domenica 1 novembre 2009

La Colva

Avete finito di intagliare zucche, di fare torte con i fantasmini o biscotti che sembrano le dita delle streghe? Certo non appartengono alla tradizione culinaria italiana e naturalmente neppure alla mia! Eheheheheh...
Non ricordo bene se nella mia famiglia d'origine ci fosse per il 2 Novembre - giorno dedicato alla commemorazione dei defunti - l'abitudine del pranzo "di magro", a base di pesce e verdure di stagione o il classico piatto pugliese di fave e cicoria... però ricordo bene i dolci che non potevano mancare: torta di ricotta, mostacciuoli, biscottini con i pinoli, paste di mandorla, amaretti... Qualche anno fa, grazie a Mimina - un'amica barese - ho scoperto una preparazione antichissima di cui mi sono innamorata subito, poco nota anche nella stessa Puglia perché tipica solo di alcune zone del barese e del foggiano.
Gli ingredienti fortemente simbolici, richiamano la Κόλλυβα (la Colliva), un dolce che in Grecia ancora oggi non manca mai nei banchetti funebri. Pare - onestamente non ne so moltissimo - che un miscuglio simile si offrisse a Dioniso ed Ermes con un rito propiziatorio durante l' Ημέρα των Χυτρών -udite, udite - la festa dei Chitri ( cioé le pentole nelle quali si cuocevano le fave) che cadeva proprio in Novembre, il terzo giorno dell'Antesteria.



La Colva

Ingredienti per 10 persone:


  • 500 gr di grano da cuocere
  • 150 gr di gherigli di noci
  • 150 gr di mandorle
  • 1 grappolo di uva bianca
  • 1 melograno
  • cioccolato fondente a piacere
  • 1-2 cucchiani di cacao amaro
  • "vincotto" di fichi q.b.
La preparazione è semplicissima: si mescola il grano cotto a chicchi di melograno, mandorle e gherigli di noci appena tostati e sminuzzati, chicchi d'uva snocciolati, pezzetti di cioccolato fondente, una spolverata di cacao amaro e tanto vino cotto di fichi quanto basta per amalgamare tutti gli ingredienti.




Allora, per questo dolce di grande valenza simbolica proviamo insieme a fare un giochino?
Chi ne sa di più sul significato dei singoli ingredienti presenti anche in altre preparazioni tradizionali?
Aspetto i vostri commenti, so che non mi deluderete!

Altri approfondimenti QUI!




                  Copyright © OrnellaAmmodomio All Rights Reserved.

43 commenti:

  1. Che bella questa ricetta, Ornella. Una preparazione molto interessante, da provare. Mi piacciono i piatti antichi..
    Bravissima!

    RispondiElimina
  2. Grazie, Patrizia! E' una ricetta veramente particolare, una specie di macedonia col vino cotto .
    Un bacione

    RispondiElimina
  3. Il melograno = fertilità
    Il grano = abbondanza
    L'uva = benessere
    e poi nin zò, ma mi pare che in ogni regione ci siano detti diversi.
    Certo che tu coi dolci ci cadi pesante neèèè !!!
    Baciottoni
    Mandi

    RispondiElimina
  4. Grazie, Rosetta!!!!
    Sapessi che sacrificio ho fatto in questi giorni... ho dovuto mangiare una torta al cioccolato, che p meglio non dirti! ;))))

    RispondiElimina
  5. Se ti interessa, so che nel lucano chiamano questa preparazione "Ddammimurt' (l'anima dei morti), si mangia al ritorno della visita ai cimiteri, per rinsaldare il legame con la vita
    La preparano con un tipo di grano tenero che lì chiamano "Bianchetta"

    RispondiElimina
  6. Grazie mille,Stefania! Un'altra cosa che non conoscevo...

    RispondiElimina
  7. Le mandorle simboleggiano le ossa nude,il melograno il ritorno del corpo sulla terra,il grano e' resurrezione,l'uva passa un pò ci dice che la morte non dovrebbe essere così amara come crediamo ecc.ecc.tutto simbolico come ci insegnano i nostri amici greci.Spero di esserci riuscita(al tuo giochino si intende)ciao LISA.

    RispondiElimina
  8. SIMBOLOGIA:mandorle=ossa nude.
    melograno=Il ritorno del corpo sulla terra
    Uva passa=la morte non è poi così amara come si crede.
    Il grano è resurrezione ecc.ecc.e via.Un dolce molto simile viene preparato in Grecia durante le cerimonie funebri.Questi giochini mi piacciono,continuamo?bacioni LISA

    RispondiElimina
  9. Grazie mille Lisa!!!! :)))
    @Cuoca, grazie anche a te per la visita!!!

    RispondiElimina
  10. io sono barese, e mi vergogno a dirlo, non l'ho mai mangiata... mia mamma invece mi racconta che ai tempi suoi sì....
    ho un'amica siciliana che la prepara con grano, cioccolato fondente, zuccata, vaniglia e cannella... si chiama "cuccìa" e viene gustata il giorno di Santa Lucia, il 13 dicembre...

    ciao, Caterina

    RispondiElimina
  11. Non conoscevo il tuo blog, è davvero delizioso!

