domenica 25 ottobre 2009

"Come si rigano gli gnocchi?"

Strane domande che appaiono sui forum di cucina e che mi riportano alla realtà, una realtà fatta di persone più o meno giovani che non hanno mai visto nessuno cucinare per davvero!
Chi non ha avuto la fortuna di vivere in una famiglia tradizionale, dove il cibo e la sua preparazione quotidiana ha rappresentato quasi un rituale fatto di gesti sapienti e ripetuti, quasi simbolici ma dettati da ragioni specifiche, chi non ha mai giocato da bambino con un pezzetto di pasta fresca, imitando i movimenti della mamma, chi non è stato educato ad apprezzare il cibo con tutti i sensi, chi non ha avuto insomma un'educazione "sentimentale"al cibo, farà questo genere di domande, affollerà i corsi di cucina, comprerà centinaia di riviste e libri, per imparare.



Ma si impara davvero? Secondo me sì, a patto che se ne abbia voglia, che si carpiscano i segreti dei maestri sforzandosi di capirne anche le ragioni.
Se si apprendono i metodi, i procedimenti e se ne comprende l'essenza, si potranno applicare in mille modi diversi, altrimenti si rimarrà dei buoni esecutori ma nulla di più e si perderà la parte migliore, la più intrigante, quella che stimola l'estro e la creatività.
Tutti i cinque sensi, dunque...
Oltre al gusto ed alla vista l'olfatto, per scoprire ad esempio quando è pronto un pan di Spagna o l'udito, che fa capire dallo sfrigolio dell'olio il punto giusto di cottura di un soffritto ed il tatto, determinante in una serie infinita di passaggi nell'esecuzione di una ricetta.
Se i grandi della ristorazione hanno introdotto l'uso dei cibi che si consumano con le mani, a volte tutti dallo stesso piatto - alla faccia del galateo - un motivo ci sarà.
E la ragione è che si è andato via via perdendo il senso del cibo che non è certamente solo quello di riempire lo stomaco.
Lo fa Alajmo nel suo Calandre servendo alcune portate senza posate, ma anche Ferran Adrià che afferma:"Voglio sottolineare l'aspetto conviviale e di condivisione del pasto durante il quale tutti gli ospiti prendono da un vassoio comune le preparazioni . In fondo fa parte di molte culture, di quella spagnola di pinchos e tapas in particolare, di mangiare tante piccole cose che spesso arrivano a tavola tutte insieme".
Come non pensare anche alla nostra vecchia tradizione contadina, indifferentemente del nord e del sud?


Tornando ai quesiti le cui risposte a me sembrano ovvie, ma che forse ovvie non sono, mi ha lasciato quasi stucco la domanda sul tempo che occorre per far asciugare la pasta fatta in casa.
Chi può dirlo? Tante sono le variabili, che vanno dal tipo di impasto alle condizioni atmosferiche...
Il mio consiglio? Chi non ha tempo da dedicare alla cucina non faccia la pasta in casa !!! Ahahahahahah....


Per chi invece oggi si vuole cimentare in questa preparazione per celebrare degnamente la Giornata mondiale della pasta, lo faccia - mi raccomando - senza l'orologio alla mano!
Se volete imparare qualcosa andate nel forum di Gennarino - che io seguo da utente silenziosa - dove potrete trovare anche un interessantissimo video.

Infine, ringrazio di cuore Teresa De Masi che mi ha concesso l'uso delle bellissime foto.

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13 commenti:

  1. Le tradizioni sono sacrosante,la cultura del cibo è vero che si acquista ,ma è anche innata,tutto vero ciò che dici,però se non si ha passione non si può coltivare solo come hobby,Ciao Lisa

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  2. Innanzi tutto bisogna avere passione,è tutto vero ciò che dici.Le tradizioni sono sacrosante e non dovrebbero morire mai,Baci Lisa.

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  3. Lisa concordo, la passione è essenziale!

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  4. la passione,le tradizioni,l'ambiente,tutto concorre a coltivare questa grande cosa che è il cucinare!per esempio,io sono parmigiana doc,a vedere quella sfoglia ricordo che quando mia nonna la faceva,bisognava allontanare le sedie dal tavolo,per appoggiarla!!pensa che maestria!!cosa da non sottovalutare è anche il dono della manualità,cosa di cui sono totalmente priva,nonostante le mie scuole artistiche!
    comunque,ti faccio i complimenti per quello che fai,sei bravissima!

