Berardi da Ruvo di Puglia) che furoreggiava su RAIUNO nell'era pre Clerici-Moroni. Ve lo ricordate? 
Sapeste quante volte abbiamo avuto la fortuna di gustare l'originale Tiramisù Berardi style, preparato dalle sue sapienti mani e quante altre l'ho fatto in casa, finchè la ricetta di Pinuccio è caduta nell'oblio. 
Quest'anno però, vai a sapere perché, in famiglia ci è presa la fissa del Tiramisù. E la ricetta? Vattelapesca, me l'ero proprio dimenticata...
Vabbé, però, il principio ispiratore me lo ricordavo bene: fare un Tiramisù senza uova,  in cui l'aggettivo leggero definisce una crema di mascarpone ariosa, e, appunto, leggera, mescolata a panna montata; a completare, per rendere meglio l'idea della sofficità e delicatezza, la presentazione del dessert in piccoli stampi da soufflé monoporzione, con la crema debordante dallo stampo stesso. In ogni caso, nulla vieta di montare il dolce come meglio vi aggrada, usando un'unica ciotola grande, oppure una pirofila rettangolare, tralasciando l'effetto soufflé, tanto l'appellativo  leggero è assicurato dal gusto morbido e cremoso.
Bene, senza darmi troppa pena, dato che non c'era verso di ricordare la ricetta ho proceduto come  di consueto "ammodomio", senza tradire eccessivamente l'idea originale. ^_^

Tiramisù leggero



Ingredienti (per 4-6 persone):
300 ml di panna da montare
250 gr di mascarpone
125 ml di Marsala
6 cucchiai  colmi di zucchero Zefiro (circa)
50 gr (o più) di cioccolato fondente
8 tazzine di caffè ristretto
cacao amaro q.b.
 savoiardi o pandispagna per la base del dessert

Ho foderato la base degli stampi con i savoiardi che ho bagnato di caffè amaro caldo ed ho lasciato raffreddare. Nel frattempo, con le fruste elettriche, ho montato prima il mascarpone con 100 ml di panna, lo zucchero, il marsala aggiunto alla fine a poco a poco e successivamente la panna. Ho poi proceduto a mano, con una spatola, per amalgamare delicatamente la panna alla crema di mascarpone. Infine ho aggiunto il cioccolato fondente spezzettato grossolanamente. Ho riempito gli stampi con il composto, l'ho livellato con una spatola, ho spolverato il tutto con il cacao amaro facendolo scendere da un passino ed ho messo in frigo fino al momento di servire.
Come ottenere l'effetto soufflé? Niente di più facile! Basta tagliare delle strisce di cartoncino, lunghe quanto la circonferenza dello stampo ed alte 1-2 cm, foderarle di carta d'alluminio e fermarle allo stampo con un giro di scotch. Dopo aver riempito le cocottine fino all'orlo, compresa la parte di cartoncino, basta aspettare che la crema si solidifichi bene (se fa molto caldo è opportuna una "botta" di freezer) per poi togliere la striscia di cartoncino e servire il finto soufflé dolce! *_*

Piesse:  Alleluja, ho ritrovato la ricetta di Berardi! Prometto che il prossimo Tiramisù lo preparerò  pari pari con la sua ricetta. Vabbé, quasi... :DDDD

 Un saluto affettuoso,
Ornella


Edit: Ho dovuto ripubblicare il post con la data di Giovedì 21 Luglio perché avevo combinato un po' di casini con un post da programmare. Chiedo scusa a tutti:perdonate la mia imbranataggine! :D
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lunedì 18 luglio 2011

Comunicazione di servizio e ringraziamenti

Ho problemi di connessione, ho problemi col pc e fa pure un caldo bestia!
Serve altro per dirvi che il mio post di oggi è saltato? :(((
Un salutino però ve lo  voglio fare lo stesso e contemporaneamente desidero ringraziare le redazioni del Cavolo Verde e della Gazzetta del Mezzogiorno, per l'attenzione dimostrata al nostro progetto Carving in the Kitchen.


A proposito, avete ancora 2 giorni di tempo per dare il nome, indicarci gli ingredienti ed il procedimento della quarta ricetta...
La Brigata di Carving in the Kitchen vi aspetta!^_^
Buon inizio settimana ed a prestissimo (spero),
Ornella
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venerdì 15 luglio 2011

Pasta con le Alici

Dopo il Clafutis alle Albicocche, Rosa Maria ci propone una nuova ricetta per partecipare al Calendario.Rosa  Maria non ha un  blog e  pertanto la sua Pasta con le Alici la pubblichiamo noi.
Una ricetta che viene direttamente dalla tradizione culinaria della mia terra, la Campania, semplice e saporita ma principalmente veloce….anzi velocissima!!!! Insomma un’ancora di salvezza per tutte le donne, ma anche uomini, che corrono dalla mattina alla sera dividendosi tra lavoro, casa, figli, uffici postali, etc etc……ecco io sono una di quelle!!!! Sempre alla ricerca della giusta “conciliazione tra i tempi del lavoro e quelli di "cura” anche in cucina…

.Buon appetito, 
Rosa Maria

Pasta con le Alici di Rosa Maria

 



Mettere abbondante acqua a bollire, nel frattempo pulire le alici privandole delle interiora, della lisca centrale e della testa. Sciacquarle per bene e metterle a sgocciolare. In una padella capiente imbiondire lo spicchio d'aglio sbucciato e tagliato a metà in 5-6 cucchiai d'olio EVO. Aggiungere peperoncino piccante a gusto e cuocere per un paio di min. Aggiungere quindi i datterini lavati e tagliati a metà e a fuoco vivace cuocere sino a quando non saranno teneri (circa 5-6 min.). A questo punto aggiungere i filetti di alici, salare e cuocere per altri 5-6 min. Spegnere il fuoco.
Cuocere la pasta nell'acqua precedentemente salata scolarla al dente senza lasciarla asciugare troppo....deve essere come diciamo noi camapni "sciuliariella" e versarla nella padella col sugo. A fuoco vivace spadellare per qualche minuto aggiungendo prezzemolo a gusto.
Accompagnate questo piatto con del Biancolella ben fresco e fatemi sapere cosa ne pensate :)

 
Questa ricetta partecipa al Calendario Ammodomio per il mese di Agosto.
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