    Passerò spesso farti visita ^_^
    A presto
    Gialla

    RispondiElimina
  12. Anch'io non amo Halloween e ora che la figlia è cresciuta e rompe meno col "mi compri la zucca che si illumina e il teschio fosforescente" quieto un po' di più. In compenso, mi piacciono molto i piatti della tradizione e se antichi ancora di più- e se hanno "aderenze" greche, bisogna proprio mettersi all'opera!
    Grazie per questa ricetta- che è un vero arrichimento, nella superficialità diffusa che ci circonda
    ale

    RispondiElimina
  13. @ Eheheh Caterina, neppure io l'avevo mai mangiata finché non me l'ha fatta provare la mia amica Mimina!
    Grazie per le notizie che hai aggiunto, mi incuriosiscono moltissimo le origini ed i significati di queste tradizioni. @Gialla, sei gentilissima! Ti ringrazio molto e ti aspetto con piacere!
    @ Ale, sai cosa?Sento che quelle tradizioni non mi appartengono, anche se forse hanno lo stesso significato simbolico- di ricondurre al mondo dei morti - ed un'origine altrettanto antica.
    La ricetta della Colva mi ha incuriosito- proprio perché poco nota- e mi son messa a fare qualche ricerca... Beh, c'era qualcosa che non quadrava,in Internet si parla di una "festa degli Hitri", ma non riuscivo a ricollegarla a nulla. Poi leggendo la frase originale in Greco ho capito che c'era un errore, il vocabolo non era HITRI ma CHITRI, così sono riuscita a risalire all'origine probabile. Insomma, gli studi classici a qualche cosa servono,ahahahahah...

    RispondiElimina
  14. corro a linkarti, anche io oggi ho fatto un post simile sulle tradizioni della festa dei morti.
    un abbraccio e grazie.
    confermo la cuccia è per santa lucia.

    RispondiElimina
  15. belli questi post, dove si impara non solo dal post stesso ma anche dai commenti :))
    Grazie, tra te ed Enza questa ricorrenza comincia a piacermi! :)

    RispondiElimina
  16. @Enza, grazie davvero!Ho letto il tuo post ma non sono riuscita a commentare...ci riprovo domani!
    @Elvira, grazie anche a te, sei sempre affettuosissima!!!

    RispondiElimina
  17. confeso di nn averne mai sentito parlare ma la trovo davvero deliziosa!!!1bacioni imma

    RispondiElimina
  18. Sono contenta di aver scovato una ricetta poco nota davvero!
    Imma, bacioni anche a te!!!

    RispondiElimina
  19. mi sono ritrovata nel tuo blog girando di qua e di là...sono pugliese e la colva per me è fondamentale in questo periodo! un gusto deciso e profumato! brava

    RispondiElimina
  20. Che Bello essere kegati alle tradizioni... Brava anche a te, ho visto il tuo blog, olto, molto carino.Complimenti!!!!

    RispondiElimina
  21. Non ne avevo mai sentito parlare e sono rimasta molto affascinata da quesa preparazione particolarissima! Buona serata Laura

    RispondiElimina
  22. Davvero affascinante. E bella la simbologia. Ciao. Kat

    RispondiElimina
  23. Un abbinamento insolito ma ricco di sapori :P

    RispondiElimina
  24. Che bello, un piatto che non conoscevo. Interessante anche tutte le informazion i storico mitologiche che hai fornito. In fondo cucinare è uno scambio culturale, no?
    Buon we
    sciopina

    RispondiElimina
  25. Interessantissima ricetta, Ornella. I singoli significati non li conosco ma so che in parecchie culture i semi si fanno al tempo dei morti in pietanze dolci e salate e in tutti i casi simboleggiano la vita che rinasce dalla terra. Ne parla ad esempio Eliade nell'Istoria religilor (storia delle religioni).

    RispondiElimina
  26. vino di fichi? sigh. e come si fa? :-( peccato il dolce è bello ... sigh.

    RispondiElimina
  27. Guarda, come si fa, sigh, non lo so proprio... Lo prepara una mia cara amica, sigh... Al contrario di te, io so di non sapere, proprio come Socrate!Per quanto ti possa stupire, si chiama proprio così,"vincotto" di fichi! Peccato che non ti sia firmato, sigh sigh,sigh, avrei potuto inviarti la ricetta, anche privatamente,sigh, sigh, sigh!!!! :DDDDDD
    Se ti interessa, batti un colpo!

    RispondiElimina
  28. Ciao Ornella, noi questi li chiamiamo cicc cutt, o italianizzandolo, ciccicotti si fanno per il 2 di Novembre nella zona di Foggia. Bello sapere che si fa anche da voi e che ha origini greche.
    Ma mia suocera mette le mandorle e il vincotto di uva, senza però l'uva in chicchi, oggi l'ho fatto anch'io e appena posso posterò ;D Grazie per le informazioni che non sapevo su questa ricetta! Baci.