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  5. Hai ragione, il cucinare è un'arte che va ricercata per prima nell'anima, poi studiata e messa in pratica. Un piatto senza anima sa di niente, nulla da dire, nulla da raccontare. Proprio ieri sera mi è capitato di leggere una frase in spagnolo...che dice: " La Cocina es Alquimía de Amor ". Io non ho avuto esempi da seguire, mia madre è sempre stata impegnata a lavorare, ma per golosità o per passione, ho sempre cucinato. Alla passione si è aggiunto il desiderio di conoscere e poi quello di mettere in pratica. Quest'ultima si acquisisce pian piano, prendendo dei punti di riferimento e provando e riprovando. Non si smette mai di imparare e soprattutto cosa assai difficile...di sentire. Conosco Gennarino....Grazie per il consiglio. Buona giornata.

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  6. Non so se hai letto il mio post sugli gnocchi...
    è uno dei ricordi più belli che ho della mia nonna, guardarla preparare gli gnocchi...e io ero l'adetta a fare la forma rigata con la forchetta...oltre che a mangiare una considerevole dose di gnocchi crudi!
    Credo proprio che lo insegnerò a miei nipoti...!

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  7. Mio marito è pessimista: secondo lui, tempo un'altra generazione e non ci sarà più nessuno che, non solo non sa come si rigano gli gnocchi, ma neanche come si fa una pasta e fagioli! Forse perchè ha tre figli e relativi nipoti a cui non piace cucinare e neppure sanno apprezzare il buon cibo! Io, leggendo i vari forum e blog(s) sono meno pessimista, però non devo dimenticare che, anche se sembriamo in tanti noi foodies, siamo solo una sparuta minoranza...
    Valeria

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  8. Ma non mi hai detto come si rigano gli gnocchi :-)))))))

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  9. Come darti torto, Ornella.
    La cucina è un'Arte dove è indispensabile saper usare tutti e cinque i sensi (....qualcuno in più e sarebbe il massimo...).
    E la passione??? Oh se ce ne vuole!!!
    E l'equilibrio???? E' alla base di ogni buona riuscita!!!
    E la manualità???? Antichi gesti ripetuti e tramandati!!!
    E la creatività???? Non può certo mancare!!!!
    E la magia????? Oh... la magia!!!!
    Ciao
    Licia

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  10. Come darti torto, Ornella.
    La cucina è un'Arte dove è indispensabile saper usare tutti e cinque i sensi (....qualcuno in più e sarebbe il massimo...).
    E la passione??? Oh se ce ne vuole!!!
    E l'equilibrio???? E' alla base di ogni buona riuscita!!!
    E la manualità???? Antichi gesti ripetuti e tramandati!!!
    E la creatività???? Non può certo mancare!!!!
    E la magia????? Oh... la magia!!!!
    Ciao
    Licia

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  11. @dauly, grazie infinite, sei molto gentile! I tuoi ricordi sono tenerissimi, un bacione.
    @ Alessandra, hai ragione da vendere,:non si finisce mai di imparare! Quello che è indispensabile secondo me, è capire quello che si fa e chiedersi il perché.
    Anche se può sembrare eccessivo, anche in cucina bisogna ragionare! Grazie della visita.
    @ Marta, che bella immagine! Hai perfettamente compreso quello che intendevo dire, GRAZIE!!!
    @ Vale, io non sono pessimista... l'interesse per il food non vede battute di arresto!
    Credo che tocchi a noi il compito di far apprezzare il cibo non solo come una cosa buona da mangiare per riempire lo stomaco.
    Un saluto a Giorgio ed un bacio a te.
    @Rosettaaaaaaaaa, mica lo devo dire a te?! ahahahah...
    @Licia,l'elenco potrebbe continuare... come nella vita, gli ingredienti sono infiniti
    Grazie cara, per essere passata da me!

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  12. Fare la pasta in casa dà sempre tantissima soddisfazione e sicuramente è una cosa che affascina sin da piccoli, almeno per me è stato così. Leggendo il tuo post mi sono ricordata che la mia vicina un giorno (di non so più quale era geologica) mi disse che avremmo preparato gli gnocchi assieme...Mi sa che uno di questi giorni glielo faccio vedere.

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  13. Gli gnocchi - "vorrei comprare il rigagnochi dico a Marcowebmaster"

    Mi guarda come fossi un marziano e risponde rigagnocchi??? io quando aiutavo mia madre li rigavo con la forchetta!

    E' che a me è rimasta in memoria la foto del bellissimo d'epoca rigagnocchi di Alex. :))

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