lunedì 6 dicembre 2010

Sgagliozze e Popizze per San Nicola

Appena ho letto del Contest di Giulia ho deciso di partecipare...
Essì, perché in Puglia di Street Food ce n'è, eccome!!!! Il cibo di strada è diverso persino a seconda delle stagioni...
Oggi però è il giorno di San Nicola, un santo che suppongo sia caro anche a Giulia, pertanto penso sia  l'occasione giusta per parlarvi di cibo, credenze popolari, storie e leggende.
Si narra che San Nicola avesse provveduto a far la dote nuziale a 3 belle giovani  povere ragazze, figlie di un cristiano molto devoto, che altrimenti sarebbero rimaste irrimediabilmente zitelle.
Racconta la storia infatti, che il santo, generoso come pochi, gettò borse colme di monete d'oro dalle finestre nella casa delle giovani, per tre sere consecutive; le prime due sere andò tutto bene, ma la terza trovò le finestre serrate. Gettò perciò il  terzo sacchetto dal camino, dove le ragazze avevano appeso le calze ad asciugare, riempiendole così di monete d'oro.
Per questa ragione, secondo la credenza popolare, San Nicola è il protettore delle zitelle e proprio per la sua grande generosità verrebbe erroneamente identificato con il Babbo Natale di origine americana, nato invece da una favola pubblicata il 6 dicembre 1809 dallo scrittore Washington Irvin.
Così per tradizione, alla messa che ogni anno si celebra  a Bari, all'alba del 6 Dicembre nella Basilica dedicata a San Nicola, si recano le ragazze da marito, spesso accompagnate da mamme, nonne, zie...

foto tratta da Internet


Ai primi bagliori dell'alba, quando tutta la città sembra deserta ed addormentata, basta raggiungere il sagrato della Basilica, per  accorgersi che buona parte delle donne di Bari è lì.
Non c'è distinzione di classe sociale, dalle aristocratiche alle popolane, dalle studentesse alle professioniste, tutte, proprio tutte... infagottate  in grandi sciarpe e celate dietro  scuri occhiali da sole, si apprestano a chiedere la grazia di trovare marito, assistendo alla  Santa Messa. La celebrazione è talmente affollata che non tutta  la gente riesce a trovare posto in chiesa, ma le nubili  attendono pazientemente il loro turno per compiere i 3 giri rituali intorno ad una certa colonna della chiesa, rito indispensabile per propiziare il tanto sospirato  miracolo!
"Signorine andiche" e "vacantine" (come si dice a Bari) prima che vi organizziate per il 6 Dicembre del prossimo anno, sappiate che San Nicola, pur essendo prodigo di doni, non è certo il santo dei "casi disperati"!
Perciò nubili acidule un po' stagionatelle, o bruttine e di scarse speranze, non vi illudete, non buttate via soldi e tempo, rimanete a casa tranquille, state pur certe che neppure San Nicola potrà aiutarvi a trovar marito e forse, per certi aspetti, è meglio così! Al massimo provate con Santa Rita da Cascia, la santa degli impossibili... ;))
Vi starete chiedendo a questo punto, cosa  c'entri il cibo di strada con San Nicola e le zitelle...
Beh, le donne della città vecchia, già ben avvezze durante tutto l'anno alla vendita, sull'uscio di casa, di pasta fresca fatta a mano (orecchiette, minuicchie, strascinati, cavatelli...) all'alba del 6 Dicembre, per confortare il popolo delle zitelle infreddolite, vendono, dalle finestre delle case che si affacciano sui vicoli del borgo antico, cartocci con Popizze e Sgagliozze bollenti, insieme a tazze di cioccolata calda.

Tazza di cioccolata calda

Le Popizze sono una sorta di Pettole,  dall'impasto solo leggermente più consistente di quelle di cui ho già parlato qui e qui. Le Sgagliozze, invece, non sono altro che quadrotti di Polenta, fritti in olio bollente.
La ricetta, ve la faccio raccontare da Maria, la più nota venditrice di Popizze e Sgagliozze della città vecchia, la cui abitazione è proprio a quattro passi dalla Basilica di San Nicola.
Dalla finestra di casa, durante tutto l'anno, la signora Maria vende cartocci con un minimo di 7 Popizze o di 7 Sgagliozze, fritte al momento, al prezzo di 1 euro.




 Sgagliozze
 Ingredienti:
  • 1kg di farina per polenta
  • 2 l d'acqua
  •  olio per friggere q.b.
  •  sale q.b.

Cuocere la polenta, lasciarla raffreddare bene fino a che non risulti ben soda e possa essere tagliata a quadrotti dello spessore di circa 1 cm. Friggere le Sgagliozze  in olio profondo ben caldo, scolarle, salarle e servirle bollenti.




Con questo post partecipo al Contest della deliziosa Rossa di sera:"Dimmi cosa mangi".


Vi do appuntamento a questa sera per un post di Paola che dall'Interno Otto ci racconterà ricette e  tradizioni  del Belgio,  uno dei paesi europei dove  la festa di San Nicola è molto sentita.
 Buon inizio settimana a tutti,
 Ornella

Testi ed immagini sono protetti dalla legge sul diritto d'autore n. 633/1941 e successive modifiche. 

8 commenti:

  1. golosissimeeeeeeeeeeeeeee!!!! complimenti, buon inizizio settimana!

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  2. Quanto sarei curiosa di andare a sbirciare quella messa!!! :)
    che bello leggere di tradizioni così antiche!

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  3. semplicemente favolosi!!il video poi :)

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  4. Ornella , che meraviglia questa umanità semplice che sa di antico !!!!! E
    che divertenti i tre giri della colonna...possibilmente in incognito!
    Grazie per averci fatto conoscere la signora Maria .
    In fondo tutto il Friuli mangia da sempre le sgagliozze , solo si chiamano
    polenta fritta . E chissà che non mi venga la voglia di fare le popizze !
    Buona settimana a te
    Ruli

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  5. Straordinario esempio di vita vera;i scagliuozzi li facciamo anche a Napoli,all'interno ci mettiamo i ciccioli...una bomba.Le popizze che meraviglia!
    Ciao,a stasera.Lisa

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  6. sgagliozze e popizze...mmmm...buoneee...presto ce ne strafocheremo un bel po' ;))

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  7. Ornella, grazie mille cara!
    Un bacione

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  8. Giulia, grazie mille a te!
    Un bacio grande! :)

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