    RispondiElimina
  29. Ma la posso tranquillamente fare...non per il 2 tanto questa festa non mi garba per nulla...ciao ciao. Nuccio.

    RispondiElimina
  30. io adoro queste ricette antiche. Tante non si trovano nei libri, neanche in quelli di cucina regionale, e nemmeno sul web. Perchè non facciamo un contest, o una raccolta, o un libro, fra tutti i blogger sono convinta che ne troveremo tante che rischiano di scomparire. Lo propongo qui e non lo faccio io perchè il mio è un blog principalmente di giardinaggio. Io ad esempio conosco diverse ricette locali con le erbe, ma so che ce ne sono diversissime in ogni zona d'Italia. Se a te non interessa, mi puoi indicare qualcuno a cui possa interessare? grazie Cristiana

    RispondiElimina
  31. @Cristiana, è una bella idea! Fammici pensare..... ti scrivo in privato...;)))))

    RispondiElimina
  32. scusate il ritardo...conosco bene la colva e da diversi anni la preparo per il 2 novembre. la ricetta e' quella della mia bisnonna, nata a Barletta alla fine del 1800 e morta a circa 90 anni mentre io ne avevo piu' o meno 10. per inciso la mia bisnonna e' stata una persona inusuale e fuori dagli schemi anche nella cucina. nessuno nella mia famiglia mangia carne di cavallo e tanto meno capitone e anch'io che ho 50 anni non uso carne di cavallo e il capitone lo mangio solo da mia suocera. per fare un altro esempio le braciole la mia bisnonna le faceva col vitello e con un ripieno di uva passa e pinoli.
    comunque la colva che faccio segue la ricetta della mia bisnonna con una sola modifica: al posto del grano normale utilizzo il kamut che resta morbido per diversi giorni. quindi chicchi di melagrana, gherigli di noci spezzettati, uva nera (mai bianca) quella col chicco oblungo, cioccolato al latte e fondente sminuzzato e vincotto di uva ( mai quello di fichi). ma attenzione! la regola della mia bisnonna e' che tutti gli ingredienti devono essere in parti uguali, perche' la morte come diceva Toto' e' una livella. la colva fatta seguendo questa regola e' un dolce opulento e per certi aspetti eccessivo dove nessun sapore prevale. quelle rare volte che l' ho assaggiato fatto da altri c'era sempre troppo grano e pochissima melagrana o troppo cioccolato e poche noci.... questo insolito dolce che in genere piace a poche persone e', secondo le teorie della mia bis, un omaggio ai defunti tutti i defunti, una sorta di preghiera edibile per le anime dei morti: ogni pezzetto e' un'anima... e curiosamente pur non essendo credente e venendo da una famiglia decisamente laica seguo la tradizione e ogni anno faccio la colva.... come diceva Marotta: non esiste ma ci credo......

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Catia, grazie infinite per il tuo meraviglioso contributo!!!!!

      Elimina
    2. grazie mille a voi, siete stati davvero gentili ad accettare il mio prolisso contributo...

      Elimina
  33. Ciao Ornella, io sono di Bisceglie e da noi la colva è sacra, guai a non farla! Si dice che ogni chicco di grano mangiato salvi un'anima portandola in paradiso...Anche noi, come la nonna di Catia, la facciamo col vincotto ricavato dal mosto d'uva e non di fichi. Un consiglio: mangiatela nel giro di un paio di giorni e tenetela in un luogo fresco ma non in frigo altrimenti il grano si indurisce.
    Io la preparo ogni anno insieme a mia nonna da quando ero piccola, quindi credo di essermi specializzata ;)
    Quest'anno, per il 2 novembre, ho deciso di farne un po di più e inserirla nella colazione del mio bed and breakfast (www.le7ciminiere.it) per farla assaggiare anche ai miei ospiti. Spero gradiscano! Buone feste!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Angela, grazie infinite anche a te!!!

      Elimina
  34. io la faccio da soltanto dieci anni,ma gli aggiungo un'altro ingrdiente ed una bustina di chiodi di garofano e una bustina di cannella in polvere tutte e due

    RispondiElimina
  35. Ornellì bellissima la ricetta... mi è piaciuto leggere tra i commenti che "ogni chicco di grano mangiato è un'anima del Purgatorio salvata" questo non lo avevo mai sentito! Un abbraccio!

    RispondiElimina
  36. E dai vostri commenti è nato un nuovo post! :)
    Colva|Cicci cutt|Cuccìa|Κόλλυβα o Colliva
    http://ammodomio.blogspot.it/2012/11/colvacicci-cuttcuccia-o-colliva.html

    RispondiElimina
  37. Mia nonna che era della provincia di Foggia la preparava il 1° novembre, e diceva che si doveva lasciarla tutta la notte sulla tavola apparecchiata con la migliore tovaglia ed il servizio"quello buono" perchè nella notte le anime dei parenti defunti sarebbero ritornate a casa e bisognava accoglierle al meglio. L'indomani, il 2, noi avremmo potuto mangiarla (nel frattempo s'era insaporita!). Grazie delle informazioni!

    RispondiElimina

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...